Risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: La vera emergenza

  1. #1
    COSTRUIRE IL COMUNISMO!!
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    Predefinito La vera emergenza

    Lavoro, fotografia drammatica dall'Ocse: 30 ore all'anno in più per il 20% in meno di salario
    Solo il 58% della popolazione attiva ha un lavoro, il 46% delle donne. Un giovane su 5 non lavoraLa vera emergenza del paese Italia:
    lavoriamo di più, guadagnamo meno
    Foto Gabriella Mercadini
    Roberto Farneti
    L'Italia è un paese dove si lavora tanto ma si guadagna poco, soprattutto a confronto con quanto avviene nel resto del mondo sviluppato. La favola raccontata dal Centro Studi di Confindustria appena una settimana fa - secondo cui negli ultimi dieci anni il potere d'acquisto delle retribuzioni reali da noi sarebbe comunque cresciuto, sia pur di poco, e in ogni caso più «della produttività del lavoro» - incontra a stretto giro di posta un'altra autorevole smentita. Basta leggere i dati contenuti nell'ultimo outlook dell'Ocse sull'occupazione, pubblicato ieri, per capire come stanno le cose.
    La triste realtà è che, in valore assoluto, i salari italiani sono inferiori di quasi il 20% rispetto alla media dei 30 paesi più industrializzati del mondo: 31.995 dollari contro 39.743. Circa 8mila dollari in meno all'anno, vale a dire oltre 5mila euro, mentre è di quasi 6mila dollari (oltre 4mila euro) la differenza con la media europea. L'equivalente di «due stipendi e mezzo», come sottolinea il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi. Il divario è ancora maggiore in termini di potere d'acquisto: meno 22% sulla media Ocse.
    Come si spiega questa performance così negativa? A sentire Confindustria, il principale imputato per i bassi salari sarebbe la scarsa produttività del lavoro. Eppure gli italiani non lavorano meno dei loro colleghi dei paesi sviluppati. Anzi. Con 1.824 ore medie di lavoro effettuate nel 2007, 10 in più rispetto all'anno precedente e 30 ore sopra la media Ocse, l'Italia è tra i paesi dove si lavora di più in tutto il mondo. «Solo in pochi paesi dell'Est europeo e in Messico si lavorano poche decine di ore in più all'anno», osserva ancora Cremaschi.
    8


    03/07/2008

  2. #2
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    Roberto Farneti
    Non basta: dalla metà degli anni '90 in poi l'intensità del lavoro in Italia, segnala ancora l'Ocse, è cresciuta di 28 punti percentuali, il maggiore incremento nell'Ue
    Jet dell´Alitalia
    Roberto Farneti
    Non basta: dalla metà degli anni '90 in poi l'intensità del lavoro in Italia, segnala ancora l'Ocse, è cresciuta di 28 punti percentuali, il maggiore incremento nell'Ue. I problemi di salute mentale legati al lavoro, come stress, insonnia e crisi d'ansia, sono aumentati del 3,2% per il deterioramento delle condizioni di lavoro. Lo stress è aumentato soprattutto tra gli over-45 e sono le donne a risentirne maggiormente.
    Se il lavoro in Italia è poco produttivo, ciò dipende - ma questo il rapporto Ocse non lo dice - da altri fattori, a cominciare dai mancati investimenti delle imprese sul versante dell'innovazione tecnologica e di prodotto. Troppe aziende, in questi anni, hanno provato a competere sui prezzi,riducendo il costo del lavoro. Una scelta suicida, che ha danneggiato le imprese stesse e i lavoratori.
    E tuttavia Confindustria ha di recente appoggiato la scelta del governo di fissare il tasso d'inflazione programmata all'1,7% per il 2008, con un'inflazione reale al 3,8%. Il pretesto è quello di evitare di innescare una rincorsa tra prezzi e salari.
    Tra gli altri problemi dell'economia italiana, l'Ocse segnala il basso tasso di occupazione (58% contro il 70% dei paesi messi meglio in graduatoria). A farne le spese sono in particolare le donne e i giovani. Da noi lavora appena il 46% della popolazione attiva femminile (solo Turchia, Messico, Grecia e Sud Corea stanno peggio). E se le donne un lavoro lo trovano, spesso è un lavoro precario e in media pagato il 18% in meno (se laureate, pure il 22% in meno) rispetto ai maschietti pari-grado.
    Resta alto il tasso di disoccupazione tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni: 20,3%, solo Grecia e Polonia stanno peggio. Inoltre, i neo-diplomati italiani «impiegano tre anni a trovare il loro primo lavoro, un anno in più della media dell'Europa dei 15».


    03/07/2008

  3. #3
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    Quanto hai ragione, compagno!

    La situazione è drammatica e questi pensano alle emergenze rom, islamiche o di altri nemici di turno...

    E menomale che l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro!!!

  4. #4
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    hai perfettamente ragione...della questione del lavoro e le donne, poi, non ne parliamo...

  5. #5
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    Concordo sul fatto che questa sia la vera emergenza ma ricordo che senza giustizia non c'è neppure speranza di equità.

  6. #6
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    Predefinito

    non posso fare altro che aggiungermi e concordare anche io.

    Il lavoro ed il benessere sociale sono la prima e unica cosa: tutto il resto segue, anche la sicurezza.

    Banalmente, in una società in cui vivere non è fatica mortale, sono certo che la microcriminalità scomparirebbe.

 

 

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