Come promesso al nostro interlocutore "controccorrente" apro una discussione apposita sul liberalismo e sul soggettivismo, per non appesantire quella relativa alla sanità.
Dunque, ritengo che la libera scelta secondo la concezione liberale, sia una sorta di delirio utopistico-relativistico frutto di un'astrazione. L'astrazione sta nella concezione di un individuo sganciato dalla comunità o dall'intorno cui per natura appartiene. In tal senso il liberalismo concepisce un individuo che si autodetermina da sè e per sé.
E nell'autodeterminarsi l'individuo si pone di fronte ad un ventaglio infinitamente manipolabile di alternative soggettive, il cui unico limite è il non danneggiare il prossimo ( il famoso principio dell'allungamento del braccio finchè non tocca il corpo altrui).
Ebbene questa concezine ultra-soggettivistica si unisce come fa notare giustamente " controcorrente" al giusnaturalismo inteso come dottrina dei diritti inalienabili naturali dell'individuo tra cui quella alla proprietà frutto del proprio lavoro.
Ora è chiaro che soggettivismo assoluto (cioè relativismo assoluto) e giusnaturalismo non sono affatto in contraddizione, poichè il postulare come diritto inalienabile quello ai frutti del proprio lavoro che si traduce in diritto di proprietà ( con un salto per la verità errato, ma che possiamo anche dare per ipotesi per buono), è una forma di assolutizzare non certo un criterio di bene, sia in senso metafisico che in senso comunitario, ma un criterio di giustizia nella proporzionalità.
Una giustizia che si estrania dal bene, e dunque funge da regolazione pratica-concreta della vita umana. Oltre tale giustizia oggettiva, nel mondo dei valori regna il relativismo massimo, poichè in quella giustizia giusnaturalistica non c' è posto per il bene, ma solo per il giusto in sé.
Il contrario del giusto in sè, è il Bene in Sè.
A mio avviso il mondo contemporaneo si fonda sul giusto in Sè seppur trasposto nella forma capitalistica che giusta in sé non è, ma riesce ad appropriarsi del concetto di giustizia e stringerlo nei propri ranghi.
Un pensiero comunitario dovrebbe invece proprio recuperare il concetto di bene in Sè.




Rispondi Citando
