Oltre a grillo il griso, un altro pifferaio magico che imperversa su quotidiani e reti televisive è Marco Travaglio. Prescindo dai contenuti dei suoi libri e dei suoi articoli che mi vanto di non aver mai letto, per soffermarmi sul ruolo di questo zerbinotto. Ritengo che il griso, l’idolo di pietro(1) e figure simili siano più pericolosi per la società dei politici barattieri, degli usurai e dei cardinali cospiratori, a causa dell’ascendente che esercitano sui cittadini-sudditi, sempre alla ricerca di paladini (finti) cui delegare qualsiasi forma di protesta, qualsivoglia iniziativa per tentare di correggere le infinite storture del sistema. Ricordiamoci che questi individui si limitano a scrostare qua e là solo un po’ di vernice, senza mai intaccare il metallo. Ricordiamoci che la loro fittizia, parziale, insincera, demagogica critica dei burattini (mai dei burattinai) è fonte di lucrose e pestilenziali pubblicazioni.
Come quando si versa un obolo in chiesa o si offre l’elemosina ad un clochard, la coscienza si sente alleviata, così certe persone, dopo aver applaudito le atellane del griso o letto qualche pamphlet di Travaglio, credono di conoscere come funziona il mondo e soprattutto di aver dato il loro contributo a qualche nobile causa. Quale ingenua illusione! Questi Italiani (e non solo) sono come quei beoti che pensano di aver gustato Dante Alighieri, solo perché un guitto toscano ha declamato, straziandola, la preghiera alla Vergine che, tra l’altro, è la dea egizia Iside. Sono come quei turisti della domenica che visitano le mostre su un artista del Rinascimento, convinti di saper osservare ed apprezzare i valori tonali, il disegno e la composizione, mentre non vedono i graffiti del cielo.
Travaglio non è neppure la coscienza critica della cosiddetta sinistra: è solo uno dei tanti specchietti per le allodole, anzi per gli allocchi. Come osserva un acuto lettore, “Gli Italiani leggono pochissimo, pensano ancor meno ed hanno preso in parola colui che, al tempo dell'imperatore Costantino, ha fatto loro credere che essi sono pecore e che la responsabilità di tale gregge appartiene ai pastori. Benone, il ragionare così equivale a portare il proprio cervello all'ammasso, delegando ad altri il compito di sorvegliare e di prendere decisioni. Ma purtroppo i 'pastori' né sorvegliano né decidono per il nostro bene, anzi, remano contro e fanno gli interessi del Nemico”.
Delegare significa rinunciare, affidarsi agli altri: chi sono gli altri? I ministri, ossia i servi(1) di loschi figuri assai più potenti, ma gli altri sono anche questi demagoghi: i vari augias, gabanelli, mensurati, santoro, travaglio… simili a polpette avvelenate accostate al muso di cagnolini scodinzolanti e bavosi.
(1) Recentemente il ghost writer di di pietro si è avventurato a scrivere un testo sull’inquinamento. Non l’avesse mai fatto: moltissimi lettori lo hanno bersagliato di commenti, in cui si deplorava l’improntitudine di chi dà a intendere di occuparsi della salute dei cittadini, quando è a perfetta conoscenza delle scie chimiche.
(2) Il termine "ministro" deriva dal latino minister servo, coppiere. A proposito di coppieri, mi viene in mente un noto politico italiano
http://freenfo.blogspot.com/2008/06/travaglio-scie-chimiche-e-signoraggio.html
http://www.tankerenemy.com/




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