Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 12
  1. #1
    de-elmettizzato.
    Data Registrazione
    29 Jul 2009
    Località
    Piave
    Messaggi
    50,257
     Likes dati
    13,971
     Like avuti
    22,723
    Mentioned
    235 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Ad un passo dall'Unità - Cesare "Valentino"Borgia

    Se il Valentino fosse riuscito a unificare l' Italia nel ' 500

    Avremmo evitato la decadenza, il lungo predominio spagnolo e asburgico E il nostro Paese avrebbe avuto un ruolo maggiore nella politica europea

    Machiavelli non aveva alcun dubbio. Agli inizi del 1503 il Valentino era duca di Romagna e di Urbino: si era formata, cioè, una ragguardevole signoria in terre importanti sia strategicamente per la loro posizione geografica, sia perché erano tra le poche parti d' Italia in cui si reclutavano buoni soldati e fanterie mercenarie ed esistevano tradizioni di esperienza e di arte del comando militare. Di più: la Romagna gli era diventata proprio «amica», e devoti «tutti quelli popoli per avere cominciato a gustarsi el bene esser loro», e cioè perché egli aveva assicurato ordine e pace in terre perennemente agitate e insanguinate da lotte di fazioni, da guerre e dal malgoverno di tirannici signori e signorotti, e vi lasciò, infatti, fama di principe duro e severo, ma giusto. E non era finita lì. Divenuto «assai potente», prosegue Machiavelli, il duca «aveva disegnato diventare signore di Toscana». Egli «possedeva di già Perugia e Piombino, e di Pisa aveva presa la protezione». Le circostanze politiche generali erano favorevoli. Gli spagnoli, battuti i francesi, si erano impadroniti del Regno di Napoli. Il duca aveva iniziato la sua ascesa come alleato dei francesi, dai quali aveva avuto la nomina a duca del Valentinois (d' onde il suo più noto nome italiano); poi si era reso conto che la loro protezione minacciava di tarpargli le ali. Ora, però, la loro espulsione dal Sud li aveva indeboliti, la partita tra Francia e Spagna era in equilibrio, e «ciascuno di loro era necessitato comperare l' amicizia sua». Poco ci voleva, quindi, e il duca «saltava in Pisa», già sua protetta; e «dopo questo, Lucca e Siena cedeva subito, parte per invidia de' fiorentini, parte per paura». A quel punto i «fiorentini non avevano rimedio»: avrebbero dovuto anch' essi sottomettersi a lui; e il Valentino avrebbe raggiunto, così, un grado di potenza tale da diventare indipendente anche dal sostegno pontificio, base prima e maggiore ragione del suo successo. La Toscana voleva dire, infatti, unita alla Romagna e a Urbino e all' Umbria perugina, acquistare il pieno controllo delle comunicazioni fra il Nord e il Sud dell' Italia; voleva dire accoppiare alla forza militare già raggiunta una delle prime potenze finanziarie europee; disporre di uno Stato abbastanza esteso, ricco e forte per proporsi altre conquiste; poter guardare a Milano, «chiave d' Italia», come fu per gli spagnoli, dal punto di vista strategico e centro di una ricchissima economia regionale sia agricola che finanziaria e manifatturiera; poter puntare su Genova, potenza finanziaria non minore di altre in Italia e, per di più, forza navale decisiva per il controllo del Mediterraneo tirrenico. Né erano escluse altre mete, una volta nato uno Stato italiano così esteso, in una fase storica in cui l' Italia godeva ancora di un indiscusso primato in Europa e costituiva l' ago nella nascente bilancia dell' equilibrio europeo. E lo conferma anche il Guicciardini, che parla del Valentino allora «nel colmo delle più alte speranze». Ma chi era il Valentino? Era Cesare, uno dei molti figli che Rodrigo Borgia, nipote del papa Callisto III e a sua volta pontefice dal 1492 col nome di Alessandro VI, ebbe prima e dopo della elezione al soglio di San Pietro. Cesare, nato nel 1475, era stato destinato alla carriera ecclesiastica e, dal padre papa, a soli 16 anni era stato fatto cardinale. L' intento era chiaramente di farne il terzo pontefice Borgia dopo Callisto e Alessandro, mentre al fratello Giovanni, duca di Gandía, erano affidate le fortune politiche della famiglia. Poi nel 1497 Giovanni era morto, si sospetta, a opera dello stesso Cesare, e questi, lasciata la porpora cardinalizia, prese su di sé la cura della potenza politica dei Borgia. Se l' arroganza del potere ebbe mai nella storia una rappresentanza di eccellenza, i Borgia di certo possono impersonarla. Dalla corruzione all' incesto, al tradimento e a ogni altra violenza o inganno, non è breve l' elenco dei vizi e dei delitti attribuiti alla famiglia valenciana, che trovò in Italia tanta fortuna e potenza. Al punto a cui era giunto il Valentino, la definitiva formazione di un grande Stato a cavallo tra l' Italia del Nord e del Centro avrebbe avuto conseguenze incommensurabili per l' Italia, e certo non minori per l' Europa. Ancor più difficile di come accadde, per non dire impossibile, sarebbe stato per i francesi evitare la loro cacciata da tutta l' Italia che gli spagnoli fecero seguire a quella dal Sud e l' Italia si sarebbe confermata, ancora più di quanto non fu, «la tomba dei francesi». Non meno difficile sarebbe stato per gli spagnoli impadronirsi di Milano, come accadde venti o trent' anni dopo, e aggiungerla a Napoli e alle isole italiane. Sarebbe, anzi, stato già molto per essi mantenere la stessa Napoli. I due secoli di predominio spagnolo in Italia - i secoli dell' Innominato e di Masaniello - non vi sarebbero, quindi, stati. Soprattutto, poi, molto verosimilmente, non vi sarebbe stata, o avrebbe assunto tutt' altre forme, la «decadenza» italiana dopo i fulgori del Rinascimento: il problema, cioè, sul quale gli italiani si arrovellano, dopo tanto tempo, ancor oggi e dalla cui percezione nacque nel Settecento lo spirito del Risorgimento. Con l' eventuale acquisto di Milano, a cui non si sarebbe potuto, prima o poi, non mirare, e all' ombra di una monarchia autonoma regnante sulla terza o quarta parte d' Italia, allora la più ricca e fiorente in ogni campo della civiltà, il declino italiano in Europa non vi sarebbe stato neppur esso, perché il primato continentale della penisola avrebbe potuto subire ridimensionamenti anche drastici, ma lasciando al paese una posizione ben diversa da quella che finì con l' occupare in Europa. Ugualmente preclusa sarebbe stata la possibilità delle grandi fortune italiane degli Asburgo di Vienna nel Settecento, e i Savoia sarebbero rimasti una potenza regionale, piemontese. La posizione di potere della Chiesa nell' Italia della «decadenza» - maggiore che in ogni altro paese europeo - avrebbe potuto essere, a sua volta, molto più bilanciata con la presenza nella penisola di un potere statale, che sarebbe potuto riuscire più forte di quello di Venezia, allora e a lungo il più solido fra gli Stati italiani e quello che, almeno in parte, meglio riuscì a opporsi allo strapotere ecclesiastico, ma che con un nuovo Stato italiano, come quello del Valentino, non avrebbe potuto fare a meno di trovare un qualche accordo. La lotta di potenza in Europa avrebbe avuto l' Italia come interlocutore non quasi del tutto passivo, come accadde fino all' unità del 1861, ma attivo e con una sua capacità di influenza sugli esiti di quella lotta. Insomma, che cosa non sarebbe potuto accadere con un Valentino che avesse realizzato il «colmo delle sue speranze»? Invece, tutto crollò quando, nell' agosto 1503, Alessandro VI morì. Il Valentino, malato, non poté neppure tentare di condizionare l' elezione del successore, e senza l' aiuto papale egli non era ancora in grado di reggersi da sé. Né gli potevano bastare «l' animo grande e la sua intenzione alta», per cui Machiavelli lo ammirava e lo vedeva - in un' Italia divisa e perciò corsa, saccheggiata e desolata dai «barbari» d' Oltralpe - come implicito modello di «uno suo redentore». PROTAGONISTA L' astuto Cesare Borgia celebrato da Machiavelli Visto da Machiavelli come il «principe» ideale, energico, astuto e spietato, Cesare Borgia negli anni a cavallo tra il XV e XVI secolo parve in grado di unificare l' Italia sotto il suo potere. Nato nel 1475 dal nobile aragonese Rodrigo Borgia, che nel 1492 divenne papa Alessandro VI, rese importanti servigi al re di Francia Luigi XII, che lo nominò duca di Valentinois (italianizzato in Valentino). Quindi costituì una propria signoria nell' Italia centrale, ma la sua ascesa fu interrotta dalla morte del padre. Costretto all' esilio dal nuovo papa Giulio II, fu ucciso in Spagna nel 1507.

    Galasso Giuseppe

    Pagina 35
    (15 luglio 2004) - Corriere della Sera

    Se il Valentino fosse riuscito a unificare l' Italia nel ' 500
    Preferisco di no.

  2. #2
    Forumista senior
    Data Registrazione
    11 Apr 2009
    Località
    Gran Torino/fascia sub-alpina
    Messaggi
    3,739
     Likes dati
    12
     Like avuti
    47
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Ad un passo dall'Unità - Cesare "Valentino"Borgia

    Il GALASSO è un buon autore (anche se ce ne sono molti altri più sottili).

    Certo Galasso è notoriamente un autore italianista, il che significa che interpreta ogni evento sotto una certa luce (ma questo sul presente forum è giustificato).


    Mi piacerebbe solo sottolineare per correttezza un paio punti salienti che emergono dalla lettura :


    1) Il risorgimento italiano non nasce (oggettivamente) da riflessioni rinascimentali (che verranno riprese molto a posteriori per nobilitare il presente), ma dalla calata d Napoleone nel 1796. Il nazionalismo "italiano" esistente, si colloca nel novero di quei nazionalismi romantici nati a seguito della rivoluzione francese esportata dalla Francia.

    2) Il GALASSO traccia un quadro di storia alternativa MOLTO interessante (mi ritengo dunque autorizzato a servirmene anche io)

    3) Pur nel quadro di storia alternativa, il Galasso non si spinge oltre l'ipotesi di un Regno d'Italia he va oltre 1/3 o 1/4 dello stato italiano attuale.

    4) Dulcis in fundo : lo stato sabaudo viene ritenuto anche da Galasso come al di fuori di tale processo (destinato a rimanere una realtà autonoma).

  3. #3
    de-elmettizzato.
    Data Registrazione
    29 Jul 2009
    Località
    Piave
    Messaggi
    50,257
     Likes dati
    13,971
     Like avuti
    22,723
    Mentioned
    235 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Rif: Ad un passo dall'Unità - Cesare "Valentino"Borgia

    Citazione Originariamente Scritto da Mc Queen Visualizza Messaggio

    Mi piacerebbe solo sottolineare per correttezza un paio punti salienti che emergono dalla lettura :


    1) Il risorgimento italiano non nasce (oggettivamente) da riflessioni rinascimentali (che verranno riprese molto a posteriori per nobilitare il presente), ma dalla calata d Napoleone nel 1796. Il nazionalismo "italiano" esistente, si colloca nel novero di quei nazionalismi romantici nati a seguito della rivoluzione francese esportata dalla Francia.
    Dante , Petrarca, Guicciardini, Vico non sono romantici , eppure sono nazionalisti.
    Il nazionalismo non è solo romantico.

    2) Il GALASSO traccia un quadro di storia alternativa MOLTO interessante (mi ritengo dunque autorizzato a servirmene anche io)
    Galasso parte dalle analisi di Machiavelli (è lui infatti a proporre per primo tale scenario, Galasso lo ripropone ai lettori del Corriere)
    E' anche una questione quindi di onestà intellettuale se ogni persona che scrive sul forum possa paragonarsi al Machiavelli.
    3) Pur nel quadro di storia alternativa, il Galasso non si spinge oltre l'ipotesi di un Regno d'Italia he va oltre 1/3 o 1/4 dello stato italiano attuale.
    Insomma... Centro + Nord (escluso mezzo piemonte ed il Veneto) e successiva logica e consequenziale espansione a Sud.
    La matematica non è un opinione.

    4) Dulcis in fundo : lo stato sabaudo viene ritenuto anche da Galasso come al di fuori di tale processo (destinato a rimanere una realtà autonoma).

    Ducato di Savoia che era circa mezzo piemonte, non oltre.
    E sulle cui ricchezze (appetibilità quindi per un eventuale conquistatore/unificatore) è lecito porre più di qualche dubbio.

    Vero anche che presi i pezzi più ricchi d'Italia (e con ferre tradizioni militari ed arsenali ed opifici militari come quello di Milano) sarebbe stato da vedere come e cosa avrebbe potuto combinare.

    Più che altro l'articolo è l'ennesima dimostrazione che le basi per l'Unità d'Italia non sono solo nei fatti del 1861 o come facevi notare te, in Napoleone.
    Ultima modifica di Miles; 23-04-10 alle 17:04
    Preferisco di no.

  4. #4
    de-elmettizzato.
    Data Registrazione
    29 Jul 2009
    Località
    Piave
    Messaggi
    50,257
     Likes dati
    13,971
     Like avuti
    22,723
    Mentioned
    235 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Rif: Ad un passo dall'Unità - Cesare "Valentino"Borgia

    Francamente spero che un thread sul Rinascimento, non diventi l'occasione per alcuni di spolverare i soliti tormentoni sui Savoia e sul Piemonte.
    Ultima modifica di Miles; 23-04-10 alle 17:28
    Preferisco di no.

  5. #5
    Forumista senior
    Data Registrazione
    11 Apr 2009
    Località
    Gran Torino/fascia sub-alpina
    Messaggi
    3,739
     Likes dati
    12
     Like avuti
    47
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Ad un passo dall'Unità - Cesare "Valentino"Borgia

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Dante , Petrarca, Guicciardini, Vico non sono romantici , eppure sono nazionalisti.
    Il nazionalismo non è solo romantico.

    Hmmmm....ci sarebbe da discuterne. Gli artisti/intellettuali che citi avevano sicuramente idee più unitarie, ma tieni a mente che sono stati anche resi "nazionalisti" (interpretati accentuando la componente nazionalista) dalla storiografia e letteratura patriottica post-1861.


    Galasso parte dalle analisi di Machiavelli (è lui infatti a proporre per primo tale scenario, Galasso lo ripropone ai lettori del Corriere)
    E' anche una questione quindi di onestà intellettuale se ogni persona scriva sul forum possa paragonarsi al Machiavelli.
    Ecco : quindi si tratta di un quesito di storia alternativa, peraltro nemmeno dello storico in questione , bensì di un letterato del tempo che vivendo in quel periodo non poteva (sebbene lucido) avere la piena consapevolezza dei fatti che nasce da una visione più ampia , possibile soltano MOLTO a posteriori.
    Quindi un documeno storico di di enorme valore e gran pregio intelettuale, quello del Machiavelli, ma non un grachè come analisi politologica.


    [quote]
    Insomma... Centro + Nord (escluso mezzo piemonte ed il Veneto) e successiva logica e consequenziale espansione a Sud.
    La matematica non è un opinione.[QUOTE]


    La matematica non un opinione, sono d'accordo (ammesso che si sappia contare però !!)

    Vediamo........il tuo "nord" se escludiamo mezzo piemonte (che in realtà non è solo mezzo come affermi) e Veneto non è che sia tutto il settentrione, eh.

    Diciamo che si arrivava ad un centro + Lombardia. Con una espansione al sud tutta da vedersi.
    Questo è un quadro storico un po meno italianista, ma un più realistico (pur sempre ottimista, bada)


    Ducato di Savoia che era circa mezzo piemonte, non oltre.
    Perdonami e consentimi di correggerti per l'ennesima volta. Non si trattava proprio di "mezzo" piemonte.
    Sei scusabile dal momento che non sei originario di qui, quindi non conosci bene il campo (il tuo patriottismo è centrato territorialmente sul nord-est dell'attuale stato per ragioni private).

    Pur sapendo che non gradisci le cartine, sono costretto a mostrartene 2/3 i un arco di tempo di 2 secoli.

    (un 50 anni dopo la fondazione, nel 1415)




    di seguito.







    Alla fine l'identità nazionae sabauda copriva gran parte del territorio dell'attuale regione, tranne i marchesati di origine Aleramica (= Franca) che comunque per mentalità e origini erano destinati ad essere assorbiti prima o tardi.

    Ecco quanto copriva alla fine :








    Più che altro l'articolo è l'ennesima dimostrazione che le basi per l'Unità d'Italia non sono solo nei fatti del 1861 o come facevi notare te, in Napoleone.
    Più che "ennesima" dimostrazione, il tuo articolo non riesce a costituire nemmeno la prima !
    Comq, non importa. Ogni contributo culturale che ho la fortuna di vedere qui, mi consente di conoscere a fondo l'italianismo. E' affascinante.
    Ultima modifica di Mc Queen; 23-04-10 alle 17:37

  6. #6
    Ambrosianaeffeciiemme MI
    Data Registrazione
    25 Jul 2009
    Messaggi
    266
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Ad un passo dall'Unità - Cesare "Valentino"Borgia

    Buon pezzo per una grande figura storico-politica.
    C'è un volumetto specifico del prof. Sasso sull'idea "nazionalista" machiavellica alla luce dell'azione del Borgia.
    Grande tread!
    Ambrosiana effeciiemme
    Josè Mourinho per sempre.
    Quello di Mourinho è il calcio più "politico" che esista

  7. #7
    de-elmettizzato.
    Data Registrazione
    29 Jul 2009
    Località
    Piave
    Messaggi
    50,257
     Likes dati
    13,971
     Like avuti
    22,723
    Mentioned
    235 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Rif: Ad un passo dall'Unità - Cesare "Valentino"Borgia

    Citazione Originariamente Scritto da Mc Queen Visualizza Messaggio
    Hmmmm....ci sarebbe da discuterne. Gli artisti/intellettuali che citi avevano sicuramente idee più unitarie, ma tieni a mente che sono stati anche resi "nazionalisti" (interpretati accentuando la componente nazionalista) dalla storiografia e letteratura patriottica post-1861.
    Guarda che non c'è molto da interpretare

    http://siba2.unile.it/ese/issues/262...lv25p79-92.pdf





    Ecco : quindi si tratta di un quesito di storia alternativa, peraltro nemmeno dello storico in questione , bensì di un letterato del tempo che vivendo in quel periodo non poteva (sebbene lucido) avere la piena consapevolezza dei fatti che nasce da una visione più ampia , possibile soltano MOLTO a posteriori.
    Quindi un documeno storico di di enorme valore e gran pregio intelettuale, quello del Machiavelli, ma non un grachè come analisi politologica.
    Insomma.
    Lui con i protagonisti dell'epoca aveva un contatto diretto, conosceva i retroscena , gli equilibri reali e via discorrendo.
    Tu puoi vantare lo stesso grado di conoscenza?

    Perdonami e consentimi di correggerti per l'ennesima volta. Non si trattava proprio di "mezzo" piemonte.
    Sei scusabile dal momento che non sei originario di qui, quindi non conosci bene il campo (il tuo patriottismo è centrato territorialmente sul nord-est dell'attuale stato per ragioni private).
    Guarda che non occorre essere nati a Torino per dare un'occhiata a Google.
    Questa mappa mi sembra molto più contemporanea cronologicamente ai fatti in oggetto:



    Cominciamo a togliere Asti, il Monferrato Saluzzo, Novara ed il Piemonte occidentale che facevan parte della Lombardia...

    Fermo restando che non ha granchè attinenza col thread



    Più che "ennesima" dimostrazione, il tuo articolo non riesce a costituire nemmeno la prima !
    Comq, non importa. Ogni contributo culturale che ho la fortuna di vedere qui, mi consente di conoscere a fondo l'italianismo. E' affascinante.

    Mc Queen.
    Io direi che sia il caso che tu riveda profondamente il tuo atteggiamento verso l'utenza e riguardo la tua permanenza su questo forum.
    Preferisco di no.

  8. #8
    Ambrosianaeffeciiemme MI
    Data Registrazione
    25 Jul 2009
    Messaggi
    266
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Ad un passo dall'Unità - Cesare "Valentino"Borgia

    Ultima modifica di Celibano; 23-04-10 alle 17:51
    Ambrosiana effeciiemme
    Josè Mourinho per sempre.
    Quello di Mourinho è il calcio più "politico" che esista

  9. #9
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    7,258
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Ad un passo dall'Unità - Cesare "Valentino"Borgia

    Citazione Originariamente Scritto da Mc Queen Visualizza Messaggio
    Hmmmm....ci sarebbe da discuterne. Gli artisti/intellettuali che citi avevano sicuramente idee più unitarie, ma tieni a mente che sono stati anche resi "nazionalisti" (interpretati accentuando la componente nazionalista) dalla storiografia e letteratura patriottica post-1861.
    Operazione molto meno ardita di quella di far passare i Savoia per una dinastia etnonazionalista.



    Ecco : quindi si tratta di un quesito di storia alternativa, peraltro nemmeno dello storico in questione , bensì di un letterato del tempo che vivendo in quel periodo non poteva (sebbene lucido) avere la piena consapevolezza dei fatti che nasce da una visione più ampia , possibile soltano MOLTO a posteriori.
    Quindi un documeno storico di di enorme valore e gran pregio intelettuale, quello del Machiavelli, ma non un grachè come analisi politologica.
    Credo che Machiavelli sia ancora oggi una delle basi della ''politologia'' contemporanea.


    Vediamo........il tuo "nord" se escludiamo mezzo piemonte (che in realtà non è solo mezzo come affermi) e Veneto non è che sia tutto il settentrione, eh.
    Il Monferrato era la parte più ricca e popolosa del Piemonte ed era in gran parte non appartenente ai Savoia che controllavano un territorio in gran parte montagnoso.

    Diciamo che si arrivava ad un centro + Lombardia. Con una espansione al sud tutta da vedersi.
    Questo è un quadro storico un po meno italianista, ma un più realistico (pur sempre ottimista, bada)
    Lombardia che era il cuore economico e culturale del nord Italia, più l'Emilia, la Romagna, la Liguria....


    Alla fine l'identità nazionae sabauda copriva gran parte del territorio dell'attuale regione,
    L'identità nazionale sabauda non esiste, altrimenti esisterebbe anche un'identità nazionale canossiana, una asburgica, una viscontea eccettera eccettera...


    tranne i marchesati di origine Aleramica (= Franca) che comunque per mentalità e origini erano destinati ad essere assorbiti prima o tardi.
    Che però erano quelli più ricchi e popolosi, i quali senza la guerra dei trent'anni non sarebbero mai finiti nelle mani dei Savoia.



    Più che "ennesima" dimostrazione, il tuo articolo non riesce a costituire nemmeno la prima !
    Comq, non importa. Ogni contributo culturale che ho la fortuna di vedere qui, mi consente di conoscere a fondo l'italianismo. E' affascinante.
    Scusa, ma te a quello che chiami ''italianismo'' cosa contrapporresti?

  10. #10
    Forumista senior
    Data Registrazione
    11 Apr 2009
    Località
    Gran Torino/fascia sub-alpina
    Messaggi
    3,739
     Likes dati
    12
     Like avuti
    47
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Ad un passo dall'Unità - Cesare "Valentino"Borgia

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Guarda che non c'è molto da interpretare
    Come preferisci. Rispetto la tua corrente di pensiero.




    Guarda che non occorre essere nati a Torino per dare un'occhiata a Google.
    Questa mappa mi sembra molto più contemporanea cronologicamente ai fatti in oggetto:

    E confermi infatti che cercare a casaccio su GOOGLE non paga. La carta è sballata (la peggiore che si poteva trovare).

    Quelle più precise sono quelle da me postate sopra.


    Fermo restando che non ha granchè attinenza col thread
    E' attinente in verità dal momento che si parla di come fosse diviso politicamente il territorio nel XV secolo.

    Comq, nn vado certo oltre. Non è necessario.




    Mc Queen.
    Io direi che sia il caso che tu riveda profondamente il tuo atteggiamento verso l'utenza e riguardo la tua permanenza su questo forum.
    L'Italianismo mi affascina invece. E molto. E' un soggetto molto interessante.

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. "Unità dell'area, presto un deciso passo in avanti"
    Di Bisentium nel forum Destra Radicale
    Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 30-07-10, 23:01
  2. Risposte: 75
    Ultimo Messaggio: 12-05-10, 20:13
  3. Diamo a Cesare quel che è di Cesare...altro che "Grazie Bersani"!!!
    Di giovaspacca nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 25-01-07, 22:04
  4. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 14-01-03, 00:27
  5. Bagdag ammette:"Nel '91 eravamo ad un passo dall'atomica"
    Di Dragonball (POL) nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 09-12-02, 15:00

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito