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  1. #1
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    Arrow Il comunitarismo di Amitai Etzioni.

    Scusate sapete qualcosa riguardo questo comunitarismo? C'è un utente che ne parla tanto, sapete in cosa consiste? Ciao!

  2. #2
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    OMNIA SUNT COMMUNIA

    Da Comunitarismo


    I COMMUNITARIANS AMERICANI

    Le origini dei communitarians



    Il comunitarismo americano è un fenomeno complesso, nasce tra la metà degli anni Settanta e gli inizi degli anni Ottanta del Novecento e si presenta all'inizio nella forma di una corrente filosofica.

    Il nucleo originario del pensiero dei communitarians si trova nelle elaborazioni di R.M Unger (che scrive Knowledge and Politics nel 1975), Alasdair MacIntyre (autore del fondamentale After Virtue del 1981), Michael Sandel (che nel 1982 pubblica l'altrettanto importante Liberalism and the Limits of Justice), Charles Taylor (di cui va ricordata, per questa fase di esordio, la raccolta di saggi intitolata Philosophy and Human Sciences. Philosophical Papers del 1985). Ad essi fa seguito una seconda generazione, che ha i suoi nomi di spicco in Philip Selznick, Robert Bellah, Amitai Etzioni, più esplicitamente impegnata sul piano dell'attualità politica.

    Si tratta sempre, comunque, di docenti di filosofia o di sociologia, che esercitano il loro insegnamento nelle più prestigiose università americane e canadesi. Essi si collocano nell'ambito del «progressismo» (Taylor ha un passato nell'ambito dell'estrema sinistra; Etzioni è fra i consiglieri di Carter e Clinton e più recentemente assume posizioni critiche nei confronti del «Patriot Act» e della politica «imperiale» della presidenza Bush; Sandel appoggia la campagna elettorale del candidato democratico Dukakis nel 1988), con la parziale eccezione di MacIntyre, che appare come un conservatore di ispirazione aristotelico-tomista.
    Non è che siano mancati in Italia studi ed interventi accurati sui communitarians. Essi sono comparsi soprattutto nel corso degli anni Novanta, ma si sono subito notate forti riserve derivanti dal fatto che il concetto di «comunità» proposto dagli intellettuali americani è stato immediatamente assimilato alla vecchia elaborazione di Tonnies (per la quale si rimanda al saggio comparso sul numero di gennaio-aprile 2002 di questa rivista) con la connessa aspirazione a ricreare a livello macrosociale le condizioni di vita delle comunità tradizionali. Benché una certa «aria di famiglia» sia fuori discussione (polemica contro l'atomismo, la ragione astratta, la freddezza e l'impersonalità delle relazioni sociali), in questa sede cercheremo di dimostrare l'infondatezza di tale critica.



    Segue - http://www.comunitarismo.it/comunitarismo_italiano3.htm



    ARDITI NON GENDARMI

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Muntzer Visualizza Messaggio
    OMNIA SUNT COMMUNIA

    Da Comunitarismo


    I COMMUNITARIANS AMERICANI

    Le origini dei communitarians



    Il comunitarismo americano è un fenomeno complesso, nasce tra la metà degli anni Settanta e gli inizi degli anni Ottanta del Novecento e si presenta all'inizio nella forma di una corrente filosofica.

    Il nucleo originario del pensiero dei communitarians si trova nelle elaborazioni di R.M Unger (che scrive Knowledge and Politics nel 1975), Alasdair MacIntyre (autore del fondamentale After Virtue del 1981), Michael Sandel (che nel 1982 pubblica l'altrettanto importante Liberalism and the Limits of Justice), Charles Taylor (di cui va ricordata, per questa fase di esordio, la raccolta di saggi intitolata Philosophy and Human Sciences. Philosophical Papers del 1985). Ad essi fa seguito una seconda generazione, che ha i suoi nomi di spicco in Philip Selznick, Robert Bellah, Amitai Etzioni, più esplicitamente impegnata sul piano dell'attualità politica.

    Si tratta sempre, comunque, di docenti di filosofia o di sociologia, che esercitano il loro insegnamento nelle più prestigiose università americane e canadesi. Essi si collocano nell'ambito del «progressismo» (Taylor ha un passato nell'ambito dell'estrema sinistra; Etzioni è fra i consiglieri di Carter e Clinton e più recentemente assume posizioni critiche nei confronti del «Patriot Act» e della politica «imperiale» della presidenza Bush; Sandel appoggia la campagna elettorale del candidato democratico Dukakis nel 1988), con la parziale eccezione di MacIntyre, che appare come un conservatore di ispirazione aristotelico-tomista.
    Non è che siano mancati in Italia studi ed interventi accurati sui communitarians. Essi sono comparsi soprattutto nel corso degli anni Novanta, ma si sono subito notate forti riserve derivanti dal fatto che il concetto di «comunità» proposto dagli intellettuali americani è stato immediatamente assimilato alla vecchia elaborazione di Tonnies (per la quale si rimanda al saggio comparso sul numero di gennaio-aprile 2002 di questa rivista) con la connessa aspirazione a ricreare a livello macrosociale le condizioni di vita delle comunità tradizionali. Benché una certa «aria di famiglia» sia fuori discussione (polemica contro l'atomismo, la ragione astratta, la freddezza e l'impersonalità delle relazioni sociali), in questa sede cercheremo di dimostrare l'infondatezza di tale critica.



    Segue - http://www.comunitarismo.it/comunitarismo_italiano3.htm



    ARDITI NON GENDARMI
    Grazie per le informazioni!

 

 

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