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Rif: Il 6% non basta...
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Originariamente Scritto da
Kobra
Siamo in parte d'accordo, nessuno nega le doti di Giovanni Spadolini (forse in un'occasione l'abbiamo anche votato...).
Lei dice si è rotta la tradizione. E' vero... Bisogna però considerare il momento storico.
Si viene malamente fuori da un maremoto giudiziario che ha spazzato via la gran parte dei partiti del vecchio csx, DC e PSI in particolare, lasciando intatto (o quasi) il partito di finta opposizione che era il PCI.
Il PCI alla fine del '93 era pronto per prendere il governo non avendo più avversari capaci di contrastarlo (un po' come è successo in Lazio), Occhetto e la "gioiosa macchina da guerra" erano già sulla linea di partenza.
Solo che arriva il Berlusca e scombina tutto e in TRE MESI fa un governo ALTERNATIVO alla sinistra. Alternativo, ok?
La domanda dunque da porsi è: in quel momento, in quel clima politico, una forza di governo che scendeva in campo per contrapporsi apertamente e non più con i giochetti di palazzo al Partito Comunista avrebbe potuto o dovuto concedere a questi qualche vantaggio?
Il problema, Edera, era PORRE FINE AL CONSOCIATIVISMO che fino ad allora aveva dominato la scena politica italiana.
Sotto questo aspetto una qualunque concessione all'avversario sarebbe sembrata sospetta.
o non piuttosto senza tante analisi politiche, Forza Italia era già prigioniera della Lega?
Il partito comunista stava andando verso quei cambiamenti che gente come Ugo La Malfa e Giuseppe Saragat, e sostanzialmente anche Craxi, avevano da sempre auspicato ( anche se senza riconoscere , e rimane una loro colpa ed un errore storici, che altri avevano già percorso con saggezza quelle strade sulle quali loro stavano cominciando ad inoltrarsi).
Poi in troppi il risentimento prevalse sul sentimento e sulla razionalità .
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Rif: Il 6% non basta...
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Originariamente Scritto da
Kobra
Il problema, Edera, era PORRE FINE AL CONSOCIATIVISMO che fino ad allora aveva dominato la scena politica italiana.
Sotto questo aspetto una qualunque concessione all'avversario sarebbe sembrata sospetta.
ma quello che chiami consociativismo era una fase storicamentre utile ed inevitabile di un passaggio dell'ex PCI alla democrazia di tipo occidentale.
Il considerare che esistano avversari a cui nulla si può concedere, il credere che si debba vincere con gl iscontri frontali, significa fare propria quella logica che ha portato alla distruzione dei partiti laici e socilisti di centro-sinistra. Il credere , come diceva un tempo Di Pietro, che si debba stare di quà o di là, è più che altro cosa da sartoria maschile. La sinistra, democratica anche socialista, è nata salle grandi eresie disarmate della nostra storia, dal predicar la pace e la tolleranza in tempi di guerre di religione; il sistema uninominale di cu iberlusconi è stato un triste corollario non poteva che metterla in crisi