18 Giugno 2008Francesco RutelliSenatore, Pd, presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblicavai alla biografia
Da genitore e da politico, guardo i nostri ragazziDROGA E DIO DENARO
DICIAMO UN BEL NOC`è un`emergenza educativa nel nostro Paese, anche secondo quanto il cardinal Bagnasco ha detto nella sua recente prolusione all`Assemblea della Cei, e Papa Benedetto ha sottolineato pochi giorni fa? Assolutamente sì.
Esiste quello che sociologi ed osservatori definiscono come lo spaesamento delle giovani generazioni? Sì. Umberto Galimberti ha definito il crescente nichilismo come l` "ospite inquietante" nell`esistenza di molti ragazzi di oggi; il suo saggio è parte di una rilevante produzione di analisi preoccupate sulle tendenze sociali, comportamentali, psicologiche che coinvolgono tantissimi giovani.
Quello che ancora non si fa strada, però, è la consapevolezza politica della profondità di questi processi.
Parlo innanzitutto da genitore che ha un punto di osservazione ricco e problematico cui non possono sfuggire gli enormi cambiamenti e i rischi che i nostri ragazzi incontrano.
Mi limito, nella brevità di questa riflessione, a indicare due argomenti.
1. La priorità più trascurata mi pare il contrasto alla diffusione di sostanze psicotrope: droghe mischiate ad alcolici e a sostanze chimiche di nuova generazione. Un meccanismo che studiosi e psichiatri avvertiti ci stanno indicando come già oggi devastante. Non stiamo parlando delle sostanze di qualche decennio fa (e chiarisco che non parlo della mia esperienza personale, poiché ho avuto la sorte di non accettare e non assumere mai neppure una sigaretta di tabacco e mai nessuna droga; mi riferisco al clima politico - culturale degli anni `70 cui io stesso ho partecipato). E` documentato che uno "spinello" odierno produce effetti fino a circa venti volte lo "spinello" di 20 o 30 anni fa, come riconoscono oggi non pochi esperti di orientamento antiproibizionista. La miscela di sostanze che circolano con assoluta facilità già tra i dodicenni di oggi può avere effetti distruttivi e irreparabili sulla loro psiche e la loro integrità fisica.
Ripeto: non c`è sufficiente coscienza di questi sviluppi che non hanno precedenti per diffusione sociale e per la scarsità degli strumenti inibitori sia personali che collettivi.
2. Questi fenomeni sono certamente parte di una crisi educativa di cui siamo soliti leggere, tra le manifestazioni principali, la fragilità dei processi di conoscenza e qualità dell`apprendimento riguardanti quote crescenti di ragazzi; la perdita di autorità e autorevolezza degli insegnanti presso i nostri figli; il degrado - troppo a lungo tollerato - del dominante messaggio televisivo, che premia la devozione al dominio del “dio denaro” e l`emulazione verso l`irresponsabilità, anziché quel coraggio che non è bullismo, ma dedizione all`altro e gratuità del donarsi; rispetto verso il più debole, qualità del concorso al servizio pubblico, civismo.
Il vero problema che la generazione adulta deve affrontare è di dare ai ragazzi il messaggio che essi costituiscono un`enorme opportunità per il miglioramento della società, piuttosto che un enorme problema.
Per farlo, dobbiamo ricreare le condizioni di una sfida educativa basata sulla loro responsabilizzazione, e sulla capacità di concorrere a creare nuove speranze, anziché sentirsi un peso. Impensabile fino a pochi anni fa: lo spaesamento dei ragazzi non ne fa il motore entusiasta e critico del cambiamento, ma fa piuttosto sentire troppi di loro come la sabbia nei motori della nostra comunità.
Francesco Rutelli







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