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    Predefinito Il raddoppio dello statale

    E non mi sembra abbiano governato sempre i Komunisti negli anni in oggetto........


    da Corsera


    La crescita media è stata del 35 per cento mentre il costo della vita è salito del 17 per cento

    Il raddoppio dello statale

    Dal Duemila a oggi per i dipendenti pubblici aumenti record degli stipendi rispetto al tasso d'inflazione


    ROMA - La guerra ai «fannulloni», agli statali «lavativi» e protetti da mille privilegi non la farà solo con le parole ma con i numeri. Il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta ha messo sotto torchio i suoi collaboratori e scoperto «quello che tutti sanno ma non hanno mai osato dire». Almeno in questi termini e con questo impatto. Negli ultimi otto anni, dal 2000 al 2007 compresi, le retribuzioni di fatto dei dipendenti pubblici sono aumentate del 35%, il doppio dell'inflazione che si è fermata al 17%, e molto più dei lavoratori del settore privato che hanno messo a segno una crescita del 20%. La fonte è Istat, sezione conti nazionali della Pubblica amministrazione (P.A.). Se i vari governi di questi anni (sempre dal 2000) fossero riusciti a pagare i dipendenti pubblici con gli stessi criteri dei privati avrebbero risparmiato una somma pari a oltre 60 miliardi di euro, 7,5 miliardi di euro l'anno. Questo è il «costo della casta» dei lavoratori della pubblica amministrazione. A cui ieri si è aggiunto un altro capitolo, quello dei consulenti: in tutto in Italia, al 2006, sono un esercito di oltre 500 mila persone con retribuzioni complessive per circa 2,5 miliardi di euro. All'eloquente grafico fanno seguito altre 15 slides con le quali Brunetta ha deciso di affrontare in un duello all'ultima cifra le parti sociali, nel senso dei sindacati, nell'attuale confronto per la riforma del modello contrattuale. Obiettivo: calmare le richieste dei rinnovi nel settore pubblico, dimostrare che l'inflazione programmata non serve a niente, introdurre logiche di meritocrazia regalando al ministro dell'Economia Giulio Tremonti forti risparmi di spesa. Il ministro sottolinea tuttavia di «non volere stipendi da fame nella pubblica amministrazione ma che a buone retribuzioni corrispondano servizi di qualità e soddisfazione dei cittadini ». «La sfida è questa - conclude - insopportabile è il contrario».
    NUOVI PARAMETRI - In attesa di introdurre parametri concreti per valutare la «soddisfazione» e legarla al merito, i tecnici di Palazzo Vidoni hanno evidenziato che dal 2000 al 2007 il Prodotto interno lordo (Pil) in Italia è cresciuto di appena l'8% (contro il 13% di eurolandia e del 18% degli Usa), l'occupazione è aumentata dell'8,4% e la produttività del lavoro nel privato si è ridotta dell'1,5%. E nel pubblico? «Non esistono indicatori per misurarla», fanno notare a meno che non si voglia buttarla sul ridicolo e ricordare il «bonus presenza» (come prevede un codicillo del contratto che premia in automatico chi timbra il cartellino) o il «Tua», acronimo di «tasso utile di assenteismo» con cui si giustifica l'assenza del dipendente «perché fa meno danno se viene a lavorare ». Naturalmente il dato complessivo registra tutto, e nella media nazionale affogano le ingiustizie di stipendi da pura sopravvivenza come quello di un bidello o le incredibili prebende da nababbo di alcuni dirigenti pubblici.
    IL CASO SICILIA - Clamoroso è il caso della Regione Sicilia - denunciato dalla Corte dei Conti - che tra il 2001 e il 2006 ha fatto lievitare del 51,5% le pensioni dei suoi manager. «Si può dire che al di sotto della media - precisa Antonio Naddeo, capo del dipartimento della Funzione pubblica che ha coordinato il dossier - ci sono gli stipendi dei ministeri e della scuola in genere, al di sopra della media stanno gli enti pubblici come Inps e Inail, tutti gli enti locali (Regioni, Comuni, Province), la sanità e le agenzie fiscali».

    CONTRRATTAZIONE DECENTRATA - Ma perché la crescita degli stipendi è stata così generosa nel settore pubblico? I tecnici del ministero la spiegano dando la colpa alla «contrattazione decentrata». In pratica il contratto nazionale di lavoro (primo livello) registra negli ultimi otto anni una crescita media annua dei salari del 2,2% (che corrisponde all'inflazione). Se si passa al secondo livello nel settore dell'industria c'è un ulteriore aumento dello 0,7% (totale 2,9%). Per il settore pubblico occorre invece calcolare un altro 2,2% per un totale del 4,4%. I dati significano questo: che nel settore privato la contrattazione decentrata (cioè territoriale o aziendale e quindi legata alla produttività) copre meno del 30% dei dipendenti, nel settore pubblico è invece esteso per legge a tutti i dipendenti. La slide numero 13 analizza questa asimmetria sotto un altro aspetto, quello dell'occupazione. «Nel 2007 il settore pubblico - si legge - aveva una quota pari al 14% dell'occupazione totale ma pari al 24% del costo del lavoro totale dell'economia». Le cifre forniti dal ministero della Funzione pubblica, in realtà, sembrano essere addirittura «in difetto». Nel 2007, infatti, i contratti pubblici non sono stati rinnovati e nelle statistiche è finito solo un aumento dell'1% col risultato che nell'anno in corso la crescita delle retribuzioni pubbliche sarà del 6,1%, arretrati compresi. L'ultima slide contiene alcune proposte per convincere il sindacato ad adottare un nuovo sistema contrattuale in modo che pure nel pubblico si introducano dei «criteri oggettivi di valutazione». In sintesi sono tre: primo prevedere indicatori di sostenibilità finanziaria, secondo di equità sociale nella distribuzione del reddito tra settore pubblico e privato, terzo legare una parte degli aumenti alla crescita del Pil. E siccome per il 2008 la stima è zero, ci sarà da discutere.
    Roberto Bagnoli
    05 luglio 2008

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  2. #2
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    Angry Chì paga?

    Bellissimo articolo. Up.Up Up! Io lo spantegherò. Manca però un'informazione essenziale, che manca in quasi tutte le denunce dei solerti giornalisti. Chì paga? Dove vanno a ciappà i danee per pagare gli sctipendi agli sctatali? Ricordo sempre che Milano, più o meno, manda allo sctato 100 e ritornano 10. La TV Svizzera e anche in England quando denunciano gli sprechi, quantificano l'importo che sarà a carico del contribuente. Ma quanto il nord ha mandato a roma è stato secretato..adesso non so.

 

 

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