Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
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    L'arrosto senza polpa di Robin Hood-Tremonti

    Ora che il gran fumo delle promesse e delle dichiarazioni pirotecniche comincia a diradarsi, l'arrosto della manovra del governo si sta rivelando in tutti i suoi limiti, qualitativi e quantitativi. I primi ad accorgersene saranno presto proprio coloro che vengono enfaticamente indicati come i maggiori beneficiari ovvero i pensionati ai livelli minimi. In una platea stimata fra i quattro e i cinque milioni soltanto poco più di un milione di costoro riceverà la fatidica carta di credito prepagata per le spese di prima necessità. Ma per un importo di 400 euro (in sostanza 33 al mese in un anno) che si annuncia, per giunta, come una classica "una tantum" con un onere complessivo di 500 milioni per il bilancio pubblico.

    Par di capire, quindi, che al Robin-Tremonti deve essere rimasto in borsa un bel po' del denaro che egli diceva di voler togliere dalle tasche dei ricchi per trasferirlo in quelle dei poveri. Risulta, infatti, che sole le maggiori tasse imposte ai petrolieri dovrebbe dare un gettito già quest'anno di almeno un miliardo, al quale si sommerà l'incasso sul giro di vite fiscale per banche e assicurazioni: probabilmente un altro miliardo. Ciò significa che soltanto un quarto dei soldi così raccolti finirà davvero a sostegno dei più bisognosi. Il resto è evidentemente prenotato per altri, al momento non chiariti, scopi.

    Che cosa poi accadrà, una volta che questo gettito straordinario sarà esaurito, non si sa. Né ciò è chiarito all'interno del bilancio triennale che viene presentato come una clamorosa novità quando, in realtà, si tratta della logica prosecuzione di una prassi cominciata decenni fa con la presentazione dei Dpef e della Finanziaria. In ogni caso l'ipotesi che queste sovrattasse possano essere rese permanenti non è davvero credibile. Primo, perché nulla assicura che petrolieri e banchieri potranno continuare a ingrassare di lauti profitti anche nel prossimo avvenire. Secondo, perché questo intervento contiene al suo interno una pericolosa controindicazione, cioè il rischio che i maggiori prelievi siano trasferiti in tutto o in parte dai tartassati sul costo finale dei loro prodotti o servizi. Cosicché il serpente fiscale finirebbe per mordersi la coda a danno della generalità dei consumatori, come insegna anche il più elementare breviario di scienza delle finanze.


    Certo, di positivo c'è che Berlusconi e Tremonti hanno solennemente confermato l'obiettivo di rispettare l'impegno al pareggio di bilancio nel 2011 assunto in sede europea. Ma dove stia la straordinarietà di questo annuncio proprio non si vede. Ci sarebbe mancato solo che il nuovo governo italiano esordisse gettando alle ortiche quello che è il maggiore banco di prova della nostra credibilità in sede internazionale.

    di Massimo Riva
    http://www.repubblica.it/2008/06/sez...u-manovra.html

  2. #2
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    Ridicolo che gli sponsorizzatori del governo piu' tassa e spendi della repubblica si ergano
    ora a critico delle tasse e della spesa pubblica

    Citazione Originariamente Scritto da Saint-Just Visualizza Messaggio
    Ora che il gran fumo delle promesse e delle dichiarazioni pirotecniche comincia a diradarsi, l'arrosto della manovra del governo si sta rivelando in tutti i suoi limiti, qualitativi e quantitativi. I primi ad accorgersene saranno presto proprio coloro che vengono enfaticamente indicati come i maggiori beneficiari ovvero i pensionati ai livelli minimi. In una platea stimata fra i quattro e i cinque milioni soltanto poco più di un milione di costoro riceverà la fatidica carta di credito prepagata per le spese di prima necessità. Ma per un importo di 400 euro (in sostanza 33 al mese in un anno) che si annuncia, per giunta, come una classica "una tantum" con un onere complessivo di 500 milioni per il bilancio pubblico.

    Par di capire, quindi, che al Robin-Tremonti deve essere rimasto in borsa un bel po' del denaro che egli diceva di voler togliere dalle tasche dei ricchi per trasferirlo in quelle dei poveri. Risulta, infatti, che sole le maggiori tasse imposte ai petrolieri dovrebbe dare un gettito già quest'anno di almeno un miliardo, al quale si sommerà l'incasso sul giro di vite fiscale per banche e assicurazioni: probabilmente un altro miliardo. Ciò significa che soltanto un quarto dei soldi così raccolti finirà davvero a sostegno dei più bisognosi. Il resto è evidentemente prenotato per altri, al momento non chiariti, scopi.

    Che cosa poi accadrà, una volta che questo gettito straordinario sarà esaurito, non si sa. Né ciò è chiarito all'interno del bilancio triennale che viene presentato come una clamorosa novità quando, in realtà, si tratta della logica prosecuzione di una prassi cominciata decenni fa con la presentazione dei Dpef e della Finanziaria. In ogni caso l'ipotesi che queste sovrattasse possano essere rese permanenti non è davvero credibile. Primo, perché nulla assicura che petrolieri e banchieri potranno continuare a ingrassare di lauti profitti anche nel prossimo avvenire. Secondo, perché questo intervento contiene al suo interno una pericolosa controindicazione, cioè il rischio che i maggiori prelievi siano trasferiti in tutto o in parte dai tartassati sul costo finale dei loro prodotti o servizi. Cosicché il serpente fiscale finirebbe per mordersi la coda a danno della generalità dei consumatori, come insegna anche il più elementare breviario di scienza delle finanze.


    Certo, di positivo c'è che Berlusconi e Tremonti hanno solennemente confermato l'obiettivo di rispettare l'impegno al pareggio di bilancio nel 2011 assunto in sede europea. Ma dove stia la straordinarietà di questo annuncio proprio non si vede. Ci sarebbe mancato solo che il nuovo governo italiano esordisse gettando alle ortiche quello che è il maggiore banco di prova della nostra credibilità in sede internazionale.

    di Massimo Riva
    http://www.repubblica.it/2008/06/sez...u-manovra.html

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Saint-Just Visualizza Messaggio
    Ora che il gran fumo delle promesse e delle dichiarazioni pirotecniche comincia a diradarsi, l'arrosto della manovra del governo si sta rivelando in tutti i suoi limiti, qualitativi e quantitativi. I primi ad accorgersene saranno presto proprio coloro che vengono enfaticamente indicati come i maggiori beneficiari ovvero i pensionati ai livelli minimi. In una platea stimata fra i quattro e i cinque milioni soltanto poco più di un milione di costoro riceverà la fatidica carta di credito prepagata per le spese di prima necessità. Ma per un importo di 400 euro (in sostanza 33 al mese in un anno) che si annuncia, per giunta, come una classica "una tantum" con un onere complessivo di 500 milioni per il bilancio pubblico.

    Par di capire, quindi, che al Robin-Tremonti deve essere rimasto in borsa un bel po' del denaro che egli diceva di voler togliere dalle tasche dei ricchi per trasferirlo in quelle dei poveri. Risulta, infatti, che sole le maggiori tasse imposte ai petrolieri dovrebbe dare un gettito già quest'anno di almeno un miliardo, al quale si sommerà l'incasso sul giro di vite fiscale per banche e assicurazioni: probabilmente un altro miliardo. Ciò significa che soltanto un quarto dei soldi così raccolti finirà davvero a sostegno dei più bisognosi. Il resto è evidentemente prenotato per altri, al momento non chiariti, scopi.

    Che cosa poi accadrà, una volta che questo gettito straordinario sarà esaurito, non si sa. Né ciò è chiarito all'interno del bilancio triennale che viene presentato come una clamorosa novità quando, in realtà, si tratta della logica prosecuzione di una prassi cominciata decenni fa con la presentazione dei Dpef e della Finanziaria. In ogni caso l'ipotesi che queste sovrattasse possano essere rese permanenti non è davvero credibile. Primo, perché nulla assicura che petrolieri e banchieri potranno continuare a ingrassare di lauti profitti anche nel prossimo avvenire. Secondo, perché questo intervento contiene al suo interno una pericolosa controindicazione, cioè il rischio che i maggiori prelievi siano trasferiti in tutto o in parte dai tartassati sul costo finale dei loro prodotti o servizi. Cosicché il serpente fiscale finirebbe per mordersi la coda a danno della generalità dei consumatori, come insegna anche il più elementare breviario di scienza delle finanze.


    Certo, di positivo c'è che Berlusconi e Tremonti hanno solennemente confermato l'obiettivo di rispettare l'impegno al pareggio di bilancio nel 2011 assunto in sede europea. Ma dove stia la straordinarietà di questo annuncio proprio non si vede. Ci sarebbe mancato solo che il nuovo governo italiano esordisse gettando alle ortiche quello che è il maggiore banco di prova della nostra credibilità in sede internazionale.

    di Massimo Riva
    http://www.repubblica.it/2008/06/sez...u-manovra.html
    Solamente all'esperto di finanza creativa Tremonti , con quella sua faccia da adolescente diventato vecchio , poteva venire l'"idea" di tassare un settore dove l'imposizione fiscale raggiunge già ora il 67%.
    E' una misura da governo statalista e dirigista all'amatriciana , tipo ministri dorotei o fanfaniani di 20 o 30 anni fa....con un'unica differenza , vale a dire che allora c'era l'enorme risorsa debito pubblico da spolpare , oggi non più.
    Leggevo proprio ieri delle incredibili performances delle nostre esportazioni , un vero miracolo in tempo di euro rivalutato.
    Sono il segnale della vera economia vitale , quella che crea reddito , ricchezza e lavoro.
    Bene questi , i tremonti ecc. , tirano fuori il vecchio dirigismo , ripristinano la cassa del mezzogiorno e le altre cazzate , che in 50 anni hanno creato il secondo o terzo debito pubblico al mondo.
    Ma l'incredibile è che anche a sinistra c'è chi plaude e ammira il commercialista di sondrio , forse per quell'immagine (fuori luogo in un mondo globalizzato) del robin hood che toglie ei ricchi per dare ai poveri.
    Il risultato sarà un ulteriore indebolimento delle già pochissime nostre imprese di grandi dimensioni , ENI ecc. , nel nome di una sciocca e malefica demagogia e populismo da governo neo craxiano o fanfaniano....

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Max50 Visualizza Messaggio
    Solamente all'esperto di finanza creativa Tremonti , con quella sua faccia da adolescente diventato vecchio , poteva venire l'"idea" di tassare un settore dove l'imposizione fiscale raggiunge già ora il 67%.
    E' una misura da governo statalista e dirigista all'amatriciana , tipo ministri dorotei o fanfaniani di 20 o 30 anni fa....con un'unica differenza , vale a dire che allora c'era l'enorme risorsa debito pubblico da spolpare , oggi non più.
    Leggevo proprio ieri delle incredibili performances delle nostre esportazioni , un vero miracolo in tempo di euro rivalutato.
    Sono il segnale della vera economia vitale , quella che crea reddito , ricchezza e lavoro.
    Bene questi , i tremonti ecc. , tirano fuori il vecchio dirigismo , ripristinano la cassa del mezzogiorno e le altre cazzate , che in 50 anni hanno creato il secondo o terzo debito pubblico al mondo.
    Ma l'incredibile è che anche a sinistra c'è chi plaude e ammira il commercialista di sondrio , forse per quell'immagine (fuori luogo in un mondo globalizzato) del robin hood che toglie ei ricchi per dare ai poveri.
    Il risultato sarà un ulteriore indebolimento delle già pochissime nostre imprese di grandi dimensioni , ENI ecc. , nel nome di una sciocca e malefica demagogia e populismo da governo neo craxiano o fanfaniano....
    Quoto.

    Tremonti l'abbia già visto all'opera una volta ed ha già fatto danni enormi. Speriamo lo fermino prima che i danni siano irreparabili..

 

 

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