testimoni di giustizia fuori dalla Pubblica Amministrazione (se lo meritano)


Lunedì prossimo, 23 giugno, alle 18 davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, manifestazione contro tutte le ultime porcate di Silvio Berlusconi. Ci saranno Nando Dalla Chiesa, Gianni Barbacetto e altri. Vi prego, fatelo per voi stessi, venite, non rimanete in casa a lamentarvi mentre vi fottono l'Italia!

Mi scrivono Antonino Candela e Francesca Inga, marito e moglie, testimoni di giustizia. Scrivono a me perché siamo oramai amici, ma soprattutto perché io rispondo, le istituzioni che dovrebbero essere ai loro piedi no. Antonino e Francesca, due illusi come tanti altri che si sono fidati di questo Stato viscido e si sono consegnati nelle mani di burocrati sudaticci, di politici che anzichè tutelarli erano impegnati a fare affari con quelli che loro denunciavano. Erano impegnati nel “dialogo”. Nonostante tutto lo hanno fatto. Due kamikaze della giustizia. Antonino mi racconta che ieri l’altro stavano seguendo un film horror sul satellite: la diretta dal Senato. I signori senatori stavano votando l’emendamento al pacchetto sicurezza relativo all’inserimento dei testimoni di giustizia nella pubblica amministrazione, che vuol dire farli lavorare, restituire loro dignità e normalità. Il governo di quel mocassino col pelo di Berlusconi si è opposto. Ha bocciato l’emendamento presentato dal Pd, che però l’ha presa con filosofia: “Yes, can capitar”. Antonino mentre mi raccontava quei momenti, era quasi in lacrime. Vedeva nuovamente calpestato il suo futuro, costretto ad essere mantenuto dallo Stato quando chiede al contrario autonomia, lavoro, libertà di iniziativa imprenditoriale, la normalità di una vita comunissima. Ma in Italia da sempre ci si occupa dei carnefici, le vittime devono fare le vittime, e in silenzio se è possibile. Solo grazie all’emendamento dell’On. Beppe Lumia, infatti, i boss mafiosi non avranno più il patrocinio legale da parte dello Stato. Fino ad oggi pagavamo milioni di euro per gli avvocati dei don. Ma come fanno gli altri stati a chiamarci “Furbi”, noi che spendevamo per questo 72 milioni di euro l'anno? Scrive, Antonino sul suo blog: Il rifiuto del Governo e del Parlamento ad approvare l’emendamento sui Testimoni di Giustizia nasconde un inquietante accordo sottobanco, è il segno tangibile di una politica ostile. Utile solo nelle emergenze.I Testimoni di Giustizia, forse sono considerati dei disonesti con condanne, o persone oneste? Una volta eroi, nel momento del bisogno, per fare Giustizia: “Denuncia, testimonianza, aiuto per far condannare i mafiosi”, e poi molte volte buttati, bersagliati da ogni tipo di rifiuto. A subire amarezze, quando chiedono un lavoro nella Pubblica Amministrazione. Io proporrei all’On. Lumia, l’unico a cui rivolgerei la parola nel Pd, di presentare una proposta di legge: vietare per legge allo Stato di chiedere agli imprenditori di denunciare le estorsioni e i ricatti. Anzi, la legge dovrebbe obbligare gli imprenditori a pagare regolarmente la tassa per gli amici in carcere e non rompere i coglioni alla Giustizia Italiana che non ha bisogno né di loro né delle intercettazioni. Perché questa legge? Perché è incostituzionale chiedere ad un imprenditore, ad un testimone oculare di un omicidio di denunciare, di affidarsi allo Stato, quando già in partenza si ha la certezza che prima o poi li lasceranno con i sacri glutei per terra. Lo Stato non deve poter più farlo. Devono dire: “denuncia, ma sappi che non ci faremo carico del tuo futuro e della tua sicurezza. Dopo i processi chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto”. Un consenso informato. I ragazzi di Addio Pizzo devono cambiare nome e obiettivo: BeatoPizzo. In questi giorni, sempre più spesso mi chiedo per chi e per cosa stiamo dando la nostra vita. Perché stiamo lottando contro tutto quello che sta accadendo? Questa Italia si merita tanto? Una Italia che assiste inerme alla razzia di quattro criminali della libertà, con partecipazioni democratiche, merita ancora una possibilità? Una possibilità non lo so, ma un ultimo colpo di reni è d'obbligo.
http://www.bennycalasanzio.blogspot.com/

I testimoni di giustizia sono dei cittadini onesti, che con coraggio denunciano, fanno ' il loro dovere di cittadini '.
Questo, per loro molto spesso significa abbandonare casa, lavoro, familiari, la propria città, la propria identità, di fatto ' non esistono più ', e purtroppo non esistono neanche per lo Stato che dovrebbe proteggerli ed assisterli, lasciandoli così in balìa della vendetta dei criminali.
Che poi il governo Berlusconi si opponga al loro inserimento lavorativo nella pubblica amministrazione non mi sorprende affatto, considerato che ll capo del governo più volte ha definito ' eroe ' il mafioso Mangano, suo stalliere ad Arcore.
Niente paura mafiosi... saranno sempre meno coloro che testimonieranno contro i vostri crimini...proseguite tranquillamente la vostra attività. Il vostro ' angelo custode' vi protegge.