Il tema è il "baratto/ricatto" proposto da Berlusconi in tema di giustizia che in sintesi consiste nel:
Io premier elimino la "blocca processi" voi opposizioni terminate l'ostruzionismo e mi lasciate fare in pace il "Lodo Alfano".
Di Pietro non attende a reagire:
ROMA - A poche ore dalla manifestazione dei girotondini, in programma alle 18 a Piazza Navona, il leader dell'Idv Antonio Di Pietro getta benzina sul fuoco e attacca a testa bassa il premier Silvio Berlusconi e le leggi del governo in materia di giustizia. «Di antidemocratico c'è solo un premier che, andato al governo, impone in stile mafioso ai suoi picciotti in Parlamento cosa fare», «sennò non si va avanti» ha detto l'ex pm intervenendo a "VivaVoce" su Radio 24.
«PARLAMENTO SEQUESTRATO» - Duro l'affondo del leader dell'Idv sul presidente del Consiglio: «Berlusconi sequestra il Parlamento a scopo di estorsione - spiega Di Pietro -. Lui dice se volete fare le leggi che servono al Paese, prima approvate la mia legge altrimenti non potete farle. Il riscatto a questo sequestro si chiama Lodo Alfano che prevede che davanti alla legge tutti sono uguali, tranne Berlusconi».
«IO PARLO CHIARO» - Al giornalista che gli chiedeva spiegazioni delle sue dichiarazioni sul premier («Ha uno stile mafioso») Di Pietro ha replicato chiamando in causa il leader della Lega umberto Bossi. «Io dico delle cose comprensibili, ieri Bossi ha detto che Berlusconi è "un po' coglione" e tutti hanno cambiato il termine dicendo che Bossi aveva detto del premier che capiva poco. Io rappresento la realtà per quella che è e vengo criticato». Quindi Di Pietro ribadisce perché quello del premier sarebbe uno stile mafioso: «Lo stile mafioso è quello che ha descritto Travaglio sul blog, quello di chi in Sicilia chiede il pizzo. Lì si chiama pizzo, qui dicono che per risolvere tutto basta questa leggina e poi tutti ci occupiamo di altre cose. Qui è il ricatto. Perché dice: "se voi mi votate il lodo Alfano io ritiro il blocca-processi"». «Ma stile mafioso e coglione sono diversi» fa notare il conduttore della trasmissione. «Per l'amore di Dio, contento lei ....», replica Di Pietro.
http://www.corriere.it/politica/08_l...4f02aabc.shtml
Casini apre invece alla proposta mentre il Partito Democratico appare invece (ancora una volta) diviso, tra chi approva il baratto e chi rifiuta il ricatto con i Prodiani/Ulivisti in prima linea:
ROMA — Inaccettabile baratto o inevitabile compromesso? Dopo l'intervista di Casini al Corriere, che sponsorizzava lo «scambio» tra la norma «blocca-processi» e il «lodo Alfano», il Pd si divide. È vero che di fronte alla decisione, presa ieri sera, di anticipare il voto in aula sull'immunità per le più alte cariche dello Stato, Anna Finocchiaro taglia corto: «La sospensione dei processi è un male in sé e non può essere scambiata». Ma nel partito si discute e ci si schiera.
Emerge il gruppo degli «irriducibili», in gran parte prodiani. Basta sentire Franco Monaco: «Sono contrarissimo allo scambio perché dissento fermamente su entrambi i provvedimenti. E comunque, come attestano i maggiori esperti in materia, il lodo Alfano è materia costituzionale». Molto dura è anche l'ex ministro della Sanità Livia Turco, ora a capo della sinistra pd: «È assurdo che si possa pensare ad un baratto di fronte a regole così importanti. Il lodo dovrà comunque essere affrontato da un'apposita legge costituzionale. Del resto è giusto che una materia del genere venga affrontata con calma». Anche il dalemiano Nicola Latorre concorda sulla necessità che la legge sulle più alte cariche osservi un iter diverso da quello di normale ddl: «Ho già difeso questa idea in un'intervista all'Unità. Ma l'importante è che tolgano il blocca-processi. Poi, a decidere la strategia più adatta di fronte al lodo Alfano, sarà il segretario del partito».
Come giudicate queste diverse prese di posizioni da parte delle opposizioni sul tema giustizia?




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