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  1. #1
    Bieco reazionario colonialista
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    Predefinito Julius Evola e lo Stato d'Israele

    « R) – L’ebreo è uno sradicato; non è pericoloso l’ebraismo tradizionale, bensì quello che non ha né patria né punti di riferimento. (…)

    D) In questa accusa contro la razza ebraica Lei fa rientrare certi valori tradizionali quali la Kabbala?
    R) – Certamente no. Sul piano tradizionale sarebbe frivolo creare delle opposizioni di questo genere. Solo le formulazioni sono diverse. Ad un certo livello vi è accordo fra ‘coloro che sanno’ (…)

    D) – Lei sarebbe dunque per lo Stato d’Israele?
    R) – Se esistono degli ebrei pericolosi, non sono quelli di Israele, che lavorano, si organizzano, testimoniano di straordinarie virtù militari; sono quelli delle metropoli occidentali, che grazie alla democrazia hanno le mani libere. Se oggi qualcuno vuole porre il problema ebraico arriva troppo tardi, esso non esiste più. Come Le ho detto, il problema della razza ‘interiore’ è molto più importante ai miei occhi; e gli atteggiamenti per i quali si riteneva l’ebreo indesiderabile sono oggi diffusi presso i bravi Ariani, che sarebbe ingiusto ed ingiustificato operare una discriminazione ».

    Da Un’intervista a Julius Evola (Heliodromos, n. 6, primavera 1995)


    Julius Evola come Guillaume Faye e carlomartello...


    carlomartello

  2. #2
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    Alla retorica insopportabile della "nobiltà della sconfitta" Maurizio Lattanzio opporrà sempre l'ignobiltà del risultato positivo comunque ottenuto
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    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    « R) – L’ebreo è uno sradicato; non è pericoloso l’ebraismo tradizionale, bensì quello che non ha né patria né punti di riferimento. (…)

    D) In questa accusa contro la razza ebraica Lei fa rientrare certi valori tradizionali quali la Kabbala?
    R) – Certamente no. Sul piano tradizionale sarebbe frivolo creare delle opposizioni di questo genere. Solo le formulazioni sono diverse. Ad un certo livello vi è accordo fra ‘coloro che sanno’ (…)

    D) – Lei sarebbe dunque per lo Stato d’Israele?
    R) – Se esistono degli ebrei pericolosi, non sono quelli di Israele, che lavorano, si organizzano, testimoniano di straordinarie virtù militari; sono quelli delle metropoli occidentali, che grazie alla democrazia hanno le mani libere. Se oggi qualcuno vuole porre il problema ebraico arriva troppo tardi, esso non esiste più. Come Le ho detto, il problema della razza ‘interiore’ è molto più importante ai miei occhi; e gli atteggiamenti per i quali si riteneva l’ebreo indesiderabile sono oggi diffusi presso i bravi Ariani, che sarebbe ingiusto ed ingiustificato operare una discriminazione ».

    Da Un’intervista a Julius Evola (Heliodromos, n. 6, primavera 1995)


    Julius Evola come Guillaume Faye e carlomartello...


    carlomartello

    Un'intervista che dovrebbe essere contestualizzata storicamente, dato che l'Evola del dopoguerra ,per motivi contingenti, muterà radicalmente giudizi su personaggi storici,ideologie ed istituzioni. Il giudizio evoliano sul sionismo espresso tra le due guerre, ad esempio, diverge da quello da te citato.... a proposito, a quando risale l'intervista?

  3. #3
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    Il sionismo è la princiaple causa dei disordini che infiammano il medioriente da 60 anni! Israele è uno stato pirata, abusivo e privo di una costituzione scritta!
    PALESTINA AI PALESTINESI!

  4. #4
    Bieco reazionario colonialista
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    La causa principale dei disordini che infiammano il Medio Oriente (e l'Africa, E il subcontintente indiano, E il sud-est asiatico, E il Caucaso, etc.etc.) è il Risveglio islamista.
    I popoli del Meridione del mondo hanno trovato nella causa dell'Islam radicale il vettore di potenziamento, organizzazione e riscossa sul Nord del mondo ricco e progredito, sull'Europa e la sua Civiltà crociata e colonialista, sull'Uomo bianco imperialista, che non è stato il comunismo.

    PS.
    I palestinesi non esistono, esistono gli arabi che vivono sulla terra di Canaan (assieme ad ebrei semiti islamizzati dalle armate arabe che sono buona parte dei 'palestinesi') i quali hanno riabilitato questo termine di origini latine per dipingere gli israeliani come popolazioni di invasori, quando lo sono anche gli arabi.
    Deve vincere il più forte, non esistono altre leggi tantomeno quelle dell'umanesimo, dell'illuminismo e del mondialismo.
    Gli avventurieri sionisti sono pionieri colonialisti della cultura europea volenti o nolenti.
    Romualdi ha parlato di Israele come di un pezzo d'Occidente, d'Europa o d'America, sulle rive sud-orientali del Mediterraneo, una avamposto dell'uomo bianco al pari dell'Algeria francese e della Rhodesia europea.


    carlomartello

  5. #5
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    Romualdi ha parlato di Israele come di un pezzo d'Occidente, d'Europa o d'America, sulle rive sud-orientali del Mediterraneo, una avamposto dell'uomo bianco al pari dell'Algeria francese e della Rhodesia europea.


    carlomartello
    Questo, carlomartello, non è assolutamente vero.
    Adriano Romualdi in quell'articolo (Bagatelle per un massacro) attacca ferocemente la politica filo-israeliana dei paesi occidentali, a suo modo di vedere miope e sottolinea il paradosso di un'Europa che si spende tanto per salvare i giudei d'Israele ma non per gli europei d'Algeria.

  6. #6
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    « R) – L’ebreo è uno sradicato; non è pericoloso l’ebraismo tradizionale, bensì quello che non ha né patria né punti di riferimento. (…)

    D) In questa accusa contro la razza ebraica Lei fa rientrare certi valori tradizionali quali la Kabbala?
    R) – Certamente no. Sul piano tradizionale sarebbe frivolo creare delle opposizioni di questo genere. Solo le formulazioni sono diverse. Ad un certo livello vi è accordo fra ‘coloro che sanno’ (…)

    D) – Lei sarebbe dunque per lo Stato d’Israele?
    R) – Se esistono degli ebrei pericolosi, non sono quelli di Israele, che lavorano, si organizzano, testimoniano di straordinarie virtù militari; sono quelli delle metropoli occidentali, che grazie alla democrazia hanno le mani libere. Se oggi qualcuno vuole porre il problema ebraico arriva troppo tardi, esso non esiste più. Come Le ho detto, il problema della razza ‘interiore’ è molto più importante ai miei occhi; e gli atteggiamenti per i quali si riteneva l’ebreo indesiderabile sono oggi diffusi presso i bravi Ariani, che sarebbe ingiusto ed ingiustificato operare una discriminazione ».

    Da Un’intervista a Julius Evola (Heliodromos, n. 6, primavera 1995)


    Julius Evola come Guillaume Faye e carlomartello...


    carlomartello
    Questo non significa che Evola fosse un "sionista", anzi.
    Evola ha sempre avversato il potere delle lobbies ebraiche e ti vorrei ricordare che dal dopoguerra ad oggi uno degli elementi che dimostrano lo strapotere di certe lobbies è l'impossibilità di criticare apertamente le politiche dello Stato d'Israele.
    Semplicemente, Evola all'ebreo sradicato, "paria etnico" e cosmopolita, d'Europa preferiva l'ebreo inserito comunque in un contesto coloniale e comunitario.
    D'altro canto, Evola, se ben ricordi, in un altro articolo criticò aspramente il nazionalismo arabo di Nasser e del Baath, auspicando che il mondo arabo si "rivoltasse contro il mondo moderno occidentale" solo ed esclusivamente in nome dell'ascesi guerriera dell'Islam.
    Con ciò, ovviamente, non voglio assolutamente dire che Evola fosse "filo-arabo". Evola stava dalla parte dell'Europa bianca e ariana e voleva difendere anche gli ultimi bastioni di una grandezza ormai perduta.
    Per questo stava con l'OAS in Algeria e con i bianchi sudafricani e rhodesiani e avversava il terzomondismo.

  7. #7
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    Questo, carlomartello, non è assolutamente vero.
    Adriano Romualdi in quell'articolo (Bagatelle per un massacro) attacca ferocemente la politica filo-israeliana dei paesi occidentali, a suo modo di vedere miope e sottolinea il paradosso di un'Europa che si spende tanto per salvare i giudei d'Israele ma non per gli europei d'Algeria.
    E' assolutamente vero invece.
    Romualdi poi critica giustamente il fatto che l'occidente rinnegato abbia utilizzato due pesi e due misure differenti per "i terroristi" dell'Oas e per "i fratelli" israeliani.
    Noi ovviamente condividiamo.

    carlomartello

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    E' assolutamente vero invece.
    Romualdi poi critica giustamente il fatto che l'occidente rinnegato abbia utilizzato due pesi e due misure differenti per "i terroristi" dell'Oas e per "i fratelli" israeliani.
    Noi ovviamente condividiamo.

    carlomartello
    fonte: http://www.centrostudilaruna.it/romualdibagattelle.html

    Bagatelle per un massacro


    C’è però un punto sul quale non è ammessa nessuna bagattellizzazione. Nessun dubbio, nessuna incertezza, nessun dialogo. I Tedeschi di là dal muro possono andarsene definitivamente a quel paese, così come i Belgi nel Congo, i Francesi in Algeria, gli Italiani in Libia. Ma quelli non si toccano. Quelli sono santi, inviolabili, intoccabili.

    Come toccano quelli, come la fiamma della guerra fredda incomincia a scottare nei paraggi del loro sedere, l’intero Occidente insorge. Insorgono Ricciardetto e Montanelli. Tuonano “La Stampa”, “Il Corriere della Sera”, “La Voce Repubblicana”. Tuona a destra “Il Tempo”, da sinistra “L’Umanità” risponde. Come una colomba spaventata, Golda Meir vola negli Stati Uniti. A New York, i correligionari la omaggiano. Il patto è stretto. Si abbracciano, si baciano, si annusano. Che biblica visione! Che profili! Che effluvii! Che nasi! Ed ecco, Nixon accorre nel Mediterraneo. La VI Flotta è sul piede di guerra. I marines aspettano con l’arma al piede. Tutto è pronto. L’ala marciante della stampa americana, quella stessa che conduce un’assidua campagna contro la guerra del Vietnam, diventa improvvisamente bellicista, militarista. Il senatore Mitchell, il noto pacifista, vuole improvvisamente armi, e armi, più armi … per Israele. I Kohn, i Davidson, i Lyons, i Rabbinovitch, i Sulzberger, i Blumberg, i Gottlieb, i Weil, gli Isaacs -i giornalisti kennedyani dai grossi nasi e dalle spesse lenti- si scoprono d’un tratto più guerrafondai del Pentagono. Le colombe si mutano in falchi. Anzi, in leoni. Anche la stampa nostrana riscopre palpiti sconosciuti. Ha appena finito di spiegare ai suoi lettori che, dopotutto, se gli Italiani vengono cacciati dalla Libia, è colpa del fascismo, che - comunque - non è il caso di prendersela, ed ecco, all’improvviso, fa fuoco e fiamme. La quarta sponda (quella tra Haifa e Tel Aviv) non si molla! Anche la destra dal suo angolino agita la sua piccola bandierina israeliana. Ma si sa, la destra è coccardiera … Una coccarda, una bandiera qualunque, non importa quale .. Una coccarda e un evviva: viva il Duce! Viva De Gaulle! Viva De Lorenzo! Viva la Polizia! Viva i Pompieri! Viva i Prefetti! Viva Mosè Dayan!

    * * *

    E intanto si compie il massacro della politica occidentale nel Mediterraneo.

    La politica di appoggio ad Israele ci ha aizzato contro 100 milioni di Arabi.

    L’incendio si è propagato dalla Palestina all’Egitto, dall’Egitto all’Irak, dall’Irak all’Algeria, dall’Algeria alla Libia. (…) Ma noi siamo rapiti in ammirazione. Come sono bravi gli Israeliani! Come sono buone le loro arance! Come sono belli i loro nasi! E Golda Meir, che cara vecchietta delle favole … E Mosè Dayan, che stratega! Altro che Rommel! Altro che Giulio Cesare!… E intanto il mondo arabo prende fuoco. Contro l’Occidente. Contro l’Europa. (…) Ma noi siamo per quelli. Al fianco di quelli. Fino alla morte. Fino al suicidio. Siamo con quelli perché la nostra propaganda, il nostro cinema, i nostri libri ci han convinto per l’eternità che quelli sono i buoni, i santi, i martiri per eccellenza. Essi soli sono stati perseguitati. Essi soli sono morti. Certo, è vero, ci sono stati anche tre o quattro milioni di Tedeschi annientati tra il Memel e l’Elba, una ventina di milioni di vittime della rivoluzione russa, un quattro o cinque milioni di borghesi liquidati nei paesi dell’Europa Orientale, e poi ci sono gli Estoni, i Lettoni, i Lituani, i Tartari della Crimea, i Tedeschi del Volga etc. Ma questi non contano. Perché i morti di quelli sono più morti. Due o tre volte magari, perché li ricontassero. E poi, cosa saremmo noi, poveri goijm, senza quelli? Tutto ci han dato quelli: Siegmund Freud e Gesù Cristo, Carlo Marx e Carlo Levi, Charlie Chaplin e Arnoldo Foà e Shylok, Süss l’Ebreo, Einstein, Oppenheimer, i Rotschild, i Finzi Contini, il lamento di Portnoy, il diario di Anna Frank, il padre di Anna Frank, e lo zio di Anna Frank, e l’amministratore del padre di Anna Frank…

    Quelli si che ci san fare! I loro aranci sono più buoni dei nostri. I loro morti sono più morti dei nostri. I loro nasi sono più belli dei nostri.

    * * *

    Certo, adesso anche per quelli va maluccio. (…) E anche nell’Europa Orientale le cose volgono al peggio. Finiti i tempi del primo dopoguerra, dove in Ungheria, Romania, Polonia, ebreo e comunista erano sinonimi, e la Russia dava il suo appoggio alla creazione dello Stato d’Israele. Anche là adesso tira una brutt’aria. Gli sforzi dei Daniel, dei Ginzburg, dei Garaudy per la creazione di un nuovo socialismo non han sortito l’effetto sperato. Si voleva un socialismo più cosmopolita, più aperto a taluni fermenti etnici, a talune correnti intellettuali, un socialismo ispirato più a Leone Davidovic Bronstein, detto Trotzski, che non a Giuseppe Djusgavili, detto Stalin. Un socialismo con un orecchio per le poesie di Allen Ginsberg e uno per l’economia di Ota Sik… Un socialismo col volto umano. Un socialismo col naso umano… Ma è andata male. In Polonia e altrove è subentrata la “repressione antisionista”. Gli intellettuali se la passano male adesso. E anche il Blitzkrieg del ’67 si va rilevando, col passare degli anni, una brutta trappola. L’esercito israeliano affonda nelle sabbie mobili di un milione di profughi. Finiti i tempi degli assalti convenzionali alla Nasser, è cominciata la guerra strisciante, le piraterie di Arafat, di Habache, dei giovani turchi della guerra rivoluzionaria.

    Tempi duri per Israele. Bene o male, anch’essa è un pezzo d’Occidente. Un pezzo d’Europa o d’America costruito sulle rive orientali del Mediterraneo. È una posizione avanzata dell’Occidente. Un avamposto dell’uomo bianco. Ma gli avamposti dell’uomo bianco oggi vacillano. Ma, guarda caso, quando questa posizione avanzata si chiamava Algeria, nessuno si scomodava. Anzi, ci chiamavano fascisti, complici dei torturatori, dell’OAS. Che il FLN sgozzasse migliaia di francesi e di algerini andava loro benissimo. Benissimo che un milione di Francesi fosse espulso dalla quarta sponda. Ma adesso è un’altra cosa. Ben altri interessi sono in gioco che non la povera pelle di poveri Europei. Ora sono in gioco le sorti del popolo eletto. E, per quelli, Ricciardetto e Montanelli, il “New York Times” e il clan dei Kennedy, la jena ridens Willy Brandt e i facoceri socialdemocratici di casa nostra sarebbero pronti persino alla guerra. Alla guerra mondiale. Per l’Ungheria no. Per l’Algeria no. Per la Cecoslovacchia no. Per Berlino no. Ma per quelli sì. Son pronti alla morte. Pronti a morire per quelli. A morire per il naso di quelli.



    Ditemi voi se questo è un articolo in cui si elogia Israele.
    E' evidente il sarcasmo di Romualdi quando si rivolge alla politica filo-israeliana dell'Europa occidentale e la critica ad una linea che aizzò contro l'Occidente il mondo arabo.

  9. #9
    Bieco reazionario colonialista
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Questo non significa che Evola fosse un "sionista", anzi.
    Evola ha sempre avversato il potere delle lobbies ebraiche e ti vorrei ricordare che dal dopoguerra ad oggi uno degli elementi che dimostrano lo strapotere di certe lobbies è l'impossibilità di criticare apertamente le politiche dello Stato d'Israele.
    Semplicemente, Evola all'ebreo sradicato, "paria etnico" e cosmopolita, d'Europa preferiva l'ebreo inserito comunque in un contesto coloniale e comunitario.
    [...]
    Appunto. QUELLO CHE DICIAMO PURE NOI.
    Se la gente leggesse i nostri interventi accuratamente invece di attaccarci beceramente in ogni discussione se ne renderebbe conto.

    Noi riteniamo che la cultura ebraica errante, diasporica, cosmopolita, in eterna confusione e insoddisfazione, abbia prodotto incontrandosi con quella europea, aberrazioni quali il liberalismo, il socialismo, il comunismo, e che il sionismo, specialmente quello di destra radicale, stia riconducendo gli ebrei sulla retta via sopprimendo le tendenze cosmopolite corrotte e sovvertitrici del popolo ebraico (che infatti sopravvivono in ebrei liberal non-sionisti se non addirittura anti-sionisti come Soros accusato dai sionisti di 'antisemitismo').


    carlomartello

  10. #10
    Vis et Honor
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    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Appunto. QUELLO CHE DICIAMO PURE NOI.
    Se la gente leggesse i nostri interventi accuratamente invece di attaccarci beceramente in ogni discussione se ne renderebbe conto.

    Noi riteniamo che la cultura ebraica errante, diasporica, cosmopolita, in eterna confusione e insoddisfazione, abbia prodotto incontrandosi con quella europea, aberrazioni quali il liberalismo, il socialismo, il comunismo, e che il sionismo, specialmente quello di destra radicale, stia riconducendo gli ebrei sulla retta via sopprimendo le tendenze cosmopolite corrotte e sovvertitrici del popolo ebraico (che infatti sopravvivono in ebrei liberal non-sionisti se non addirittura anti-sionisti come Soros accusato dai sionisti di 'antisemitismo').


    carlomartello

    La cultura ebraica deve essere boicottata ed etichettata come esempio da non seguire e dunque da combattere. Quante idiozie che ho letto...pur di difendere la politica israeliana si arriva a scrivere tali buffonate.

 

 
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