La Lega si smarca da Berlusconi:
«Bene la stretta ma no al divieto per
i reati di corruzione e di concussione»
Di Pietro: «Un progetto criminogeno»
Veltroni: «Bisogna salvare le indagini»
Alfano: «Nessuno vuole comprimerle»
ROMA
Il giorno dopo l'annuncio del presidente del consiglio Silvio Berlusconi sul prossimo varo da parte del governo di un divieto delle intercettazioni telefoniche, scende in campo l'Associazione nazionale magistrati. E lo fa difendendo lo strumento definito «indispensabile» nella lotta al crimine.
L'altolà dei magistrati
Da Giuseppe Cascini, segretario dell’Anm, arriva un apertura ad un intervento normativo: «Occorre prevedere una selezione del materiale necessario per il processo e l’eliminazione di quello che non serve». Tuttavia, secondo le toghe, le «intercettazioni restano uno strumento investigativo indispensabile e irrinunciabile per il contrasto alle forme più insidiose di criminalità». Gli fa eco il Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara: «Grazie alle intercettazioni abbiamo scoperto gli autori dei più gravi reati». «È uno strumento indispensabile per le indagini -ha spiegato Palamara -. Importante è l’intercettazione, diversa è la sua pubblicazione o diffusione». Il ministro della Giustizia Alfano difende invece il progetto del governo: «Nessuno vuole comprimere le indagini, o togliere ai magistrati il potere di indagare, Vogliamo razionalizzare il sistema e contenere le spese», ha affermato il Guardasigilli.
La Lega si smarca da Berlusconi
E la "stretta" annunciata da Berlusconi provoca anche qualche tensione nel governo. Il sottosegretario alla Infrastrutture ed ex ministro della Giustizia Roberto Castelli chiede che le intercettazioni vengano «mantenute anche per corruzione e concussione» affinchè il progetto del governo non si riveli una norma «salva-casta». Poi da Castelli è giunto un duro affondo contro la stampa: «Non è che la misura non abbia nè capo nè coda. Con 5 anni vai dentro, il capo e la coda ci sono e se penso a certi giornalisti - tuona il leghista - neanche loro devono essere una Casta. Quindi, se sbagliano devono pagare anche loro». Nel dibattito interviene anche il Garante della privacy, Francesco Pizzetti, secondo cui un «intervento legislativo in questa materia è opportuno».
Il Pd: «Così tante inchieste non si sarebbero potute fare»
Il Pd boccia però il progetto del governo. «Berlusconi perde il pelo ma non il vizio», accusa il ministro della Giustizia del governo ombra del Pd Lanfranco Tenaglia. Veltroni giudica i provvedimenti annunciati dal governo «gravi e sbagliati». L'accusa del leader del Pd è chiara: «Con i limiti che il governo dice di voler mettere sull’uso delle intercettazioni - spiega Veltroni - decine di indagini non sarebbero state possibili, tanti crimini non avrebbero trovato il loro colpevole, per i reati di corruzione o concussione, per quelli finanziari e persino per quelli legati alla criminalità organizzata che - come ci dice l’esperienza - spesso sono intrecciati a questi. La replica della maggioranza arriva con Fabrizio Cicchitto: «Le intercettazioni vanno concentrate su alcuni crimini di grande rilevanza sociale a partire dalla criminalità organizzata e dal terrorismo. Ma bisogna evitare gli abusi».
Gasparri: serve un taglio alle intercettazioni inutili
Una netta presa di posizione contro la stretta sulle intercettazioni preannunciata dal premier arriva da Antonio Di Pietro. Il leader dell'Italia dei Valori definisce la proposta di Berlusconi come «un progetto criminogeno» e promette un’opposizione dura «dentro e fuori il Parlamento», se necessario anche facendo ricorso al referendum. Anche perchè, spiega Di Pietro, «con quella legge lì Mani Pulite sarebbe nata e subito morta». Ma la maggioranza tira dritto. Secondo il vicepresidente vicario dei deputati del Pdl, Italo Bocchino, la reazione di Antonio Di Pietro è sbagliata perchè «l’Italia ha il primato delle intercettazioni e quello del lassismo nei confronti dei criminali». Sulla stessa linea il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri che rimarca la necessità di «un taglio agli sprechi ed una stretta alle intercettazioni inutili, che finora hanno solo alimentato morbosa curiosità».
fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cms...3535girata.asp




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