
Originariamente Scritto da
Apostata_tv83
Sì l'idea di "controllo del corpo femminile" è certo una concezione più contemporanea che antica ma non mi saprei altrimenti spiegare il perché di molti atteggiamenti "rigidi" nei confronti delle matrone (al di là della possibilità di divorzio). Di sicuro la donna antica non è la "porta del peccato" o lo "sterco del demonio" e c'é un maggior rispetto per la figura femminile ma dall'altra c'é, come dici tu, il bisogno di stare attenti alle nascite.
Per l'impurità siamo d'accordissimo, volevo dare un'analisi da un punto di vista solo diverso, cioé del fatto che essa non si collega al "peccato" che poi dai cristiani è tradotto in legge ma appunto a questioni esclusivamente legate al mondo sacro, che possono anche terminare con la purificazione, senza scomodare (per lo più) giudici e boia. Naturalmente, con il sacro ci sono anche leggi ma non sono così vincolate al sistema giuridico come nel peccato degli abramiti (a ciascun peccato corrisponde una realtà di punizione, giuridica... l'impurezza può essere riconosciuta dalla legge nel caso del paganesimo ma non comporta necessariamente "punizione" o atti legali).
Beh la libertà è sempre relativa. Noi viviamo in un mondo attuale non in quello dei romani. Certo che ispirarsi al mondo greco-romano per contrastare la perversione abramita è la scelta migliore (a mio parere): restaurare l'ordine precedente non è possibile e non ha senso oggi, ogni tradizione è inscritta all'interno dell'attualità rispetto alla quale si propone come continuazione del passato. Negare 2000 anni di storia "contaminata" (che poi è concetto relativo) dagli abramiti sarebbe immaturo: dobbiamo impegnarci a usare l'esperienza fatta in questo periodo sofferto e riportarne un'utilità nel mondo contemporaneo.