24/06/2008) Dopo le dichiarazioni del Ministro degli Interni inglese sulla presunta `sicurezza` dei gay iranani `discreti`, la tragica storia di due giovani fuggiti dal loro paese e costretti a mendicare in Turchia.
Solo 2 anni fa Arash e Javad (i nomi sono stati cambiati) erano due giovani iraniani che costruivano il loro futuro assieme. Arash lavorava nel mondo finanziario con una splendida carriera e Javad era uno studente universitario. Ora i due ragazzi vivono nella più totale povertà in un paese interno della Turchia. Non hanno reddito e si nutrono degli avanzi che trovano nei rifiuti. Javad, che è diabetico, ha bisogno di assistenza medica che non puo' pagare. La sua salute è talmente peggiorata che ormai finisce spesso in coma diabetico.
Come hanno potuto due giovani iraniani con un futuro così brillante a finire a lottare per la vita? La risposta l'avete già intuita. Arash e Javad sono scappati dal loro paese come rifugiati. Nel loro paese, la loro relazione significava morte e torture.
Arash e Javad si sono innamorati nel 2005 e per un anno hanno tenuto la relazione segreta. Ma nel 2006 il padre di Javad li ha colti in flagrante. Da bravo musulmano credente, li ha chiusi a chiave nella stanza mentre cercava un coltello per farsi giustizia da sè. Arash e Javad sono riusciti a fuggire da una finestra ma sapevano che, se
fossero rimasti, la famiglia o la polizia religiosa li avrebbero presi e giustiziati. Così, senza aver molta scelta, sono fuggiti in Turchia e hanno chiesto lo status di rifugiati.
Per l'Onu, ci sono al momento 21mila rifugiati in Turchia di cui 2500 provenienti dall'Iran. Gli iraniani preferiscono fuggire lì perchè non è necessario avere un visto. Ma la situazione resta tragica. A causa del loro elevato numero ci vogliono almeno 2 anni perchè i rifugiati
vengano assegnati ad un paese che li accetti. Nel frattempo possono vivere solo in piccoli paesi e non possono nè lavorare nè frequentare scuole. L'Onu non da aiuti finanziari se non dopo il riconoscimento dello status di rifugiato, cioè alla fine del biennio se si è fortunati.
Arash e Javad, interrogati già due volte dalla agenzia dei rifugiati, non sono stati riconosciuti come tali e quindi non hanno diritto ad aiuto finanziario o medico.
Come tutti gli altri omosessuali che fuggono da paesi islamici, Arash e Javad non hanno nè famiglia nè chiese nè partiti che sostengano la loro fuga, non hanno nessun network di supporto e non hanno risorse per sopravvivere al processo di emigrazione.
La situazione è complicata dal fatto che le autorità turche sono molto ostili alle minoranze sessuali, anche se l'omosessualità non è un crimine in Turchia. Sono innumerevoli le testimonianze di episodi di attacchi fisici verso i rifugiati gay e lesbiche.
La vera tragedia è che non esiste un'organizzazione che si prenda cura dei rifugiati gay e lesbiche a livello mondiale. L'International Gay and Lesbian Human Rights Commission non ha le capacità finanziarie e operative per rispondere alla gravità della crisi di milioni di gay e lesbiche rifugiati nel mondo e non desiderati nei paesi di destinazione. Il governo Usa spende centinaia di milioni di dollari per assistere le minoranze religiose e etniche.
Ma nulla, neanche un dollaro, per la minoranza omosessuale.
Hossein Alizadeh
traduzione: Giorgio Lazzarini




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