User Tag List

Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 19
  1. #1
    Registered User
    Data Registrazione
    02 Nov 2002
    Messaggi
    20
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Le tracce della Nuova Costituente

    Posto quanto riportato nel sito di Maninchedda riservandomi di itervenire più tardi sul contenuto. Prescindendo dalla profondità dell'analisi, da una prima lettura mi sembra assente qualsiasi tematica sardista se non un breve accenno al federalismo.
    Ma posso sbagliarmi..

    http://www.sardegnaeliberta.it/?p=1151#more-1151
    Oggi è un giorno importante. Per cui non si possono sprecare parole o arrotondare concetti. Dobbiamo essere semplici e chiari. Oggi nasce il coordinamento regionale delle forze qui presenti. Nasce per cambiare la Sardegna. Nasce con una profonda idea di cambiamento; nasce per innovare, non per conservare o ripristinare.

    Iniziamo ad analizzare questioni dei nostri giorni e facciamolo con chiarezza.
    Le ultime elezioni amministrative non le hanno vinte i partiti che rispetto alla competizione nazionale hanno perso consensi.
    Non le hanno vinte i partiti che alle politiche hanno tentato di eliminare la diversità politica con la forza dei muscoli e non con la sintesi delle idee.
    Non le hanno vinte i calcolatori che per un posto in Parlamento erano pronti a liquidare una storia o un partito.
    No, tutti questi hanno perso.
    Abbiamo vinto noi, che alle elezioni politiche, nel sarcasmo generale, abbiamo avuto il coraggio di combattere per le nostre idee.
    Noi che da tempo diciamo che gli ideologismi di CD e di CS alla gente non dicono più niente.
    Le bandiere ideologiche dei due Poli sono vuote.
    Noi siamo sopportati perché dimostriamo che la Destra e la Sinistra sono finzioni, ma i fatti ci stanno dando ragione.
    Noi siamo sopportati perché possiamo essere alleati, ma mai complici.
    Il CS di questa legislatura, ha frainteso l’alleanza con la complicità, perché pur essendo consapevole degli errori di Soru li ha tutti coperti; non solo, ha tacciato chi li ha denunciati come traditore.
    Bene, oggi noi diciamo chiaramente che con noi si stringono alleanze ma non si trovano complici.
    La realtà chiede dialogo, non tifoserie. Mai come in questa legislatura il dissenso è stato perseguitato. Mai come in questa legislatura nella sanità sono state politicizzate anche le siringhe. Il passato aveva lottizzato anche i microbi e lo abbiamo combattuto e lo combatteremo, se tornerà. Ma la logica che punisce chi dissente, che arruola piuttosto che discutere, questa è tipica di questa legislatura ed è odiosa. La realtà chiede programmi seri e persone credibili, non ordini e punizioni.

    Noi siamo la testa e gli artefici del modello che ha vinto le amministrative. E allora quel modello vale anche per le regionali.
    Che cosa vuol dire?
    Vuol dire semplicemente: programmi seri, praticabili, credibili e candidati premier capaci, democratici, onesti, capaci di vincere.
    Noi, e lo dimostreremo stasera, siamo pronti con nostre proposte e nostri uomini. E siamo fortemente infastiditi delle lotte interne tra correnti come pure dalla lotta pro o contro Soru della quale non ci importa un bel niente.
    Come si sono scelti i sindaci, così si sceglierà il candidato alla Presidenza. Chi pensa di sceglierlo un giorno prima delle elezioni e facendo quadrare i conti solo in casa propria, non farà il ticket con noi che siamo decisivi per vincere le elezioni. E noi, le elezioni regionali, le vogliamo vincere.

    Secondo concetto chiaro. Non ci sarà un terzo polo alle prossime elezioni regionali. La gente non lo capirebbe.

    E allora tutti ci chiedono ma con chi?
    Iniziamo da sinistra. Il Pd, in qualche modo, manda a dire: ma se non fosse candidato Soru, che cosa fareste? A questa domanda noi rispondiamo con un’altra domanda: vi è chiaro, a voi del Pd, che per noi il problema è prima il modello Soru e poi Soru?
    Il Pd ci deve dire che cosa pensa di tutte le criticità di questa legislatura. Faccio alcuni esempi: questa è stata la legislatura della paura del potere regionale, la legislatura che in nome della modernizzazione ha concentrato il potere nelle mani di uno, ha strapazzato i diritti individuali ingolfando il Tar di cause;
    questa è stata la legislatura in cui il Tar ha parlato di sviamento del potere;ma soprattutto questa è stata la legislatura delle leggi delega alla Giunta, la legislatura in cui la crisi più importante era ed è la crisi dei redditi e del lavoro e a questa crisi non si è risposto.
    Questa è stata la legislatura della rimozione per decreto presidenziale dei poveri e delle persone in difficoltà; questa è stata la legislatura nella quale si è risposto alla crisi di lavoro con le opere pubbliche, con le mega opere pubbliche, col Betile da 130 milioni di euro, mentre lo stesso Pigliaru aveva avvertito Soru che le opere pubbliche non generano né lavoro né sviluppo, come non lo generano gli architetti stellari. Ci vuole altro.
    C’è dunque un problema di modello. C’è chi, anche nel CD, vuole ereditare il modello Soru, questo potere fuori controllo che scappa dall’emergenza principale, i redditi e il lavoro; c’è chi, anche nel CS, vuole che si parli di Soru, che lo si processi, ma che non si parli del consenso dato a quel modello. Noi siamo alternativi a quel modello.
    Il Pd deve dire che cosa pensa del modello per farci capire se è un interlocutore oppure no; e deve dirci per quale ragione il Pd che non critica il modello Soru, cambia Soru. E qualora volesse cambiare il modello, dovrebbe dirci perché non si assume la responsabilità dell’averlo sostenuto anche nell’errore e invece rivendica ancora la guida del governo regionale nonostante questa responsabilità.
    Noi siamo sempre stati aperti al dialogo col PD ragionevole; ma francamente ci sembra che il PD vincente non giochi a scacchi ma faccia solo body building, con esibizioni di muscoli più o meno riuscite.
    Ci deve dire, il PD, che cosa vuol fare del ceto politico oppressivo con cui ha millimetricamente presidiato ogni realtà. Il simbolo di questa ragnatela è il Presidente della Camera di Commercio di Nuoro. Trent’anni di incarichi; oggi presidente e membro del Consiglio di amministrazione del Banco; geometra non praticante, ma attivissimo protagonista delle campagne elettorali locali, impegnato a spiegare a chi si è candidato con noi, quanto sarebbe stato meglio che si candidasse col PD. Se poi cercate a Nuoro trovate Presidenti nulla facenti che si svegliano al mattino e parlano contro Soru dopo averci dormito insieme per tre anni; trovate persone con la licenza media messe a capo di Spa regionali. Nuoro è l’epicentro del potere improprio del Pd. E allora una domanda: quando il PD ci toglierà questa ragnatela dal naso e questi calcagni dal collo? Abbiamo bisogno d’aria!
    Se il Pd smette di esibirsi e ritrova la sua anima riformista, sa perfettamente che nessuno di noi rifiuterà mai il confronto, tanto meno io che ho molti amici al suo interno (almeno tanti quanti sono gli acerrimi nemici).

    Col Centrodestra c’è in comune l’opposizione al modello Soru, e per noi non è per niente poco. Ma ci sono anche molte altre ombre. Chi pensa ad un’alleanza con noi come un’estensione della Pdl sbgalia. Chi fa un’alleanza con noi non aggiunge una stanza alla sua casa, no; se vuole fa una casa con noi, una nuova casa, che sta al Centrodestra tradizionale tanto quanto il ricamo può stare al kamasutra, cioè niente. Una nuova casa fondata solo ed esclusivamente sugli interessi nazionali dei sardi. Chi pensa di impantanarci sugli spalti aspettando che le dispute interne finiscano, si sbaglia. Chi pensa che noi non abbiamo uomini e programmi per il governo della regione, si sbaglia. Noi abbiamo gli uomini e i programmi. Ma soprattutto abbiamo il profilo del Presidente: per noi deve sapere rappresentare la voglia di cambiare che si respira in Sardegna; deve avere consenso personale, deve cioè godere di quel differenziale di credibilità che serve per vincere; deve dare garanzie di capacità; deve essere credibile se afferma, come noi vogliamo che faccia, di voler ripristinare le regole di una convivenza civile e senza paura; deve essere solidarista, perché la Sardegna non può uscire dalla crisi in cui è precipitata senza solidarietà.
    Deve essere un Presidente che non ha alcuna nostalgia per il passato, per gli agguati in Consiglio, per i favori agli amici, per la lottizzazione del bilancio, per il mattone sugli scogli e sulle spiagge. Un Presidente capace di fare un programma snello incardinato solo su lavoro e sviluppo.

    E allora che cosa vogliamo fare?

    Noi in autunno andremo a confrontarci nel territorio, raccontando le nostre proposte e raccogliendo quelle della gente. Gireremo centri e distretti, e verificheremo prima delle elezioni se il programma che proponiamo è adeguato a tutte le latitudini sarde. Pubblicheremo prima dell’estate la bozza. Ne anticipo alcuni temi sommariamente.
    Primo: ridemocratizzare la Sardegna. Restituzione al cittadino di livelli di garanzia semplici e non onerosi rispetto all’azione dei poteri locali e regionali. Fine del centralismo regionale.
    Secondo: partecipazione attiva alla riforma federalista dello stato italiano. L’attuale sovranità riconosciuta alla Sardegna è assolutamente insufficiente. E soprattuto rappresentanza adeguata in Europa.
    Terzo: il Piano paesaggistico. Va modificato nelle parti che non vanno bene, in quelle parti che subordinano tutto, anche il rifacimento di un terrazzino, alla Giunta regionale. Abbiamo bisogno di un Piano alberghiero. Abbiamo bisogno di un piano straordinario per il reticolo dei sentieri rurali che sono gli unici capaci di legare la costa e l’interno.
    Su fisco, istruzione e cultura mi soffermo un po’.
    Noi abbiamo un’idea dello sviluppo che parte dalla realtà. La realtà è che la Sardegna è fatta dalle microimprese. Questo è il sistema che bisogna far evolvere e crescere. Non i Colaninno, i Barrack, i Ligresti, i Moratti, che crescono da soli; ma i Cossu, gli Uda, i Marras. Per farlo c’è una regola di metodo: non bisogna subordinarli alla politica e alla burocrazia, ma solo a regole semplici e chiare e a controlli ferrei. Questo sistema ha bisogno di una politica fiscale e di una politica del credito calibrata sulle sue dimensioni. Noi abbiamo bisogno di ridurre drasticamente la pressione fiscale sulle imprese e faremo proposte praticabili in tal senso, perché solo liberando risorse per coloro che hanno già dimostrato di saper lavorare noi potremo costruire lavoro vero e rilanciare i redditi e la domanda interna. Questa legislatura nazionale sarà decisiva per le politiche fiscali perché sarà quella che darà attuazione all”rt.119 della Costituzione . Bene, come è arrivata la Regione a questo importante appuntamento? Seguendo lo schema più svantaggioso per i sardi. Seguendo lo schema lombardo. Io sto con la proposta Macciotta: prima calcoliamo i costi delle funzioni riconosciute alle regioni, facciamo la differenza con le entrate, e perequiamo con il fondo nazionale per rendere omogenei i servizi.
    Istruzione, cultura e ricerca. Abbiamo gli studenti peggiori d’Europa. Ricetta: migliorare la qualità delle ore curriculari, aumentare l’offerta formativa; aumentare l’istruzione tecnica. E invece che si fa? Si aumentano le ore curricolari col teatro, la ceramica. ecc. Io sto con la proposta Tagliagambe-Pitzalis: aumentare l’offerta formativa con soggetti statali e privati; aumentare la qualità delle ore curricolari. Perché non lo si fa? Perché la diagnosi e la cura sono maturate fuori dal governo regionale e quindi, nell’ottica centralista della Regione, non sono positive.
    Esempio: la Cineteca sarda.
    La Cineteca sarda svolge da decenni con finanziamenti pubblici un servizio pubblico di formazione culturale e di archiviazione e conservazione di pellicole di pregio. Che fa la Regione? Un ragionamento primitivo: siccome ti do i soldi, il tuo archivio è mio. Da altre parti avrebbero detto: “Bravi, continuate così, facciamo in modo di regolare la vostra attività in modo che sia un servizio pubblico efficiente gestito da voi che siete dei privati”. Qui, invece, la Regione non regola: compra e opprime.
    Copyright. Ricerca. Farmaci e nessuna tecnologia.
    Insomma sappiamo cosa fare, e dove vogliamo andare. La strada di chiunque per viale Trento passa per la nostra biglietteria e il ticket è fatto di programmi esigenti e di uomini credibili e aperti al dialogo. I prepotenti passeranno dritti dinanzi a noi, gli intelligenti e i ragionevoli si sederanno a discutere.

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Registered User
    Data Registrazione
    16 Mar 2006
    Messaggi
    392
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito non ti sbagli......

    Purtroppo non ti sbagli..... A leggere quell'intervento, ma anche a ripensare il contorno, il Sardismo è stato sostituito nei discorsi ufficiali del Partito, dalla guerra maniacale a Soru su ogni possibile argomento.
    Sembra che il Partito Sardo oggi sopravviva solamente per criticare il presidente della giunta e ciò che ha fatto.
    Sardismo propositivo e progettuale? ZERO assoluto.... Sembra che manchino addirittura gli argomenti, ci si avvita intorno ad un genere di opposizione inconcludente e abbastanza ottusa....
    L'unica novità? Allearsi con i democristiani!
    Se è novità, se è cambiamento questo!!

    Soru cadrà da solo, non perchè lo vogliano i dirigenti Sardisti, ma perchè ha governato malissimo, malgrado premesse e promesse. Ha la immensa e imperdonabile responsabilità di aver trasformato in barzelletta tutta una serie di rivendicazioni e di temi alla base dele lotte Sardiste. E con lui cadrà il centrosinistra sardo e lascerà il posto ad un centro destra che abbiamo già provato, e che non si presenta diverso, in Sardegna come in Italia, da come è sempre stato........, e certamente non in linea con le lotte morali condotte con tanto puntiglio dai nostri Consiglieri Regionali.

    Spero che almeno allora, quando il nemico Renato si sarà dissolto nel suo stesso fallimento, a qualche dirigente venga in mente di riprendere a progettare Sardismo,

    Ma tempo ce n'è poco.

  3. #3
    Sardista po s'Indipendentzia
    Data Registrazione
    31 Aug 2005
    Messaggi
    2,009
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    La “Costituente per la Sardegna”, assemblea svoltasi ieri a Cagliari viene commentata oggi sui quotidiani sardi. Vale la pena riportarli per avere un quadro più completo del “clima” di ieri sera all’Hotel Mediterraneo, soprattutto per chi come me non era presente.
    In particolare, mi ha lasciato allibito l’affermazione del Segretario nazionale quando dichiara:
    «Siamo per il rinnovamento, per un progetto nuovo, indipendente, ma non indipendentista».
    Direi che un’asserzione del genere dovrà essere motivata in prima istanza al Consiglio nazionale e quindi a tutti i Sardisti che da una quarantina d’anni credono in un ideale che in questo modo verrebbe vergognosamente disconosciuto.
    Veramente incredibile.
    Le conseguenze dentro il Partito potrebbero essere spiacevoli.


    L’UNIONE SARDA, 21 GIUGNO 2008

    Con la “Costituente per la Sardegna” nasce l’alleanza di centro: «Abbiamo a cuore la Sardegna, siamo contro il modello di Soru»

    Udc e sardisti, insieme verso le regionali


    Pd, Pdl e la Cosa. L’Udc e il Partito sardo d'Azione cominciano un percorso «pensando alla Sardegna». Non è una nuova forza politica, ma è un'alleanza con un obiettivo, spezzare l'egemonia muscolare dei due grandi partiti «e ridemocratizzare questa regione». Non c'è un leader, non ci sono preclusioni (per ora), ma un fio robusto unisce e dovrà unire chi ha intenzione di salire sul carro di questo cartello di centro, ovvero il disaccordo verso il "modello Soru". Ecco perché questo percorso porta naturalmente verso il centrodestra. A meno che da via Emilia non arrivi un segnale differente: «Il Pd ci deve dire se sostiene o Sconfessa il modello Soru. Solo allora - dice Paolo Maninchedda, ideologo di questa alleanza - si potrà cominciare un dialogo». Udc e Psd'Az rivendicano il successo alle ultime amministrative ed entro due settimane- diffonderanno il programma politico: «Gli altri dormono, noi siamo già pronti», ha detto Giorgio Oppi, leader dell'Udc. Insomma, qui si fa sul serio e questo pacchetto di voti (perché alla fine conteranno i numeri) è a disposizione di chi vorrà condividere il programma, offrendo pari dignità nelle scelto del candidato presidente e delle liste.

    AL CENTRO. Maninchedda ha aperto i lavori di questa "Costituente per la Sardegna". Di fronte a seicento persone, il consigliere sardista è stato chiaro: «Noi saremo alleati, non complici, e vogliamo riportare il dialogo in politica». Le scelte: «Non ci sarà un terzo polo, questo sia chiaro, ma chi condividerà il nostro progetto dovrà scegliere con noi un candidato presidente capace, onesto, vincente e competente». Ancora: «Dal Pd "aspettiamo risposte», ma questa è parsa una provocazione, «al Pdl ci unisce solo l'opposizione al modello di governo regionale, ma sia chiaro che non aspiriamo a diventare una delle stanze della nuova casa del centrodestra».
    Chiarissimo, Oppi: «Questa aggregazione ha vinto le amministrative, abbiamo un metodo, gli uomini e un programma». Non solo: «Soru non ci piace, così come non ci piace il suo modello di governo. Ma non guardiamo né a destra né a sinistra, prima valuteremo i programmi». Il segretario sardista Efisio Trincas ha disegnato i contorni dell'alleanza:
    «Siamo per il rinnovamento, per un progetto nuovo, indipendente, ma non indipendentista».

    CHI C’ERA. Si naviga verso le regionali e allora ecco che tornano consiglieri o esponenti politici usciti da lunghe pause di riflessione o da percorsi tortuosi. I reduci dell'Udeur, per esempio, come Sergio Marracini («alternativi al padre padrone») e Renato Lai, praticamente dentro l’Ude, o l'ex numero due nazionale dei partito, Antonio Satta, venuto «ad ascoltare» ma prossimo a indossare un'altra maglia di vice segretario nazionale, quella dei Cristiano popolari. Se nel tavolo della presidenza ha preso posto Giacomo Sanna, si è rivisto l'ex deputato Giorgio Carta, segretario dei socialdemocratici. Sono apparsi i socialisti Peppino Balìa e Mondino Ibba, dopo il successo di squadra ad Assemini. C'erano Mario Modde («non sono candidato allo regionali e don Pietro Borrotzu, che ha lanciato ancora una volta l'allarme-Sardegna: «La povertà è in aumento, ci sono 100 mila famiglie sarde in grave difficoltà e aspettiamo ancora un segnale, un progetto per affrontare l'emergenza». Si , è visto Giulio Steri, avvocato dello Stato vicino a Oppi, hanno salutato la Costituente i Riformatori Michele Cessa e Pierpaolo Vargiu, ha risposto all'invito e si è sistemato in prima fila il coordinatore sarda di Forza Italia. Piergiorgio Massidda. Nella poltrona vicina a quella del leader degli industriali sardi. Gianni Biggio, si è accomodato Andrea Biancareddu, ex consigliere azzurro e Udc. E poi centinaia di anziani, giovani, attratti dalla voglia di partecipare ma decisamente poco affascinati dalla passerella politica. Sono loro quelli da convincere, la famosa Sardegna dipinta - anche ieri - alla canna del gas.

    Enrico Pilia

  4. #4
    Sardista po s'Indipendentzia
    Data Registrazione
    31 Aug 2005
    Messaggi
    2,009
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Il Sardegna, 21 giugno 2008

    Verso il voto. Ieri la convention organizzata a Cagliari da Udc e sardisti: c'era anche lo Sdi di Balia

    I centristi sardi sfidano Pd e Pdl
    si apre la Costituente per l’Isola

    Nasce la “cosa biancorossa”: con l'inedita alleanza tra glie ex democristiani e i socialisti

    Alessandro Zorco
    alessandro.zorco@epolis.sm

    ■ L'applauso più scrosciante lo ha ricevuto Felicetto Contu, quando ha notato che i simboli dell'Udc e del Psd'Az erano stati già vicini, ai tempi dello Statuto del '48, frutto del lavoro della vecchia Dc e dei sardisti. Ma il coordinamento regionale della Costituente per la Sardegna, la nuova forza politica nata dall'alleanza tra l'Udc di Giorgio Oppi e il Psd'Az di Efisio Trincas, Giacomo Sanna e Paolo Maninchedda, mira in alto. Ovvero, come ha spiegato il docente ex Progetto Sardegna, aprendo la convention organizzata a Cagliari, a creare un modello contrario a quello di Soru.

    «NON SAREMO UN TERZO polo alle regionali», ha precisato Maninchedda aprendo la riunione cui hanno partecipato esponenti i vertici del Pdl, di Cisl e Uil. Ma anche dello Sdi. L'obiettivo, ieri, era quello di gettare le basi di un programma che, come testimonia la presenza del direttore della Pastorale diocesana per il lavoro don Pietro Borrotzu, mira soprattutto alla lotta contro la povertà che attanaglia milioni di famiglie isolane.
    Quanto alle alleanze, quello che Giorgio Oppi alla fine ha definito «coordinamento delle forze centriste, autonomiste, democratiche, liberali, cattoliche e socialiste» non chiude le porte al Pd (a patto però che non esibisca solo i muscoli). Ma soprattutto le apre al Pdl e ai partiti accomunati dall'opposizione al governatore.
    La nuova forza politica, ha spiegato Maninchedda, non sarà un'estensione del Pdl, ma insieme si potrà costruire «una casa nuova, fondata sugli interessi nazionali dei sardi». Una cosa diversa della quale Giorgio Oppi, in polemica con l'analoga iniziativa dei Riformatori (ieri presenti con il coordinatore Cossa e il capogruppo Vargiu), rivendica la paternità.
    Ma, qualunque sia la posizione che la “cosa biancorossa” avrà nello scacchiere politico isolano, si propone di esserne la coscienza critica. «Alleati sì, ma non complici».■

  5. #5
    Sardista po s'Indipendentzia
    Data Registrazione
    31 Aug 2005
    Messaggi
    2,009
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Intervista a Maninchedda sulla “NUOVA” di oggi 28 giugno 2008.

    «Diciamo no al modello Soru»
    Il Psd’Az non mette veti ma «si oppone a ogni potere personalistico»
    «Con il Pdl è rinnovabile un’alleanza programmatica, non ideologica»


    CAGLIARI. Lo spostamento a destra del Psd'Az, assieme all'Udc, ha provocato la sconfitta del centrostnistra alle recenti elezioni comunali in Sardegna e potrebbe essere ribadito alle elezioni regionali del 2009. Uno dei principali protagonisti della svolta è Paolo Maninchedda, consigliere regionale eletto con Progetto Sardegna, poi passato nel gruppo misto in seguito alla rottura politica
    con Renato Soru. Dopo aver fondato Sardegna e Libertà, Maninchedda e i suoi hanno aderito al Psd'Az. Con il quale la settimana scorsa ha dato vita assieme all'Udc, al coordinamento di centro che potrebbe risultare decisivo nel voto dell’anno prossimo.

    - Maninchedda, lei con il Psd'Az alleati della destra alle elezioni comunali. Sta pensando di ripetere l'esperienza anche alle elezioni al regionali del 2009?
    «La prossima volta non ci si esprimerà tra destra e sinistra ma su chi vuole cambiare la Sardegna di questi 5 anni e chi vuole mantenerla. Noi vogliamo cambiarla».

    - Le è forse venuta nostalgia dei cinque anni precedenti, quelli delle tante giunte di centrodestra di Floris, Pili e Masala?
    «Quella esperienza è stata duramente censurata dagli elettori nel 2004 e non è riproponibile».

    - Tra destra e sinistra non vede più differenze?
    «Industriali e finanzieri votano e si candidano nel Pd, gli operai votano Lega e Forza Italia e Obama è per la pena di morte. Destra e sinistra mi sembrano spesso alibi».

    - Alibi?
    «Sì alibi per chi si fa autocertificazioni poi smentite dai comportamenti».

    - In Italia la destra è egemonizzata, dal Cavaliere.
    «Berlusconi ha vinto le elezioni con un programma che si potrebbe definire da riformismo centrista».

    - E il suo vecchio antiberlusconismo?
    «Sul punto di maggior distanza che avverto con Berlusconi, cioè il conflitto di interessi, Veltroni ha deciso di toglierlo dall'ordine del giorno dell'agenda politica».

    - E il potere padronale?
    «A Roma il centrosinistra lo denuncia per gli altri, ma qui accetta il potere personalistico».

    - E la legalità?
    «E' lo stesso. A Roma si fanno battaglie politiche o presunte tali ma qui il Pd non dice una parola se il tribunale parla di "sviamento del potere" o se suoi esponenti di primo piano sono inquisiti per reati più gravi rispetto a quelli che hanno portato Mastella a lasciare il ministero della Giustizia».

    - Per cercare di capire come si potrà sviluppare la situazione politica, partiamo dall'inizio. Com'è nata l’alleanza con il centrodestra alle Comunali?
    «Nasce da un modello che guarda alla cultura democratica europea, ai principi della Costituzione, ai programmi e alla qualità delle persone».

    - Sta parlando da professore. Sia più chiaro.
    «E' un'alleanza esclusivamente programmatica, non ideologica».

    - Perché non con il centrosinistra allora?
    «Una delle cose che non si sanno o non si dicono e che invece tutti dovrebbero sapere è che il centrosinistra in periferia è "il" potere, occupa tutti i livelli di potere».

    - Sarà che lo decidono gli elettori. O no?
    «Sì, ma succede, ad esempio in provincia di Nuoro, che il centrosinistra ricava i benefici politici amministrando il bisogno dei cittadini anziché costruendo sviluppo».

    - Per cui, lei dice, il centrosinistra non ha interesse politico a cambiare la situazione?
    «Credo che sia così. La motivazione più forte alle elezioni comunali ci è venuta dall'esigenza di liberare la società questo ceto dominante».

    Quindi è possibile che la sua alleanza con il centrodestra d ripeta alle elezioni regionali?
    «Se immaginiamo solo un'alleanza programmatica e non ideologica e resa credibile dalla qualità delle persone, allora si».

    Rispetto ai giudizi che ha dato del centrosinistra a proposito delle elezioni comunali, per il 2009 quale sarebbe l’esigenza?
    «Due obiettivi principali. Primo ridemocratizzare e riliberalizzare la Sardegna. Secondo: aggredire la crisi dei redditi di lavoro, di produzione interna. Insomma, la crisi che sta mortificando la Sardegna».

    - Programma non realizzabile con il centrosinistra?
    «Attualmente il Pd è impegnato in una discussione interna su cui nessuno ha diritto di interferire. Vedremo cosa diranno».

    - Intanto qualcosa la può dire lei. Qual è oggi il principale motivo di divisione con il centrosinistra regionale?
    «C'è certamente un problema politico».

    - Quale?
    «La caratteristica di questa legislatura è da una parte il dominio di una sola persona su tutti e dall'altra l'incapacità di questa concentrazione di potere di affrontare i problemi della povertà e dello sviluppo».

    - Lei ha già contestato più volte quello che ha definito il “modello Soru”.
    «Solo che il Pd non sembra accettare la discussione critica sull'inefficienza di questo potere autoritario».

    - La spaccatura nel Pd tra chi vuole confermare Soru e chi vuole sostituirlo impedisce il confronto?
    «Rispetto la dialettica interna di ciascun partito, ma su alcune cose bisogna che si pronuncino».

    - Intanto molti le rimproverano di sollevare un problema legato al rapporto con una persona.

    «Io non discuto di persone, ma di modelli politici. Di questo il Pd deve parlare».
    Lei cosa gli chiede.
    «Il tema principale è l’inefficienza di questo potere».

    - Per la verità di Soru si esalta soprattutto l’efficientismo.
    «Un potere senza controllo rischia di sbagliare molto e infatti ha sbagliato molto».

    - Il suo non è per caso un pregiudizio?
    «No, l’elenco degli errori è lungo».

    - Vediamolo.
    «Per citare i casi più clamorosi: l'uso illegittimo delle future entrate nel bilancio, le tasse bocciate, i bandi sui siti minerari dismessi, l'inceneritore di Ottana, il Ppr che va giù pezzo per pezzo ad ogni sentenza del Tar, la politica industriale del giorno per giorno».

    - Tutta colpa di Soru?
    «E' la dimostrazione che è un modello che non funziona».

    - La concentrazione dei potere (premier, governatori, sindaci) è però indicata come la modernità politica.
    «La modernità, che è molto complessa, ha invece bisogno di modelli semplici e diffusi».

    - Quale deve essere l'obiettivo della prossima legislatura?
    «Lo stesso che era stato indicato per quella ancora in corso».

    - E cioé?
    «Lo sviluppo. Solo che come obiettivo è stato subito sostituito dall'organizzazione del potere».

    - Lei ha anche parlato di ridemocratizzare la Sardegna. E' solo un problema legato alla figura del governatore?
    «No, c'è anche la questione della legalità».

    - A cosa si riferisce?
    «Sono convinto che oggi il cittadino sardo sia più debole di prima rispetto al potere regionale, abbia meno garanzie. Questo è preoccupante. Cosi come è aumentata la dipendenza delle grandi forze dal potere finanziario».

    - Facciamo un pronostico. In percentuale, quante possibilità ha di allearsi con il centrosinistra o quante col centrodestra?
    «Non lo so, non sappiamo bene con chi parlare»

    - Perché?
    «Con il centrosinistra c'è una sospensione del dibattito politico per via delle loro vicende interne, la destra sarda non ha al momento una leadership naturale e riconoscibile e una base programmatica specifica».

    - Voi vi siete uniti all’Udc. Cosa proponete?
    «Stiamo lavorando a una base programmatica che parta dai principi fondamentali e dai problemi specifici dell'isola. Più che di leader e di schemi politici, sarebbe utile che tutti i partiti discutessero delle cose da fare».

    - Il coordinamento con l'Udc non è il ripescaggio della vecchia politica dei due forni?
    «Assolutamente no, non ci appartiene la logica dei chi offre di più, ci interessa un patto programmatico con chi vuole davvero cambiare la Sardegna».

    - Un centrismo che vuole superare il bipolarismo?
    «No, perché la nostra non è un'alleanza centrista. E' un coordinamento che si qualifica per quello che vuole fare non per la scelta di uno dei due poli».


    - Se il centrosinistra rilanciasse la candidatura di Soru, lei cosa risponderebbe?
    «Che non mettiamo veti personali a nessuno».

    -Sarebbe quindi possibile un'alleanza?
    «Sia chiaro che a una proposta politica e a un modello fondati sul potere personalistico diciamo no. Chiunque lo interpreti. Rispetto a ipotesi del genere, siamo da un'altra parte».

    - La differenza è quindi solo qui modello Soru?
    «Per tutto ciò che comporta. Prendiamo le recenti dichiarazioni del capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro. Ha detto che la Sardegna va bene e che c'è solo un problema di rimpasto nella giunta. Noi diciamo che la Sardegna va male. Prendiamo ancora il Nuorese: sindacati e industriali dicono che occorre il commissario straordinario, la questione Legler è presa sotto gamba, invece è di una drammaticità sociale straordinaria. Perché si affida questa partita alla debolezza progettuale della Sfirs? Se ci dicono che il modello è questo, ci si saluta».

  6. #6
    Registered User
    Data Registrazione
    02 Nov 2002
    Messaggi
    20
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Grande è la confusione sotto il cielo...

    Citazione Originariamente Scritto da Su Componidori Visualizza Messaggio
    Intervista a Maninchedda sulla “NUOVA” di oggi 28 giugno 2008.
    Quindi, riepilogando, sta parlando un esponente del Partito Sardo (o no?), riferendosi alle elezioni per il Parlamento Sardo (o no?). O si sta riferendo alle elezioni per la conquista del potere dentro il Palazzo di via Roma a Cagliari?

  7. #7
    Dilli che tu sì a voce rivolta
    Data Registrazione
    29 Oct 2005
    Località
    Partidu Natzionale Sardu po s' Indipendèntzia
    Messaggi
    1,515
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Questo Manicchedda nella sua folle battaglia personalistica contro Soru sta tentando di trascinare anche il PSDAZ...ma chi cazzo è per farlo? Chi l' ha nominato leader? E' lui a decidere strategie, alleanze, "con questo va bene, con quello no", dov'è il resto del Partito Sardo?

  8. #8
    Sardista po s'Indipendentzia
    Data Registrazione
    31 Aug 2005
    Messaggi
    2,009
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Il Sardegna, 30 giugno 2008

    http://www.regione.sardegna.it/docum...0630092714.pdf


    La svolta. Il Consiglio nazionale approva la linea Maninchedda - Sanna e la federazione di Cagliari lascia l'aula

    Psd'Az: «Mani libere»
    sardisti più vicini al Pdl


    Il Psd'Az si allontana dal centrosinistra e apre all'alleanza con il Pdl, in vista delle regionali.
    Il Consiglio nazionale dei Quattro Mori ha approvato, sabato scorso, con 43 voti a favore, uno contrario (Osvaldo Pisu della federazione di Cagliari) e un'astensione (l'ex sindaco di Orgosolo, Pasquale Mereu) il documento che dà mandato alla segreteria per un accordo di programma con i due principali schieramenti e «non limita al centrosinistra l'ipotesi di un'intesa».
    Nella sostanza, il parlamentino sardista, conferma la linea dell'ultimo congresso nazionale, ribadisce il no a Soru e sancisce la politica delle «mani libere» in tema di alleanze elettorali.
    Il vincolo del «o col centrosinistra o in solitudine» cade definitivamente e si rafforza il dialogo con il Pdl. Contrari a qualunque ipotesi di accordo col centrodestra, restano invece, la gran parte dei consiglieri nazionali della federazione di Cagliari e della Gallura che, qualche minuto prima della votazione, hanno abbandonato la sala riunioni del centro congressi di Tramatza, nel tentativo di far mancare il numero legale.
    L'appello nominale ha però confermato la validità della seduta con 45 presenti sugli 83 aventi diritto. Passa così la linea Maninchedda - Sanna che nelle scorse settimane, aveva tracciato al Mediterraneo di Cagliari, nella convention promossa insieme con l'Udc di Giorgio Oppi, il percorso della “Costituente per la Sardegna”. La così detta “alleanza di programma” tra Psd'Az e forze del centrodestra ha già superato il primo banco di prova delle urne. Alle ultime amministrative i Quattro Mori, alleati con i partiti all'opposizione in Regione, hanno vinto nei principali Comuni, chiamati ad eleggere sindaco e consiglio, da Macomer ad Assemini passando per Villacidro. Le tensioni interne, invece restano e nelle prossime ore si capirà meglio se l'uscita dall'aula dei dissidenti sia stato il preludio dell'addio al partito sardo. A.MO.
    Tre osservazioni.

    1. Non viene neppure menzionato il Segretario nazionale del Partito.

    2. La minoranza interna è trasversale a tutte le Federazioni.

    3. “Nella sostanza, il parlamentino sardista, conferma la linea dell'ultimo congresso nazionale, ribadisce il no a Soru e sancisce la politica delle «mani libere» in tema di alleanze elettorali.”
    Non mi risulta che il deliberato congressuale si esprima in questi termini.

  9. #9
    Sardista po s'Indipendentzia
    Data Registrazione
    31 Aug 2005
    Messaggi
    2,009
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Giusto per aggiornare la cronaca.

    L’UNIONE SARDA, 1° luglio 2008

    Dal Psd'Az apertura al centrodestra


    Il Psd'Az non è obbligato a stringere alleanze solo col centrosinistra. E un passaggio rapido, ma fondamentale, del documento conclusivo del Consiglio nazionale dei Quattro mari, che si è tenuto nei giorni scorsi a Tramatza. Si tratta, in sostanza, di un'apertura a possibili accordi col Pdl e col centrodestra in vista dello Regionali del 2009. Accordi ancora tutti da fare, sia chiaro, ma certo sempre più probabili alla luce dell’asse privilegiato con l'Udc, e dei rapporti ormai logorati con la maggioranza che amministra la Regione.
    Di quest'ultimo fattore, del resto, sono testimonianza le recenti amministrative, in cui il Psd'Az ha chiuso importanti accordi con lo schieramento alternativo al centrosinistra. E infatti il documento del consiglio nazionale prende atto proprio del «successo elettorale ottenuto dalle coalizioni programmatiche promosse dal Psd'Az». Per altro, i sardisti affermano anche che gli elettori (o la legge elettorale) «premiano quelle forze politiche che si collocano dentro grandi aggregazioni elettorali».
    Perciò il consiglio nazionale, approvando la linea espressa dal segretario Efisio Trincas ma anche da Paolo Maninchedda e Giacomo Sanna, affida allo stesso segretario il compito di «attuare le alleanze necessarie per far sì che il Psd'Az diventi forza di governo della Regione su basi programmatiche». Una sorta di politica delle mani libere, a cui si riaccompagna una rivisitazione generale della presenza del partito nei territori: che passerà, in primo luogo, attraverso la riorganizzazione di tutte le federazioni.

    Della serie “continuiamo così, facciamoci ……..”.

  10. #10
    Registered User
    Data Registrazione
    02 Nov 2002
    Messaggi
    20
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito L'ordine del giorno approvato a Tramatza

    In http://www.psdaznuoro.org/index.php, il testo integrale dell'odg approvato a Tramatza.
    Ma ritengo sia limitativo, e poco utile a qualsiasi dibattito, non avere il quadro completo delle posizioni. Di tutti i sardisti presenti in Consiglio Nazionale o no, che abbiano da esprimere una posizione compiuta e argomentata, possibilmente in tono non estremamente urlato. Io per esempio, non sono soddisfatto di della qualità e della quantità di elementi su cui discutere, che emergono dal Partito. Solo qui noto un tentativo di riportare il tutto ad un filone logico, che leghi l'elaborazione di una linea alla storia del Psd'Az, ad una evoluzione naturale tutta sarda, che prescinda dagli incidenti della storia politica italiana. Quanto vorrei che si sviluppasse un serio dibattito, con posizioni argomentate e possibilmente senza retropensieri, dove anche i portatori d'acqua si esprimano in libertà e pensino tutti una volta tanto a cosa è bene per la Sardegna, ora e domani alla luce di quanto è accaduto ieri. Possibilmente riflettendo sui documenti che tu ci stai riproponendo sul sito e su quanto hanno elaborato i nostri Omines Mannos.

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Tracce verso la Costituente per la Destra
    Di Wallace81 nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 11-10-07, 14:24
  2. Tracce verso la Costituente per la Destra
    Di italicoroma nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 02-08-07, 11:52
  3. Tracce verso la Costituente per la Destra
    Di gb1984 nel forum Destra Radicale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 01-08-07, 09:50
  4. Tracce verso la Costituente per la Destra
    Di gb1984 nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 01-08-07, 09:45
  5. ++Costituente di Nuova Destra Italiana++
    Di Gianfranco nel forum Parlamento di Pol
    Risposte: 375
    Ultimo Messaggio: 18-09-05, 11:44

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226