
Originariamente Scritto da
kingzorc
Nel 2005
Nel 2008
Fedeli islamici pregano in viale Jenner a Milano, fuori della moschea
MILANO — Moschea e centro culturale islamico di Milano.
O si trova una soluzione concordata entro la fine di agosto o si chiude. Blitz del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nei suoi uffici nella prefettura di corso Monforte. Un vertice con gaffe incorporata. All'incontro, in un primo momento, non era stato invitato il Comune, ma solo i colleghi di partito, Davide Boni, assessore regionale e Matteo Salvini, neodeputato. Una telefonata abbastanza decisa di Letizia Moratti ha rimesso le cose a posto. Al tavolo c'era anche il vicesindaco, Riccardo De Corato. Maroni ha incontrato i rappresentanti dei cittadini di viale Jenner, la via della moschea e del centro islamico dove il venerdì
4.000 musulmani stendono il loro tappetino per terra invadendo strade e marciapiedi. Un «ultimatum dolce », ma pur sempre un ultimatum: «
Credo — attacca Maroni — che si possa trovare rapidamente già entro la fine dell'estate, a fine agosto, una soluzione concordata che soddisfi le richieste dei cittadini e le esigenze poste dal centro culturale di trovare un luogo più idoneo e più capiente». Maroni non entra nei dettagli. «Non vi dico quale sarà la soluzione, ma sono sicuro che la si troverà in tempi rapidi».
AUT-AUT- Più che una soluzione concordata sembra un aut-aut. Come confermano le parole di Umberto Bossi: «
Oggi Maroni ha chiuso la moschea di viale Jenner. Questa è casa nostra. Non vogliamo regalare il nostro Paese a nessuno. Per la Lega è un passaggio importante. Avevamo fatto una promessa in campagna elettorale e ora la manteniamo ». Ecco le condizioni richieste agli islamici. Primo: chiedere la loro disponibilità a traslocare. Non solo la moschea (in realtà un garage) come si pensava in un primo momento, ma anche il centro islamico (nello stesso garage). Secondo: avvertirli che non ci saranno aiuti e soldi pubblici. Terzo: se le condizioni poste non verranno rispettate a fine agosto si chiude. Anche per motivi di igiene. La trattativa è stata affidata al prefetto Gian Valerio Lombardi. «Il prefetto non solo ha i poteri — ha precisato Maroni — ma anche le disponibilità e le indicazioni precise per fare tutto ciò che serve ».
Maurizio Giannattasio
05 luglio 2008
http://www.corriere.it/cronache/08_l...4f02aabc.shtml