Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    antonio massmo
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    NON DESTANO allarme sociale STUPRI, RAPINE,ESTERSIONI

    DI MASSIMO FINI
    Il gazzettino

    E siamo alle solite. Il governo si è insediato da nemmeno due mesi che già Berlusconi propone e impone la consueta legge "ad personam", fatta su misura per salvarlo da quelli che vengono pudicamente chiamati i suoi "guai giudiziari". È un dejavù. Ma questa volta la legge è talmente scombicchierata, sconclusionata, assurda, irragionevole, irrazionale, spudorata e, soprattutto, devastante per l'intero ordinamento giudiziario e per il convivere civile che si stenta a credere che due senatori abbiano osato proporla, un governo e un ministro della Giustizia l'abbiano fatta propria, una maggioranza l'abbia sostenuta e un Parlamento l'abbia approvata. Perché è una legge che non si è mai vista nè nel Primo nè nel Terzo Mondo e nemmeno all'altro mondo. Perché non sta nè in cielo nè in terra.

    Dunque, un emendamento inserito in un decreto che prende il nome, divenuto quanto mai beffardo, di "decreto sicurezza", statuisce la sospensione dei processi in corso che riguardano reati commessi prima del 30 giugno 2002 e che prevedono una pena non superiore ai dieci anni di carcere. Un ulteriore emendamento intima ai magistrati di dare priorità, anche per il presente e il futuro, ai reati che hanno una pena edittale superiore ai dieci anni. La "ratio" di questi emendamenti è di "dare priorità ai reati che destano maggior allarme sociale".

    Perché non destano "allarme sociale" le rapine, i sequestri di persona, le estorsioni, gli stupri, le violenze sessuali, la bancarotta fraudolenta, la concussione, la corruzione, la corruzione di magistrati che non sono che una parte di quelli che rientrano nella norma che prevede la sospensione dei rispettivi processi e per alcuni dei quali la stessa maggioranza non fa che invocare la "tolleranza zero"? E non desta "allarme sociale" che un presidente del Consiglio abbia potuto corrompere un testimone, in due distinti processi, pagandogli 600 mila dollari perché mentisse, è esattamente il reato per cui l'onorevole Berlusconi è sotto processo davanti al Tribunale di Milano, e che rientra naturalmente fra quelli che verranno sospesi (reato attribuito al premier è, guarda caso, del febbraio 2001), e per il quale è stato organizzato tutto questo incredibile baradan? Senza contare che tutto ciò dilata ulteriormente i già lunghissimi tempi della giustizia italiana di cui tutti, a parole, lamentano, e che ne sono il vero cancro. E senza nemmeno mettere in conto che queste norme inaudite violano almeno tre principi fondamentali del nostro ordinamento, costituzionalmente garantiti: l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, l'indipendenza della Magistratura, l'obbligatorietà dell'azione penale. E che indicazioni ne trarranno, per il presente e per il futuro, i rapinatori, gli stupratori, gli scippatori, i topi d'appartamento, i bancarottieri, i concussori, i corruttori?

    Un intero ordinamento giuridico viene scardinato a pro di una singola persona. Norme del genere avrebbero innescato una rivoluzione non dico in un qualsiasi Paese liberaldemocratico e occidentale, ma nel Burundi, nel Burkina Faso, nel Benin. E invece da noi stanno per passare tranquillamente salvo qualche ammoina dell'opposizione il cui leader, Walter Veltroni, ha affermato che "è stata strappata la tela del dialogo". Qui ciò che è stato strappato, anzi stracciato, è il diritto che riguarda tutta la comunità e non il rapporto con l'opposizione di cui potremmo anche fregarcene. Così come la questione non riguarda lo scontro fra Esecutivo e Magistratura. Riguarda noi tutti.

    Che fare? Forse sarebbe stato meglio dar retta a un modesto suggerimento che mi permettevo di dare sul Tempo di Roma (che non è esattamente un quotidiano di sinistra) a metà degli anni '90, quando Berlusconi cominciò la sua devastante campagna contro la Magistratura italiana. E cioè, varare una norma del tutto speciale, sulla falsariga delle "Disposizioni transitorie e finali" che stanno in coda alla nostra Costituzione, e che recitasse, più o meno, così: "Silvio Berlusconi, i suoi discendenti, le sue consorti, i suoi consanguinei e tutti i membri, a qualsiasi titolo, della Casa di Arcore sono dispensati, per il passato, il presente e il futuro, dall'obbligo del rispetto delle leggi penali". Ci saremmo perlomeno risparmiati lo scempio di questi giorni.

    Massimo Fini

  2. #2
    Beffo la morte e ghigno
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio massmo Visualizza Messaggio
    DI MASSIMO FINI
    Il gazzettino

    E siamo alle solite. Il governo si è insediato da nemmeno due mesi che già Berlusconi propone e impone la consueta legge "ad personam", fatta su misura per salvarlo da quelli che vengono pudicamente chiamati i suoi "guai giudiziari". È un dejavù. Ma questa volta la legge è talmente scombicchierata, sconclusionata, assurda, irragionevole, irrazionale, spudorata e, soprattutto, devastante per l'intero ordinamento giudiziario e per il convivere civile che si stenta a credere che due senatori abbiano osato proporla, un governo e un ministro della Giustizia l'abbiano fatta propria, una maggioranza l'abbia sostenuta e un Parlamento l'abbia approvata. Perché è una legge che non si è mai vista nè nel Primo nè nel Terzo Mondo e nemmeno all'altro mondo. Perché non sta nè in cielo nè in terra.

    Dunque, un emendamento inserito in un decreto che prende il nome, divenuto quanto mai beffardo, di "decreto sicurezza", statuisce la sospensione dei processi in corso che riguardano reati commessi prima del 30 giugno 2002 e che prevedono una pena non superiore ai dieci anni di carcere. Un ulteriore emendamento intima ai magistrati di dare priorità, anche per il presente e il futuro, ai reati che hanno una pena edittale superiore ai dieci anni. La "ratio" di questi emendamenti è di "dare priorità ai reati che destano maggior allarme sociale".

    Perché non destano "allarme sociale" le rapine, i sequestri di persona, le estorsioni, gli stupri, le violenze sessuali, la bancarotta fraudolenta, la concussione, la corruzione, la corruzione di magistrati che non sono che una parte di quelli che rientrano nella norma che prevede la sospensione dei rispettivi processi e per alcuni dei quali la stessa maggioranza non fa che invocare la "tolleranza zero"? E non desta "allarme sociale" che un presidente del Consiglio abbia potuto corrompere un testimone, in due distinti processi, pagandogli 600 mila dollari perché mentisse, è esattamente il reato per cui l'onorevole Berlusconi è sotto processo davanti al Tribunale di Milano, e che rientra naturalmente fra quelli che verranno sospesi (reato attribuito al premier è, guarda caso, del febbraio 2001), e per il quale è stato organizzato tutto questo incredibile baradan? Senza contare che tutto ciò dilata ulteriormente i già lunghissimi tempi della giustizia italiana di cui tutti, a parole, lamentano, e che ne sono il vero cancro. E senza nemmeno mettere in conto che queste norme inaudite violano almeno tre principi fondamentali del nostro ordinamento, costituzionalmente garantiti: l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, l'indipendenza della Magistratura, l'obbligatorietà dell'azione penale. E che indicazioni ne trarranno, per il presente e per il futuro, i rapinatori, gli stupratori, gli scippatori, i topi d'appartamento, i bancarottieri, i concussori, i corruttori?

    Un intero ordinamento giuridico viene scardinato a pro di una singola persona. Norme del genere avrebbero innescato una rivoluzione non dico in un qualsiasi Paese liberaldemocratico e occidentale, ma nel Burundi, nel Burkina Faso, nel Benin. E invece da noi stanno per passare tranquillamente salvo qualche ammoina dell'opposizione il cui leader, Walter Veltroni, ha affermato che "è stata strappata la tela del dialogo". Qui ciò che è stato strappato, anzi stracciato, è il diritto che riguarda tutta la comunità e non il rapporto con l'opposizione di cui potremmo anche fregarcene. Così come la questione non riguarda lo scontro fra Esecutivo e Magistratura. Riguarda noi tutti.

    Che fare? Forse sarebbe stato meglio dar retta a un modesto suggerimento che mi permettevo di dare sul Tempo di Roma (che non è esattamente un quotidiano di sinistra) a metà degli anni '90, quando Berlusconi cominciò la sua devastante campagna contro la Magistratura italiana. E cioè, varare una norma del tutto speciale, sulla falsariga delle "Disposizioni transitorie e finali" che stanno in coda alla nostra Costituzione, e che recitasse, più o meno, così: "Silvio Berlusconi, i suoi discendenti, le sue consorti, i suoi consanguinei e tutti i membri, a qualsiasi titolo, della Casa di Arcore sono dispensati, per il passato, il presente e il futuro, dall'obbligo del rispetto delle leggi penali". Ci saremmo perlomeno risparmiati lo scempio di questi giorni.

    Massimo Fini
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  3. #3
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    ma perchè questi reati commessi prima del 2002 non sono stati ancora processati?
    perchè la magistratura si scaglia su ogni legge che osa in qualche modo interferire contro il suo ordine anarchico e fuori controllo e non invece su quei mancati provedimenti che scarcerano mafiosi, asassini, stupratori, pedofili ed ogni altra feccia del genere che la polizia e i carabinieri a rischio della pelle riescono faticosamente a mettere nelle loro mani?
    perchè un giudice può metterci anni a scrivere le motivazioni di una sentenza bloccando così, di fatto per anni, ogni azione legale riguardante quel processo?
    Perchè poi un magistrato può permettersi di esternare platealmente alla stampa contro le politiche del primo ministro e poi esserne il giudice in un processo a suo carico?
    Perchè un magistrato di sorveglianza permette, spesso colpevolmente, la scarcerazione a delinquenti che appena usciti ripetono il reato per il quale sono andati in galera senza per questo essere minimamente, non dico puniti, ma nemmeno sanzionati?
    Perchè come si parla della separazione delle cariere insorgono come dei rivoluzinari?
    Perchè quando si è parlato di Unipool, prodi e compangia, gli unici indagati e vessati sono poi risultati gli stessi magistrati( Forleo e De Magistri) ad essere indagati e processati?
    E adesso si vuol far credere che con la cosiddetta norma salvapremier, si "abbuonano" reati odiosi come gli stupri, la pedofiliae altri ancora? senza peraltro precisare che si tratta di reati che non andranno in prescrizione e che, proprio per la colpevole inerzia della magistratura, sono stati commessi prima del 2002 e non ieri o anche domani, come si potrebbe capire dal tono velatamente ipocrita e tendenzioso.
    Un fatto è incontrovertibile, la magistratura in Italia è schierata politicamente a sinistra, è invisa dalla stragrande maggioranza degli italiani, è inefficente e per questo profondamente ingiusta, usa le intercettazioni in perfetto stile sovietico, per controllare la vita degli italiani a tutti i livelli e poi oltretutto è la prima non rispettare mai il segreto istruttorio, abbiamo forse notizia che mai si sia trovata una "talpa" che ha spifferato alla stampa? mai, dagli uffici dei magistrati esce tutto, anche quello che non c'è, ma mai, dico mai, c'è stato un colpevole.
    Eppure la magistratura ha fatto cadere governi legittimi con l'onta degli scandali senza poi trovare mai un bel"niente".
    La magistratura oggi in italia è un cancro ormai in metastasi, che viene curato con l'aspirina, in balia della loro follia politica, con il più basso gradimento della storia repubblica da parte degli italiani, peggio dell'inquisizione, dove almeno con questa se abiuravi, forse ti salvavi, con gli inquisitori di oggi ti salvi solo con la tessera di partito.

  4. #4
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    Io appoggio Berlusconi contro la magistratura. E' una casta ben peggiore dei parlamentari, tutti a scandalizzarsi per quanto costa la camera dei deputati, nessuno si scandalizza mai per quanto costa la magistratura e la burocrazia dei tribunali.

  5. #5
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    Dunque, un emendamento inserito in un decreto che prende il nome, divenuto quanto mai beffardo, di "decreto sicurezza", statuisce la sospensione dei processi in corso che riguardano reati commessi prima del 30 giugno 2002 e che prevedono una pena non superiore ai dieci anni di carcere.

    Già, infatti nel secondo emendamento si prevede la sospensione degli altri processi penali relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002 «che si trovino in uno stato compreso tra la fissazione dell’udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado». La sospensione sarà immediata al momento dell’entrata in vigore della legge e durerà un anno. Il corso della prescrizione, durante la sospensione del procedimento o del processo penale, resta sospeso.
    Si tratta di reati, ritenuti, dagli stessi magistrati, non così gravi da essere, in sei lunghi anni, presi in considerazione, non dico per assumersi la responsabilità del "giudizio finale", ma almeno per essere giunti ad una sentenza di "primo grado"......
    Cosa sono stati ad aspettare in questo lungo periodo i "magistrati"? Forse la prescrizione?
    O forse erano troppo intenti a spendere i loro lauti guadagni in viaggi, in vacanze, in soggiorni in località che permettessero loro di entrare in stretto contatto con certi "politici" o con certi giornalisti?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da benelos Visualizza Messaggio
    Io appoggio Berlusconi contro la magistratura. E' una casta ben peggiore dei parlamentari, tutti a scandalizzarsi per quanto costa la camera dei deputati, nessuno si scandalizza mai per quanto costa la magistratura e la burocrazia dei tribunali.
    quoto,bravo.

 

 

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