Ho pensato di aprire un topic sull'argomento della divinizzazione che, pur essendo presente nellla Bibbia e nel Magistero, non è conosciuto quasi da nessuno.
Divinizzazione nella Sacra Scrittura
Efesini 3
[17] Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e fondati nella carità,
[18] siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità,
[19] e conoscere l'amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.
1 Corinzi 15
[28] E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti.
Giovanni 17
[20] Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me;
[21] perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
[22] E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola.
[23] Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.
2 Corinzi 3:18 E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione dello Spirito del Signore.
2 Pietro 1:4 Con queste ci ha donato i beni grandissimi e preziosi che erano stati promessi, perché diventaste per loro mezzo partecipi della natura divina,
Divinizzazione nel Magistero
460 Il Verbo si è fatto carne perché diventassimo “partecipi della natura divina” (⇒ 2Pt 1,4): “Infatti, questo è il motivo per cui il Verbo si è fatto uomo, e il Figlio di Dio, Figlio dell'uomo: perché l'uomo, entrando in comunione con il Verbo e ricevendo così la filiazione divina, diventasse figlio di Dio” [Sant'Ireneo di Lione, Adversus haereses, 3, 19, 1]. “Infatti il Figlio di Dio si è fatto uomo per farci Dio” [Sant'Atanasio di Alessandria, De Incarnatione, 54, 3: PG 25, 192B]. “Unigenitus Dei Filius, suae divinitatis volens nos esse participes, naturam nostram assumpsit, ut homines deos faceret factus homo - L'Unigenito Figlio di Dio, volendo che noi fossimo partecipi della sua divinità, assunse la nostra natura, affinché, fatto uomo, facesse gli uomini dei” [San Tommaso d'Aquino, Opusculum 57 in festo Corporis Christi, 1].
Dal catechismo della Chiesa cattolica
http://www.vatican.va/archive/ITA0014/__P1I.HTM
A proposito della caduta sempre il catechismo dice:
398 Con questo peccato, l'uomo ha preferito se stesso a Dio, e, perciò, ha disprezzato Dio: ha fatto la scelta di se stesso contro Dio, contro le esigenze della propria condizione di creatura e conseguentemente contro il suo proprio bene. Costituito in uno stato di santità, l'uomo era destinato ad essere pienamente “divinizzato” da Dio nella gloria. Sedotto dal diavolo, ha voluto diventare “come Dio”, [Cf ⇒ Gen 3,5 ] ma “senza Dio e anteponendosi a Dio, non secondo Dio” [San Massimo il Confessore, Ambiguorum liber: PG 91, 1156C].
http://www.vatican.va/archive/ITA0014/__P1B.HTM
Dall'udienza di Giovanni Paolo II del 9 dicembre 1981
http://www.vatican.va/holy_father/john_pau...9811209_it.html
3. Le parole dei Sinottici attestano che lo stato dell’uomo nell’"altro mondo" sarà non soltanto uno stato di perfetta spiritualizzazione, ma anche di fondamentale "divinizzazione" della sua umanità. I "figli della risurrezione" – come leggiamo in Luca 20,36 – non soltanto "sono uguali agli angeli", ma anche "sono figli di Dio". Si può trarne la conclusione che il grado della spiritualizzazione, proprio dell’uomo "escatologico", avrà la sua fonte nel grado della sua "divinizzazione", incomparabilmente superiore a quella raggiungibile nella vita terrena. Bisogna aggiungere che qui si tratta non soltanto di un grado diverso, ma in certo senso di un altro genere di "divinizzazione". La partecipazione alla natura divina, la partecipazione alla vita interiore di Dio stesso, penetrazione e permeazione di ciò che è essenzialmente umano da parte di ciò che è essenzialmente divino, raggiungerà allora il suo vertice, per cui la vita dello spirito umano perverrà ad una tale pienezza, che prima gli era assolutamente inaccessibile. Questa nuova spiritualizzazione sarà quindi frutto della grazia, cioè del comunicarsi di Dio, nella sua stessa divinità, non soltanto all’anima, ma a tutta la soggettività psicosomatica dell’uomo. Parliamo qui della "soggettività" (e non solo della "natura"), perché quella divinizzazione va intesa non soltanto come uno "stato interiore" dell’uomo (cioè: del soggetto), capace di vedere Dio "a faccia a faccia", ma anche come una nuova formazione di tutta la soggettività personale dell’uomo a misura dell’unione con Dio nel suo mistero trinitario e dell’intimità con Lui nella perfetta comunione delle persone. Questa intimità – con tutta la sua intensità soggettiva – non assorbirà la soggettività personale dell’uomo, anzi, al contrario, la farà risaltare in misura incomparabilmente maggiore e più piena.
4. La "divinizzazione" nell’"altro mondo", indicata dalle parole di Cristo, apporterà allo spirito umano una tale "gamma di esperienza" della verità e dell’amore che l’uomo non avrebbe mai potuto raggiungere nella vita terrena. Quando Cristo parla della risurrezione, dimostra al tempo stesso che a questa esperienza escatologica della verità e dell’amore, unita alla visione di Dio "a faccia a faccia", parteciperà anche, a modo suo, il corpo umano.
Dall'angelus di Benedetto XVI del 18 giugno 2006
l’Eucaristia è il Signore Gesù che si dona "per la vita del mondo" (Gv 6,51). In ogni tempo e in ogni luogo, Egli vuole incontrare l’uomo e portargli la vita di Dio. Non solo. L’Eucaristia ha anche una valenza cosmica: la trasformazione del pane e del vino nel Corpo e Sangue di Cristo costituisce infatti il principio di divinizzazione della stessa creazione.
http://www.vatican.va/holy_father/benedict...0060618_it.html
Dal catechismo
http://www.vatican.va/archive/ITA0014/__P1J.HTM
507 Maria è ad un tempo vergine e madre perché è la figura e la realizzazione più perfetta della Chiesa: [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 63] “La Chiesa. . . per mezzo della Parola di Dio accolta con fedeltà diventa essa pure madre, poiché con la predicazione e il Battesimo genera a una vita nuova e immortale i figli, concepiti ad opera dello Spirito Santo e nati da Dio. Essa pure è la vergine che custodisce integra e pura la fede data allo Sposo” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 64].
se ci salveremo saremo Dio, quindi, e perciò la natura divina sarà unita per grazia alla nostra persona, come la natura umana è stata unito dal Verbo alla Sua persona con l'Incarnazione. Si tratta di un cambiamento della persona e non della natura umana o della natura divina.
Come in Gesù l'unione della natura divina con quella umana non ha annientato la Sua natura umana e divina, allo stesso modo in noi, se acquisiremo per grazia la natura divina, la natura umana non verrà annientata, come del resto quella divina non cambierà.
Lo stato di Maria è superiore a quello di Adamo confrontando gli inizi della loro esistenza in quanto creature. Adamo era "solo" (si fa per dire) in uno stato di santità e amicizia con Dio, che poi è lo stesso che noi riacquistiamo col battesimo da piccoli, anche se comunque non abbiamo indietro i doni preternaturali. Adamo era stato costituito santo, anche Maria era stata costituita santa ma in più creata e concepita salva e perciò già in unione totale con Dio, non aveva bisogno di un processo di divinizzazione. Infatti Adamo ed Eva non erano preservati dal peccato come lei.
l'Incarnazione serviva a farci diventare Dio, ma l'Incarnazione dipendeva anche dalla volontà e dall'approvazione della persona di Maria e non solo da Dio Padre.
Maria è causa della redenzione e il Figlio l'ha generato perchè l'ha voluto Lei, era vergine e non aveva intenzione di avere figli (Come avverrà?? non conosco uomo! dal vanglo di luca). Perciò Dio Padre ha dovuto chiedere il Suo consenso tramite l'angelo. Se, per assurdo, Lei non avesse voluto concepire non ci sarebbe stata Incarnazione e quindi noi non potremmo essere fatti Dio in cielo! Poichè è chiaro che solo Dio può dare la natura divina, è facile comprendere perchè nella persona di Maria doveva esserci la natura divina.
Lei non poteva aver subito un processo di divinizzazione come lo stiamo subendo noi qui sulla terra. Poichè dalla stessa sua vita terrena di obbedienza al Padre, fino al sì all'angelo, dipendeva il nostro essere fatti Dio, è chiaro che Lei doveva essere stata concepita e creata già con la natura divina unita a quella umana. Perciò è una conclusione del tutto logica che Maria è Vera Donna e Vero Dio come il Figlio è Vero uomo e Vero Dio. L'unica differenza col Figlio è che mentre Gesù è stato generato non creato della stessa sostanza del Padre, Maria è stata generata ma creata della stessa sostanza del Padre...altrimenti non poteva farci diventare Dio.
Sono delle semplicissime deduzioni logiche.
Questa è una verità sconvolgente, che rivaluta tantissimo il valore ed il ruolo fondamentale della donna nel cristianesimo!!
Maria è stata concepita di Spirito Santo, cioè con la natura divina, ma ciò non significa che la natura divina ha subito un cambiamento, semplicemente che Maria l'ha sempre posseduta nella sua persona, come anche Gesù, da quando sono stati concepiti. Chiaramente specificando che Gesù come Persona esisteva anche prima del concepimento, essendo il Verbo di Dio, terza Persona della Trinità. Maria invece non esisteva come Persona prima del concepimento, in quanto non è una persona della Trinità, come del resto non lo saremo noi persone della Trinità, quando e se verremo divinizzati. Cioè Gesù è l'unica Persona ad aver avuto la pre-esistenza al di fuori della creazione. La natura o sostanza divina è una e non è cambiata e non cambia...semplicemente può essere condivisa da altre Persone.




Rispondi Citando

