“Voi siete un modello d’impresa”
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JESI - Lo ha detto al parlamentino degli industriali marchigiani, che per oltre un’ora hanno ascoltato le linee guida della sua azione al vertice di viale dell’Astronomia. Lo ha ripetuto più volte davanti ai 250 imprenditori venuti a Jesi, in pieno pomeriggio e nonostante l’afa opprimente, per seguire la sua prima uscita marchigiana da presidente di Confindustria. Emma Marcegaglia parla delle Marche come “di una regione laboratorio” per la riorganizzazione delle imprese che devono investire nel capitale umano e nell’innovazione per conquistare nuove fette di mercato all’estero.

La prima donna alla guida degli industriali conosce bene la nostra regione. Parla di un modello che ha fatto scuola e “di una struttura imprenditoriale solida” in grado di fornire le giuste garanzie in una congiuntura economica non favorevole, come quella attuale, che non risparmia le Marche. “So quali sono le difficoltà degli industriali marchigiani - spiega la presidente Marcegaglia prima dell’incontro a porte chiuse con i vertici delle cinque organizzazioni provinciali di Confindustria - ma va detto che operano nel contesto di un modello che rimane interessante. Le imprese di questa regione puntano sull’internazionalizzazione, non delocalizzano. Occorre proseguire su questa strada per conquistare altri mercati all’estero”. Ma le Marche, aggiunge la Marcegaglia nel pomeriggio tutto jesino vissuto all’hotel Federico II, possono svolgere un’azione importante nel processo di riassetto nello stesso sistema di Confindustria. Di questo e altro il presidente ha parlato per circa un’ora, in una saletta quasi blindata, con i leader delle cinque strutture provinciali. “Chiederò alle imprese - ha detto prima di raggiungere la sala convegni dove l’attendevano 250 imprenditori - di proseguire nell’azione di modernizzazione. In questa direzione le Marche possono costituire un modello propulsore, in quanto regione piccola ma dinamica, senza le disuguaglianze che riscontriamo in altre parti d’Italia. Un laboratorio per essere più efficienti e diventare un modello di innovazione”. Fuori l’attendono Paolo Merloni, figlio dell’ex ministro Francesco e attuale amministratore delegato della Mts, e Iginio Straffi che a capo della Raimbow ha creato le mitiche Winx.

Elegante in completo bianco e nero, cortese, disponibile, ma soprattutto determinata quando le viene chiesta la sua ricetta per uscire dalla crisi: “Sono gli argomenti che andiamo ripetendo da tempo, ossia le infrastrutture, la semplificazione, l’impulso alla flessibilità e la diminuzione della pressione fiscale. Riforme e proposte già annunciate, ma ora è venuto il momento di realizzarle”. Uno dopo l’altro arrivano alla spicciolata i capitani d’impresa del tessuto industriale marchigiano che comprende 3.200 aziende per 120 mila addetti. Ecco Gennaro Pieralisi, Giampaolo Giampaoli, Carlo Lucarelli, Franco Moschini, Marco Montagna, Pietro Santarelli. Con loro e tanti altri, soprattutto giovani e donne, la Marcegaglia affronta a tutto campo la situazione economica. Se la prende con le speculazioni che fanno impennare i costi del petrolio e delle materie prime, mette in chiaro che occorre puntare sul nucleare e sui rigassificatori ricordando il blackout di qualche anno fa. Si coglie però al volo che le Marche sono nel cuore di Emma Marcegaglia. Incoraggia presidenti e direttori delle associazioni territoriali a coltivare un modello di imprenditoria che è ancora valido, anche se deve spingere l’acceleratore sull’internazionalizzazione: “La capacità delle vostre imprese di esportare è ancora interessante, ma occorre colmare il gap delle infrastrutture”.

LUCA ANIMOBONO,
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Gusto made in Marche, scarpe in regalo


JESI - E’ arrivata alle 15 in punto - in elicottero - quando ad attenderla all’hotel Federico II c’era il presidente di Confindustria Marche, Federico Vitali, con la sua squadra al completo. Il tempo di riprendersi dall’afa opprimente ed ecco Emma Marcegaglia già immersa negli impegni della sua prima giornata marchigiana ai vertici di viale dell’Astronomia. Le strette di mano con gli amici di sempre e poi l’omaggio che il presidente dell’organizzazione di Macerata, Germano Ercoli, le ha consegnato per rafforzare il legame con la nostra regione e ricordarle il gusto marchigiano. Il presidente di Confindustria Macerata ha fatto dono alla Marcegaglia di due scarpe (sandali color argento e decoltè) firmati dallo stilista Cesare Paciotti. Un regalo che la leader degli industriali ha gradito molto. Nel pomeriggio tutto jesino della Marcegaglia non c’è tempo da perdere. Uno dopo l’altro arrivano i presidenti e i direttori delle cinque organizzazioni provinciali (Andrea Ugolini e Salvatore Giordano per Pesaro, Giuseppe Fiorini e Filippo Schittone per Ancona, Germano Ercoli e Luigi Jannucci di Macerata, Adriano Federici e Luciano Vizioli per Ascoli, Silvano Lattanzi e Giuseppe Tosi per la struttura di Fermo). Con loro, in una saletta riservata e lontano da occhi indiscreti, parla a tutto campo della situazione economica e della riorganizzazione del sistema di Confindustria. Alle 17 e 15 è accolta dagli applausi nella sala Verde. Due ore dopo lascia Jesi con il taccuino colmo di appunti.




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’analisi “Contratti un tavolo difficile”


JESI - “Per il momento il tavolo aperto con il sindacato è un tavolo difficile, ma c’è la volontà reciproca di provare ad andare avanti, e io auspico che prevalga in tutti il senso di responsabilità”. E’ il parere di Emma Marcegaglia, commentando l’andamento della trattativa sulla contrattazione aperta con i sindacati. La Marcegaglia non ha nascosto la sua preoccupazione per il rischio che il conflitto politico si saldi al conflitto sociale, rendendo ancora più difficile la situazione del Paese. La Marcegaglia ha ricordato che l’Italia si trova da mesi “in una situazione molto problematica”. “Il nostro Centro studi ha stimato per il 2008 un crescita del Pil dello 0,1% - di fatto, ha osservato, una crescita zero - che può diventare dello 0,4% se il prezzo del petrolio dovesse calare”. “Stimiano anche - ha continuato - che i primi due trimestri del 2009 siano rallentati, e che un po’ di ripresa ci sarà solo a partire dal secondo semestre”. Non solo l’Italia “non cresce come la Cina, l’India, i Paesi dell’Est, ma cresciamo un terzo o anche meno di quello che cresce la Germania e la media dei Paesi europei”. “La nostra produttività - ha ribadito - si sta sempre più allontanando dalla media europea”. E’ dunque evidente che “per fare le grandi riforme che servono abbiamo bisogno di un clima politico di dialogo, dove la maggioranza ovviamente fa la maggioranza, e l'opposizione fa l’opposizione, ma sui grandi temi delle grandi riforme economiche e istituzionali servirebbe una presa di coscienza reciproca”.

La presidente di Confindustria s’è detta possibilista sull'ipotesi lanciata dal ministro 'ombra” del Pd Enrico Letta di trasformare i pagamenti del petrolio da dollari in euro, ma è anche convinta che “alla base ci sia il problema di aumentare la produzione di greggio”. “Il continuo rialzo del petrolio - ha detto Marcegaglia - dipende anche dal fatto che il dollaro continua a svalutarsi mentre l’euro continua ad essere molto forte”. Più utile dunque è “lavorare sul livello della speculazione”.