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Il dittatore nazista, con Karl Marx e Sarkozy, nel nuovo Madame Tussauds
Hitler a Berlino, una statua
di cera divide i tedeschi
«Il Führer non diventi un'attrazione turistica». Il museo: «Giusto ricordare»
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BERLINO — Cosa hanno immortalato, secondo voi, i più di cento fotografi ammessi ieri alla conferenza stampa di lancio del nuovo museo delle cere di Madame Tussauds a Berlino? La statua di Angela Merkel? Quella di Beethoven? Di Brad Pitt? Di Einstein? Di Madonna? No.
La statua di Hitler (Afp)
La statua di Hitler (Afp)
Tutti, proprio tutti, quella triste, buia e scoraggiante di Adolf Hitler. Sì, perché la notizia è che un museo tedesco — che aprirà le sue porte domani — mette in mostra il Führer. Tra polemiche feroci, anche perché in Germania è reato propagandare simboli nazisti e dare dignità ai protagonisti del periodo più nero della storia tedesca. Non che la scelta di mettere Hitler in un angolo buio sia una sua esaltazione. Anzi, la figura del leader che portò la Germania al disastro è volutamente diversa da tutte le altre. È rappresentato seduto a un tavolo del bunker nel quale finì le sue ore, in abito grigio, sguardo abbassato, una carta dell'Europa dietro le spalle. L'immagine di uno sconfitto, pallido, senza luce negli occhi, curvo sotto il peso della tragedia che ha scatenato. «Abbiamo voluto mostrarlo in questo modo, nelle ultime ore della sua vita», spiega Meike Schulze, la responsabile delle attività Tussauds in Germania. Sulla base di una ricerca di mercato, il museo ha stabilito che la maggior parte dei tedeschi voleva Hitler in mostra, ma in una luce negativa: per ricordare, più che per cancellare. Nonostante le precauzioni, però, non tutti hanno gradito. Anzi.
La fondazione tedesca per il memoriale all'Olocausto, per esempio, ha detto che la scelta dimostra una totale mancanza di gusto e si spiega solo con ragioni commerciali. Il fatto è che la statua non è messa in una camera degli orrori, come a Londra, ma nella parte storica della mostra, non lontano da Winston Churchill, vicino al Dalai Lama e a pochi metri dal sindaco di Berlino, il socialdemocratico Klaus Wowereit (che infatti ha scritto al Madame Tussauds a Londra per chiedere lumi). I politici — cristiano-democratici, verdi, della Linke, socialdemocratici — non hanno risparmiato le critiche alla volgarità dell'idea. In realtà, il segretario generale del Consiglio centrale degli ebrei in Germania, Stephan Kramer, dice di non essere in via di principio contrario alla presenza di Hitler tra coloro che hanno avuto un ruolo importante nella storia tedesca (anche se trova di cattivo gusto il fatto che il museo sia poco lontano dal memoriale all'Olocausto). «Non dovrebbe diventare un'attrazione turistica — dice —, ma se questa mostra aiuta a normalizzare il modo in cui ci si approccia a Hitler, una specie di demistificazione, proviamo pure. Cancellarlo dalla storia non ci riporterà i morti che ha provocato. Anzi, sarebbe controproducente». Tutto, comunque, è trattato con estrema cautela. Attorno alla statua di cera del Führer, per esempio, c'è un cordone invalicabile per impedire che i visitatori si facciano fotografare al fianco del criminale invece che con Elvis o con Papa Benedetto. La vicenda testimonia di un modo nuovo della Germania di affrontare il suo passato peggiore. A parte Madame Tussauds, si parla di ripubblicare Mein Kampf, il manifesto ideologico di Hitler al momento vietato nel Paese, e molte opere trattano ormai la vita del dittatore in modo aperto. Senza contare che questa, in fondo, è solo cera.
Danilo Taino
04 luglio 2008