
Originariamente Scritto da
Apostata_tv83
Il termine
gruppo di pressione ha, nella lingua italiana, un sinonimo acquisito dalla tradizione anglosassone:
lobby.
Lobby è parola di derivazione latina medioevale (da “lobia” = loggia, portico). Secondo Adrian Room questa parola venne usata per la prima volta da
Thomas Bacon in “The relikes of Rome” nel 1553; nel 1593 essa venne ripresa da
William Shakespeare in “
Enrico VI (parte 2)”, con il significato di “passaggio”, “corridoio”. Altre fonti fanno derivare lobby dall’Antico Alto-Tedesco
lauba, che significava deposito di documenti, che divenne poi
lobby nell’adattamento inglese. Il dizionario inglese Webster ricorda che questa parola designi anche il recinto dove vengono raggruppati gli animali destinati al macello.
Fu nel secolo diciannovesimo, 1830 circa, che il termine
lobby venne ad indicare, nella
House of Commons, quella grande anticamera in cui i membri del Parlamento usavano votare durante una “division”.
Successivamente il termine venne attribuito a quella zona del Parlamento in cui i rappresentanti dei gruppi di pressione cercano di contattare i membri del Parlamento stesso. Per indicare questi rappresentanti e l'attività da essi esercitata, si iniziò, nel XIX secolo, a far uso dei termini lobbyist e lobbying. Estensivamente
lobby indica poi il gruppo da essi rappresentato.
Il termine
lobby viene usato correntemente anche per indicare un certo numero di gruppi, organizzazioni, individui, legati tra loro dal comune interesse di incidere sulle istituzioni legislative: in Europa presso la
Commissione che ha sede a
Bruxelles, negli Usa presso il
Congresso di Washington.
Il
fenomeno lobbistico si inquadra in un contesto de-ideologizzato, pertanto l'adesione o la presa di contatto con un gruppo di interesse non implica di per sé coincidenza a una generalizzata,o ideologica, visione del mondo ma si concretizza in un supporto a singole e specifiche negoziazioni con le istituzioni.
E, per finire, esso è stato adottato dal linguaggio giornalistico, anche per indicare
una manifestazione popolare, generalmente composta da un corteo, comizi, uso di cartelli e striscioni, che ha lo scopo di far pressione in supporto di (o contro) un preciso provvedimento legislativo (es.: la
lobby contro la "poll-tax" istituita dal Primo Ministro conservatore
Margaret Thatcher, che si è attivata in più riprese nell'arco dell'anno 1990/1991 in
Gran Bretagna). Tutti gli usi non letterali del termine lobby, escluso quest'ultimo, sono entrati a far parte della lingua italiana o, per lo meno, del linguaggio giornalistico italiano. Abbiamo quindi: "lobby", "lobbies", "lobbying", "lobbista", ecc.
da wikipedia