La Storia di Bergamo Violentata
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tratto da L'Eco di Bergamo del 21 giugno 2008
Sulla risalita di Città Alta ferve il dibattito. Con lettere alla redazione e interventi sul sito www.eco.bg.it moltissimi hanno detto la loro, chi pro e chi contro il progetto. «Da sempre – scrivono Franco Tentorio e Alessandra Gallone di An – siamo contro la costruzione dell'ascensore che porta da città bassa a Sant'Agostino. Perché è esteticamente invasivo e perché serve a poco. Ma non ci limitiamo alla sterile critica. Ecco la nostra proposta. Ciò che serve è un progetto completo che, partendo – ad esempio – da un parcheggio, anche sotterraneo, da costruirsi in via Baioni, passi sotto le Mura e con un ascensore porti nel cuore di Città Alta. Un progetto simile è inserito nel piano di intervento per l'area ex Sace: il costo è di 15 milioni di euro, senz'altro sostenibile da parte del Comune. Perché non provare a ragionare in grande?». Nel frattempo, la Lega dice: «Dopo aver visto il progetto scelto non possiamo che riconfermare con decisione tutta la nostra contrarietà all'intervento». E propone un sondaggio, che inizierà oggi con un gazebo dalle 17 alle 21 in Colle Aperto.
Riflette Claudio Cremaschi: «Perché non esplorare la possibilità di un accesso "sotto" le mura?». «Perché non delle belle scale mobili e via?», suggerisce invece S. P. Antonio Lamera, che boccia il progetto vincitore, definisce «scandaloso» il costo di 3,5 milioni e afferma: «Molto meglio il secondo classificato, è meno invasivo». Andrea B. ha un parere positivo: «Come prima impressione, a me questo progetto non dispiace affatto. Lascia abbastanza integre le mura, offre un'ottima panoramica sul territorio, non appare particolarmente invasivo come impatto visivo». E Ugo: «Ritengo la proposta esteticamente gradevole e non particolarmente impattante. E' senz'altro più economica, e quindi più fattibile, di altre soluzioni più ardite. Mi auguro che l'amministrazione porti finalmente a compimento quest'opera». Contrarissima Luana19: «A Bergamo si è perso il senso della misura». Paolo Q. stronca l'idea della risalita da via Baioni: «L'utilizzo sarà limitato; l'impatto visivo devastante». «La strada imboccata non è quella giusta – scrive Carlo Bianchi –. Qualcosa si sta muovendo, ma mi sembra incredibile che l'unica soluzione valutabile debba essere questa benedetta torre». Davide G. contesta l'idea di macchina medievale: «Storicamente la nostra roccaforte non è stata mai espugnata». Mentre Paolo Ferretti chiede «decisionismo». «Confido – scrive – che gli amministratori del nostro capoluogo non si impantanino in una poco proficua bagarre come accaduto con le fatidiche “torri”… e chiamare torri degli edifici di dieci piani è un eufemismo».
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