
Originariamente Scritto da
salerno69
Il segretario della Cgil alla Festa Nazionale della Cisl critica
la scelta del governo di fissare l'inflazione programmata all'1,7%
http://www.repubblica.it/2008/06/sez...io-salari.html
Epifani: "I salari perderanno
1500 euro in tre anni"
Tremonti: "Non è una scelta nostra. Rivolgetevi alla Banca Centrale Europea"

Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani
LEVICO - Con l'inflazione programmata fissata dal governo all'1,7%, gli stipendi perderanno circa 500 euro l'anno. Lo dice il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, all'indomani dell'analogo allarme lanciato dal leader della Cisl Raffaele Bonanni. Con l'inflazione programmata fissata dal governo all'1,7%, spiega il segretario della Cgil, "un salario di 25 mila euro perde 1.000 euro nel biennio, se poi per il terzo anno si continua così, si raggiunge una cifra vicina ai 1.500 euro".
Epifani interviene nella giornata conclusiva della Festa nazionale della Cisl a Levico Terme (Trento). "Questo vuol dire - aggiunge - che il governo fa una scelta chiara, quella di abbassare esplicitamente il potere di acquisto di lavoratori e pensionati".
Una scelta che però, obietta il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, non dipende dal governo, ma dalla politica economica europea, e in particolare dalla Bce, che in ogni occasione raccomanda di mantenere l'inflazione programmata entro il 2 per cento per evitare di dare il via a una rincorsa prezzi-salari che potrebbe portare il costo della vita alle stelle.
"Se volete sapere perché l'inflazione programmata è stata fissata all'1,7 per cento - dice Tremonti, intervenendo a Levico Terme dopo Epifani - vi do un numero di telefono: componetelo, vi risponderà la Bce, e vi spiegherà qual è il motivo tecnico per cui ci chiede di inserire nei documenti di finanza pubblica questa indicazione. Bisogna stare tutti sotto al 2 per cento.
Epifani si schiera apertamente con Bonanni anche sulla questione della riforma dei contratti di lavoro. Il segretario della Cisl ieri aveva detto di temere un effetto negativo della scelta del governo sull'inflazione programmata al tavolo di contrattazione per la riforma dei contratti.
[
La scelta del governo "attenta" al confronto sui contratti, dice Epifani, "in questo senso: siccome c'è una interferenza sul salario, così come è stata una interferenza quella del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, con la deregolamentazione del mercato del lavoro, è evidente che, se Confindustria dovesse assumere queste politiche come spinta per le proprie posizioni, renderebbe assolutamente impervio il confronto. Se Confindustria dovesse avere la tentazione di seguire questa strada, io tenterei di dissuaderla".
Per il leader della Cgil, "se, invece, Confindustria volesse realmente praticare quello che ha detto di voler fare allora il negoziato potrebbe avere un altro esito, ma questo significa assumere le proposte del sindacato".
Anche il segretario del Pd Walter Veltroni nei giorni scorsi ha duramente contestato la scelta del governo di non intervenire in alcun modo con il Dpef a favore dei salari bassi. Infatti la scelta di fissare il tasso d'inflazione programmato all'1,7 per cento, decisamente al di sotto di quello reale (che attualmente viaggia su tassi superiori al 3 per cento) interviene su una situazione già fortemente deteriorata.
(
22 giugno 2008)