Esattamente come una settimana fa: profugo di guerra legato a un camion muore nel trasbordo dalla Grecia
Altri 12 salvati in difficili condizioni. Fortress Europe: nel solo Canale di Sicilia lo scorso mese 173 vittimeTerzo cadavere al porto di Venezia
A giugno 175 morti per raggiungerci
Reportage di Andrea Milluzzi alle pagine 10 e 11
Non è passata nemmeno una settimana ed è risuccesso. Identico a come avevamo raccontato sabato 28 giugno in apertura del giornale: "Venezia, migrante muore alla frontiera. Era un ragazzo, scappava dalla guerra". Nascosto sotto un camion sbarcato da un traghetto proveniente dalla Grecia, legato con delle corde, probabilmente iracheno o afgano. Profugo di guerra (e i nostri carabinieri e militari in quei paesi possono confermarlo). Il terzo in poche settimane, nella città che prova forse più di altre - grazie a decine di associazioni e a un'attenzione maggiore da parte del Comune - a occuparsene. Sull'imbarcadero Santa Marta, però, non c'era solo un cadavere. C'erano anche 12 uomini - "clandestini", battono le agenzie - in gravi difficoltà. Anche loro legati sotto i camion. Sono sopravvissuti. Finiranno al Tessera, il centro per rifugiati più grande d'Italia. E poi? Niente. Senza una legge per il diritto d'asilo, non potendo lavorare (c'è il divieto), si improvviseranno una vita. Per poi magari cercare di scappare verso la Germania, come è successo a una dozzina di kurdi-iracheni qualche giorno fa, fermati alla frontiera nel cassone di un altro camion (guidato da un italiano). Storie di vita? Ma dove? A giugno - ricorda puntualmente l'associazione Fortress Europe - sono 185 gli uomini e le donne morti nel tentativo di raggiungere l'Europa: 173 nel solo Canale di Sicilia (quattro alle Canarie e due a Venezia, appunto). Siamo la porta sbarrata d'Europa. Nessuno se ne vergogna?


05/07/2008