Pagina 1 di 19 1211 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 189
  1. #1
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Mar 2004
    Messaggi
    1,532
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    la vittoria riformista



    La vittoria
    del vero riformismo

    Il voto socialista di queste consultazioni europee è stato il più importante e sensibile risultato politico - elettorale dopo i drammatici accadimenti del 1992.
    Esso si iscrive nel quadro di un vistoso calo di Forza Italia e di un non raggiungimento degli obiettivi politici che si proponeva l’Ulivo. Vi è stata, inoltre, una certa dispersione ed una confusione di indirizzi che potrebbe essere corretta soltanto, nel voto per il parlamento italiano, da una nuova legge elettorale, che spinga i simili ad aggregarsi.
    L’area laico - socialista, rappresentata da noi, dai radicali di Emma Bonino e Marco Pannella e da Giorgio La Malfa, può infatti arrivare a rappresentare, elettoralmente e politicamente, il vero ago della bilancia della politica italiana.
    Dopo queste elezioni, compito dei socialisti liberali e autonomisti è quello di sentirsi impegnati nella ricostruzione di tutta un’area politica premiata dalle urne. Il consenso elettorale, infatti, spinge le forze laiche e socialiste a muoversi verso una direzione di più accentuata autonomia. Ciò significa che non è più possibile aggregare il voto raccolto alle coalizioni attualmente in campo. Il sensibile risultato ottenuto risulta chiaro e incontrovertibile e si esprimerà, per i Socialisti uniti per l’Europa e per l’Italia, in una loro prima Costituente politica.
    Nostro obiettivo rimane dunque quello di una riunificazione dei socialisti, ed è per questo motivo che, nel corso della campagna elettorale, abbiamo fatto appello a tutti coloro che si considerano ancora tali e che intendono riprendere il cammino di una tradizione autenticamente rinnovata nel nome del riformismo autonomista di Bettino Craxi.
    Ma è anche giunta l’ora di riflettere e di discutere della necessità di dare prospettiva a tutta un’area, quella laica, minoritaria e segmentata. A molti osservatori era sfuggito che, in entrambe le consultazioni seguite alle politiche del 2001, tendeva a riaffacciarsi, in modo quanto meno significativo, un voto alla nostra formazione, trend che superava mere forme di testimonianza o di residualità. La domanda riformista trova risposta in una tormentata transizione italiana che finisce col riqualificare il voto di appartenenza: ciò non si traduce soltanto nella ricostruzione di una vecchia e gloriosa forza politica, bensì nella sensibilità di un corpo elettorale assai meno fidelizzato di un tempo e per il quale la richiesta di socialismo liberale risulta in credito con tentativi mal riusciti di imitarne le ragioni e di assorbirne le radici.
    Compito delle classi dirigenti delle formazioni politiche laiche e riformiste è perciò quello di non rinchiudersi in recinti orgogliosi, per provare a navigare in mare aperto, senza rompere i legami con il passato o con le scelte più recenti ma dando, altresì, rinnovata dote politica al ritorno di consenso elettorale. Ciò significa un progetto politico il cui respiro soffi più a lungo della durata di un viaggio a Strasburgo e che sia in grado di superare l’ambizione di partecipare ai suk di Piazza dei S. S. Apostoli o di Palazzo Grazioli, dove sembra sempre finire in gloria ogni sogno di autonomia e di pluralismo all’interno di coalizioni guidate dal dovere di agganciare vagoni al proprio treno purchessia.
    Prove e chiarimenti convincenti non possono che produrre un’idea e un progetto vitale per il riformismo socialista, laico e liberale italiano. E sarebbe imperdonabile se, nelle condizioni date, non esprimessimo questa comune volontà attraverso delle tappe che prevedano una sostanziale progettazione di un’area equidistante dai poli e libera da egemonie dirigiste o burocratiche. Prove e chiarimenti convincenti - si sottolinea - che non possono essere segnati dal determinismo semplicista di chi ripete all’infinito dove dovrebbero stare laici e socialisti senza pensare al passato, al presente, al futuro e, soprattutto, senza comprendere che l’Italia in cui viviamo è molto diversa da quella che abbiamo conosciuto e da quella che vorremmo. E’ anche per questo motivo che un cammino più concreto, penso vada intrapreso in ogni caso.
    L’esperienza di governo nazionale e locale è stata premiata assieme ad una rinata vocazione nazionale ed internazionale, riconosciuta fra le tante incompiutezze del presente. Sta a noi decidere e capire se si è trattato del voto del sentimento e di una memoria, che sovente gioca brutti scherzi, o se c’è qualcuno che ha voglia di parlare del proprio futuro proprio insieme a noi.

    on. Bobo Craxi

  2. #2
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Mar 2004
    Messaggi
    1,532
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito



    Il ruolo del Garofano

    Rispondo all’appello per una nuova casa laica con questo scritto che intende solo essere una prima riflessione, a voto avvenuto. La domanda che oggi mi pongo è la seguente: sarà interessato e sarà disponibile il rinato Partito Socialista (con il suo simbolo, la sua tradizione e i suoi contenuti riformatori) a diventare anche la casa delle culture politiche “dimenticate” (liberale, radicale, etc.), di fatto escluse dalla democrazia della cosiddetta seconda Repubblica?
    Un punto è fermo. Gianni De Michelis ce l’ha fatta e ha introdotto nel bipolarismo soffocante non un elemento di folclore, ma una tradizione politica orgogliosa e organizzata con cui, da domani, tutti dovranno fare i conti. L’andamento del voto amplifica ancora più il successo ottenuto (successo che non si misura in punti percentuali, ma nel fatto stesso che l’operazione è riuscita), perché si accompagna al calo di Forza Italia e al rafforzarsi (considerando a parte il caso Udc) delle componenti meno liberali e meno riformiste della coalizione (Lega e Alleanza Nazionale). Falliscono, inoltre, gli altri tentativi (cui pure avevamo guardato con rispetto e attenzione) di recuperare spazio per i liberali e i moderati (insuccesso della lista repubblicani-Sgarbi, insuccesso della lista Segni-Scognamiglio, etc.).

    Per decidere cosa fare si deve partire da una constatazione ancora più vera dopo il voto. I due poli si differenziano chiaramente su una sola fondamentale questione: la politica estera e la solidarietà all’America. Per il resto sono assolutamente uguali sulle altre due questioni centrali della politica: la mancanza di una progettualità complessa in materia di politica economica e sociale e l’assoluta assenza di qualsiasi attenzione ai problemi della laicità dello Stato e dei diritti di libertà. Non è il caso di ricordare, ancora una volta, che nessuna voce si è levata, da destra così come da sinistra, contro le recenti nefandezze legislative in materia di ricerca scientifica, di procreazione assistita, di droga, etc.

    Il rinato Partito Socialista è il luogo naturale dove recuperare tematiche proprie delle culture “dimenticate”; una politica economica che passi dalle attuali rozze semplificazioni alle proposte complesse e costruttive ed una politica per lo Stato laico che costringa le coalizioni a fare i conti con quella parte di società che non accetta di tornare indietro in materia di diritti di libertà. Costruire nel Partito Socialista e con il Partito Socialista una componente di più aperta rappresentanza politica è un progetto affascinante.

    Per cominciare a procedere è necessario che, da un lato, i socialisti, smaltito il giusto entusiasmo per la rinascita del simbolo del socialismo riformatore, si interroghino su quanto spazio possa essere lasciato per il recupero delle culture politiche “dimenticate” e che, dall’altro lato, il mondo liberale e il mondo radicale facciano i conti con l’impossibilità, allo stato attuale delle cose, di ricostituirsi autonomamente e si rendano quindi disponibili a forme organizzate di partecipazione ad un nuovo progetto politico. Gianni De Michelis e i socialisti riformisti hanno piantato un chiodo in un muro che sembrava impenetrabile. Tocca a loro non riempirlo solo di garofani e tocca a noi essere disponibili a partecipare ad una composizione più vasta.

    attilio bastianini
    vice segretario partito liberale

  3. #3
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Mar 2004
    Messaggi
    1,532
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Appello per l'area
    liberalsocialista

    L’analisi dei risultati indica senza possibilità di equivoco che se si vuole evitare di consegnare il paese all’instabilità ed all’estremismo bisogna dare vita ad una grande area liberal-socialista, in grado di diventare il fattore decisivo per la stabilità del governo e per la sua la capacità di incidere ed operare concretamente. Si tratta di mettere insieme sotto forma federativa forze che, pur provenendo da tradizioni diverse, sono ormai tutte accomunate dalla convinzione che libertà individuale, diritti civili e giustizia sociale costituiscono il patrimonio indivisibile delle democrazie occidentali. E bisogna farlo nella consapevolezza che, nella evidente crisi di un sistema bipolare imperfetto ed incompiuto, non c’è tempo da perdere nell’attuazione di un progetto del genere.

    La flessione di un centrodestra troppo sbilanciato sulle proprie ali estreme rischia di regalare la vittoria elettorale alle prossime politiche ad un centrosinistra totalmente schiacciato sui gruppi antagonisti portatori di un massimalismo antistorico e privo di qualsiasi giustificazione ideale. Si tratta di avviare immediatamente un processo che faccia le sue prove generali alle elezioni regionali del prossimo anno, per diventare poi completamente operativo alle politiche dell’anno successivo. Con l’obbiettivo non di mettere insieme pezzi sbrecciati di vecchie formazioni politiche, ma di dare vita ad una aggregazione sostanzialmente nuova. Sia nelle forme che nei contenuti. In grado di diventare il solo ed unico ago della bilancia della politica italiana.

    Fantapolitica? Eccesso di presunzione e di ambizione per un ambiente caratterizzato da sempre da individualismo esasperato ed egoismi personali e di bandiera? Tutto può essere. Ma se i liberali, i socialisti, i radicali e gli altri laici non sono in grado di liberarsi dalle catene dei vizi storici, che almeno la condanna giunga al termine di un confronto aperto, senza reticenze, in cui ognuno abbia il coraggio di assumersi le proprie responsabilità. Per questo “L’opinione delle libertà” lancia un appello alla discussione senza pregiudiziali di sorta. Non bisogna lasciarsi paralizzare dalla paura di avere coraggio. Anche di correggere i vizi del passato per contribuire ad assicurare al Paese un futuro migliore.


    Arturo Diaconale
    Direttore Responsabile de "L'opinione delle Libertà

  4. #4
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Mar 2004
    Messaggi
    1,532
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    26/06/04: Lettera del Segretario Gianni De Michelis all’on.Claudio Signorile
    Caro Claudio,
    Il risultato elettorale ottenuto dalla lista Socialisti Uniti per l’Europa dimostra che avevamo visto giusto e che vi è ancora una forte domanda di socialismo riformista non compiutamente soddisfatta nel nostro Paese.
    Ora si tratta di raccogliere il messaggio dei tanti che hanno accolto il richiamo del simbolo e dell’identità e consolidare tale risultato sia al fine della completa riaggregazione del popolo socialista, che a quello di contribuire alla positiva evoluzione del quadro politico.
    Ci aiuterà in questo senso il segnale più generale che l’elettorato ha voluto dare e che conferma la nostra analisi della totale inadeguatezza, ormai chiaramente percepita dai nostri concittadini del cosiddetto bipolarismo all’italiana.
    Il ritorno sulla scena di un soggetto socialista riformista, forte e geloso della sua autonomia, può rappresentare un contributo decisivo per quell’opera di scomposizione e ricomposizione dell’attuale quadro politico che però rappresenta la risposta al segnale fornito delle elezioni del 12 e 13 giugno.
    A tal fine il nostro lavoro, deve a mio parere, procedere in due direzioni: da un lato nella direzione di completare la ricostruzione del Partito Socialista Italiano rendendolo la casa comune per tutti coloro che ci hanno votato, nonché dei molti che non siamo riusciti a convincere durante la campagna elettorale ma che sono stati convinti dal risultato della medesima; dall’altro, utilizzando il nostro successo al fine di fare da punto di coagulo di una più vasta aggregazione laico riformista che comprenda tutti quegli italiani che si riconoscono in tale identità e non sono convinti, né dell’ipotesi rappresentata fino a ieri da Forza Italia, né dalla fallimentare aggregazione elettorale del cosiddetto ‘triciclo’.
    A tal fine convocheremo il prossimo 16 luglio la Direzione Nazionale del Nuovo PSI che procederà alla convocazione del Congresso Nazionale del partito entro la fine dell’anno e ad essa proporrò di organizzare il nostro percorso congressuale in modo tale da consentire la partecipazione sulla base di regole concordate e condivise, di tutti coloro che hanno partecipato alla nostra avventura elettorale, nonché di tutti quelli che vorranno accogliere il nostro appello a partecipare alla rinascita compiuta del Partito Socialista Italiano proprio in concomitanza del 10° anniversario del suo improvvido scioglimento.
    Contestualmente Ti propongo di avviare assieme un percorso di confronti e consultazioni in cui coinvolgere innanzitutto il Partito Radicale, il Partito Repubblicano, il Partito Socialista Democratico Italiano, il Partito Liberale Italiano, nonché i compagni dello SDI, al fine di giungere in autunno alla convocazione di una vera e propria convenzione dell’area laico riformista onde trovare soluzioni organizzative che permettano a tale area di trasformarsi in un vero e proprio soggetto politico capace di diventare protagonista di quell’opera di scomposizione e ricomposizione più sopra accennata.
    Anche se i nostri punti di partenza sono stati e in parte sono ancora diversi, oggi più che mai possiamo rimanere convinti che la prospettiva è comune e derivare da questa convinzione la volontà di lavorare sempre più strettamente insieme e riportare così il socialismo riformista autonomista a quel ruolo di protagonista che gli spetta.
    Naturalmente in questa prospettiva Ti confermo che sia Alessandro Battilocchio che io stesso manterremo l’impegno di chiedere l’adesione al Gruppo Socialista a Strasburgo.
    Con l’impegno di lavorare assieme, invio a Te e agli altri compagni i miei più fraterni saluti a nome del Partito Socialista Nuovo PSI.

    Gianni De Michelis

  5. #5
    Sospeso/a
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Bergamo, Italy
    Messaggi
    144,981
     Likes dati
    3,827
     Like avuti
    14,800
    Mentioned
    3947 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by socialista1892 Contestualmente Ti propongo di avviare assieme un percorso di confronti e consultazioni in cui coinvolgere innanzitutto il Partito Radicale, il Partito Repubblicano, il Partito Socialista Democratico Italiano, il Partito Liberale Italiano, nonché i compagni dello SDI, al fine di giungere in autunno alla convocazione di una vera e [/B]
    Usti, riecco il caro, vecchio, pentapartito, pero' con i radicali al posto della DC. C'è pure il PSDI, speriamo senza Nicolazzi.

    Si potrebbe fare un triciclino che punti a un decimo degli anni di Cristo, un 3,3%, così se poi invece prende il 3,1% diciamo che ha fallito.

  6. #6
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Mar 2004
    Messaggi
    1,532
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    ha parlato bruniko il rosicato dalle elezioni europee...
    quello che diceva che il triciclo prendeva il 36%... ma vai a casa va

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da www.pri.it

    Intervista del segretario Nucara a "L'opinione"/Definire un nuovo progetto

    Una Federazione per riunire tutte le forze laiche

    La seguente intervista, a cura di Vittorio Pezzuto, è stata pubblicata su "L'Opinione" del 24 giugno.

    "Nessuna debacle elettorale, il risultato della Casa delle Libertà è stato positivo". Lo sostiene Francesco Nucara, segretario nazionale del Pri e sottosegretario all'Ambiente. "Se pensiamo che tutti i governi europei sono crollati - spiega - la tenuta dell'esecutivo deve preoccupare il centrosinistra che già sognava di fare sfracelli. I problemi sono semmai arrivati dalle elezioni amministrative: non solo non siamo avanzati ma spesso abbiamo perduto le posizioni che avevamo. Inutile girarci intorno: le regionali dell'anno prossimo ci preoccupano molto e se la CdL continuerà a emarginare i cosiddetti "partiti minori" - come li ha definiti Silvio Berlusconi in un'avventata dichiarazione di cui mi auguro si sia pentito - allora è prevedibile una sua sconfitta anche alle elezioni politiche del 2006. Per questo mi auguro che il ministro Tremonti riesca a spiegare ai suoi colleghi l'importanza del principio economico delle utilità marginali".

    Tradotto in politica cosa significa?

    Significa un concetto molto semplice: che un panino lo schifi se ti cibi regolarmente, lo divori se non mangi da tre giorni.

    D'altra parte non sono state certo le europee a lasciarvi satolli ....

    Considero chiusa l'esperienza del Partito della Bellezza nata dall'alleanza con Vittorio Sgarbi. Non è stata positiva sia sul piano dei risultati (purtroppo in tempo di guerra e di ostaggi alla gente interessano pochissimo le bellezze naturali e storico-artistiche) sia su quello della reciproca convivenza. Vede, parlare male di tutto e tutti non è certo una caratteristica dei repubblicani che invece sono soliti discutere pacatamente dei problemi e delle loro possibili soluzioni.

    Sgarbi sostiene di aver speso un milione e mezzo di euro in questa avventura ....

    I soldi che ha speso sono affari suoi.

    Vero, ma lo dice per rinfacciarvi di aver tirato fuori dalle casse del partito la miseria di quindicimila euro. Dice anche che avete mobilitato in Italia non più di venti militanti ....

    I conti nelle nostre tasche li facciamo noi, quanto al resto, penso che verrà presto il momento di un chiarimento personale tra noi due.

    All'indomani delle elezioni europee diverse personalità politiche del mondo laico si sono dette d'accordo con l'ipotesi - apertamente sostenuta dal nostro giornale - della costruzione di un'unica casa liberalsocialista.

    Credo che anche i repubblicani dovrebbero far parte di questo progetto e sostenerlo con convinzione. Il problema dell'alleanza laica è che siamo tutti d'accordo sui princìpi ma il diavolo si annida sempre nei dettagli.

    E quali sarebbero?

    Collegi, candidature, quote di finanziamento pubblico ... Le solite cose.

    Crede che anche i Radicali italiani vorranno essere della partita?

    Me lo auguro sinceramente. Anche se temo l'eccesso di protagonismo al quale ci ha da sempre abituati Marco Pannella. Sono convinto che per il momento anche lui dirà sì al nostro progetto. Per poi, ovviamente, sfilarsi al momento opportuno.

    Il 9 e il 10 luglio si riunisce il Consiglio nazionale del Pri. Ha intenzione il proporre in quella sede uno scioglimento del partito e una sua confluenza nella costituenda casa liberalsocialista?

    Questo sinceramente no. Penso piuttosto a una federazione che possa essere il punto di partenza per la costruzione in prospettiva di una forza politica che riunisca tutti i laici.

    Questo nuovo soggetto dovrà comunque schierarsi con la Casa delle Libertà?

    Per quello che mi riguarda, sì. Dovremo però discuterne a fondo anche con la nostra minoranza interna, che rappresenta oggi il 32 per cento del partito. Nonostante condivida la nostra impostazione in politica estera, essa spinge perché i repubblicani si schierino con le forze del centrosinistra per non perdere consiglieri negli enti locali. Da un certo punto di vista capisco questa esigenza anche perché numerosi esponenti di Forza Italia non hanno ancora l'esperienza sufficiente per amministrare un comune o una provincia. Il guaio è che Forza Italia non sembra avere alcuna intenzione a lavorare per una classe di amministratori in grado di contrastare l'apparato amministrativo della sinistra.

  8. #8
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito


    a socialista1892 sulle pagine del
    Forum dei Repubblicani Italiani

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da IL DENARO.It 29 giusgno 2004

    De Michelis: E’ finito il bipolarismo, verso un’area laica con La Malfa

    Gianni De Michelis trae dal risultato dei ballottaggi una conferma della "fine" del bipolarismo, "che adesso bisogna scomporre e ricomporre", e punta alla costituzione di un' "area laica" con i radicali e La Malfa che, dice, "vale già il 5%, è in grado di porre condizioni, e deve esercitare una forza di attrazione sullo Sdi" In un incontro con i quadri del partito, per festeggiare il 3% raggiunto in provincia di Napoli alle Europee, un punto sopra la media nazionale, il segretario del Nuovo Psi annuncia un congresso straordinario del partito, che si terrà a Roma in dicembre, con la proposta di riprendere la denominazione di "Partito socialista italiano"."E' l' ultimo passaggio, dopo essere passati da percentuali da prefisso telefonico ad un 2%, che ci pone a livello di forze politiche consolidate come i Verdi o il Pdci, che ci manca per dare vita ad una forza autenticamente socialista e riformista capace di riaggregare la diaspora dei socialisti".

    29-06-2004

  10. #10
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da L'OPINIONE 1 luglio 2004

    Casa Laica / Come tentare un salto di qualità

    di Italico Santoro

    Che nel Paese esista una coscienza laica, pronta ad esprimersi anche in termini elettorali, è un fatto indubitabile. Lo hanno confermato le ultime elezioni per il Parlamento europeo, con i partiti che al mondo laico si richiamano attestati complessivamente intorno al 5%. Risultati non dissimili da quelli ottenuti dall’Udc o dalla Lega. E sufficienti per non essere ricompresi tra i ‘piccoli partiti’ ai quali ha fatto riferimento, con una inutile caduta di stile, il presidente del Consiglio; e per rappresentare invece una reale forza politica.

    Ma c’è di più. Angelo Panebianco ha ricordato, sul Corriere della Sera, come esista un’Italia, radicata soprattutto nel Nord del Paese, tuttora in attesa delle liberalizzazioni che il premier aveva promesso nel 2001; delle riduzioni del carico fiscale; dell’alleggerimento del peso e del ruolo delle burocrazie statali; del rilancio dello sviluppo. Tutte domande - osserva Panebianco - “poco compatibili con l’offerta politica del centrosinistra”, per cui una parte significativa del nostro Paese rischia di rimanere ancora una volta senza rappresentanza. E’ un’Italia che in passato si è riconosciuta molto spesso proprio nei partiti laici, nei liberali, nei repubblicani, nei radicali, nei socialisti degli anni di Craxi; e che di conseguenza sono proprio i partiti laici, dopo le delusioni di Forza Italia, a poter intercettare e rappresentare.

    Ma il problema dei laici è la loro frammentazione. Restano, finché saranno divisi, ‘partiti piccoli’. E in pochi, tra i delusi di Forza Italia, guarderanno a loro fino a quando non si trasformeranno in una reale ‘forza’ politica, in grado di ottenere consensi intorno ad un programma comune e condizionare di conseguenza i due schieramenti nati dalla polarizzazione del paese. Esiste questa possibilità? Esiste, se le rispettive classi dirigenti sapranno superare egoismi e antiche quanto inattuali contrapposizioni per realizzare quel salto di qualità che pure è possibile.

    Per cominciare, una federazione tra i partiti che si sono presentati alle elezioni europee è a portata di mano. Sarebbe un primo passo. Ma questa federazione, come ogni altra forma di intesa, avrebbe poco senso se non nascesse sulla base di una reale convergenza programmatica. Accordi di vertice - come quello contratto alla vigilia delle elezioni europee tra il Pri e i liberal di Sgarbi - hanno il respiro corto, e lo si è visto alla prova dei fatti. La federazione deve nascere allora da una grande conferenza programmatica. Ci sono temi sui quali la convergenza è scontata, a cominciare da quella politica estera che costituisce, come diceva Ugo La Malfa, il contenitore delle politiche interne e che rappresenterà, nei prossimi anni, e nel nostro Paese in particolare, un discrimine imprescindibile per tutti i partiti.

    Qui le posizioni dei repubblicani, di De Michelis, di Emma Bonino, si saldano intorno alle scelte occidentali, a una comune visione del1'Europa, alle questioni della guerra e della pace, della lotta alle dittature e al fondamentalismo islamico. Ma anche su molte altre questioni - i diritti civili, la riforma della giustizia, la libertà della ricerca, l'importanza dell'innovazione nel mondo contemporaneo - le posizioni non sono dissimili. E nella politica economica non sarà difficile coniugare l’esigenza di maggior liberismo fatta valere dai radicali, ed alla quale mi sento personalmente vicino, con quella di un intervento pubblico mirato ed efficiente che pure è necessario per superare i dualismi del Paese, a cominciare da quello tra Nord e Sud.

    Prima una conferenza programmatica, dunque, poi una federazione tra i partiti. Terzo passo, un manifesto comune e un appello al Paese. Delle altre questioni - con chi schierarsi, come schierarsi - si parlerà dopo. Quando i tempi saranno maturi e le scadenze elettorali lo renderanno necessario. Partendo, per ogni scelta di schieramento dalle verifiche sui programmi. Un percorso che solo una ‘forza politica’, non ‘piccoli partiti’ che procedono in ordine sparso, potrà consentire.

    Italico Santoro

 

 
Pagina 1 di 19 1211 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 23
    Ultimo Messaggio: 04-06-12, 18:07
  2. Satira: "Casa Riformista"
    Di Danny nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 17
    Ultimo Messaggio: 27-03-06, 11:58
  3. Satira:"Casa Riformista"
    Di roberto m nel forum Conservatorismo
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 26-03-06, 20:31
  4. Risposte: 110
    Ultimo Messaggio: 01-03-05, 21:51

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito