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  1. #1
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    Predefinito Il primo colpo di maglio

    Da repubblica.it

    I sindacati hanno ottenuto la prima bozza dei tagli
    previsti all'interno del decreto fiscale
    150 mila posti in meno in 3 anni
    "Un colpo alla scuola pubblica"
    Il governo vuole recuperare otto miliardi, cura shock
    "Vogliono tornare al maestro unico nella primaria"

    150 mila posti in meno in 3 anni "Un colpo alla scuola pubblica".
    ROMA - "Attacco alla scuola pubblica", "Scuola statale a rischio smantellamento" e "scelte pesantissime sulla scuola". Sono i commenti dei leader sindacali della scuola sul cosiddetto decreto fiscale di cui si conosce una prima bozza attendibile. Per tagliare gli sprechi nella pubblica amministrazione e avviare il meccanismo virtuoso del merito il governo Berlusconi avrebbe previsto per la scuola una cura da cavallo. Nei prossimi tre anni dovrebbero saltare qualcosa come 150 mila posti di lavoro (100 mila cattedre e 47 mila posti di personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) per recuperare la cifra record di 8 miliardi di euro.

    Il decreto. I tagli andrebbero sotto la voce "Disposizioni in materia di organizzazione scolastica" e sono espressi rigorosamente in percentuali o rapporti che devono essere tradotti per emergere in tutta la loro dimensione. "Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente", recita il testo provvisorio del decreto, dall'anno scolastico 2009/2010 occorrerà aumentare il rapporto alunni/docenti di un punto. Attualmente siamo attorno a 9,1 alunni per ogni insegnante. L'obiettivo è quello di arrivare entro l'anno 2011/2012 a 10,1. Il costo in termini di cattedre è stimato dai sindacati attorno alle 62 mila unità, cui occorre aggiungere le 33 mila cattedre previste dalla Finanziaria 2008 del governo Prodi incrementate di altre 6 mila unità per una "interpretazione" dell'attuale governo sulla manovra 2008. In tutto 101 mila cattedre che andranno in fumo.

    C'è poi la partita del personale Ata. Entro l'anno scolastico 2011/2012 è prevista una riduzione pari al 17 per cento della dotazione organica di bidelli, personale di segreteria e tecnici di laboratorio. I sindacati hanno contabilizzato 47 mila posti che spariranno attraverso la "revisione dei criteri e dei parametri per la definizione delle dotazioni organiche del personale Ata". Secondo questa ipotesi, le scuole avranno meno bidelli per vigilare gli alunni, meno addetti elle segreterie e meno tecnici presenti nei laboratori.


    Le reazioni. Francesco Scrima della Cisl scuola parla di governo che "decide all'ingrosso pesantissimi tagli del personale senza considerare le conseguenze sul piano della qualità dei servizi erogati". Parla si esecutivo che "non si interessa degli obiettivi che oggi la scuola deve ottenere, ma attacca semplicemente un pezzo di welfare". E continua: "Si taglia il futuro, si tagliano le radici su cui il Paese può crescere".

    "Tagliare altri 100 mila cattedre nel prossimo triennio - dichiara Rino Di Meglio, della Gilda degli insegnanti - significherebbe smantellare la scuola statale". Il perché è presto detto. "Sbaglia chi attribuisce alla scuola sprechi di denaro pubblico - spiega Di Meglio - basta vedere, per esempio, lo stato di fatiscenza in cui versa la maggior parte degli edifici scolastici, sovraffollati, a rischio sicurezza e carenti persino di banchi, sedie e gessi, e il rapporto docenti-alunni sempre più sproporzionato. Risultato: per investimenti nell'istruzione, l'Italia si trova agli ultimi posti nella classifica dei paesi sviluppati".

    Enrico Panini, leader della Flc Cgil sostiene: "Nella scuola si spremono oltre 8 miliardi di tagli, compresi quelli contabilizzati per il 2012". E paventa conseguenze disastrose. "Per realizzare questa perversa scelta, alla devastazione della rete scolastica (ottenuta peggiorando le attuali regole per formare le classi e per determinare i posti dei lavoratori ATA) - continua Panini - si aggiunge la devastazione degli ordinamenti che per la prima volta nella storia del nostro Paese saranno più poveri di quelli precedenti. Si ipotizza, infatti, il ritorno al maestro unico nella scuola primaria e, nella secondaria, meno ore e meno materie per tutti, a partire dalle scuole tradizionalmente destinate ai ceti più popolari".

    Gli scenari. Ma come è possibile tagliare 150 mila posti se il governo precedente ha faticato a tagliarne 10 mila? "Se la manovra venisse confermata - dichiara l'ex viceministro alla Pubblica istruzione, Mariangela Bastico - Non si tratta di azioni volte alla razionalizzazione e all'efficienza del sistema, come quelli messi in atto dal governo precedente. Si tratta di interventi volti allo scardinamento della scuola pubblica. I tagli in questione possono essere realizzati - continua - sono smantellando pezzi del sistema scuola". In che modo? "Utilizzare il rapporto alunni/docenti - spiega la Bastico - è improprio perché in Italia le anomalie cui fa cenno il governo attuale sono dovute, per esempio, alle politiche per l'integrazione dei disabili". "In Italia i posti determinati dalla integrazione dei disabili sono circa 150 mila, negli altri pesi o ci sono le scuole speciali o questi posti sono a carico delle Politiche sociali".

    E quali altri settori rischiano? "Il tempo pieno e il tempo prolungato alla scuola elementare - risponde l'ex inquilino di viale Trastevere - ma anche l'intera scuola dell'infanzia pubblica e l'istruzione degli adulti". Si potrebbe ritornare al maestro unico alla scuola elementare e si potrebbero ritoccare gli orari della scuola superiore. "Su quest'ultimo punto - continua la Bastico - siamo disponibili al dialogo. È possibile ridurre da 40 a 34 le ore nei tecnici e professionali ma questa manovra non consente di tagliare 100 mila posti. La cosa che mi meraviglia maggiormente è che il ministro Gelmini, nelle sue relazioni in Commissione, non ha accennato minimamente a politiche di riduzione così drastiche". E ancora, "la scuola non può reggere con un'assunzione ogni dieci pensionamenti", conclude. E per i 300 mila precari in attesa delle immissioni in ruolo il futuro si tinge di nero.
    AHHHHH come sono soddisfatto, finalmente cominciamo a disintegrare questo stracazzo di scuola pubblica, un bel taglio e buttiamo a mare tutte quelle minchia di politiche comuniste su tutti a scuola e tutti uguali, questi puzzolenti dei docenti tutti di sinistra poi era ora che li si punisse.

    Ora finalmente questi stracazzo di proletari comunisti dovranno pagare profumatamente i miei amici delle scuole private oppure mandare i figli in qualche cenciosa scuola adatta al loro rango. E se non ce n'è meglio, che rimangano nella merda che è meglio.

    Come sono soddisfatto e felice......
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  2. #2
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    Bene bene bene nessuno ne parla nessuno ne discute, va tutto a gonfie vele.....8 miliardi di Euro....tutti a pensare al Lodo Schifani mentre qui tagliamo per bene la testa ai komunisti. e non solo a loro.....
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

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  3. #3
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    Distruggendo la scuola pubblica ottengono due obbiettivi strategici:

    Fanno diventare il popolo bue ancora più bue (molto più controllabile)

    Fanno un regalo alla Chiesa, incentivando le scuole private

    Tutto ciò non è semplicemente schifoso, ma si inserisce in una strategia molto precisa...

  4. #4
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    Certo che vedere i comunisti dappertutto, anche nella tazza del cesso, non è che sia una bella vita...

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da pablyto_87 Visualizza Messaggio
    Distruggendo la scuola pubblica ottengono due obbiettivi strategici:

    Fanno diventare il popolo bue ancora più bue (molto più controllabile)

    Fanno un regalo alla Chiesa, incentivando le scuole private

    Tutto ciò non è semplicemente schifoso, ma si inserisce in una strategia molto precisa...

    Ma a voi due risulta che rispetto a 15 anni fa, ci siano più giovani e di conseguenza più necessità d'insegnanti?

    Basta vivere in Italia e leggere qualche quotidiano di tanto in tanto, per scoprire che la popolazione italiana invecchia sempre più ed il numero d'adolescenti è sempre più basso.

    Poi magari se gli insegnanti lavoreranno in futuro più di 18 ore a settimana, sono sicuro che non muoiono.

  6. #6
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    Sì, ci sono più giovani. I figli degli immigrati aumentano di anno in anno, la loro percentuale negli istituti scolastici aumenta costantemente, tagliando personale si finirà per avere scuole con classi di 40 studenti, impossibili da gestire.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Tristano Visualizza Messaggio
    Sì, ci sono più giovani. I figli degli immigrati aumentano di anno in anno, la loro percentuale negli istituti scolastici aumenta costantemente, tagliando personale si finirà per avere scuole con classi di 40 studenti, impossibili da gestire.



    Ma il totale?

  8. #8
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    ed in ogni caso non si parla affatto di aumentare gli insegnati, ma di ridurli di oltre 100.000 unità

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Tristano Visualizza Messaggio
    Sì, ci sono più giovani. I figli degli immigrati aumentano di anno in anno, la loro percentuale negli istituti scolastici aumenta costantemente, tagliando personale si finirà per avere scuole con classi di 40 studenti, impossibili da gestire.
    Quando ho finito io il liceo eravamo in 16-17. Pur vivendo in una zona tra le più alte per quanto riguarda densità di popolazione e natalità.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Immanuel Visualizza Messaggio


    Ma il totale?
    L´ondata di alunni stranieri, infatti, non si arresta: 574mila nell´anno scolastico in corso, saranno un milione nel 2011. A livello nazionale rappresentano poco meno del 6% degli iscritti, ma in molte province del centro-nord raggiungono concentrazioni record: fino al 14%.

    http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2008/giugno/repubblica_gli_alunni_stranieri_fra_tre_anni_saran no_un_milione

 

 
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