Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    25 Jan 2006
    Messaggi
    2,886
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito I Simpson e l'etica kantiana

    OMNIA SUNT COMMUNIA


    I Simpson e l'etica kantiana
    Il dovere e le passioni di Homer e famiglia |

    di James Lawer

    Nella recensione di Harry Potter e il calice di fuoco, di J.K.Bowling, Spider Robinson scrive: “Sì, Harry è una sorta di santerellino, è l'AntiBart. Ma vogliamo davvero che i nostri bambini non abbiano un modello migliore dei Simpson?” Ebbene, come modello per i bambini non dobbiamo per forza scegliere tra Harry Potter e Bart Simpson, c'è anche, ad esempio Lisa Simpson. E poi, I Simpson non è riducibile a ciascuno dei suoi personaggi; deve essere visto in una prospettiva più globale: se si identifica la perfezione del modello morale nella figura del santerellino e non si analizza a fondo la posizione morale di Lisa Simpson, si dimostra solo di avere una visione ristretta della virtù morale.

    Che cos'è la virtù
    Secondo Immanuel Kant, una caratteristica fondamentale della morale è il legame con l'idea di “dovere”, che implica la presenza di due forze opposte. Da una parte ci sono i nostri desideri, sentimenti e interessi, accompagnati da paure, inimicizie, gelosie e insicurezze, dall'altra parte ciò che si pensa di dover fare e il tipo di persona che si pensa di dover essere. Il termine dovere suggerisce che queste due tendenze contrapposte spesso si trovino in conflitto e che il corrispondere all'idea di dovere possa essere difficoltoso e comportare sacrifici di varia natura. Colui che vuole aderire appieno all'ideale di virtù deve essere deciso a subordinare e anche sacrificare, se necessario, desideri, sentimenti e interessi, deve volere solo ciò che è giusto ed essere una persona moralmente irreprensibile.
    Gli episodi della famiglia Simpson spesso mettono in luce il conflitto tra desideri personali, sentimenti e interessi da una parte e il senso del dovere morale dall'altra.

    La coscienza e le sue manifestazioni
    Qualche volta il conflitto è messo in luce da una caricatura del senso del dovere. Homer Simpson è particolarmente abile nel considerare il soddisfacimento dei suoi desideri e interessi come un preciso dovere morale, con la conseguenza che per lui non si verifica alcun conflitto interiore. Nell'episodio Dumbell Indemnity, Moe vuole che Homer distrugga la sua automobile allo scopo di riscuotere la polizza di assicurazione e, con la sua personalità particolarmente egocentrica, riesce a esercitare una forte pressione su di lui. Intimidito dalla dialettica di Moe, Homer vuole acconsentire alla richiesta dell'amica, abituata a mettere i propri desideri e interessi personali al di sopra di tutto e per niente coinvolta in conflitti di natura morale. Ma ha un momento di dubbio, in cui si chiede se sta facendo la cosa giusta e consulta la sua coscienza, che gli si manifesta sotto le spoglie di sua moglie Marge. Naturalmente, ella gli indica senza alcuna incertezza il suo dovere morale: distruggere la macchina di Moe, in modo che possa riscuotere l'assicurazione. A questo punto, messa a posto la coscienza, Homer procede senza indugio a eseguire con la sua solita irruenza il suo mandato.
    Pur in modo satirico, l'episodio illustra chiaramente la rappresentazione morale del dovere: invece di fornirci un esempio morale positivo, Homer Simpson ci mostra chiaramente che cosa non si deve fare. Possiamo ridere della sua caricatura di conflitto morale, ma contemporaneamente ci chiediamo se le nostre personali posizioni etiche non siano molte volte in balia di procedure analoghe.

    Il dovere e la passione
    Il dilemma morale di Homer si manifesta con modalità molto concrete, come quando deve mettere sulla bilancia il suo amore per Marge e il suo dovere verso di lei come marito, contrapposto al suo amore per la pesca e altre occupazioni piacevoli. Vuole certo essere un buon padre e un buon marito, ma la voglia di soddisfare i suoi desideri gli fa continuamente dimenticare i pensieri virtuosi.
    In La guerra dei Simpson, dopo una divertentissima dimostrazione della sbadataggine di Homer, Marge persuade il marito a tentare di salvare il loro matrimonio partecipando nel weekend a un corso di consulenza familiare tenuta dal Reverendo Lovejoy al lago Catfish. Benché riconosca di essere responsabile della crisi di coppia, Homer è più che altro attirato dalla possibilità di catturare il leggendario pescegatto gigante, il Generale Sherman, una belva da cinquecento libbre.
    La mattina del primo giorno, Marge coglie Homer, in alta uniforme da pescatore, che cerca di svignarsela dalla capanna: come può pensare alla pesca mentre il loro matrimonio sta andando a rotoli? Profondamente pentito, Homer rinuncia al suo scopo e, pensieroso, passeggia sulla riva del lago. Vedendo una canna da pesca apparentemente abbandonata, la prende per restituirla al proprietario, ma proprio in quel momento il Generale Sherman abbocca all'amo e si divincola con tanta forza da trascinare Homer nell'acqua. Ne segue una lotta strenua tra l'uomo e il mostro, una sfida solitaria ed eroica come in Il vecchio e il mare di Hemingway. Alla fine, Homer emerge vittorioso dall'acqua aspettandosi la gloria riservata al più grande pescatore del mondo, mentre lo aspetta soltanto una Marge furiosa, che lo rimprovera per il suo assoluto egoismo. Messo alle strette, dovendo scegliere tra il desiderio di gloria e il dovere morale, rinuncia alla fama per salvare la famiglia e ributta nel lago il boccheggiante Generale Sherman: così, superando il fortissimo impulso a seguire i suoi desideri, Homer trasforma la sua prodezza fisica in una grande manifestazione di eroismo morale, esclamando: “Ho sacrificato fama e pranzo per il nostro matrimonio”.

    Il moralismo vuoto di Flanders
    Anche Flanders, il santerellino, partecipa alla consulenza famigliare con la moglie: ma quale può essere il loro problema di coppia? La moglie di Ned qualche volta sottolinea versetti sulla Bibbia di suo marito!
    Flanders è una figura importante nell'universo morale dei Simpson, perché rappresenta l'esasperazione della moralità, una moralità che non può comportare conflitti con le passioni, perché apparentemente Flanders non ha né desideri né interessi e in questo senso egli è l'opposto di Moe. Affinché sussista un vero senso del dovere morale devono esserci due forze in gioco, non solo una: da una parte senso del dovere e dall'altra profonda consapevolezza dei propri desideri e impulsi. Soltanto la compresenza di tendenze contrapposte assicura la possibilità del conflitto.
    Questo concetto è dimostrato con umorismo nell'episodio Viva Ned Flandersquando questi, di aspetto piuttosto giovanile, confessa di aver già superato i sessant'anni. Homer sostiene che la ragione di questa sua freschezza di aspetto sta nel fatto che non ha una vita personale profonda, così, accettando la tesi dell'amico, Ned lo nomina suo personale maestro di vita. Il risultato, ovviamente disastroso, comporta un doppio matrimonio a Las Vegas in stato di ebbrezza. Alla passione di Homer per tutto ciò che implica una gratificazione personale immediata si contrappone l'incapacità moralistica di Flanders di “avere una vita”: né l'uno né l'altro ha il senso del limite nel suo personale modo di affrontare la vita.

    Persino Bart sa che cosa è sbagliato
    Bart somiglia molto a suo padre: da lui ha preso l'atteggiamento strafottente di chi ama il divertimento ed è sempre in cerca di guai. Nell'episodio La ragazza di Bart, prende una cotta spaventosa per la figlia del Reverendo Lovejoy, Jessica: sulle prime pensa di conquistarla frequentando assiduamente la scuola domenicale, ma lei comincia a prenderlo in considerazione solo quando giunge a considerarlo come compagno ideale per atti criminosi. Questo episodio mette in evidenza l'ipocrisia. di chi identifica la morale con l'adattamento conformista a un codice esterno di comportamento. Come figlia di un sacerdote, Jessica riveste per tutti il ruolo della brava bambina e ne approfitta giocando ipocritamente con la moralità per soddisfare i suoi desideri più egoistici. Ma per Bart ci sono dei limiti, il troppo è troppo: quando la ragazza ruba dalla cassetta delle offerte in chiesa, egli fa del suo meglio per evitare il furto: “Rubare dalla cassetta delle offerte è veramente troppo! Lo so persino io!”, le dice. Poi, quando viene accusato del furto, chiede a Jessica perché mai dovrebbe proteggerla e lei gli risponde: “Perché nessuno ti crederebbe; ricordati che io sono la dolce e brava figlia del pastore e tu non sei che un poco di buono.”

    Margie e il dovere di realizzarsi
    Investita del suo ruolo di moglie e di madre. Marge non ha una vita propria, ma riesce ad arrivare a un livello più alto di consapevolezza morale quando si affranca dalla sua educazione convenzionale. Kant sostiene che noi abbiamo doveri verso noi stessi tanto quanto verso gli altri: dobbiamo sviluppare i nostri talenti sfruttando al meglio le nostre capacità. Il cammino verso il nostro sviluppo personale, in certi casi, può essere un impegnativo dovere morale, ci vuole coraggio per perseguire la propria autonomia quando le pressioni sociali e l'educazione ricevuta ci spingono verso il servizio e la sottomissione agli altri. Così il problema morale del femminismo è spesso evidenziato da Marge, la classica donna di casa.
    Nell'episodio Pezzi di realtà, tratto dal film Glengarry Glen Ross, Marge accetta un lavoro come agente immobiliare, perché non ne può più del fatto che la sua famiglia dia per scontate tutte le sue altruistiche attenzioni: anche lei è una persona, con il diritto di vivere per se stessa. Vuole far carriera per dimostrare il proprio valore e la propria abilità a se stessa, alla famiglia e alla comunità di Springfield. Cominciando il lavoro, nei rapporti con i colleghi, si vede catapultata in un mondo difficile e molto competitivo, in cui uno finge di difenderla, un altro mira a demolire la sua sicurezza, mentre lei, carica di ingenuo entusiasmo, non se ne rende nemmeno conto.
    Il guaio è che Marge vuole sinceramente accontentare i suoi clienti ed è pronta a sacrificare i propri interessi sull'altare del dovere. Fidandosi di lei, amici e vicini si rimettono alla sua opinione e rispondendo a questa fiducia, Marge ritiene di dover comunicare loro la sua propria opinione circa le case alle quali sono interessati. E' più che onesta con i suoi clienti, con i quali è in rapporto di amicizia e, di conseguenza, non riesce a concludere l'affare che consoliderebbe la sua posizione professionale.
    Marge sostiene le sue ragioni con il direttore, Lionel Hutz “La casa giusta per il cliente giusto! È il nostro motto!”, ma Lionel replica, “Ascolta, Marge, ti dico un piccolo segreto: la casa giusta è quella che è in vendita, la persona giusta è chiunque”. “Ma io ho solo detto la verità!”, risponde lei. “Certo, ma c'è verità e verità!” Gli affari vanno in porto solo se si mette il prodotto nella luce giusta.
    Marge non è convinta, ma è davanti a una scelta: fallire nel suo lavoro o modificare la realtà a suo favore. Nel conflitto tra interesse personale e dovere morale, inserita in una struttura fortemente competitiva, è spinta a scegliere il suo interesse. Quindi, cambiando atteggiamento, Marge conclude un importante affare, nascondendo agli ingenui Flanders che nella casa che stanno per comprare è stato commesso un brutale assassinio. Tenta di provare piacere nell'avere in mano l'assegno dei Flanders, segno del suo successo nella carriera che ha scelto, tributo al suo valore come persona, ma si sente in colpa per ciò che giudica un tradimento e il suo senso del dovere alla fine trionfa sull'interesse personale: decide di rischiare sacrificando il suo successo e torna dai clienti a raccontare l'intera storia. Va a finire che la reazione dei Flanders è opposta a quella che si aspettava: essi si dimostrano affascinati dall'idea di vivere in una casa dove si sono svolti fatti tanto raccapriccianti. Paradossalmente, in questo caso la completa onestà sarebbe stata la posizione vincente fin dal principio.

    Il dovere e la felicità
    Dopo alcuni tentennamenti iniziali, Marge alla fine sceglie di seguire la sua idea di dovere e alla fine arriva al successo. Non è questo ciò che succede sempre nella vita? Perché il fare la cosa giusta passa attraverso il sacrificio personale? Questo ci porta a formulare una seconda considerazione riguardo alla coerenza morale: se si fa la cosa giusta, in qualche modo si viene ricompensati. Questa seconda affermazione sembra contraddire la prima, relativa al conflitto tra dovere e desideri. Ma, secondo Kant, l'antinomia è solo apparente, in ultima analisi il dovere morale e la felicità personale si devono ricomporre. Il maggior bene e il supremo dovere morale consistono nel creare un mondo in cui la felicità nasce dal compiere il dovere morale: chi fa il suo dovere deve essere ricompensato e invece deve essere punito colui che persegue i suoi scopi personali a spese degli altri.
    Appena siamo stati convinti ad adottare questa rigorosa e consolante posizione morale, Homer, coinvolto in una gara tra automobilisti, piomba con la sua macchina nella casa appena venduta. Emergendo dalle macerie, Flanders si volta verso Marge e chiede “Ce l'hai ancora quell'assegno?” e la poveretta piangendo glielo rende. La morale? Fai ciò che devi, a qualsiasi costo. Il successo nel lavoro non è la cosa più importante nella vita. Marge ritorna in seno alla famiglia e riceve affetto e, alla fine anche rispetto. Dall'aver aderito a un principio morale essa riceve una ricompensa ben maggiore del successo: la felicità che viene dall'amore e dal rispetto della sua famiglia. Ogni tanto i Simpson ci danno un saggio di ciò che è il maggior bene, l'unità tra dovere e felicità.

    L'autodeterminazione di Lisa
    La consapevolezza morale del dovere è dimostrata da Lisa Simpson, che sente acutamente il dovere morale. La sua non è però la tipica moralità dei Flanders, finalizzata a giustificare se stessi, fiduciosa solo nelle istituzioni e nell'autorità della Bibbia e della Chiesa, ma nasce da una riflessione personale sui grandi temi della vita: amore per la verità, disponibilità verso i bisogni degli altri, ricerca di equità e giustizia. Lisa ci dimostra come sia difficile, spesso, vivere secondo questi principi in un mondo fatto di facili compromessi con lo status quo e sottolinea un'altra caratteristica fondamentale dell'etica kantiana, cioè la autodeterminazione, che nasce da riflessioni personali e non da convenzioni sociali o insegnamenti delle autorità religiose e implica chiarezza e coerenza con i principi secondo i quali ogni persona vive.
    Nell'episodio Lisa l'iconoclasta, scopre che il leggendario ed eroico fondatore di Springfield era stato invece un terribile pirata, al punto d'aver cercato di uccidere Gorge Washington. Per questa ricerca intitolata Jebediah Springfield: una grande menzogna, riceve una lode e la sua insegnante commenta “Si trattò soltanto di un uomo bianco morto lottando contro un assassino. Sono donne come te che ci trattengono dal dare la caccia a un marito”. Ma Lisa ha cercato solo di dire la verità così come l'ha conosciuta; la sua non è la verità addomesticata dei venditori di fumo, ma la verità obiettiva, storica e scientifica, che deve essere difesa come valore in sé, a costo di qualunque sacrificio.
    Alcune verità, del resto, necessitano di essere difese contro le consuetudini di oggi. In Lisa va a Washington, scopre che un certo uomo politico è sul libro-paga di affaristi privati e si impegna a far emergere il fatto, contrario ai principi democratici americani, sottoponendo il caso a Thomas Jefferson stesso. Come al solito Lisa aderisce ad un principio e se ne assume le conseguenze. Invece di seguire la via più facile, cioè stare nel gruppo, non suscitare polemiche e chiudere gli occhi, si presenta in tribunale.

    L'universalità della norma
    Nell'adempimento del dovere che deriva dai suoi principi, Lisa si pone sempre nuove domande: è giusto mangiare carne, provocando così sofferenza ad animali innocenti? In Lisa la vegetariana, identifica la costoletta di agnello che sta nel suo piatto con il dolce e indifeso animaletto dello zoo e, partendo da questa sua esperienza, si converte a un rigido vegetarianesimo. Agendo secondo i suoi principi, esemplifica un aspetto molto importante della teoria morale kantiana, che ci impone di verificare i principi morali delle nostre azioni e di metter fine alle contraddizioni. Se è sbagliato rinchiudere un animale in uno zoo, come può essere giusto nutrirsi di quello stesso animale per soddisfare il palato? E' un modo per dare un senso all'imperativo categorico di Kant: “Il tuo agire sia regolato solo da quella norma che auspichi possa diventare legge universale”.
    Lottando per affermare i suoi principi, Lisa rovina la grigliata di Homer. Egli è affamato e Lisa si sente esclusa dalla sua famiglia e dall'intera comunità, fino a quando non trova rifugio sulla terrazza di un negoziante vegetariano Hindu, certo Apu, dove si trova in sintonia con altri vegetariani, che condividono le sue stesse idee ed esclama: “Quando tutti questi matti impareranno che si può essere perfettamente sani nutrendosi di verdure, frutta, cereali e formaggio?” Ma il buon Apu replica, “Oh, formaggio!” e Lisa riconosce l'arroganza del suo senso di superiorità morale scoprendo che altri hanno standards più elevati: Apu, che non mangia formaggio, consiglia tolleranza e Lisa, grazie a questa esperienza, acquista una maggiore consapevolezza morale: “Mi rendo conto di essere stata troppo dura con molte persone, soprattutto con mio padre, grazie, gente.”

    Etica e convenzioni sociali
    Lisa focalizza l'attenzione su saldi principi morali e mette in crisi chi accetta i consueti compromessi, di conseguenza si trova isolata e soffre molto di questo isolamento, vorrebbe invece stima e amicizia, vorrebbe piacere ed essere popolare. Essendo una Simpson non è una santarellina e non è nemmeno una che cerca la felicità semplicemente facendo ciò che fanno tutti, Ama l'avventura, come suo fratello, ma le sue sono avventure di tipo morale, non fisico. Per questi motivi, i valori etici sono maggiormente evidenziati negli episodi di Lisa, in senso positivo e non negativo come in quelli di Homer.
    Nell'episodio La guerra segreta di Lisa Simpson, il suo isolamento morale è illustrato graficamente nel suo scontro con l'accademia militare a cui viene mandato Bart, nella speranza che la severa disciplina militare riesca ad aver ragione dei suoi scatti di ribellione. Dal positivo adattamento di Bart alla scuola siamo indotti a pensare che questa difficilmente sia il modo giusto per correggere possibili tendenze alla delinquenza. “Il mio insegnante più simpatico dice che sono un bastardo,” sbotta il ragazzo; I Simpson spesso mette in evidenza questo genere di considerazioni morali a proposito delle convenzioni sociali.
    Nel precedente episodio non è tanto Bart al centro dell'attenzione, quanto Lisa, che a sua volta vuole essere arruolata, perché è alla ricerca dell'occasione che il tran-tran della sua scuola non le può offrire, inoltre è interessata a far valere la sua posizione di donna alla ricerca di un trattamento pari a quello dell'uomo. Il suo arrivo all'accademia come prima ragazza arruolata smuove dal loro torpore i ragazzi, ma per lei non è facile farsi accettare. Sola e circondata da una diffidenza maschile calvinistica, Lisa si consola con i pensieri di Emily Dickinson: “Anche lei si sentì isolata e seppe scrivere bellissime poesie, ma poi diventò matta!”
    Davanti agli altri Bart la tiene alla larga, ma quando si trovano da soli le confessa: “Mi dispiace di essere freddo con te, Lisa, ma non voglio che i miei compagni mi credano debole!” Ma, in segreto, di notte aiuta la sorella ad allenarsi per eseguire un esercizio difficilissimo, consistente nell'attraversare uno strapiombo reggendosi a una corda. Lei alla fine riesce a superare la prova, accompagnata dalle urla dei commilitoni “Cadi, cadi, cadi!”, mentre Bart trova il coraggio di levare finalmente in suo favore un grido di incoraggiamento: anche lui si rende conto di non poter abbandonare completamente sua sorella.

    Il dolore di Lisa e il sassofono
    E' un personaggio che rappresenta la natura conflittuale del dovere morale e la necessità di sacrificio personale. La sua è una sofferenza provocata dall'adesione ad un principio morale da parte di una ragazza precoce e sensibile, il suo amore profondo per la vita e la bellezza coesiste con un non meno profondo impegno per la verità e la bontà, che la portano a frustrazioni e dolore, espressi attraverso il suono struggente del sassofono. Kant sostiene che la bellezza e l'arte conducono verso una vita morale più elevata: quando la vita concreta sembra allontanarsi da questa possibilità, la tristezza dell'anima di Lisa si esprime attraverso il lamento del sassofono. Nel personaggio di Lisa, la commedia dei Simpson ci avvicina alla profondità della tragedia.
    Nell'episodio Il pianto di Lisa, il tema è il patriottismo convenzionale. Durante una lezione di musica, invece di suonare le semplici note di un inno patriottico, Lisa improvvisa un a-solo di jazz con il sassofono e l'insegnante osserva che quelle note non fanno parte dell'inno. “Ma descrivono il mio Paese,” risponde la ragazza, “Volevo dar voce al povero che vive nella macchina, al contadino dello Iowa a cui qualche burocrate insensibile ha tolto la terra, al minatore della Virginia…” “Bene, cara,” risponde l'insegnante, “ma nessuno di questi signori verrà a sentire il nostro saggio la settimana prossima!”
    La famiglia riceve dalla scuola una lettera in cui si informa che Lisa non ha voluto giocare a palla perché è triste, ma la spiegazione è che le regole di quel gioco esprimono chiaramente la sua situazione di isolamento: uno dei giocatori viene separato dagli altri, che insieme lo attaccano. Lisa, se viene isolata, accetta di essere colpita, ma si rifiuta di difendersi. Il problema vero è che non c'è nessuno a cui lei possa comunicare le ragioni profonde dalla sua malinconia: Bart e Homer sono impegnati in feroci sfide al videogame, come potrebbero capirla? Lisa stessa tenta di darsi delle spiegazioni: “Mi sto chiedendo, cambierebbe qualche cosa se io non esistessi del tutto? Come possiamo dormire tranquilli, quando c'è tanta sofferenza nel mondo? Homer cerca di rasserenarla facendola ballare sulle ginocchia e poi, quando Marge gli fa notare che Lisa è in un'età difficile, Homer osserva che forse la figlia ha un segreto: tutto sommato, si dimostra sensibile.

    Come Lisa imparò a sorridere
    La malinconia di Lisa comincia a migliorare quando ascolta le note lamentose di un suo amico sassofonista, Murphy detto Gengive Sanguinanti, che suona di notte su un ponte al chiaro di luna. Le gengive di Murphy sanguinano perché non è mai andato dal dentista ed egli dice “C'è molto dolore nella mia vita”, Lisa a sua volta gli espone i motivi del suo proprio disagio e Murphy a questo punto, non potendo esserle di aiuto, le propone di comporre insieme un canto. Comincia Murphy: “Mi sento solo perché la mia ragazza mi ha lasciato….” E Lisa risponde:
    Mi perseguita mio fratello
    Che è proprio un gran monello
    E la mamma stamattina
    Mi ha trattato da cretina
    Ci si mette anche papà
    Allo zoo sembra di stà
    Chi sarà dopo di te
    Infelice quanto me?
    Marge interrompe la loro prestazione e dà alcuni incarichi a Lisa, “'a di personale”, dice a Gengive Sanguinanti, “Io ho paura degli sconosciuti.”
    Marge, prototipo della madre convenzionale, consiglia a Lisa di sorridere, cosa che le era stata consigliata da sua mamma con queste parole: “Metti un sorriso sul tuo viso, perché la gente dall'espressione che hai capisce se io sono una buona madre”, ma Lisa non ha voglia di sorridere e la mamma, a questo punto si impone: “Senti, Lisa, è molto importante, io oggi voglio che tu sorrida, non mi importa come ti senti dentro, quello che conta è ciò che si legge sulla tua faccia, questo è ciò che mi ha spiegato mia mamma. Prendi i tuoi cattivi pensieri e mandali giù, sempre più giù, fino a poterli calpestare sotto i piedi e ti sentirai meglio, e ti piaceranno i ragazzi, sarai invitata alle feste e sarai felice.”.
    Lisa, anche se a malincuore, segue il consiglio della madre, e funziona! “Hei”, le dice un ragazzo, “bel sorriso.” Interviene un altro: “Lasciala perdere, è mezza matta”, ma Lisa continua a sorridere e il ragazzo deve ricredersi: “Pensavo che tu fossi un tipo strano, ma devo ammettere che sei OK.” “Vieni a casa mia ad aiutarmi nel compito”, dice l'altro ragazzo e per Lisa va bene. L'insegnante, in seguito, dice di sperare che Lisa non abbia altri accessi di creatività sfrenata.
    Di fronte a questa affermazione, Marge riconosce la fallacia dell'educazione tradizionale e subito toglie Lisa da quella scuola. “Ecco da chi ha preso la figlia!” osserva l'insegnante, riconoscendo i meccanismi della relazione tra la madre e la ragazza. Marge di nuovo si rivolge a Lisa “Avevo torto, ritiro tutto. Sii sempre te stessa, cara, se ti senti triste, sii triste e ne verremo fuori insieme. Quando avrai finito di sentirti triste, saremo felici, d'ora in avanti sorrideremo insieme.”
    Di fronte a questa comprensione dei suoi sentimenti profondi, Lisa sorride per la prima volta con convinzione e, su proposta di Lisa, tutta la famiglia va al club dove si esibisce Gengive Sanguinanti, che in omaggio “a una delle piccole grandi signore del jazz”, suona la canzone di Lisa. In compagnia della sua famiglia, allegra e incoraggiante- compresa la piccola Maggie con il suo succhiotto- Lisa è raggiante. Una persona libera, indipendente e rispettosa merita di essere felice.

    (Da The Simpsons and Philosophy. The D'oh! Of Homer, Open Court, Chicago and La Salle, Illinois, 2004. Traduzione di Vera Nicola)

    www.diogene.com

    ARDITI NON GENDARMI

  2. #2
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Jul 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    21,394
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Letto tutto d'un fiato da ex-appassionato dei Simpson! Sarebbe bello che qualcuno di noi si impegnasse a scrivere articoli del genere per tutti i cartoni più in voga in tv, sarebbe un bel lavoro d'analisi...

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    25 Jan 2006
    Messaggi
    2,886
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    OMNIA SUNT COMMUNIA

    Veramente pensavo a te, conoscendo la tua passione per Homer & Co., ma credo sia giusto che siano altri, meno "occupati" di te, a "battere" altre piste!!!

    ARDITI NON GENDARMI

  4. #4
    Forumista senior
    Data Registrazione
    10 Jun 2009
    Messaggi
    2,367
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ho visto i simpson solo saltuariamente nella mia vita, dunque non sono un buon interlocutore in materia.
    Sono sicuro che si possano trovare spunti interessanti.
    Una sola notazione: ho sempre avuto l'impressione che dietro i simpson vi fosse una sorta di ben-pensantismo intellettuale, una sorta di eccentrico spirito critico soft del mondo. Sia nella struttura del programma, sia nella ricezione di alcune persone che lo vedono.
    Che ne pensate?

  5. #5
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Jul 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    21,394
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Mi pare un cartone animato interessante, invece, perché descrive abbastanza bene la realtà statunitense, il modo di vivere e di pensare dei nordamericani, in tutte le varianti (impersonificate da Homer, Flanders, etc.).

  6. #6
    Forumista senior
    Data Registrazione
    10 Jun 2009
    Messaggi
    2,367
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Mi pare un cartone animato interessante, invece, perché descrive abbastanza bene la realtà statunitense, il modo di vivere e di pensare dei nordamericani, in tutte le varianti (impersonificate da Homer, Flanders, etc.).
    Sicuramente è anche questo che tu dici. Infatti non ne sono un critico.
    La notazione che facevo era una nota aggiuntiva, una sensazione che spesso ho avuto.

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    22 Jun 2009
    Messaggi
    96
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da terraeamore Visualizza Messaggio
    Ho visto i simpson solo saltuariamente nella mia vita, dunque non sono un buon interlocutore in materia.
    Sono sicuro che si possano trovare spunti interessanti.
    Una sola notazione: ho sempre avuto l'impressione che dietro i simpson vi fosse una sorta di ben-pensantismo intellettuale, una sorta di eccentrico spirito critico soft del mondo. Sia nella struttura del programma, sia nella ricezione di alcune persone che lo vedono.
    Che ne pensate?

    cartone che sinceramente non mi è mai piaciuto, ma per miei gusti personali, mentre noto come fa furore fra miei amici.
    Comunque sono d'accordo con Terramore, anche io ho l'impressione che la struttura del programma parte da dei presupposti "politicamente corretti" incarnati nel personaggio di Lisa.
    Bisogna ora vedere se l'autore vede il personaggio positivo o anch'esso fa parte della sua critica alla società.
    Inoltre la maggior parte della gente li vede per ridere e basta senza cogliere altro sotto, se non la solita morale.


    ps : cartone animato dove ancor di più è caricaturata la famiglia americana in modo feroce sono i Griffin.

  8. #8
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Jul 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    21,394
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Ochib Visualizza Messaggio
    [...] Inoltre la maggior parte della gente li vede per ridere e basta senza cogliere altro sotto, se non la solita morale.
    Effettivamente anche io li ho sempre guardati per ridere, ma è chiaro che se vogliamo analizzare bene il senso ultimo delle cose, mi metto a discuterne seriamente, cercando di capire il senso di quello che viene trasmesso.

    Ad esempio, come non menzionare Grattachecca e Fichetto, il cartone animato dentro al cartone animato, dove l'iperviolenza scatena la fantasia di Bart, ma anche lo sguardo compiaciuto di Lisa? Se fosse soltanto l'anima moralista del cartone animato, non dovrebbe guardare il cartone a sua volta, no?

    Mi pare che l'anima moralista sia invece incarnata dai Flanders...

    ps : cartone animato dove ancor di più è caricaturata la famiglia americana in modo feroce sono i Griffin.
    Sono meno esperto (), ma hai ragione, lì si vede davvero di peggio...

 

 

Discussioni Simili

  1. C'e' Pol Simpson eh!
    Di DD nel forum Fondoscala
    Risposte: 17
    Ultimo Messaggio: 17-09-08, 16:01
  2. Etica fondamentalista - Etica laica
    Di Upuaut nel forum Liberalismo e Libertarismo
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 03-01-07, 19:55
  3. I Simpson...
    Di Flexo nel forum Fondoscala
    Risposte: 42
    Ultimo Messaggio: 18-02-06, 20:50
  4. I Simpson
    Di Flexo nel forum Destra Radicale
    Risposte: 55
    Ultimo Messaggio: 18-02-06, 16:49
  5. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 04-03-05, 11:51

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito