La spesa pubblica italiana va ridotta nei "grandi comparti", con regole rigide che la mantengano "su tassi di incrementi inferiori al tasso di crescita del Pil" altrimenti c'é il rischio di "dover necessariamente rinunciare al progetto di allentare gradualmente la pressione fiscale, il cui anomalo livello non è privo di implicazione negative sullo sviluppo delle attività produttive e sulla allocazione dei fattori della produzione". E' questo il richiamo della Corte dei Conti fatto dal relatore Fulvio Balsamo nel giudizio sul rendiconto generale dello Stato.

SPRECATI IN SPESA 70 MLD BONUS EURO
L'Italia come la cicala. A differenza di Germania e Francia, ha 'disperso' nella spesa pubblica il bonus di 70 miliardi che aveva risparmiato aderendo all'Euro. E' questo uno dei messaggi contenuti nella relazione della Corte dei Conti sul Rendiconto generale dello Stato. "L'euro ha consentito al nostro paese di ridurre il peso della spesa per interessi sul pil di più di quattro punti (poco meno di 70 miliardi di euro", ha spiegato il relatore della Corte, Fulvio Balsamo. Ma, mentre Germania e Francia hanno ridotto la spesa corrente (rispettivamente di 3,6 punti e di 0,7 punti), "in Italia la spesa corrente primaria e cresciuta di 1,5 punti" e molto più della metà dell'intero bonus dell'euro "é stato disperso in incrementi della spesa pubblica complessiva, anziché per alleggerire il fardello del debito pubblico".

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