Nella giornata di ieri, a poche fermate d'autobus da qui, si è tenuto il seguente pregevole convegno:
“Islam e occidente: l’eterno conflitto?
Riflessioni su Oriana Fallaci”
...benedetto, come prevedibile, dal tenero ciclista
Riccardo Nencini, volenteroso
apprendista neocon e distributore automatico di premi pubblici, scavatosi ultimamente anche una gustosa nicchia come
innamorato cantore postumo della controversa scrittrice.
Promosso e organizzato dal consigliere regionale
Virgilio Luvisotti (
fascista e ragioniere, noto per essere riuscito a far entrare la Lega Nord dalla finestra del Consiglio dopo era stata lasciata fuori dalla porta,
convertendosi al federalismo bossiano dopo essere stato già eletto con AN), il convegno ha visto la partecipazione di illustri firme del giornalismo, quali
Tony Capuozzo, Fiamma Nirenstein, Umberto Cecchi, Max Riganò, Maria Giovanna Maglie, Gianluigi Paragone, giustamente affiancati da un vero esperto del ramo:
Silvio Calzolari, qualificato come
"docente di islamismo alla Pontificia Università dell'Italia Centrale".
Ora, perfino un'
aridascienziataesatta cresciuta
tra la corona solare e i pongidi si rende conto che in quella definizione di
"docente di islamismo" c'è qualcosa che non va. Se non si affretta a rettificare almeno in "docente di
islamistica", il nostro rischia di essere preso per uno che tiene
corsi di formazione per integralisti musulmani, e poi non si lamenti se proprio i fallaciani lo picchiano per strada. Il dettaglio un po' più difficile da cogliere per caso, e pertanto più interessante, è che c'è qualcosa che non va anche nell'istituto di affiliazione: la
Pontificia Università dell'Italia Centrale, infatti,
non esiste. Esiste semmai una meno pretenziosa
Facoltà Teologica dell'Italia Centrale, nel cui staff di docenti Calzolari
non risulta.
Malgrado ciò, diversi riferimenti sparsi in rete insistono ad accreditarlo come
"docente di Islamologia". Contemporaneamente, qualche
variante sparsa dello stesso comunicato stampa lo indica anche come
"direttore del Centro Studi Oriana Fallaci". Immaginando che un
"Centro Studi Oriana Fallaci" diretto da un esperto di islamistica potesse essere un interessante tentativo di
indagine critica sulle affermazioni della scrittrice (più o meno come il "
Centro Studi su Gustavo Rol" fondato dal valoroso scettico
Mariano Tomatis), si va a cercare qualche riferimento in più. E si apprende che, stando almeno alle informazioni reperibili in rete,
nemmeno il "Centro Studi Oriana Fallaci" esiste. O, se esiste, deve essere nato proprio l'altroieri, nemmeno in tempo per indicizzare su Google un misero comunicato stampa, nonostante il suo direttore abbia già partecipato in quella veste ad
altri incontri sotto lo stendardo del Consiglio Regionale, ormai qualche mese fa.
Chi è, dunque, questo
dotto islamologo?
Da una serie di segnalazioni apprendiamo che:
- benché non sia chiaro quale mestiere svolga Silvio Calzolari come attività principale, egli
collabora effettivamente con la Facoltà Teologica già citata, tenendo per un paio d'ore alla settimana un corso sulle
religioni della Cina e del Giappone.
- un Silvio Calzolari, in effetti, figura anche come collaboratore dell'
Istituto Giapponese di Cultura di Roma, e
curatore di erudite edizioni di
testi nipponici antichi;
- un signore dall'identico nome, inoltre, appare come curatore editoriale per la
MIR Edizioni, casa editrice esoterica di
Montespertoli, e per conto di essa prefatore di
manuali pratici di astrologia o di
immagazzinamento di prana, nonché di
sillogi poetiche di iniziati coraggiosi ("
Ritrovare la "Parola Perduta" e' ritrovare quel Verbo che fu il primo alito divino nella materia, il varco stesso dell'umanità in cerca dello Spirito",
parola di esperto).
- le multiformi generalità, infine, ce le ritroviamo attribuite anche a un
massone militante devotissimo al
ricordo di Elémire Zolla, nonché star radiotelevisiva dei
notiziari del Grande Oriente d'Italia...
- e infine, a un amico della
Maga Lisistrata, che, con la sua
commovente e parodistica emulazione fallaciana, chiude il cerchio sul serio
(e visto che la signora ha il vezzo di far ridirigere altrove tutti i link critici che la riguardano, riportiamo l'indirizzo incriminato qui per esteso:
http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=1502 )
Certo, potrebbe anche trattarsi di
un'intera sfilza di omonimi, non dico di no.
Ma
l'unico segno che
uno qualsiasi di questi numerosi professori Calzolari
abbia mai cominciato a interessarsi di questioni islamiche è un suo
modesto articolo ospitato sul giornale leghista La Padania, in cui l'autore, trasformato ulteriormente in
un querulo cattolico da bar, lamenta che
i musulmani non accettano la reciprocità, che
non vogliono il dialogo e che
noi con loro siamo troppo buonisti.
Vediamo di districarci un po', perché a questo punto il puzzle è anche divertente: nel magico mondo dei fallaciani postumi, un
esperto di cultura giapponese può improvvisarsi islamologo nel giro di un bah, un
massone esoterista e cultore di astrologia può essere ingaggiato a tenere lezioni in un'accademia teologica cattolica, il
direttore di un Centro Studi fantasma può insegnarci le tecniche migliori di stoccaggio del prana.
E
Riccardo Nencini può
prenderlo sul serio.