Il 9 marzo 2008 dichiarava:
Prodi: «Ho chiuso con la politica italiana»
Il premier: «Il mondo pieno di occasioni, dove c'è gente che aspetta aiuto e pace»
ROMA - «Sommando gli aumenti si crea un'angoscia terribile, e non serve». Il premier Romano Prodi, intervistato da SkyTg24, parla dell'allarme prezzi e invita a smetterla con la pubblicazione di previsioni terrorizzanti, come quelle legate ai rincari delle bollette. Comunque gli incrementi «vanno controllati», sottolinea Prodi, rivendicando l'importanza di aver fatto le liberalizzazioni: «Sono servite - dice Prodi -, ma se il prezzo del grano aumenta del 70% e se il petrolio arriva a 105 dollari c'è un problema. Benzina e petrolio sono cresciuti come mai dal dopoguerra». Quindi, «cerchiamo di controllare i prezzi, il comportamento degli intermediari e creiamo più concorrenza nel sistema, ma non spargiamo ogni giorno dell'angoscia perché è troppo comodo farlo».
«BASTA POLITICA» - Prodi è poi tornato a parlare del suo futuro, ribadendo che non ci sarà spazio per l'attività politica. «Il futuro è sempre bello. Io ho chiuso con la politica italiana, forse ho chiuso anche con la politica. Ma il mondo è pieno di occasioni e di doveri, c’è tanta gente che aspetta una parola di pace e di aiuto, e quindi c’è più spazio adesso di prima».
http://www.corriere.it/politica/08_m...ba99c667.shtml
Dopo poco più di 3 mesi...
Prodi: non lascio la politica
ROMANO PRODI
Caro direttore,
senza voler entrare in alcun modo nel merito né dei sostantivi né degli aggettivi contenuti nello scritto di Marcello Sorgi a me dedicato sotto il titolo «L’esilio di Romano. Un macigno sull'assemblea del Pd» (La Stampa del 18 giugno), dei quali lascio ogni responsabilità all'autore, vorrei limitarmi a una sola precisazione. Non è vero che «Romano Prodi, l'unico leader che ha battuto due volte Berlusconi, ha atteso una decina di giorni dal fatidico 13 aprile prima di separare il suo destino dal suo (ex) partito».
A dieci giorni dal 13 aprile, infatti, io ho solo reso note le mie dimissioni da presidente della Assemblea del Partito. Esse erano state tuttavia da me trasmesse al segretario del Partito ben prima di quella data, ma comunicate dopo le elezioni per evitare che il gesto potesse in qualsiasi modo danneggiare la campagna del Pd e nuocere al suo risultato elettorale. E questo appunto perché, a differenza di quel che scrive Sorgi, esse non intendevano e non intendono in alcun modo esprimere l'intenzione di separare il mio destino da quello che non è il mio ex partito bensì quello che considero ancora il mio partito di appartenenza, ma solo segnalare una ridefinizione delle mie responsabilità in una fase diversa della mia vita.
Prendiamo atto con piacere che Prodi non intende abbandonare la vita politica. Ma ricordiamo che nei giorni scorsi erano stati diversi esponenti del Pd, anche a lui vicini, a parlare di una sua «diversa scelta esistenziale»*. Resta poi aperto il problema: l’Assemblea costituente del Pd discuterà la linea prodiana di accordo tra il centrosinistra riformista e la sinistra radicale, grazie alla quale l’Ulivo nel 1996 e l’Unione del 2006 vinsero le elezioni, e senza la quale il Pd nel 2008 le ha perse, o continuerà a considerare quello di Prodi un caso personale e non politico?
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tm...ione=&sezione=
* E noi ricordiamo che erano parole dello stesso Prodi a sostenere un suo deciso e perentorio abbandono della politica italiana.




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