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Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Predefinito Leggi sessuali fra religione e "civiltà"






    Che strano il mondo.......

    In Libano gli uomini possono per legge avere rapporti sessuali con
    animali, purché si tratti di femmine.
    Avere rapporti sessuali con un animale maschio è un reato punibile con la morte.


    Nel Bahrein, la legge consente a un medico di sesso maschile di fare una
    visita ginecologica a una donna, ma non di guardare direttamente i suoi
    genitali. Può soltanto vederli riflessi in uno specchio.


    Ai musulmani è proibito guardare i genitali di un cadavere, e questo vale
    anche per gli impresari di pompe funebri; gli organi sessuali dei defunti
    devono sempre restare coperti da un mattone o un pezzo di legno per tutto il
    tempo .
    (Un mattone?)





    In Indonesia la masturbazione viene punita col taglio della testa
    (Se la applicassero anche in Italia non rimarrebbe più nessuno . . . )


    A Guam ci sono uomini il cui lavoro a tempo pieno consiste nel girare per le campagne e deflorare giovani vergini che pagano per il privilegio di stare con un uomo per la prima volta .
    Il motivo: La legge dell'isola stabilisce a chiare lettere che una donna vergine non può sposarsi (Esiste in qualche altra parte del mondo un lavoro anche lontanamente simile a questo?)


    A Hong Kong, una moglie tradita può uccidere il marito adultero, la legge glielo consente; ma può farlo solo a mani nude.
    Mentre può uccidere come più le aggrada l'amante del marito.
    (Paese che vai giustizia che trovi!)


    A Liverpool, Inghilterra, la legge ammette commesse in topless, ma solo nei negozi di pesci tropicali .


    A Calì, in Colombia, una donna può avere rapporti sessuali soltanto col marito, e la prima volta che ciò accade, nella stanza dev'essere presente anche la madre di lei.



    A Santa Cruz, in Bolivia, un uomo non può avere rapporti sessuali con una donna e con la figlia di lei contemporaneamente
    (Immagino che si sia trattato di un problema abbastanza diffuso, se hanno dovuto farci su una legge! )

    Nello stato americano del Maryland, le macchinette dispensatrici di preservativi sono illegali. Cessano di esserlo solo se si trovano 'in luoghi dove si vendono bevande alcoliche da consumare sul posto.
    (L'America è un grande paese)


    Il sesso per le religioni monoteiste è sempre stato considerato un problema da governare e allora lo si è svilito alterato. Perché non lo si è affrontata con semplicità seguendo il bisogno reciproco di completarsi, è l'attrazione il motore del mondo, la regola che governa l'atomo come i pianeti e le stelle.


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  2. #2
    nazionalit lunare
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    nell' antichita' non era cosi'. la gente era piu' felice.

  3. #3
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    Direi piuttosto che le 'leggi sessuali', come si definiscono, nell'antichità non fossero affatto pensate per controllare il corpo della donna o la sua sessualità, perchè un tale concetto di controllo (così contemporaneo in realtà) era quasi completamente estraneo alla mentalità e alla cultura di allora- più che di controllo ritengo si possa parlare di 'indirizzo etico', ben riconoscibile, e non è un caso che i cristiani puntino tanto il dito contro la supposta lascivia delle culture pagane (qualsiasi, nessuna esclusa- anche quelle più rigide come quella induista..)..ma in antico anche il sesso (e la sessualità di entrambi, dell'uomo così come della donna) era un dono divino e caricato di valenze simboliche profondissime..
    Questa libertà maschile (che adesso viene reclamata dalle donne come fossero felici di essere tutte considerate etere..) non si addice all'essere femminile (se non in ben determinati contesti e quadri religiosi: le devadasi per esempio..) e nell'antichità era considerata un pensiero vile e plebeo (proprio come India) perchè se le donne si lasciano andare sotto questo punto di vista, allora più niente salvaguarderà le nascite future (nel numero e nella qualità); Sparta era molto rigida per quanto riguarda le leggi sull'accoppiamento e la procreazione, salvo poi concedere ai migliori spartiati, se privi di discendenza, di congiungersi con donne di nobilissima stirpe e già con degna progenie al fine di non privare lo Stato di una degna generazione..
    Non che il passato fosse idilliaco certo, però possedevano un'intuizione naturale verso il raggiungimento dell'ottimo che si doveva esplicare anche, e a volte soprattutto, in questo campo.
    La questione dell'impurità riguarda qualsiasi interruzione o sospensione o infrazione dell'ordine, si manifesta conseguentemente al parto ma anche alla morte, ma anche per tradimento o per omicidio; non è che un atto giudicabile in senso stretto da un tribunale fosse una colpa e basta, portava con sè la sua impurità forse più dei passaggi della vita fisica delle donne che, in quanto naturalmente inseriti nel ciclo dell'esistenza, erano facilmente superabili.
    Infine, perchè disagio a vivere nella Roma antica? Forse perchè la supposta libertà degli antichi non esiste affatto...

    Saluti!

  4. #4
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    posso solo dire che fintanto l'idea del peccato o della purezza ci verrà imposta da altri si scontrerà sempre con il reale concetto di purezza che ognuno di noi ha nel profondo

    Vi racconto una storia vera (così mi hanno assicurato)
    un missionario nell'africa nera celebrava la messa
    venne a fare la comunione un selvaggio tutto nudo
    -sei nudo non va bene- disse il missionario
    -anche tu nudo- disse il selvaggio indicando il volto del prete
    -ma questa è la faccia!-
    il selvaggio ci pensò un attimo e rispose indicando se stesso -io tutta faccia!!-

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Apostata_tv83 Visualizza Messaggio
    Sì l'idea di "controllo del corpo femminile" è certo una concezione più contemporanea che antica ma non mi saprei altrimenti spiegare il perché di molti atteggiamenti "rigidi" nei confronti delle matrone (al di là della possibilità di divorzio). Di sicuro la donna antica non è la "porta del peccato" o lo "sterco del demonio" e c'é un maggior rispetto per la figura femminile ma dall'altra c'é, come dici tu, il bisogno di stare attenti alle nascite.
    Per l'impurità siamo d'accordissimo, volevo dare un'analisi da un punto di vista solo diverso, cioé del fatto che essa non si collega al "peccato" che poi dai cristiani è tradotto in legge ma appunto a questioni esclusivamente legate al mondo sacro, che possono anche terminare con la purificazione, senza scomodare (per lo più) giudici e boia. Naturalmente, con il sacro ci sono anche leggi ma non sono così vincolate al sistema giuridico come nel peccato degli abramiti (a ciascun peccato corrisponde una realtà di punizione, giuridica... l'impurezza può essere riconosciuta dalla legge nel caso del paganesimo ma non comporta necessariamente "punizione" o atti legali).

    Beh la libertà è sempre relativa. Noi viviamo in un mondo attuale non in quello dei romani. Certo che ispirarsi al mondo greco-romano per contrastare la perversione abramita è la scelta migliore (a mio parere): restaurare l'ordine precedente non è possibile e non ha senso oggi, ogni tradizione è inscritta all'interno dell'attualità rispetto alla quale si propone come continuazione del passato. Negare 2000 anni di storia "contaminata" (che poi è concetto relativo) dagli abramiti sarebbe immaturo: dobbiamo impegnarci a usare l'esperienza fatta in questo periodo sofferto e riportarne un'utilità nel mondo contemporaneo.
    Semplicemente la donna, in qualsiasi cultura arcaica, è considerata prima sotto la protezione del padre, poi sotto quella del marito- non c'è niente di rigido in tutto questo, sono semplicemente regole religiose, e anche di buon senso, che contrastano la degenerazione dei costumi in massimo grado; la possibilità del divorzio è già una grande 'libertà' (...), dal momento che in India è strettamente proibita (come pure un secondo matrimonio per le vedove..), e questo non autorizza a pensare la donna antica come chiusa forzatamente nel gineceo...sempre pensando a Sparta, le donne governavano la casa e le proprietà del marito mentre costui era in guerra e altresì badavano a quel 'controllo delle nascite' che era tanto fondamentale, a ragione, nel mondo antico...e non facevano altro che seguire il Modello, altro che presunte costrizioni o sessualità incontrollata, come alcuni postulano..

    Non sono certo favorevole ad improbabili 'mascherate', un conto però è la forma in senso stretto, ben altro sono le norme...se una norma era applicabile con giustizia 3000 anni fa, il peso della sua coerenza non si è spostato di una virgola; la libertà non è affatto un concetto relativo, altrimenti, come ho già detto, ormai le donne sarebbe autorizzate a comportarsi secondo il canone di giustizia relativo a quest'era, e invece così non è affatto, anzi...

    Saluti!

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Apostata_tv83 Visualizza Messaggio
    Sì l'idea di "controllo del corpo femminile" è certo una concezione più contemporanea che antica ma non mi saprei altrimenti spiegare il perché di molti atteggiamenti "rigidi" nei confronti delle matrone (al di là della possibilità di divorzio). Di sicuro la donna antica non è la "porta del peccato" o lo "sterco del demonio" e c'é un maggior rispetto per la figura femminile ma dall'altra c'é, come dici tu, il bisogno di stare attenti alle nascite.
    Per l'impurità siamo d'accordissimo, volevo dare un'analisi da un punto di vista solo diverso, cioé del fatto che essa non si collega al "peccato" che poi dai cristiani è tradotto in legge ma appunto a questioni esclusivamente legate al mondo sacro, che possono anche terminare con la purificazione, senza scomodare (per lo più) giudici e boia. Naturalmente, con il sacro ci sono anche leggi ma non sono così vincolate al sistema giuridico come nel peccato degli abramiti (a ciascun peccato corrisponde una realtà di punizione, giuridica... l'impurezza può essere riconosciuta dalla legge nel caso del paganesimo ma non comporta necessariamente "punizione" o atti legali).

    Beh la libertà è sempre relativa. Noi viviamo in un mondo attuale non in quello dei romani. Certo che ispirarsi al mondo greco-romano per contrastare la perversione abramita è la scelta migliore (a mio parere): restaurare l'ordine precedente non è possibile e non ha senso oggi, ogni tradizione è inscritta all'interno dell'attualità rispetto alla quale si propone come continuazione del passato. Negare 2000 anni di storia "contaminata" (che poi è concetto relativo) dagli abramiti sarebbe immaturo: dobbiamo impegnarci a usare l'esperienza fatta in questo periodo sofferto e riportarne un'utilità nel mondo contemporaneo.
    Quella che ho evidenziato è una scempiaggine degna di un accusa di empietà!
    Nel mondo antico non vi era distinzione tra diritto e sacralità, ogni atto giuridico era atto sacro, nel mondo ormano, qualsiasi contratto tra privati cittadini era stipulato con formule e rituali così come un sacrificio ed era sotto la tutela di Iuppiter, le leggi che regolavano la vita politica della Roma arcaica furono stabilite da Numa, colui che fondò i collegia sacerdotali e stabilì le istituzioni religiose romane, inoltre ho già citato come ogni auspicio o prodigio che avvenisse fosse interpretato seconod i libri sibillini e servisse come base per decisioni, anche importanti, del Senato e fosse poi seguito da adeguata espiazione.
    Nel caso contrario un atto di empietà e di sacrilegio, come profanare un tempio o non espiare nle modo corretto un presagio, era punibile a livello giuridico, di solito con la morte. Ad esempio una vestale che avesse perso la verginità, compiva un atto sacrilego equivalente a profanare la purezza del fuoco sacro e per questo era punita con la sepoltura da viva.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Apostata_tv83 Visualizza Messaggio
    Certo. Oggi sarebbe più opportuno mirare a una responsabilizzazione delle donne rispetto alla nascita. Nell'antichità il figlio con handicap si poteva gettare dalla rupe o esporlo in mancanza di mezzi tecnici che permettessero di prevederne l'impossibilità a una vita degna, oggi possiamo invece prevedere la cosa e risolvere con l'aborto evitando perciò un parto (che è sempre un rischio e un dolore) e la sopravvivenza di una persona che non potrebbe mai realizzarsi e che naturalmente morirebbe.

    Certo, le donne avevano un prestigio che si manifestava nell'ordine casalingo, nella crescita dei figli e non di rado nella gestione dei beni del padre defunto (vedi le epiclere) e dei mariti. Insomma, un ruolo importantissimo. Oggi come si potrebbero applicare questi principii, secondo te? Cosa potrebbero proporre i pagani alla società contemporanea?
    La cosenza che esiste un Ordine che si riflette in ogni ambito della realtà e che quindi ogni aspetto della realtà deve conformarsi a tale Ordine: nello specifico che donne e uomoni non sono uguali, ciascuno ha un suo ruolo all0interno di una realtà ordinata che è peculiare e distinto e a cui si addicono doveri e diritti differenti. Quindi affermare che un diritto non è mai fine a se stesso, ma è sempre controparte di un dovere e che al massimo è preferibile un dovere senza controparte che diritti usurpati

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Apostata_tv83 Visualizza Messaggio
    E' cosa ben diversa dal peccato abramita.
    In ogni religione tradizionale le leggi, come ogni altro aspetto della società, sono una manifestazione di sacralità, implicitamente tu sostieni che ad esempio presso i romani esistesse una sorta di "laicità" dello stato, il che è una sciocchezza di dimensioni colossali

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Apostata_tv83 Visualizza Messaggio
    Mai sostenuto. Dico semplicemente che le istituzioni pubbliche erano divine. Nel laicismo non c'é molta differenza: il sacro è proiettato direttamente sulle istituzioni e nei valori repubblicani.
    Infatti stai dicendo sciocchezze, non è che le istituzioni pubbliche erano divine, ma semplicemente non essitevano istituzioni pubbliche, ma solo diverse forme di istituzioni religiose.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Apostata_tv83 Visualizza Messaggio
    Liberissimo di credere quello che più ti conviene.
    Io mi baso sui testi storici, l'unico che si è inventato un suo paganesimo personale a proprio uso e consumo sei tu.

    Consiglierei di smetterla con le droghe e di ritornare sulla terra

 

 

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