
Originariamente Scritto da
rosannasapori
La consapevolezza del mondo, l'altra faccia di Treviso
di Susanna D'Aliesio
Siamo negli anni ‘60, Treviso è una città con poche migliaia di abitanti, la povertà spinge molti mezzadri dell’epoca ad una lenta emigrazione in cerca di fortuna all’”estero”. Un estero, che per allora, era rappresentato da tutti i territori lontani dalla zona trevigiana: la Marca. Tra gli anni ’80 e ‘90 i mezzadri tornano ma con le tasche più pesanti e investono i loro capitali. Piccole fabbriche tessili, calzaturiere, e altre ancora, nascono come funghi. E’ il boom economico che in un trentennio fa assistere l’Italia al “miracolo del Nord-est”. Questi e altri temi vengono sviscerati nel libro di Antonella Benanzato: “Treviso città d’arte e di economia” (Mazzanti editori, 2007)
La nuova imprenditoria viene rappresentata al potere dalla Lega Nord, nel secondo millennio si affacciano nuovi problemi: l'immigrazione, la sicurezza sociale, il precariato, l'inquinamento atmosferico e del suolo, la speculazione edilizia. Treviso si trasforma, l’economia fiorente ha portato tanto benessere ma devastato un patrimonio artistico e culturale. Parla di “ricchezza usata per produrre schifezza” Mario Golden. Ritorna ridondante un’ avvisaglia dall’economia locale che indica senza scappatoie una sola spiegazione di cui si deve essere consapevoli:
l’essersi arricchiti con ignoranza.
Un paradosso che si riflette sulla società benestante ma che ha bisogno fortemente di tramutare la schifezza in bellezza. Una società che nel 2006 è stata premiata dalla Caritas -Migrantes come la città italiana con il primato per l'integrazione degli immigrati ma che tutti ricordiamo, grazie ai “bizzarri” sindaci Gobbo e Gentilini,
come una città razzista, verso gli immigrati, gli omosessuali, i diversi. La Benanzato spiega che i trevigiani semmai sono razzisti a metà, ossia verso tutti quegli extracomunitari che lavorano “a nero”, perchè non c’è nessun problema per chi è “in regola”.
Forse i trevigiani hanno dimenticato di quando gli immigrati erano loro, scartando ogni possibilità che un italiano possa lavorare “in nero”. Contro la sterilità intervengono la Fondazione Cassamarca, la Fondazione Benetton, Andrea Zanzotto che fonda Paesaggi Veneti Sos tentando di risvegliare l’attivismo Veneto a cominciare dalla Pubblica Amministrazione a una popolazione contraddittoria, disarmonica, chiusa. La società istituzionalizzata crea delle disuguaglianze e ognuno si rapporta ad alter in relazione al suo strato di appartenenza, a ciò che possiede, alle sue esperienze questo non prescinde che tramite gli scambi di punti di vista, di altre realtà, di mondi anche tra razze diverse possiamo educarci a cercare la bellezza.
Possiamo capire che chiudersi in una xenofobia del diverso danneggia in primis noi stessi. Possiamo comprendere che dall’ignoranza e dai diamanti non nasce niente.
In questo piccolo luogo di incontro che si è ritagliata tra best seller e colossi di saggistica la Benanzato con il suo “Treviso, città d’arte e di economia“
dimostra che è solo attraverso la consapevolezza di noi stessi e la responsabilità delle nostre potenzialità possiamo costruire, sviluppare e far crescere un territorio, una nazione, un mondo.
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tratto da :
www.ghigliottina.it
è proprio grazie alla retorica pataccona delle parole come:
consapevolezza, potenzialità, sviluppo,
che ci siamo ridotti in questo stato di degrado....
possiamo comprendere che dall'ignoranza e dai diamanti non nasce niente??? ma che diavolo significa?
Non so voi ma a me vien una gran voglia di vaffa.....ma non la Benanzato ma l'altra quella che ha scritto la pseudo recensione....