Cosa c’entra la favola di Fedro ? Eppure…
Leggendo le considerazioni che Bassuekontra ha scritto in data 12/7/2008 su questo Forum 12/7/ a proposito della CSS ,mi son ricordato di una antica Favola di Fedro pubblicata all’epoca dell’ Imperatore Tiberio (42 a.C.- 37 d.C. ) che ho trovato pertinente alla nostra discussione.
< Ad rivum eundem lupus et agnus venerant siti compulsi ; superior stabat lupus longeque inferior agnus. Tunc fauce inproba latro incitatus iurgii causam intulit.
Cur,inquit,turbulentam fecisti mihi aquam bibenti ?
Laniger contra timens :Qui possum,quaeso,facere,quod quaeris,lupe ?
A te decurrit ad meos haustus liquor
Repulsus ille veritatis viribus:
Ante hos sex menses male,ait,dixisti mihi.
RESPONDIT AGNUS : EQUIDEM NATUS NON ERAM.
PATER HERCLE TUUS ,ille inquit, MALE DIXIT MIHI
Atque ita correptum lacerat iniusta nece. >
Dovrei tradurre per gli anglofoni perché, essendo la nostra lingua sarda una lingua neolatina,
il testo proposto si capisce abbastanza. In sostanza il lupo,non potendo incastrare in altro modo
il suo avversario,incolpa i genitori del povero agnello e così facendo lo condanna a morte sicura.
Nello stesso modo si comporta il mio gentile interlocutore Bassuekontra,non potendo trovare altre argomentazioni,accusa me e la CSS di colpe che appartengono al passato sindacale,del periodo cioè di quando la CSS non era ancora nata ,come dire: “Equidem natus non eram” Se così è,allora :”Per Ercole! Tuo padre ha detto male di me “.Tradotto. “ Se la CSS non era ancora nata :”Come mai
alla pari delle altre sigle…non avete mai contrastato la pirateria industriale italiana…Come mai non avete alzato un dito per impedire la nascita di aziende altamente nocive per lavoratori e ambiente…”
Mi permetto di dubitare che il mio interlocutore sia bene informato sulle posizioni e battaglie che la CSS fin dal suo nascere (20/1/1985) ha portato avanti,con la critica alla politica dei poli industriali,della monocultura petrolchimica e sull’abbandono delle campagne e delle zone interne della Sardegna.Basta rileggersi i documenti nel sito della CSS <www.confederazionesindacalesarda.it> a partire dalla relazione al I° Congresso Naz.le della CSS
del Primo Segretario Generale dr.Eliseo Spiga.
Per quanto riguarda la seconda accusa.E’ evidente che il sig.Bassuekontra segue poco la politica/sindacale perché avrebbe evidenziato che la CSS è stata in assoluto la sola Organizzazione Sindacale insieme a Sardigna Nazione che ha sostenuto il Referendum del 12/13 giugno 2005 contro le scorie .Trattandosi di un Referendum abrogativo era vincolante il quorum che purtroppo non fu raggiunto,fermandosi a 26,59 % pari a 386.931 voti nella stragrande maggioranza favorevoli all’abrogazione della famigerata Legge Regionale N°8 del 2001 che consente ancora oggi l’importazione in Sardegna di scorie tossiche,classificate con inganno “materie prime”da utilizzare negli impianti ubicati in Sardegna.La CSS insieme a SNI,chiedevano il ripristino dell’art.6,comma 19,della L.R. n°6 del 2001 che recitava: ”E’ fatto divieto di trasportare,stoccare,conferire,trattare o smaltire nel territorio della Sardegna rifiuti,comunque classificati,di origine extraregionale”Se in quel Referendum di giugno 2005 avessero vinto i SI, non avremmo avuto il problema dei rifiuti campani né continuerebbero ad arrivare i fumi di acciaieria lavorati prevalentemente a Portovesme,fumi che contengono zinco,piombo,cadmio,mercurio,nichel,vanadio,birill io,rame e cobalto.Allora avemmo contro tutti i partiti Politici,eccetto i Verdi del Sole che Ride e la Sinistra di Rifondazione;in campo sindacale erano contro CGIL/CISL/UIL ,critica la sinistra sindacale CGIL,
allineati e coperti tutti gli altri compresi i sindacati di Base RdB e CUB,forse perché presenti nella Fabbrica Portovesme srl ,i cui massimi dirigenti,intravidero in quel Referendum l’attacco all’occupazione e la fine della stessa Fabbrica.
La CSS ha scelto una linea di sviluppo ecompatibile e forse sta pagando per questa scelta perché in fabbrica,pur di non mettere a rischio il posto di lavoro,si continuano ad accettare le morti bianche ,il rischio salute sia degli operai in produzione sia dei cittadini che abitano nel territorio circostante.
Quando la CSS ha affermato che non vi può essere sviluppo ed occupazione in Sardegna,se non si modernizza l’Agricoltura e la Pastorizia,siamo stati emarginati sia dal potere politico che sindacale:
Ora che la crisi industriale rischia di lasciarsi alle spalle e sui nostri territori ferrivecchi e disastro ambientale,qualcuno timidamente incomincia a darci ragione.
Come si fa ad affermare che la CSS non ha una linea chiara di sviluppo per la Sardegna ? Leggete i nostri documenti. Siamo un’Organizzazione che ha 23 anni di storia ed ha svolto recentemente il suo VI Congresso Nazionale. Siamo una Organizzazione che si regge unicamente con le quote dei propri iscritti e aderenti e,se siamo poco visibili nei territori,è perché,a causa delle poche risorse disponibili,abbiamo dovuto chiudere le sedi territoriali. Il Presidente Soru ha ripetuto più volte che non darà un euro di contributo regionale a nessun sindacato. Però si è dimenticato che CGIL/CISL/UIL per tantissimi anni si sono spartiti tre miliari e mezzo delle vecchie lire senza neppure rendicontare e che solo nel 2004 è cessato questo tipo di contributo.Ma il problema rimane per il nostro Sindacato che opera e vive solo in Sardegna e che non ha alcun altro tipo di contributo.
In sede di discussione della Finanziaria 2007 la III Commissione al Bilancio aveva accolto all’unanimità il principio di una contribuzione ai Sindacati,a partire da quelli più piccoli e strutturati in Sardegna,anche perché veniva riconosciuto loro il ruolo di consulenza e supporto alle politiche economico/sociali della Regione.Ma il Presidente Soru è intervenuto personalmente,bloccando tutto.
Noi resistiamo ed andiamo avanti con le sole nostre forze;stiamo crescendo tra i lavoratori:Abbiamo in CSS ben 15 Federazioni di categoria.Il VI Congresso dell’11/5/2008 ci ha dato uno slancio nuovo,in Segreteria Nazionale vi è un Segretario giovane- operaio metalmeccanico di 28 anni responsabile di sicurezza nella sua Fabbrica - e l’ultima modifica allo Statuto introduce nuove forme di adesione alla CSS,prevedendo l’iscrizione per la prima volta di artisti,professionisti,scrittori,operatori dei mass-media e giornalisti,inoccupati,precari,immigrati comunitari ed extracomunitari.
Quando nel V Congresso Naz.le del 2003 abbandonarono la CSS i metalmeccanici del Sulcis/Iglesiente per fondare la CUB Nazionale a Carbonia,si disse che la CSS non si sarebbe risollevata e così le Cassandre di turno dicono oggi davanti alla scissione del Gruppo di Sassari che –velleitariamente con la sola categoria del Credito di Sassari-si autoproclama “SU SINDICADU DE SA NAZIONE SARDA “,copiando dalla CSS perfino il sottotitolo delle nostre tessere. E lo slogan “liberazione sociale e liberazione nazionale “Forse il sig.IRFADAU è poco informato sulla vicenda o appartiene a chi ha dato da subito supporto a questo nuovo gruppo sindacale ?
Ma noi andiamo avanti,forti del nostro radicamento tra i lavoratori,lasciandoci alle spalle ogni tipo di sindacalismo radical-socialista-rivoluzionario,forti dei nostri referenti internazionali che hanno rinnovato la scelta di considerare la CSS come unico loro riferimento sindacale in Sardegna.
Sono a disposizione di tutti voi per farvi conoscere maggiormente la Confederazione Sindacale Sarda,che occorre fare più grande e numerosa per vincere le battaglie comuni.
Grazie. Giacomo Meloni Segretario Generale Nazionale della CSS




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