L’IDENTITA’ MERIDIONALE RISORSA PER LO SVILUPPO
La battaglia che "Iniziativa Meridionale" conduce dal momento stesso della sua nascita per la riscoperta, la difesa, la valorizzazione delle identità meridionali, ha trovato autorevoli sostenitori. E noi che ne abbiamo fatto la strategia principale di un rinnovato "modello di sviluppo" del Mezzogiorno, non possiamo non rilevarlo, senza per questo tuttavia esserne paghi. Perché c’è moltissimo ancora da fare, perché il rischio di una politica appiattita sul quotidiano, senza alcuna visione strategica prospettica e coerente con la cultura ed i valori di riferimento è presente anche a destra, perché è diffusa la mancanza di consapevolezza delle risorse di cui dispone il Mezzogiorno ed ancora di più la incapacità di costruire progetti concreti, cogliendo ogni opportunità normativa e finanziaria, per sviluppare le potenzialità identitarie, perché si è ancora in ritardo nel cogliere la loro capacità competitiva nei confronti della globalizzazione omologante. Però, mentre questo difficile cammino intraprendevamo e con questo giornale, con il suo sito telematico, con la sua agenzia stampa, assumevamo anche la prima iniziativa editoriale libraria, con "Identità e globalizzazione", effettuando analisi e avanzando proposte, qualche rilevante riscontro lo si aveva. Il primo è costituito dal contenuto delle tesi approvate al termine del secondo Congresso Nazionale di AN, che ha avuto luogo negli scorsi giorni a Bologna e dove, nel capitolo dedicato al Mezzogiorno, sono largamente presenti argomentazioni propositive in ordine alle strategie di valorizzazione produttiva delle identità meridionali. Il secondo è contenuto nella iniziativa assunta da un coacervo di soggetti –parlamentari di ogni schieramento, Confcommercio, Legambiente, Corriere della Sera, Federparchi, Unione dei comuni e delle Comunità montane- per la difesa organica della identità dei 5.868 comuni italiani, 2.000 dei quali localizzati nel Mezzogiorno, dove il sottodimensionamento demografico –hanno meno di cinquemila abitanti- pone a rischio di sopravvivenza, per le difficoltà di raccolta delle risorse necessarie ad investimenti e servizi, l’arte, la storia, la cultura, l’ambiente, le straordinarie specificità di questi stessi comuni. Ed è per questo che, riconoscendo nella iniziativa di sostegno, denominata "Piccola Grande Italia", la rispondenza a quanto da tempo stiamo sostenendo, "Iniziativa Meridionale" vi ha aderito, in vista dell’esame e della approvazione da parte del Parlamento di una proposta di legge con la quale si chiede che venga disegnato il quadro e gli strumenti di salvaguardia delle specificità identitarie di questi piccoli comuni che pur rappresentano il 72% di quelli italiani. In altra parte del giornale, forniamo l’elenco di quelli del Sud ai quali va prioritariamente la nostra attenzione, peraltro già più volte anticipata nelle nostre pagine e nel nostro sito. Realisticamente, ma senza indulgere ad alcun ottimismo, per le riserve che abbiamo sopra espresso, riteniamo che il percorso da compiere sia a questo punto tracciato. Occorre intraprenderlo con determinazione. Ed è quello, per noi che su questo cammino ci siamo già messi, che invitiamo tutti gli altri a fare.
www.iniziativameridionale.com
Spunti interessanti. Che rinasca un grande senso di identità dei popoli Ausoni, sia in funzione antinordista sia per il bisogno culturale ed economico della nostra terra.![]()


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