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  1. #1
    Austrian libertarian
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    L'ignoranza del pubblico è un fattore necessario per il buon funzionamento di una politica governativa inflazionistica. Ludwig von Mises
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    Predefinito Il clima? L'uomo non lo controlla

    Laureato in fisica a Princeton sessanta anni fa, professore emerito di scienze ambientali, già direttore del servizio meteorologico satellitare degli Stati Uniti, è stato uno dei pionieri nello sviluppo di missili spaziali e satelliti. A lungo impegnato in vari settori dell’amministrazione federale statunitense, ha dedicato quasi interamente gli ultimi dieci anni della sua vita a criticare l’approccio allarmista al problema del riscaldamento globale. Stiamo parlando di Fred Singer, ieri a Milano su invito del Politecnico, dell’Istituto Bruno Leoni e dell’associazione 21° secolo, per presentare il primo rapporto redatto dal NIPCC (Nongovernmental International Panel on Climate Change), il gruppo di scienziati da lui chiamati a raccolta per elaborare un documento di analisi alternativo a quello dell’IPCC sponsorizzato dall’ONU. Per il NIPCC il contributo antropico al riscaldamento del pianeta è trascurabile e l’anidride carbonica non può essere considerata una sostanza inquinante. Al contrario, un clima più caldo, con una maggiore disponibilità di acqua dolce, e livelli più elevati di CO2 avranno effetti positivi sulla biosfera e per la maggior parte delle attività umane, in particolare l’agricoltura e la silvicoltura.

    La critica più forte mossa ai modelli utilizzati per le previsioni climatiche riguarda il fatto che essi non tengono in considerazione un meccanismo di autoregolazione dell’atmosfera che comporta un’attenuazione degli effetti correlati all’incremento della concentrazione di anidride carbonica. A fronte di una previsione dell’IPCC di un incremento della temperatura alla fine del XXI secolo fino a 5 °C, la stima di Singer è di un riscaldamento inferiore ai 0,5 °C. Il riscaldamento (ed il raffreddamento) dell’atmosfera sarebbero quindi poco influenzati dall’uomo e dipenderebbero prevalentemente da fattori naturali. Molto probabilmente, afferma lo studioso americano: “l’origine del fenomeno è da individuarsi nella variazione del vento solare e dei campi magnetici ad esso associati e che sono correlati ai raggi cosmici che attraversano l’atmosfera terrestre. Tali raggi, a loro volta, influenzano la formazione delle nubi e quindi l’entità di radiazione solare che raggiunge la superficie terrestre e, da ultimo, il clima del pianeta.”
    Tutti i provvedimenti di mitigazione come, ad esempio, i permessi di emissioni negoziabili, la carbon tax, il sequestro della CO2, in tale prospettiva risultano quindi essere inutili.

    L’analisi proposta da Singer non è interamente condivisa da tutti gli “scettici”. Pat Michaels, altro grande “eretico” statunitense, ad esempio, sostiene che vi sia una più significativa influenza dell’uomo sul clima che porterà ad un riscaldamento della superficie terrestre di poco più di un grado nel corso del XXI secolo. Il tempo ci dirà chi ha ragione. Quello che riesce difficile da credere è che uno come Singer, terminata la carriera universitaria, abbia dedicato gran parte delle sue energie a contrastare i catastrofisti solo perché finanziato da petrolieri ed industriali. Più convincente l’ipotesi che, non dovendo preoccuparsi di raccogliere finanziamenti pubblici per il proprio gruppo di ricerca né di mettersi di traverso rispetto alla tesi prevalente rischiando così di compromettere le proprie prospettive di carriera, Singer abbia guardato con occhi più disinteressati di altri al tema del riscaldamento globale. Oggi, ci dice mentre è in partenza per Parigi, prossima tappa del suo lungo tour di conferenze in Europa, la sua intenzione è quella di abbandonare l’arena pubblica è di tornare alle ricerche giovanili sulla formazione del sistema solare, tema privo di qualsiasi rilevanza politica. Ma lo farà per davvero?

    Da Libero Mercato, 19 giugno 2008

    http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=6745

  2. #2
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    Si, è vero, di teorie riguardanti il riscaldamento globale ce ne sono diverse.
    C'è da dire però che i cambiamenti ci sono al clima, e spesso sono anche evidenti.
    Fermo restando che io non so ancora quale sia la teoria "più giusta" (anche se sarebbe meglio dire, più coerente) e fermo restando che non sono un fervente ambientalista, mi sono informato un pochino sull'argomento e sono arrivato a nutrire diversi dubbi nei confronti delle teorie degli "scettici".
    Da una parte, posso dirvi che ho comprato il DVD di Al Gore e le prove che porta sul piatto sembrano ben fatte, ben documentate e soprattutto realistiche.
    Dall'altra parte, ho visto un servizio interessante su Matrix (Parte I e Parte II) e di conseguenza ho cercato qualche altro documento a riguardo (per esempio questo).
    E la mia conclusione è stata che non so chi sia effettivamente più nel giusto, perciò per il momento ho sospeso il giudizio.
    Anche se questa frase non mi sento di condividerla:
    Quello che riesce difficile da credere è che uno come Singer, terminata la carriera universitaria, abbia dedicato gran parte delle sue energie a contrastare i catastrofisti solo perché finanziato da petrolieri ed industriali.
    A me sembra invece una motivazione plausibilissima, ma è una cosa separata da una teoria scientifica. Delle motivazioni che spingono qualcuno a dire una cosa piuttosto che un'altra si può discutere in lungo e in largo, ma in campo scientifico i dati sono dati e non cambiano a seconda di chi finanzia la ricerca.
    Resta il dubbio che i soldi potrebbero costituire effettivamente il vero motivo della ricerca di Singer ("Nessuno amministra bene il denaro degli altri come amministra il proprio" diceva Mises).
    In conclusione vorrei dire solo una cosa: magari sarà anche vero che il riscaldamento globale è una enorme bufala, ma l'inquinamento fa male comunque, indipendentemente dal fatto che inquini o meno.

  3. #3
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    nailor non farti ingannare dalle falsità di al gore

  4. #4
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    E cosa dovrebbe indurmi a credere a chi sostiene teorie contrarie alle sue?

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Nailor Visualizza Messaggio
    E cosa dovrebbe indurmi a credere a chi sostiene teorie contrarie alle sue?
    Non dico questo
    Semplicemente il film di gore è pieno di errori scientifici:
    http://www.miniwatt.it/mwarchivio/mw...20sentenza.pdf

  6. #6
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    uno con su la faccia di Mises che quasi quasi sta con gli ambientalisti e si domanda chi tuteli i lavoratori in un sistema di libero mercato...ragazzi, se mi sputtanate pure il Von io ammazzo qualcuno eh...

  7. #7
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    Nonostante il grande spazio che la propaganda dell'ONU e di Gore continua ad avere sui media, l'ipotesi apocalittica sulla causa umana del riscaldamento globale trova sempre meno consenso nella comunità scientifica. Il Canada's National Research Council ed il Max Planck Institute tra gli altri si dedicano allo studio dell'attività solare e prevedono un possibile raffreddamento globale, e il dott. Arthur Robinson, co-fondatore dell'istituto dell'Oregon di Scienza e Medicina, mette in guardia sul pericolo della “scienza per consenso” praticata dalle Nazioni Unite.

    Il dott. Robinson, in collaborazione con altri scienziati, è stato uno dei primi critici delle teorie apocalittiche sul riscaldamento globale. Ha scritto articoli e creato video presentazioni che dimostrano come l'ipotesi del riscaldamento globale causato dall'uomo sia errata, mostrando che l'ipotesi non è sostenuta da prove osservabili. Per giungere a questa conclusione, il professor Robinson ed i suoi colleghi hanno raccolto i risultati di centinaia di studi su ogni aspetto dell'ipotesi del riscaldamento.Questa intervista è stata raccolta da William F. Jasper di The New American.

    ___________________________


    The New American: Accendi un qualsiasi canale, apri qualunque giornale o rivista ed è chiaro che siamo bombardati dal messaggio che la terra sta riscaldando. C'è qualche base per questo proclama?

    Dott. Arthur Robinson: Sì, ma la temperatura sta aumentando soltanto di 0.5° C al secolo. Inoltre, questo aumento non è causato dall'attività umana.

    TNA: Coloro che incolpano l'umanità di causare il riscaldamento globale risponderebbero a questo punto dicendo che la temperatura della terra è la più calda in 400 anni e che questo è significativo.



    Dott. Robinson: Hanno ragione, ma vi mostrano soltanto i dati degli ultimi 400 anni. Se si considerano i dati per un intervallo di tempo più lungo, si vede che le temperature oggi non sono particolarmente calde. La temperatura attuale è intorno alla media per i 3.000 anni scorsi. Era molto più caldo durante l'optimum climatico medioevale di 1.000 anni fa (si veda figura 1). Il clima, come sappiamo dalle annotazioni storiche, era perfettamente buono durante quel periodo caldo. In effetti, era un po' migliore. Così, sì, è il periodo più caldo negli ultimi 400 anni. Inoltre, la temperatura, che sta aumentando molto lentamente, è correlata con l'attività del sole, non con l'uso degli idrocarburi (si veda figura 3).

    TNA: Quelle stesse persone direbbero che la scienza ha parlato, che la CO2 è la causa. Cosa ne dite?

    Dott. Robinson: Gore, ed altri, ci dicono che la CO2 è una sostanza inquinante e che gli esseri umani hanno causato questo terribile problema. Ma realmente l'atmosfera contiene un sacco di anidride carbonica. L'anidride carbonica, l'acqua e l'ossigeno sono necessari per la vita. Senza queste sostanze nell'atmosfera, la vita non sarebbe possibile. Tutto il carbonio nei nostri corpi inizia come anidride carbonica atmosferica. In più, noi stiamo aggiungendo soltanto moderatamente e temporaneamente ai livelli della CO2.

    L'anidride carbonica si muove attraverso l'atmosfera nella sua strada verso gli oceani e la biosfera. L'uso umano ha causato un aumento transitorio durante il secolo passato – da circa lo 0.03 per cento allo 0.04 per cento delle molecole atmosferiche. L'uomo sta producendo circa 8 gigatons all'anno, ma ci sono 40.000 gigatons nella biosfera e negli oceani.

    TNA: Da dove vengono?

    Dott. Robinson: Sono già lì – generati come parte della natura. Fra il 1880 ed il 1890, il livello di CO2 nell'atmosfera era di circa 295 ppm [parti per milione]. Per un confronto, questo ufficio ora sta aumentando verso 1.000 ppm perché stiamo tutti esalando anidride carbonica.

    L'aumento causato dall'uomo nell'atmosfera non è permanente, ma provvisorio. Questo aumento è mantenuto soltanto dalla nostra produzione e, non appena smetteremo di produrne in qualche momento futuro in cui la nostra tecnologia avanzerà, tornerà al suo livello naturalmente controllato.

    Quando usiamo gli idrocarburi, l'anidride carbonica risultante passa attraverso l'atmosfera nel suo moto verso agli oceani e la biosfera, così c'è un aumento nell'atmosfera. L'anidride carbonica sta un periodo molto corto di circa sette anni nell'atmosfera. Tuttavia, quando è nella più alta concentrazione, è meraviglioso per noi perché fa crescere le nostre piante più velocemente, il che aumenta sensibilmente la quantità e la diversità della vita animale e vegetale.

    TNA: Al Gore inoltre dice che la IPCC dell'ONU ha parlato ed il dibattito è finito, perché c'è un consenso. Cosa ne dite?

    Dott. Robinson: Ora l'ONU sostiene di avere circa 2.500 persone e circa 600 scienziati seriamente coinvolti. Questo è ciò che Al Gore indicherebbe ad oggi.

    Abbiamo più di 22.000 scienziati firmatari della nostra petizione sul riscaldamento che hanno visionato la questione e concluso essenzialmente l'opposto di questa gente delle Nazioni Unite. Questo non dice niente sulla scienza. La scienza non dipende dai voti. Che ne abbiamo 22.000 e l'ONU può averne 600, non importa. L'unica cosa che la nostra petizione dimostra è che non c'è consenso fra gli scienziati a sostegno delle asserzioni dell'ONU.

    Le questioni scientifiche non vengono mai risolte in questo modo. La scienza riguarda la verità naturale. La verità non necessita di alcun avvocato. Si impone da sé.

    Nella scienza, uno scienziato può scoprire la verità su qualcosa. Allora sviluppa un'ipotesi e l'ipotesi è esaminata attraverso vari mezzi. A condizione che l'ipotesi superi le prove sperimentali, essa diventa più forte e più ci si conta – a meno che venga a mancare una prova sperimentale. Se è un'ipotesi molto buona con una vasta utilità, può spargersi in tutta l'intera comunità scientifica e trasformarsi in una parte della base della conoscenza scientifica. Il processo tramite cui questo è fatto non è la cosa importante. La verità è importante. La verità scientifica non si determina con votazioni o convocando riunioni.

    TNA: Ma guardando alle dichiarazioni di Nazioni Unite, IPCC e media, il pubblico medio può essere portato a credere che abbiano calcolato il riscaldamento globale.

    Dott. Robinson: La scienza del clima è una scienza molto primitiva. L'atmosfera è un sistema complicato, in qualche modo simile alla biochimica umana. Conosciamo alcune cose, ma non conosciamo la maggior parte dei fatti necessari. Com'è noto, i climatologi hanno difficoltà a predire il tempo con una settimana o due in anticipo. Certamente non possono predire il clima per molti anni a venire.

    Ci sono alcuni scienziati molto bravi, come Richard Lindzen al MIT, che lavorano sui particolari della teoria del clima e tentano di capire dettagliatamente l'atmosfera. Stanno avanzando lentamente verso la soluzione finale di questo sistema molto complesso. Oggi, questo sistema può essere valutato soltanto empiricamente perché ancora non è compreso.

    Possiamo mostrare che l'ipotesi di riscaldamento globale causato dall'uomo è falsa, tuttavia, perché abbiamo abbastanza dati empirici per falsificare questa ipotesi. Il riscaldamento globale causato dall'uomo è un'ipotesi a cui sono venute a mancare tante prove sperimentali da essere chiaramente senza valore.

    TNA: Alla persona media, quei rapporti della IPCC paiono molto autorevoli, molto preoccupanti. A noi sembra come una battaglia fra due schieramenti di esperti. Come possiamo sapere a chi credere?

    Dott. Robinson: In primo luogo, solo perché l'ONU ha speso un'enorme quantità di denaro per convocare riunioni di 600 persone principalmente interessate – molte delle quali stanno ricevendo concessioni di ricerca ed altri benefici accessori per partecipare – per provare a determinare qualcosa che non è conoscibile con i dati e le tecniche attuali e per produrre un rapporto, non dimostra niente.

    Inoltre, molti di questi 600 non sono d'accordo con le conclusioni a cui l'ONU-IPCC fa pubblicità. Agli scienziati non è mai permesso di approvare o disapprovare la relazione finale e molte delle osservazioni che presentano per la pubblicazione nel rapporto sono rifiutate dai burocrati dell'ONU.

    In primo luogo, il rapporto che inizialmente è stato rilaciato al pubblico dall'ONU-IPCC è un sommario esecutivo messo assieme da una manciata di persone compresi burocrati, politici, operatori dell'ONU ed alcuni scienziati. Pubblicano un resoconto sommario con propaganda dell'ONU dentro. Quindi ritornano ai rapporti dei 600 scienziati ed inseriscono delle frasi in quei rapporti in modo che siano conformi al sommario.

    In nessun momento in questo processo i 600 votano l'approvazione o la disapprovazione del loro stesso rapporto o del resoconto sommario. Così questo rapporto non è neppure approvato dalle persone che si sostiene l'abbiano creato. Questo è un processo fraudolento.

    TNA: Non usano lo stesso vostro insieme dei dati?

    Dott. Robinson: Sì, per la maggior parte. Salvo che spesso non eticamente omettono quella parte dei dati che non collima con la loro ipotesi. Selezionano la parte dei dati che favorisce la loro conclusione e scartano il resto.

    Se giocate con i dati, potete falsificare. Così l'ONU raccoglie solo parte dei dati. Noi li consideriamo tutti.

    TNA: Gli scienziati che non hanno timore di parlare sono accusati tipicamente dagli ambientalisti di essere pagati dalle compagnie petrolifere.

    Dott. Robinson: Bene, non siamo mai stati abbastanza fortunati da ricevere soldi da loro e intendo in ogni senso, personalmente, professionalmente nel nostro laboratorio, o in qualsiasi maniera. Non abbiamo ricevuto mai una moneta da dieci centesimi di dollaro da qualcuno che avesse un interesse economico specifico in questa questione. Tuttavia, il potere dell'ONU di controllare e razionare l'energia nel mondo – il reale obiettivo della loro attività - avrebbe un effetto terribile e negativo sulle vite di tutti gli americani. In questo senso, tutti i nostri sostenitori hanno un interesse economico.

    TNA: Al Gore inoltre fa una grande questione della recessione dei ghiacciai.



    Dott. Robinson: Ma mostra soltanto i dati per intervalli limitati di tempo che sembrano sostenere le sue affermazioni. Qui c'è la curva dei ghiacciai mondiali (si veda figura 2) basata su una media dei ghiacciai di tutto il mondo per cui ci sono buone annotazioni. Alcuni ghiacciai in realtà stanno aumentando, ma in media i ghiacciai stanno diminuendo – verso lunghezze più normali tipiche delle temperature globali medie di lunga durata. Questa curva è compensata entro 20 anni perché c'è un ritardo di circa 20 anni fra l'aumento di temperatura e la riduzione dei ghiacciai.

    Così l'aumento di temperatura riflesso nelle lunghezze dei ghiacciai comincia circa nel 1800. I ghiacciai si stanno riducendo da 200 anni. Hanno cominciato a ridursi un secolo prima che quantità significative di CO2 fossero prodotte dall'attività umana. Noti inoltre che la riduzione è lineare. L'uso degli idrocarburi è aumentato di sei volte e il tasso di fusione dei ghiacciai non è cambiato affatto.

    I ghiacciai hanno cominciato a ridursi molto prima che usassimo quantità significative di idrocarburi e, quando abbiamo sestuplicato la nostra produzione, il tasso di riduzione non è cambiato. Di conseguenza, l'uso umano dell'idrocarburo non è evidentemente la causa della riduzione dei ghiacciai o del leggero aumento naturale della temperatura che sta causando quella riduzione.

    TNA: Quindi che cosa sta causando il riscaldamento della terra?



    Dott. Robinson: Un buon indizio è contenuto nei dati che mostrano la temperatura dell'aria artica contro l'attività solare (si veda figura 3). C'è una buona correlazione. Anche la temperatura in superficie contro i dati sull'attività solare correlano bene (si veda figura 4).

    TNA: Cosa pensa della dimostrazione di Gore nel suo film, con quei grafici molto grandi, che la temperatura segue la traccia della CO2 ed è, quindi, la causa di quel riscaldamento?

    Dott. Robinson: In quelle curve, la temperatura sale prima della CO2 e scende prima della CO2. La CO2 è in ritardo sulla temperatura. Ed il motivo è che l'aumento della CO2 è causato dall'aumento di temperatura piuttosto che viceversa. Quando le temperature aumentano, l'anidride carbonica viene rilasciata dagli oceani, proprio come l'anidride carbonica dalle bibite analcoliche quando la loro temperatura aumenta. Gore mostra le curve con povera risoluzione, di modo che questo non può essere notato dall'osservatore. Il suo film è pieno di dozzine di altri errori e false dichiarazioni intenzionali.

    Il mio favorito è la parte in cui Gore dice che “gli scienziati che si specializzano nel riscaldamento globale hanno i modelli al computer che molto tempo fa hanno predetto questa scala di aumento di temperatura.” Quindi visualizza un grafico delle loro presunte “previsioni” e delle pretese temperature reali.

    Questo grafico è fasullo in diversi sensi, ma il più notevole è che la curva prevista dal computer comincia nel 1938 – prima che sia Al Gore che il computer fossero stati inventati. A meno che Al Gore abbia inventato il computer prima di nascere, e non lo abbia mostrato a nessuno tranne che ai modellatori del clima fino a dopo la II Guerra Mondiale, questo è impossibile, perché non c'erano computer nel 1938!

    TNA: Parlando dei computer, permettere che l'ONU assuma la direzione dell'energia mondiale avrebbe un grande effetto sul nostro livello di vita, o no?



    Dott. Robinson: Uno stimato nove per cento dell'energia degli Stati Uniti oggi è usato per alimentare i computer ed Internet. Questa tecnologia non può esistere senza energia. Le automobili richiedono energia. Non potete riscaldare la vostra casa senza energia.

    Se l'ONU controlla, raziona e tassa l'energia, avrà il potere di decidere se potete far funzionare una stufa a legno, se potete far funzionare un'automobile, o se potete usare la tecnologia che permette la nostra vita moderna. Quando lo dite alla gente, vi guardano strano. Non credono che possa accadere.

    Il potere di tassare e razionare l'energia è il potere di controllare il mondo – di avere il controllo della vita e della morte su ogni essere umano sul pianeta. Nessun governo dovrebbe mai avere questo potere. Il programma di Nazioni Unite e IPCC non riguarda il clima o la salvezza dell'ambiente. Riguarda il potere e il denaro – montagne di denaro.

    Se Gore e l'ONU avranno successo, l'effetto non sarà solo la diminuita prosperità negli Stati Uniti. Nei paesi sottosviluppati, miliardi di persone si stanno sollevando dalla povertà grazie all'energia degli idrocarburi. Se la loro disponibilità di energia sarà razionata e tassata, scivoleranno indietro nella povertà, nella miseria e nella morte. Questo soddisfa il programma di controllo della popolazione delle Nazioni Unite.

    Se l'abuso e la falsificazione del metodo scientifico che guida la mania del riscaldamento causato dall'uomo avrà successo, causerà i più grandi atti di genocidio umano che il mondo abbia mai conosciuto.

    Deve essere fermato.

    http://gongoro.blogspot.com/2008/02/...-virtuale.html

  8. #8
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    Il riscaldamento globale è la religione dei nostri tempi


    N. 52 – 14 marzo 2007**
    IBL Focus


    di Richard Lindzen *


    Il mondo è destinato alla catastrofe ambientale. O
    almeno, questo è quanto ci viene incessantemente
    ripetuto da politici e sedicenti esperti. Costoro ci avvertono
    che, se non saremo capaci di attuare drastici
    cambiamenti, la Terra verrà devastata dai mutamenti
    del clima e dal riscaldamento globale.
    Intere specie andranno perdute, le coltivazioni saranno
    annientate, alluvioni e carestie spazzeranno il pianeta
    e le economie del mondo occidentale precipiteranno
    nella più nera delle recessioni.
    Come tutti sanno, vi sono state numerose profezie di
    sventura su scala globale. Tra di esse, forse nessuna ha
    raggiunto le vette retoriche del rapporto di Sir Nicholas
    Stern sulle conseguenze economiche del mutamento
    climatico. Con una convinzione scevra da dubbi,
    l’autore afferma che: «Le prove scientifiche sono ormai
    preponderanti. Il cambiamento del clima presenta gravissimi
    rischi su scala globale ed esige una urgente risposta
    sulla medesima scala».
    Lo studio, commissionato dal governo britannico nel
    luglio del 2005 e pubblicato con grande clamore nell’ottobre
    del 2006, appariva particolarmente autorevole,
    in quanto Stern, Direttore del Government Economic
    Service, è uno dei funzionari statali di maggior
    livello in Gran Bretagna.
    Le sue conclusioni, inoltre, apparivano estremamente
    solide dal punto di vista scientifico, giacché la ventina
    di funzionari incaricati di stilare il rapporto aveva
    consultato una vastissima gamma di dati e studi pubblicati.
    Tony Blair ha definito il rapporto Stern come il documento
    più importante mai realizzato nel corso dei
    dieci anni del suo mandato come Primo Ministro e ha
    fatto un appello affinché il piano d’azione delineato nel
    rapporto, che prevede una maggiore regolamentazione
    e un aumento della tassazione, venga adottato in toto.
    «Questo disastro non si verificherà in un lontano futuro
    fantascientifico, ma nel corso della nostra vita» ha
    detto Blair, che ha proseguito affermando che «al mondo
    non esiste un problema più grave, più urgente e più
    arduo da affrontare del mutamento climatico».
    Tutto ciò ha contribuito a far sì che il rapporto Stern
    si trovasse al centro del dibattito. Il leit motiv del rapporto
    consiste nell’asserzione che nella comunità scientifica
    esista un consenso pressoché unanime in merito
    ai pericoli posti dal cambiamento del clima. Questa
    asserzione, in realtà, è falsa: tra gli scienziati non esiste
    alcuna unanimità.
    In tutte le 550 pagine del suo rapporto, Stern mostra
    una baldanzosa sicurezza, come se in merito alle questioni
    affrontate non esistesse alcun dubbio.
    E tuttavia, questa sicumera non è in alcun modo giustificata
    dalla realtà scientifica. Per Stern e i suoi alleati
    politici sarà una scomoda verità, ma in realtà i fatti
    IBL Focus
    concreti a sostegno delle sue tesi di così ampio respiro
    sono a dir poco esigui.
    In una recente dichiarazione, Stern ha candidamente
    ammesso che, quando il governo britannico gli ha
    commissionato lo studio, aveva una vaga idea di cosa
    fosse l’effetto serra, ma non era del tutto sicuro.
    Questa incapacità di comprendere la scienza del clima
    traspare da ogni pagina del rapporto. Stern equivoca
    il significato dei dati, distorce le prove al fine di conformarsi
    ai dogmi dei suoi mandanti politici, spara più
    o meno a casaccio cifre di ogni tipo, suscita allarmismo
    invece di favorire una discussione razionale e inventa
    di sana pianta la storia del clima terrestre.
    Il rapporto Stern è costellato di fondamentali errori
    concettuali. L’autore sembra essere convinto che la
    previsione del clima sia una scienza ormai matura, nata
    sul principio del Diciannovesimo secolo. Questo abbaglio
    è certamente la causa del tono di certezza dei suoi
    pronunciamenti.
    In realtà, quella della previsione del clima è una disciplina
    relativamente recente, nata da pochi decenni
    grazie, almeno in parte, allo sviluppo dei calcolatori
    elettronici.
    Non vi sono certezze sul passato, né tanto meno sul
    futuro. Stern dichiara baldanzosamente che l’innalzamento
    delle temperature globali recentemente registrato
    non ha precedenti negli ultimi mille anni di storia.
    In realtà non è possibile avere alcuna certezza in merito,
    in quanto i dati relativi ai secoli passati sono del
    tutto inaffidabili.
    Nella migliore delle ipotesi, abbiamo a disposizione
    misure accurate per gli utlimi cinquant’anni. Le sole
    misurazioni attendibili della temperatura su scala globale
    sono fornite dai palloni meteorologici, a partira
    dal 1958 e dai sistemi di misurazione a microonde, a
    partire dal 1978.
    I dati desunti da questi sistemi indicano una blanda
    tendenza al riscaldamento, ben lungi dall’avvicinarsi
    alle profezie apocalittiche di Sir Nicholas.
    Per giunta, questa leggera tendenza potrebbe tranquillamente
    essere causata da irregolarità, quali eruzioni
    vulcaniche o fenomeni meteorologici come El Niño
    (consistente in una considerevole fluttuazione delle
    temperature oceaniche del Pacifico, che ha conseguenze
    sul clima).
    A sostegno delle sue cupe profezie, Stern – come tutti
    i fanatici del riscaldamento globale – ignora tutte
    le prove che non si adattano alla sua ideologia. Stern
    glissa sul fatto che, sulla base di una serie di resoconti
    storici, nel Medioevo l’Europa era decisamente più
    calda di quanto non sia oggigiorno, mentre nel Diciassettesimo
    secolo la temperatura era inferiore, causando
    la cosiddetta “Piccola Era Glaciale”, durante la quale
    spesso il Tamigi rimaneva gelato per mesi di fila.
    Stern, peraltro, parla di un «notevole scioglimento
    dei ghiacci e un aumento del ghiaccio galleggiante nelle
    acque circostanti la Groenlandia, causato dall’innalzamento
    globale della temperatura».
    Con tutto ciò, diversi studi scientifici di impeccabile
    serietà hanno mostrato come in realtà la massa della calotta
    glaciale della Groenlandia si stia ampliando, mentre
    Stern, per giunta, omette il fatto che oggigiorno le
    temperature della Groenlandia sono inferiori a quelle
    registrate nel 1940 e hanno esibito variazioni minime
    dagli anni Ottanta del Settecento, quando iniziò la registrazione
    di tali misurazioni.
    Agli ambientalisti piace toccare le corde più sentimentali,
    mostrando immagini di orsi polari in affanno
    su ghiacci che, ci viene detto, sono sempre più ridotti.
    Quello che non ci viene detto è che oggi si stima che vi
    siano 22.000 orsi bianchi, rispetto ai 5.000 del 1940.
    Peraltro non possiamo essere certi che i mutamenti
    di lungo periodo del clima siano dovuti all’umanità.
    Esistono svariate altre possibili spiegazioni; tra di esse,
    IBL Focus
    ad esempio, vi è l’ipotesi che la causa principale del
    mutamento climatico siano le radiazioni solari.
    In effetti il clima può fluttuare anche in assenza di
    una qualsivoglia causa esterna, altra considerazione
    bellamente ignorata dal rapporto Stern, che preferisce
    ripetere l’idea di moda che il capitalismo occidentale
    sia l’unico responsabile di ogni siccità e ogni disastro
    che si abbatte sul pianeta.
    Peggio ancora, Stern non tiene in nessuna considerazione
    la capacità dell’umanità di adattarsi all’ambiente
    e di migliorarlo. Sarebbe difficile mettere in discussione
    l’asserzione che, più di un secolo dopo il culmine della
    Rivoluzione industriale, la Gran Bretagna è oggi un
    Paese più pulito, più sano e meno inquinato di quanto
    non fosse sul finire dell’epoca vittoriana, quando imperavano
    smog, malattie e bassifondi degradati.
    La scienza autentica consiste nel raccogliere dati e nel
    mettere alla prova le proprie teorie, e non nel fare da
    claque per questa o quella ideologia.
    È questo l’aspetto che più turba dell’attuale dibattito
    in tema di riscaldamento globale. Il salutare scetticismo,
    che dovrebbe trovarsi al cuore di ogni indagne
    scientifica, viene trattato con disprezzo.
    Lungi dall’essere il solido capolavoro che vorrebbe
    Blair, il rapporto Stern è manifestamente inadeguato.
    Si tratta di una ripetizione del “dodgy dossier” (il famoso
    rapporto dei servizi segreti britannici che asseriva
    l’esistenza di arsenali di armi di distruzione di massa
    nell’Iraq di Saddam Hussein), nel quale ogni asserzione
    viene presentata come se fosse un fatto assodato e i
    dati vengono distorti per favorire un ben preciso obiettivo
    politico.
    Personalmente sono d’accordo con quell’economista
    che ha osservato: «Se un mio studente mi presentasse
    questo rapporto per la sua tesi di Master, se fossi di
    buon umore gli darei un voto appena sotto la sufficienza
    per l’impegno dimostrato, ma più probabilmente lo
    cestinerei senza tanti complimenti».
    Ormai ci stiamo allontanando dalla scienza per entrare
    nel regno del fanatismo religioso, dove i seguaci
    della fede, colmi di indignazione e certi della propria
    rettitudine, sono convinti di possedere una verità superiore.
    Come una religione, l’ambientalismo è pervaso da
    un odio per il mondo materiale e, come la religione,
    pretende dai suoi seguaci devozione, e non rigore intellettuale.
    L’ambientalismo non tollera il dissenso: chi mette in
    dubbio le profezie di sventura viene considerato alla
    stregua di un eretico, di qualcuno che “nega il mutamento
    climatico”, per servirsi di un’espressione ormai
    comune e che riecheggia l’accusa di “negare l’Olocausto”.
    Inoltre, proprio come avviene per numerose religioni,
    la via per la salvezza consiste nell’esecuzione di rituali
    superstiziosi, come sostituire una lampadina con
    una a basso consumo o piantare un albero dopo un
    viaggio in aereo.
    L’aspetto veramente tragico, tuttavia, è in modo in
    cui questa ideologia di dubbio valore ha raggiunto una
    prosizione predominante nella nostra vita pubblica.
    I politici adorano l’ordine del giorno dei verdi, com’è
    ovvio che sia, in quanto seguirne le raccomandazioni
    significa più controlli, più regolamentazione, più tasse,
    più incontri al vertice e più occasioni di mettere in mostra
    con il dovuto sussiego il proprio zelo.
    La tragedia è che gente come Sir Nicholas Stern si
    serva di una scienza fasulla per perseguire i propri scopi.


    * Richard Lindzen è Ordinario di Meteorologia presso il
    Massachusetts Institute of Technology.


    ** Questo articolo è apparso originariamente l’8 marzo
    2007 sul quotidiano londinese Daily Mail con il titolo
    “Global Warming: The Bogus Religion of Our Age”.


    Il FOCUS è liberamente scaricabile: http://brunoleoni.servingfreedom.net...52_Lindzen.pdf
    Istituto Bruno Leoni – Via Bossi 1 – 10144 Torino – Italy
    Tel.: (+39) 011.070.2087 – Fax: (+39) 011.437.1384 – www.brunoleoni.itinfo@brunoleoni.it


    Segue una interessante pagina di approfondimento sul tema del Think Tank Torinese
    http://www.brunoleoni.it/nextpage.as...9&parola=CLIMA

  9. #9
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    Grazie delle spiegazioni Abbott!
    uno con su la faccia di Mises che quasi quasi sta con gli ambientalisti e si domanda chi tuteli i lavoratori in un sistema di libero mercato...ragazzi, se mi sputtanate pure il Von io ammazzo qualcuno eh...
    Perchè? Porsi delle domande è illiberale?

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Jefferson Visualizza Messaggio
    uno con su la faccia di Mises che quasi quasi sta con gli ambientalisti e si domanda chi tuteli i lavoratori in un sistema di libero mercato...ragazzi, se mi sputtanate pure il Von io ammazzo qualcuno eh...
    E' una pecorella smarrita, ha bisogno di conforto e chiarezza. Fortunatamente ha trovato il posto giusto, un posto dove riceverà sostegno e amicizia, un posto dove gli verrà spiegato come va il mondo. Con quell'avatar comunque, è partito col piede giusto. Forse non ricordi in che condizioni ero quando sono arrivato quà....micca citavo Mises, cittavo LaMalfa e Garibaldi....


 

 
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