Roma, 19 giu. - (Adnkronos/Ign) - La Lega si divide sul trattato di Lisbona. Dopo la contrarietà espressa da Roberto Calderoli (nella foto con Bossi) che aveva affermato che dopo il voto contrario dell'Irlanda ''il trattato non essiste più'', Umberto Bossi frena e afferma: ''Lo voteremo''. E aggiunge: "Quando dico di votare sì, tutti votano sì". "Se la Gran Bretagna non avesse votato il Trattato di Lisbona, sarebbe morto. Invece - sottolinea il leader del Carroccio - l'ha votato ed è ancora vivo".
Ma al segretario del partito replica il ministro della Semplificazione: "Non ho mai dichiarato che avrei votato contro il Trattato di Lisbona. Ho sempre ritenuto necessario, però, a fronte di una perdita di sovranità popolare, il ricorso ad una consultazione popolare e continuo a restare della stessa idea".
"Pertanto - aggiunge - non ho nessuna difficoltà a seguire l'indicazione di voto favorevole espressa dal mio segretario Bossi, ancor di più alla luce della bocciatura da parte dell'Irlanda, per cui si esprimerà un voto nei confronti di una cosa che non c'è già più".
Quindi incalza il coordinatore delle segreterie nazionali della Lega: "A rispondere del tempo e dei soldi gettati al vento per l'esame parlamentare dell'aria fritta saranno coloro che, testardamente, insistono a voler rianimare un morto".
Da parte sua il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al termine del vertice del Partito popolare europeo a Bruxelles, ha sottolineato: "Esistono oggi in Europa due categorie di cittadini: quelli che esprimono il loro parere sul trattato di Lisbona e quelli che non lo hanno potuto esprimere. Quelli che hanno potuto esprimere il loro parere hanno bocciato il trattato e quindi hanno bocciato questa Europa".
''Ciò non vuol dire che non si pensi tutti quanti che l'Europa sia una cosa positiva'', ha aggiunto. ''Però - ha avvertito - riteniamo praticamente tutti, comunque in tantissimi, che ci sia bisogno di un rinnovamento nelle sue strutture, nel modo di affrontare i problemi. Dev'essere un 'Europa più vicina ai problemi veri dei cittadini e più partecipe dei problemi del mondo per essere anche protagonista come missionaria di pace, di libertà e di democrazia nel mondo, cosa che oggi francamente non si può dire che sia".
In mattinata il presidente del Consiglio all'assemblea della Confcommercio dove è passato a dare il suo saluto prima di partire per Bruxelles aveva affermato cheall'Europa allargata e penalizzata dal no dell'Irlanda "serve un 'drizzone'". "Vado in Europa - aveva aggiunto il Cavaliere - a dare il nostro contributo alla costruzione europea. Trovo l'Europa arretrata rispetto a due anni fa".
Secondo il premier il cambiamento ai vertici dei governi nazionali ha portato l'Europa a "perdere di personalità" e ciò le ha fatto fare "un passo indietro rispetto alla capacità di decisione". Serve "un cambiamento per l'Europa che possa essere di nuovo protagonista" ha proseguito il presidente del Consiglio, che ha anche annunciato che l'Italia proporrà al Consiglio europeo "di approvare il Trattato di Lisbona in modo tale da avere il si' di 26 Stati membri, mentre l'Irlanda dovra' dare una risposta alternativa".
Il ministro degli Esteri Franco Frattini auspica che il Parlamento ratifichi il Trattato di Lisbona "prima delle ferie estive" , dando così un importante "segnale politico". "Il governo italiano auspica che il Parlamento continui a discutere e ratifichi" il Trattato, ha detto Frattini in un'audizione davanti alle commissioni Esteri e Politiche comunitarie del Senato, prima di partire per Bruxelles, per il vertice dei capi di Stato e di governo dell'Ue, "perché questo sarebbe un segnale politico".


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