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    Predefinito "Scandalo alla Cisl, auto di lusso con i soldi della formazione"

    http://www.repubblica.it/2008/06/sez...esta-cisl.html

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    Indagini della Finanza in Abruzzo e in Molise, spariti 20 milioni di fondi Ue
    Bufera sullo Ial, l'ente del sindacato che si occupa di avviare i giovani al lavoro


    Scandalo alla Cisl, auto di lusso
    con i soldi della formazione


    di GIUSEPPE CAPORALE


    L'home page del sito dello Ial, l'ente della Cisl che si occupa della formazione e ora sotto inchiesta


    PESCARA - Venti milioni di euro di fondi pubblici spariti nel nulla. Forse anche di più. Sottratti da un ente di formazione professionale, che avrebbe dovuto aiutare i giovani ad inserirsi nel mercato del lavoro, e che invece ha sperperato fondi. Ora, lo Ial-Cisl Abruzzo e Molise, è in liquidazione, travolto da un'inchiesta giudiziaria per una montagna di euro della Ue, finita prima nelle casse dell'ente del sindacato e poi scomparsa.

    Gli stessi vertici nazionali della Cisl ammettono che quegli ammanchi di bilancio "non trovano giustificazioni" e presentano "gravi responsabilità", come conferma l'amministratore delegato dello Ial nazionale, Graziano Treré. Quando le Fiamme Gialle di Pescara, pochi mesi fa, hanno sequestrato i documenti contabili, hanno scoperto che i soldi della formazione professionale erano stati utilizzati per acquistare auto di lusso (Mercedes), finanziare campagne elettorali, comperare beni per uso personale (come mobili per arredare la casa di alcuni dirigenti).

    E tra le carte è spuntato anche un finanziamento al Palermo Calcio (periodo 2000-2002), quando alla presidenza c'era l'ex segretario nazionale della Cisl, Sergio D'Antoni. Una circostanza, quest'ultima, che gli inquirenti comunque stanno ancora verificando.
    Spulciando poi negli istituti di credito, sono stati individuati anche tre conti correnti. Uno ufficiale, in cui confluivano i finanziamenti, e altri utilizzati per far uscire somme sotto varie forme.

    Il crac ha avuto inizio con la protesta dei docenti e dipendenti, senza stipendio da mesi. Poi, i vertici nazionali hanno proceduto al commissariamento, avviato un'indagine interna e presentato un esposto alla procura in via cautelativa. Ma l'inchiesta giudiziaria era già partita in base alle denunce di corsisti e docenti. Ora, con la chiusura definitiva e la dichiarazione dello stato di insolvenza, sono scattati anche 50 licenziamenti. Non solo: oltre mille e seicento giovani attendono compensi e rimborsi. E chissà quanto ancora dovranno aspettare.


    Lo Ial-Cisl, in Italia, conta 194 centri di formazione, con 3.500 dipendenti in 19 strutture regionali e un fatturato consolidato di circa 400 milioni di euro, proveniente in gran parte da fondi pubblici, compresi quelli europei. "In linea con i propri fini statutari" si legge in una nota del sindacato "lo Ial progetta e coordina percorsi integrati di orientamento, formazione ed assistenza all'inserimento lavorativo e nella creazione d'impresa, finalizzati a favorire l'accesso al mondo del lavoro dei giovani e delle categorie svantaggiate".

    Invece, in questa vicenda, i lavoratori denunciano di essere stati truffati. "La non corretta tenuta contabile non consente una ricostruzione fedele di quanto avvenuto. Del resto, su questo si concentra l'indagine della magistratura" spiega Pietro Evangelista, commissario liquidatore. L'inchiesta coordinata dal Procuratore Capo della Repubblica di Pescara, Nicola Trifuoggi, e portata avanti dal pm Antonio Papalia, prosegue con interrogatori e avvisi di garanzia. Sotto esame gli anni tra il 2000 e il 2006. Ora si punta a chiarire quanti soldi per la formazione professionale potrebbero essere finiti ai partiti.

    Dalle deposizioni sarebbe emerso lo "strapotere" di cui godevano gli amministratori. "Un dominio su cui nessuno ha controllato" ammette un ex componente dello Ial. E con l'incedere dell'inchiesta, il conto in rosso sale: da poco è emerso un altro ammanco. Solo i contributi non versati all'Inps e le tasse evase ammontano a oltre 10 milioni di euro.

    (29 giugno 2008)

  2. #2
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    ormai sta cadendo tutto a pezzi.....povera Italia, altro che rialzata, è ancora più giù!

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da pellizza1802 Visualizza Messaggio
    http://www.repubblica.it/2008/06/sez...esta-cisl.html

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    Indagini della Finanza in Abruzzo e in Molise, spariti 20 milioni di fondi Ue
    Bufera sullo Ial, l'ente del sindacato che si occupa di avviare i giovani al lavoro


    Scandalo alla Cisl, auto di lusso
    con i soldi della formazione


    di GIUSEPPE CAPORALE


    L'home page del sito dello Ial, l'ente della Cisl che si occupa della formazione e ora sotto inchiesta


    PESCARA - Venti milioni di euro di fondi pubblici spariti nel nulla. Forse anche di più. Sottratti da un ente di formazione professionale, che avrebbe dovuto aiutare i giovani ad inserirsi nel mercato del lavoro, e che invece ha sperperato fondi. Ora, lo Ial-Cisl Abruzzo e Molise, è in liquidazione, travolto da un'inchiesta giudiziaria per una montagna di euro della Ue, finita prima nelle casse dell'ente del sindacato e poi scomparsa.

    Gli stessi vertici nazionali della Cisl ammettono che quegli ammanchi di bilancio "non trovano giustificazioni" e presentano "gravi responsabilità", come conferma l'amministratore delegato dello Ial nazionale, Graziano Treré. Quando le Fiamme Gialle di Pescara, pochi mesi fa, hanno sequestrato i documenti contabili, hanno scoperto che i soldi della formazione professionale erano stati utilizzati per acquistare auto di lusso (Mercedes), finanziare campagne elettorali, comperare beni per uso personale (come mobili per arredare la casa di alcuni dirigenti).

    E tra le carte è spuntato anche un finanziamento al Palermo Calcio (periodo 2000-2002), quando alla presidenza c'era l'ex segretario nazionale della Cisl, Sergio D'Antoni. Una circostanza, quest'ultima, che gli inquirenti comunque stanno ancora verificando.
    Spulciando poi negli istituti di credito, sono stati individuati anche tre conti correnti. Uno ufficiale, in cui confluivano i finanziamenti, e altri utilizzati per far uscire somme sotto varie forme.

    Il crac ha avuto inizio con la protesta dei docenti e dipendenti, senza stipendio da mesi. Poi, i vertici nazionali hanno proceduto al commissariamento, avviato un'indagine interna e presentato un esposto alla procura in via cautelativa. Ma l'inchiesta giudiziaria era già partita in base alle denunce di corsisti e docenti. Ora, con la chiusura definitiva e la dichiarazione dello stato di insolvenza, sono scattati anche 50 licenziamenti. Non solo: oltre mille e seicento giovani attendono compensi e rimborsi. E chissà quanto ancora dovranno aspettare.


    Lo Ial-Cisl, in Italia, conta 194 centri di formazione, con 3.500 dipendenti in 19 strutture regionali e un fatturato consolidato di circa 400 milioni di euro, proveniente in gran parte da fondi pubblici, compresi quelli europei. "In linea con i propri fini statutari" si legge in una nota del sindacato "lo Ial progetta e coordina percorsi integrati di orientamento, formazione ed assistenza all'inserimento lavorativo e nella creazione d'impresa, finalizzati a favorire l'accesso al mondo del lavoro dei giovani e delle categorie svantaggiate".

    Invece, in questa vicenda, i lavoratori denunciano di essere stati truffati. "La non corretta tenuta contabile non consente una ricostruzione fedele di quanto avvenuto. Del resto, su questo si concentra l'indagine della magistratura" spiega Pietro Evangelista, commissario liquidatore. L'inchiesta coordinata dal Procuratore Capo della Repubblica di Pescara, Nicola Trifuoggi, e portata avanti dal pm Antonio Papalia, prosegue con interrogatori e avvisi di garanzia. Sotto esame gli anni tra il 2000 e il 2006. Ora si punta a chiarire quanti soldi per la formazione professionale potrebbero essere finiti ai partiti.

    Dalle deposizioni sarebbe emerso lo "strapotere" di cui godevano gli amministratori. "Un dominio su cui nessuno ha controllato" ammette un ex componente dello Ial. E con l'incedere dell'inchiesta, il conto in rosso sale: da poco è emerso un altro ammanco. Solo i contributi non versati all'Inps e le tasse evase ammontano a oltre 10 milioni di euro.

    (29 giugno 2008)
    No, è che non c'ha più niente da fare. Una volta i sindacati dovevano organizzare scioperi a gogò, difendere i lavorati, fare assemblee, aizzare i lavoratori contro i padroni. Ora il loro lavoro consiste nel porre una firma sugli accordi che decidono i vari governi, come abolizione della scala mobile, introduzione di tutte le forme di precariato possibile, aumento dell'orario di lavoro (una volta lottavano per ridurlo ora fanno passare l'aumento dell'orario di lavoro come una conquista di civiltà), aumento degli straordinari, suddivisione e demolizione del contratto collettivo nazionale. Così tutto il resto del tempo cosa devono fare? Per porre una firma così ci vuole un minuto. E così si dedicano ad un po' di affarucci interni diciamo.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da robdealb91 Visualizza Messaggio
    ormai sta cadendo tutto a pezzi.....povera Italia, altro che rialzata, è ancora più giù!

    Provate a leggere questo libro, uscito nei mesi scorsi. Vi farete un'altra idea del sindacato!
    Eccovene un anticipo.
    L 'ALTRA CASTA

    di Stefano Livadiotti
    Fatturati miliardari. Bilanci segreti. Uno sterminato patrimonio immobiliare. E organici colossali, con migliaia di dipendenti pagati dallo Stato. I sindacati italiani sono una macchina di potere e di denaro. Temuta perfino dai partiti.

    Non trattiamo con la calcolatrice... Così, nei giorni scorsi, il grande capo della Cgil Guglielmo Epifani ha replicato a brutto muso alle pretese rigoriste di Tommaso Padoa-Schioppa sulla riforma delle pensioni. Il numero uno di corso d'Italia non è l'unico ad essere allergico ai moderni derivati del pallottoliere. Della stessa idiosincrasia fanno mostra i suoi pari grado di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, almeno quando si tratta di affrontare l'annosa questione dei conti dei sindacati, che continuano a promettere bilanci consolidati, tranne poi guardarsi bene dal metterli nero su bianco. Forse perché i numeri racconterebbero come le organizzazioni dei lavoratori, difendendo con le unghie e con i denti una serie di privilegi più o meno antichi, si siano trasformate in autentiche macchine da soldi. Con il benestare di un sistema politico giunto ai minimi della popolarità e spaventato dalla loro capacità di mobilitazione. Che a sua volta dipende proprio, in grandissima parte, da un formidabile potere economico alimentato a spese della collettività: se c'è un problema di costi della politica, allora il discorso vale anche per il sindacato. Se non di più.

    Quasi dieci anni fa, alla fine del 1998, un ingenuo deputato di Forza Italia, ex magistrato del lavoro, convinse 160 colleghi a firmare tutti insieme appassionatamente un provvedimento che obbligava i sindacati a fare chiarezza sui loro conti. Dev'essere che nessuno gli aveva ricordato come solo pochi anni prima, nel 1990, Cgil, Cisl e Uil fossero state capaci di ottenere dal parlamento una legge che concede loro addirittura la possibilità di licenziare i propri dipendenti senza rischiarne poi il reintegro, con buona pace dello Statuto dei lavoratori. Fatto sta che, puntuale, la controffensiva di Cgil, Cisl e Uil scattò dopo l'approvazione del primo articolo con soli quattro voti di scarto. "È antisindacale", tuonò con involontario umorismo l'ex capo cislino Sergio D'Antoni, oggi vice ministro per lo Sviluppo economico. Lesti i deputati del centro-sinistra azzopparono la legge, mettendosi di traverso alle sanzioni (tra i 50 e i 100 milioni) previste in caso di violazioni. Alla fine la proposta di legge è rimasta tale, così come tutte quelle presentate in seguito, anche in questa legislatura. "È il sindacato che detta tempi e modalità", titolava del resto nei giorni scorsi il confindustriale 'Sole 24 Ore', all'indomani dell'accordo sullo scalone pensionistico.


    Il risultato è che i bilanci dei sindacati, quelli veri, non sono mai usciti dai cassetti dei loro segretari. "Il giro d'affari di Cgil, Cisl e Uil ammonta a 3 mila e 500 miliardi di vecchie lire", sparò nell'ottobre del 2002 il radicale Daniele Capezzone, "e il nostro è un calcolo al ribasso". Non ci deve essere andato molto lontano, se è vero che oggi Lodovico Sgritta, amministratore della Cgil, si limita a non confermare che il fatturato consolidato di corso d'Italia abbia raggiunto il tetto del miliardo di euro. E ancora: se è vero che quello del sistema Uil, non paragonabile per dimensioni, metteva insieme 116 milioni già nel 2004, esclusi Caf, patronati e quant'altro. Fare i conti in tasca alle organizzazioni sindacali, che hanno ormai raggiunto un organico-monstre dell'ordine dei 20 mila dipendenti, è difficile, anche perchè le loro fonti di guadagno sono le più disparate. Ma ecco quali sono i principali meccanismi di finanziamento. E le cifre in ballo.

    Il sostituto d'incasso
    La maggiore risorsa economica di Cgil, Cisl e Uil ("I tre porcellini", come ama chiamarli in privato il vice premier Massimo D'Alema) sono le quote pagate ogni anno dagli iscritti: in media l'1 per cento della paga-base; di meno per i pensionati, che danno un contributo intorno ai 30-40 euro all'anno. Un esperto della materia come Giuliano Cazzola, già sindacalista di lungo corso della Cgil ed ex presidente dei sindaci dell'Inps, parla di almeno un miliardo l'anno. Secondo quanto risulta a 'L'espresso', il solo sistema Cgil ha incassato nel 2006 qualcosa come 331 milioni. Una bella cifra, per la quale il sindacato non deve fare neanche la fatica dell'esattore: se ne incaricano altri; gratuitamente s'intende. Nel caso dei lavoratori in attività, a versargli i soldi ci pensano infatti le aziende, che li trattengono dalle buste paga dei dipendenti. Per i pensionati provvedono invece gli enti di previdenza: solo l'Inps nel 2006 ha girato 110 milioni alla Cgil, 70 alla Cisl e 18 alla Uil. Nel 1995 Marco Pannella tentò di rompere le uova nel paniere al sindacato, promuovendo un referendum che aboliva la trattenuta automatica dalla busta paga (introdotta nel 1970 con lo Statuto dei lavoratori). Gli italiani votarono a favore. Ma il meccanismo è tuttora vivo e vegeto: salvato, in base a un accordo tra le parti, nei contratti collettivi. Le aziende, che pure subiscono dei costi, non sono volute arrivare allo scontro. E lo stesso ha fatto il governo di Romano Prodi quando, più di recente, Forza Italia ha presentato un emendamento al decreto Bersani che avrebbe messo in crisi le casse sindacali. In pratica, la delega con cui il pensionato autorizza l'ente previdenziale a effettuare la trattenuta sulla pensione, che oggi è di fatto a vita, avrebbe avuto bisogno di un periodico rinnovo. Apriti cielo: capi e capetti di Cgil, Cisl e Uil hanno fatto la faccia feroce. Il governo, a scanso di guai, ha dato parere contrario. E l'emendamento è colato a picco.

    Il resto lo potete leggere su:

    http://espresso.repubblica.it/dettag...468&ref=hpstr1


  5. #5
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    anzi la cisl è il sindacato più venduto di tutti

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da seven77 Visualizza Messaggio
    No, è che non c'ha più niente da fare. Una volta i sindacati dovevano organizzare scioperi a gogò, difendere i lavorati, fare assemblee, aizzare i lavoratori contro i padroni. Ora il loro lavoro consiste nel porre una firma sugli accordi che decidono i vari governi, come abolizione della scala mobile, introduzione di tutte le forme di precariato possibile, aumento dell'orario di lavoro (una volta lottavano per ridurlo ora fanno passare l'aumento dell'orario di lavoro come una conquista di civiltà), aumento degli straordinari, suddivisione e demolizione del contratto collettivo nazionale. Così tutto il resto del tempo cosa devono fare? Per porre una firma così ci vuole un minuto. E così si dedicano ad un po' di affarucci interni diciamo.
    infatti, cosi come sono non hanno ragione di esistere

    il sindacato deve essere gratuito con donazioni dei lavoratori

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da trenta81 Visualizza Messaggio
    infatti, cosi come sono non hanno ragione di esistere

    il sindacato deve essere gratuito con donazioni dei lavoratori
    No il punto è che i lavoratori dovrebbero poter eleggere i sindacalisti come si fa' per i politici ogni 5 anni e poi max 2 legislature ed a casa. Invece la triplice ad oggi sono caste bloccate. Se si facessero elezioni come si deve, i vari Bonanni neanche esisterebbero. Mentre l'attuale casta sindacalista è utilizzata da confidustria e dai politici per tenere buoni i lavoratori, che avrebbero ben più di una ragione per prendere i forconi e correre dietro a tutti i poteri forti di destra e di sinistra.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da seven77 Visualizza Messaggio
    No il punto è che i lavoratori dovrebbero poter eleggere i sindacalisti come si fa' per i politici ogni 5 anni e poi max 2 legislature ed a casa. Invece la triplice ad oggi sono caste bloccate. Se si facessero elezioni come si deve, i vari Bonanni neanche esisterebbero. Mentre l'attuale casta sindacalista è utilizzata da confidustria e dai politici per tenere buoni i lavoratori, che avrebbero ben più di una ragione per prendere i forconi e correre dietro a tutti i poteri forti di destra e di sinistra.
    buona idea, ma resto sempre del idea che dare soldi a chi difende una causa legittima dopo unpo diventa una casta come hai detto

    io ripeto no soldi ai sindacati, donazioni dei lavoratori e magari lavoro gratuito come associazioni di volontariato, sarebbe cosi difficile?

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da trenta81 Visualizza Messaggio
    buona idea, ma resto sempre del idea che dare soldi a chi difende una causa legittima dopo unpo diventa una casta come hai detto

    io ripeto no soldi ai sindacati, donazioni dei lavoratori e magari lavoro gratuito come associazioni di volontariato, sarebbe cosi difficile?
    Sì, ho capito, ma così c'è il rischio che i lavoratori non avendo soldi non donino un bel niente e non esisterebbero affatto i sindacati. All'interno dell'attuale casta c'è pur sempre una minoranza che il suo lavoro lo fa' e bene. Se non ci fosse neanche quella i lavoratori starebbero ancora peggio e confidustria avrebbe carta bianca su tutto.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da seven77 Visualizza Messaggio
    Sì, ho capito, ma così c'è il rischio che i lavoratori non avendo soldi non donino un bel niente e non esisterebbero affatto i sindacati. All'interno dell'attuale casta c'è pur sempre una minoranza che il suo lavoro lo fa' e bene. Se non ci fosse neanche quella i lavoratori starebbero ancora peggio e confidustria avrebbe carta bianca su tutto.
    al inizio quando non cerano diritti i sindacati con i lavoratori e con le loro lotte hanno raggiunto traguardi importanti

    i soldi non servono per le cause, se uno vuole fare lo fa per il semplice motivo che lo vuole

 

 
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