User Tag List

Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Il mondo fatto a pezzi

  1. #1
    Forumista senior
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    2,989
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Il mondo fatto a pezzi

    François Thual, Il mondo fatto a pezzi, Edizioni all'insegna del Veltro, Parma 2008, pp. 130, € 15,00
    Con la secessione del Cossovo, il numero degli Stati formalmente “indipendenti” è arrivato a centonovantaquattro, contro la cinquantina di Stati che esistevano nel 1945. A che cosa corrisponde questa proliferazione? Quali sono le forze che agiscono per frantumare il pianeta? Che cosa possiamo presagire da questa balcanizzazione mondiale? Questo fenomeno è un fattore di pace o di ulteriori conflitti?
    François Thual mostra come il narcisismo identitario delle comunità etniche e la loro aspirazione a un’indipendenza puramente formale producano una polverizzazione geopolitica funzionale a una nuova strategia di dominio imperialista.
    Lungi dal costituire un antidoto alla mondializzazione, la regressione tribale ne costituisce lo stadio avanzato. In ogni caso, la crescente frantumazione del pianeta rappresenta uno dei fenomeni geopolitici più caratteristici del secolo appena iniziato.

    L'Autore
    François Thual (1944), ex funzionario civile del ministero francese della Difesa, insegna al Collège Interarmes de Défense e all’École Pratique des Hautes Études. Autore di una trentina di opere dedicate al metodo geopolitico ed alla sua applicazione in diverse zone del mondo, si è occupato in particolare di geopolitica delle religioni (Ortodossia, Islam sciita, Buddhismo).
    > Metropoli e campagne
    > Tutte le collane

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    27 May 2008
    Messaggi
    642
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    [quote=Eginardo;8078017]
    François Thual, Il mondo fatto a pezzi, Edizioni all'insegna del Veltro, Parma 2008, pp. 130, € 15,00
    Con la secessione del Cossovo, il numero degli Stati formalmente “indipendenti” è arrivato a centonovantaquattro, contro la cinquantina di Stati che esistevano nel 1945. A che cosa corrisponde questa proliferazione? Quali sono le forze che agiscono per frantumare il pianeta? Che cosa possiamo presagire da questa balcanizzazione mondiale? Questo fenomeno è un fattore di pace o di ulteriori conflitti?
    François Thual mostra come il narcisismo identitario delle comunità etniche e la loro aspirazione a un’indipendenza puramente formale producano una polverizzazione geopolitica funzionale a una nuova strategia di dominio imperialista.
    Lungi dal costituire un antidoto alla mondializzazione, la regressione tribale ne costituisce lo stadio avanzato.(STRONZATE!! E' L'ESATTO OPPOSTO SEMMAI...IL LOCALISMO E' IL PRINCIPALE NEMICO DELLA GLOBALIZZAZIONE E DELLA MONDIALIZZAZIONE ..soprattutto sotto l'aspetto economico, le multinazionali competono molto + facilmente in un mondo globale e "tutto uguale" che non in un mondo che conserva le culture e le peculiarità locali, e difatti guarda caso spingono in quella direzione..)del pianeta rappresenta uno dei fenomeni geopolitici più caratteristici del secolo appena iniziato.

    L'Autore
    François Thual (1944), ex funzionario civile del ministero francese della Difesa, insegna al Collège Interarmes de Défense e all’École Pratique des Hautes Études. (IL SUO CURRICULUM DIREI CHE E' UNA GARANZIA...FUNZIONARIO DI UN PAESE CHE E' IL PIU' CENTRALISTA E NAZIONALISTA D'EUROPA, SUL CUI MODELLO E' STATA FATTA L'ITAGLIA...SE LO DICE LUI SIAMO A POSTO..)Autore di una trentina di opere dedicate al metodo geopolitico ed alla sua applicazione in diverse zone del mondo, si è occupato in particolare di geopolitica delle religioni (Ortodossia, Islam sciita, Buddhismo).




    COMUNQUE IL LOCALISMO O LE "SECESSIONI" NON POSSONO ESSERE CONSIDERATE UN BENE O UN MALE "IN GENERALE", PERCHE' DIPENDE SEMPRE DAL CONTESTO. A NOI SICURAMENTE CONVERREBBE STACCARCI DA UN PAESE ALTAMENTE CORROTTO, INEFFICIENTE, MALANDRINO, STRACCIONE E SEMPRE PIU' "TERRONE", SIA ECONOMICAMENTE SIA PER AVERE SERVIZI E QUALITA' DELLA VITA DECENTI, SIA CULTURALEMENTE PER NON ESSERE COMPLETAMENTE ANNIENTATI (SIAMO GIA' A BUON PUNTO) DALLA "CULTURA" MEDITERRANEA DEL CENTRO-SUD, E PER NON ESTINGUERCI....AD ALTRI POPOLI INVECE NON CONVIENE E INFATTI NON RIVENDICANO NULLA (VEDI ANDALUSI, OCCITANI, SICILIANI, NAPOLETANI E QUANT'ALTRO)
    poi tale allarmismo è ridicolo in Europa, dato che si sta creando uno Stato europeo, e se cambiano i confini interni a livello di stabilità-instabilità non cambia nulla, ma anzi, si creano enti maggiormanete capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini (dando migliori servizi e avvicinando il potere al territorio), cosa che i grandi paesi, e soprattutto l'Itaglia, hanno dimostrato di non saper fare

  3. #3
    Forumista senior
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    2,989
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    L’ultimo lavoro di François Thual, Il mondo fatto a pezzi, riveste a mio avviso una notevole rilevanza per chiunque abbia un qualche interesse nell’ambito della geopolitica.

    Questo per una serie di ragioni. Innanzitutto perché delinea con estrema chiarezza e fondatezza di argomenti gli scenari geopolitici attuali nel panorama internazionale. In secondo luogo perché conferma ancora una volta, caso mai ce ne fosse ancora bisogno, la validità del metodo geopolitico come chiave di lettura dei conflitti attuali, passati e futuri, come ben dimostra il colloquio finale tra l’Autore e Tiberio Graziani, che impreziosisce un lavoro già di per sé notevole: una dottrina, quella geopolitica, che è anche –o forse soprattutto- prassi, poiché “codifica le possibilità che gli Stati hanno di dispiegarsi sulla scena internazionale” (pagg. 116-117), e che conferma “l’irreversibile divisione del mondo contemporaneo in due blocchi contrapposti, quello dei dominanti e quello dei dominati” (pag.112).

    Il tema principale di cui si occupa l’Autore consiste nella considerevole proliferazione di Stati sulla scena internazionale che si è avuta in particolare nel XX secolo: una fase che ha preso il posto di quella precedente, caratterizzata dai processi di colonizzazione-decolonizzazione. La drammaticità di tale situazione ci è chiara fin dalla copertina di questo libro, che mostra quanto oggi l’Europa sia frammentata in tutta una serie di Stati e staterelli, somiglianti più ad un puzzle che ad un entità geopolitica che si pretenda autonoma in campo militare economico e politico, in una parola, sovrana.

    La situazione attuale, più che rispondente ad un disegno geopolitico ben preciso e studiato a tavolino, risulta figlia di una serie di scelte strategiche concrete attuate dalle grandi potenze.

    Tali potenze sono denominate dall’Autore “La Triade”: America del Nord, Europa Occidentale e Giappone. Le scelte attuate da tali potenze sullo scacchiere internazionale hanno contribuito a creare l’attuale scenario, che non è immobile e stabile, quanto suscettibile di numerosi ed il più delle volte drammatici cambiamenti. Un panorama in continua evoluzione quindi, anche in virtù del fatto che non sempre i movimenti di tali grandi potenze sono stati univoci: pur perseguendo il medesimo disegno, ossia quello di trarre il massimo profitto, le potenze della Triade hanno talvolta cercato di disgregare entità geopolitiche omogenee al fine di indebolirle, talvolta invece hanno favorito la nascita di aggregazioni statuali disomogenee con l’intento di attirarle nell’orbita della propria influenza. In che modo e in quale lasso di tempo il lettore avrà modo di scoprirlo addentrandosi nella lettura di questo breve ma ficcante volumetto.

    Notevoli sono anche i passaggi dedicati alla parte orientale del continente eurasiatico, in particolare Russia e Cina. Si ha così modo di scoprire che, pur essendo -o essendo stati- entrambi i paesi sotto il controllo del Partito Comunista, questi due grandi imperi hanno attuato strategie geopolitiche diverse. Nel caso della Russia, inoltre, il suo dissolvimento ha dato inevitabilmente il la alla nascita di una miriade di entità statuali.

    Nell’evidenziare i processi disgregatori che hanno dato luogo alla nascita di decine di Stati -una cinquantina nell’ultimo dopoguerra, ben 195 oggi!- l’Autore conferisce a tali entità un differente grado di dignità (pag.15): esistono veri e propri Stati, corrispondenti a sentimenti identitari ben configurati e preesistenti alla nascita dello Stato stesso; vi sono invece altri Stati in cui un particolarismo di qualche tipo ha preceduto la costruzione di consolidamenti identitari, essendo in molti casi prodotto artificiale di costruzioni create a tavolino. Per non parlare di quelle microparticelle che l’Autore chiama, a ragione, nano-Stati: minuscoli arcipelaghi divenuti paradisi fiscali o microscopiche entità amministrative gelose delle proprie esigue risorse.

    La tendenza che abbiamo potuto osservare negli ultimi decenni è quindi di tipo prevalentemente disgregatrice -anche se, come accennato, esistono delle eccezioni-, come dimostra -ultima in ordine di tempo- la nascita del narco-stato fantoccio del Cossovo. Questa “libido sovranista” (pag. 107) da parte di entità troppo deboli per sostenere un onere gravoso come la sovranità, non ha fatto altro che creare una miriade di Stati-clienti a sovranità limitata (“consumatori consenzienti di sovranità”, pag. 27), soggetti ai capricci delle potenze che li controllano. “La frammentazione del mondo” infatti “rafforza i paesi forti e indebolisce i paesi deboli”, essendo oltretutto evidente che rappresenta “un mezzo di dominio e di controllo più efficace di quello costituito dai vecchi imperi coloniali” (pagg. 24-25). Si tratta insomma del sempre valido principio del divide et impera. Nelle sue conclusioni, il Nostro, stilato un bilancio più che esaustivo della situazione attuale, delinea quelli che saranno secondo lui gli sviluppi che si potranno aprire in un prossimo futuro, individuando contesti “a bassa sismicità geopolitica” e “ad alta sismicità geopolitica” (pag.85). Un affresco condivisibilmente pessimista, considerato che difficilmente tali cambiamenti potranno avvenire in maniera indolore.

    Volendo addivenire ad una conclusione al termine di questo breve viaggio attraverso le macerie dei grandi imperi della Storia, si può intravedere nei processi che hanno portato allo scenario geopolitico attuale –e credo che il dimostrarlo sia stato uno degli intenti dell’Autore- un unico fil rouge, una tendenza di fondo che aiuta a capire come tali accadimenti non siano quasi mai frutto del caso, quanto siano un miscuglio imponderabile di necessità, egoismo ed interesse.

    Un’annotazione aggiuntiva va fatta, a parer mio, anche sul linguaggio utilizzato: grazie ad una serie di abili metafore mutuate in particolar modo dall’ambito medico, si ha l’opportunità di leggere quello che con ogni probabilità costituisce un unicum, dal punto di vista del linguaggio, nel panorama degli studi geopolitici.


    Augusto Marsigliante

  4. #4
    Sicilia nazione!
    Data Registrazione
    23 Jan 2008
    Località
    Catania - Sicilia
    Messaggi
    1,058
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    [quote=stefano_splind;8079047]
    Citazione Originariamente Scritto da Eginardo Visualizza Messaggio
    François Thual, Il mondo fatto a pezzi, Edizioni all'insegna del Veltro, Parma 2008, pp. 130, € 15,00







    AD ALTRI POPOLI INVECE NON CONVIENE E INFATTI NON RIVENDICANO NULLA (VEDI ANDALUSI, OCCITANI, SICILIANI, NAPOLETANI E QUANT'ALTRO)
    Credo che ti sbagli un pó!

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    27 May 2008
    Messaggi
    642
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    [quote=siculo58;8113003]
    Citazione Originariamente Scritto da stefano_splind Visualizza Messaggio

    Credo che ti sbagli un pó!


    nel senso che credono che non gli convenga (nel caso dei duosiciliani), ma gli converrebbe eccome, anzi, sarebbe l'unica via per svilupparsi e diventare un paese normale..anche perchè tutti i vostri guai derivano direttamente dall'"unità"...

  6. #6
    Sicilia nazione!
    Data Registrazione
    23 Jan 2008
    Località
    Catania - Sicilia
    Messaggi
    1,058
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    [quote=stefano_splind;8114161]
    Citazione Originariamente Scritto da siculo58 Visualizza Messaggio



    nel senso che credono che non gli convenga (nel caso dei duosiciliani), ma gli converrebbe eccome, anzi, sarebbe l'unica via per svilupparsi e diventare un paese normale..anche perchè tutti i vostri guai derivano direttamente dall'"unità"...
    Per ció che riguarda noi concordo, ovviamente, che i guai sono cominciati con la nefasta "unitá"; se guardi in giro su pol comunque vedrai che anche in Napolitania ci sono sentimenti indipendentisti, e andando un pó piú lontano perfino gli Andalusi hanno qualcosa del genere (se non mi sbaglio).

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    27 May 2008
    Messaggi
    642
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    [quote=siculo58;8120088]
    Citazione Originariamente Scritto da stefano_splind Visualizza Messaggio

    Per ció che riguarda noi concordo, ovviamente, che i guai sono cominciati con la nefasta "unitá"; se guardi in giro su pol comunque vedrai che anche in Napolitania ci sono sentimenti indipendentisti, e andando un pó piú lontano perfino gli Andalusi hanno qualcosa del genere (se non mi sbaglio).
    si, per fortuna qualcosa si sta muovendo anche da voi, e mi auguro che prima o poi nascano seri movimenti indipendentisti. Per ciò che concerne l'Andalusia a mio modo di vedere si tratta più o meno della trasposizione in terra iberica della Sicilia o del meridione d'italia. Nel senso che è una terra con una forte identità, ma mi pare che non essendo propriamente "prospera" economicamente preferisca, o per lo meno, abbia preferito per lungo tempo, essere assistita dallo stato spagnolo piuttosto che pensare a una seria autonomia. Inoltre mi pare che un certo nazionalismo spagnolo sia abbastanza diffuso da quelle parti. Comunque da quel che ho capito è stato da poco approvato uno statuto regionale che mira a una certa autonomia.

  8. #8
    Sicilia nazione!
    Data Registrazione
    23 Jan 2008
    Località
    Catania - Sicilia
    Messaggi
    1,058
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    [quote=stefano_splind;8120731]
    Citazione Originariamente Scritto da siculo58 Visualizza Messaggio

    si, per fortuna qualcosa si sta muovendo anche da voi, e mi auguro che prima o poi nascano seri movimenti indipendentisti. Per ciò che concerne l'Andalusia a mio modo di vedere si tratta più o meno della trasposizione in terra iberica della Sicilia o del meridione d'italia. Nel senso che è una terra con una forte identità, ma mi pare che non essendo propriamente "prospera" economicamente preferisca, o per lo meno, abbia preferito per lungo tempo, essere assistita dallo stato spagnolo piuttosto che pensare a una seria autonomia. Inoltre mi pare che un certo nazionalismo spagnolo sia abbastanza diffuso da quelle parti. Comunque da quel che ho capito è stato da poco approvato uno statuto regionale che mira a una certa autonomia.
    Mi permetto di dirti che giá esistono movimenti seri per l'indipendenza, a cominciare da noi del MIS, eredi di quel Movimento che negli anni 40 smosse le coscienze dei Siciliani verso l'indipendenza, quell'indipendenza che fu soffocata nel sangue dei nostri Martiri dell'EVIS, e che portó alla stesura di quello statuto che é perfino precedente alla costituzione italiana e che dall'italia, grazie alla sua complicitá con la mafia e alla disinformazione, é sempre stato disatteso; statuto che ormai é inutile e superato, checché ne dica lombardo.

    Saluti!

    SICILIA INDIPENDENTE!!!

 

 

Discussioni Simili

  1. un mondo fatto di parole.
    Di PUK nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 06-06-12, 11:36
  2. Obama fatto a pezzi dai suoi generali
    Di FalcoConservatore nel forum Conservatorismo
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 25-06-10, 10:46
  3. Il mondo fatto a pezzi
    Di Ierocle nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 27-06-08, 08:14
  4. "Os non comminuetis ex eo" (o: del crocifisso fatto a pezzi)
    Di Barsanufio (POL) nel forum Cattolici
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 04-07-07, 18:28
  5. Sartori fatto a pezzi su Ideazione
    Di Paleo (POL) nel forum Cattolici
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 31-08-03, 12:06

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226