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    Predefinito Piano anti-famiglia in Europa

    Piani anti-famiglia in Europa


    di Andrea Tornielli, Il Giornale 11 giugno 2008
    Gruppi di pressione spingono le corti internazionali ad aggirare le competenze dei singoli stati
    «I famosi Dico, le adozioni alle coppie omosessuali, il matrimonio tra persone dello stesso sesso... Tutto ciò che crediamo di aver chiuso fuori della porta del nostro Paese rischia di rientrare ora dalla finestra dell'Europa». È l'allarme che lancia la professoressa Marta Cartabia, docente di Diritto costituzionale all'università di Milano-Bicocca, curatrice di un corposo saggio intitolato I diritti in azione (Il Mulino). La studiosa, in sintonia con l'«Association pour la Fondation Europa» (Afe) e con varie realtà del mondo cattolico lancia l'allarme per quello che definisce il rischio di «colonialismo giurisdizionale», vale a dire l'invasione, a suon di sentenze delle corti europee, degli ambiti spettanti alle Costituzioni nazionali.

    Tecniche di aggiramento del diritto
    «Teoricamente - spiega al Giornale la studiosa - l'Europa non dovrebbe intervenire in tema di diritto familiare e questo è sancito anche in un protocollo al Trattato di Lisbona. Ma questi argomenti ritornano attraverso altre vie, ad esempio le direttive anti-discriminazione o le sentenze delle corti europee». Nel primo caso, si nota l'attivismo dell'Agenzia per i diritti fondamentali di Vienna, che, come dichiarato neanche troppo velatamente dal suo direttore, il danese Morten Kjaerum, non si limita soltanto a combattere la giusta battaglia contro le discriminazioni nei confronti degli omosessuali nel mondo del lavoro, ma considera «discriminatorio» il fatto che i gay non possano sposarsi o adottare bambini. «Le direttive anti-discriminazione - afferma la professoressa Cartabia - una volta inserite nel diritto europeo diventano il volano per la richiesta di equiparazione delle coppie gay alla famiglia».

    Due sentenze di corti internazionali
    Per quanto riguarda invece il caso delle sentenze, basta ricordare quella della Corte europea per i diritti dell'uomo, che all'inizio di quest'anno ha condannato la Francia per aver rifiutato a una lesbica l'autorizzazione ad adottare un bambino (del quale, peraltro, la compagna convivente della ricorrente non aveva alcuna intenzione di occuparsi), stabilendo un risarcimento per danni morali di 10mila euro. O il caso della sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, che lo scorso aprile, pur non potendo in realtà intervenire su temi previdenziali, ha dato ragione a un omosessuale tedesco che vi si era rivolto per ottenere la pensione di reversibilità del compagno scomparso, reversibilità non prevista dalle unioni civili in Germania.

    Attività lobbistica
    «Non c'è dubbio - denuncia Giorgio Salina, presidente dell'Association pour la Fondation Europa - che la convergenza di deputati europei appartenenti a diversi gruppi politici, gli intergruppi gay e lesbiche e analoghe organizzazioni europee determinano una forte pressione relativista nelle varie istituzioni». Accade inoltre, continua Salina, che «le varie Corti internazionali, incluse alcune Corti costituzionali nazionali, assumano le reciproche sentenze e le risoluzioni del Parlamento europeo quali fonti del diritto, accumulando giurisprudenza. Si tratta di un metodo surrettizio di legiferare attraverso la magistratura aggirando le competenze riconosciute alle varie istituzioni».

    Progetti di un diritto di famiglia europeo
    Nelle scorse settimane, la ministra del Lavoro del governo di Parigi, Rachida Dati, in prospettiva dell'imminente presidenza francese del Consiglio dell'Unione, ha affermato: «Il presidente Sarkozy e il governo francese intendono porre il tema dell'adozione di un diritto di famiglia comune nell'Ue, e ciò per evitare onerosi contenziosi in occasione della libera circolazione dei cittadini nei Paesi membri». Invocare un'uniformità sul diritto familiare significa aprire la questione del matrimonio e dell'adozione per gli omosessuali. Il Trattato di Lisbona, che regola il funzionamento delle istituzioni comunitarie, recepisce anche la Carta dei diritti fondamentali, rendendola vincolante. Non è un caso, fanno osservare Cartabia e Salina, che quel documento «sia aperto a diverse interpretazioni dei diritti relativi all'antropologia umana. Basti ricordare che l'articolo 9 cita il diritto a sposarsi e separatamente il diritto a formare una famiglia».

    Proprio il tentativo di alcune forze di procedere per via legislativa in sede europea, nel disinteresse generale, potrebbe far rientrare nel nostro Paese concezioni di famiglia diverse da quella sancita nella nostra Costituzione.


    www.documentazione.info

  2. #2
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    non vi preoccupate... adesso tanto c'è il damp che islamizzerà la danimarca e così anche i danesi potranno ravvedersi e ritornare a considerare la famiglia come è giusto che sia considerata... cioè come veniva considerata più di millecinquecento anni fa...

    ... siete in buona compagnia, i fratelli musulmani sono dalla vostra parte...

  3. #3
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    Ah su questo sì.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Merello Visualizza Messaggio
    Ah su questo sì.
    ...il neologismo "cattotalebani" poi non è così fuori luogo...

  5. #5
    Piccolo insipiente
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    lo Stato deve tutelare il matrimonio come unione di uomo e donna...sulle unioni civili, personalmente sono favorevole al loro riconoscimento, ma a prescindere dal sesso e non equiparate assolutamente al matrimonio, perchè un unione civile non è n matrimonio....

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da robdealb91 Visualizza Messaggio
    lo Stato deve tutelare il matrimonio come unione di uomo e donna...sulle unioni civili, personalmente sono favorevole al loro riconoscimento, ma a prescindere dal sesso e non equiparate assolutamente al matrimonio, perchè un unione civile non è n matrimonio....
    il clero cattolico e il papa in primis non sono d'accordo con quanto auspichi...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da polemiko Visualizza Messaggio
    ...il neologismo "cattotalebani" poi non è così fuori luogo...
    No eh...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Merello Visualizza Messaggio
    No eh...

  9. #9
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    «I famosi Dico, le adozioni alle coppie omosessuali, il matrimonio tra persone dello stesso sesso... Tutto ciò che crediamo di aver chiuso fuori della porta del nostro Paese rischia di rientrare ora dalla finestra dell'Europa».
    Lo spero, perche' il modo in cui e' stata gestita la discussione del problema in italia ha fatto schifo. Si e' mescolato diritti civili, questioni religiose, opportunita' politiche, campagne mediatiche, ideologie. Il popolo italiano DEVE affrontare la questione in modo piu' serio prima di decidere il da farsi. Se si rifiuta di affrontare la questione, a questo punto si becchi pure un'imposizione dall'alto.

    Piani anti-famiglia in Europa
    Figuriamoci, non c'e' nessun piano contro la famiglia.

    «Teoricamente - spiega al Giornale la studiosa - l'Europa non dovrebbe intervenire in tema di diritto familiare e questo è sancito anche in un protocollo al Trattato di Lisbona. Ma questi argomenti ritornano attraverso altre vie, ad esempio le direttive anti-discriminazione o le sentenze delle corti europee».
    Questione spinosa ma importante.

    Bisognerebbe discutere molto seriamente di come il diritto nazionale e il diritto europeo o internazionale debbano interagire tra loro. Da un lato, la sovranita' nazionale non puo' venire sempre seconda. Ma se si aderisce a un organismo piu' grande, bisogna sottostare anche alle sue leggi. Il discorso e' assolutamente analogo alla relazione tra amministrazione locale (comuni, regioni) e nazionale.

    Purtroppo si tende a scegliere prima un obiettivo (es. "voglio impedire le unioni civili in italia") e poi a scegliere l'opinione piu' conveniente per ottenerlo ("gli stati membri devono avere la precedenza, abbasso l'europa!"). Il che oltre che scorretto e' anche un'arma a doppio taglio.

    Attività lobbistica
    Visto che la lobby in questione e' animata da un desiderio di diritti civili e non di guadagno economico, non c'e' nulla di male.

    L'articolista ovviamente cerca solo di screditare la questione pensando che il lettore ignorante ha sentito dire che "le lobby sono cattive".
    Progetti di un diritto di famiglia europeo
    Sarebbe un'ottima cosa, purche' si riesca a renderlo compatibile con tutti i popoli europei e non espressione di una maggioranza.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Demogorgon Visualizza Messaggio
    Lo spero, perche' il modo in cui e' stata gestita la discussione del problema in italia ha fatto schifo. Si e' mescolato diritti civili, questioni religiose, opportunita' politiche, campagne mediatiche, ideologie. Il popolo italiano DEVE affrontare la questione in modo piu' serio prima di decidere il da farsi. Se si rifiuta di affrontare la questione, a questo punto si becchi pure un'imposizione dall'alto.



    Figuriamoci, non c'e' nessun piano contro la famiglia.



    Questione spinosa ma importante.

    Bisognerebbe discutere molto seriamente di come il diritto nazionale e il diritto europeo o internazionale debbano interagire tra loro. Da un lato, la sovranita' nazionale non puo' venire sempre seconda. Ma se si aderisce a un organismo piu' grande, bisogna sottostare anche alle sue leggi. Il discorso e' assolutamente analogo alla relazione tra amministrazione locale (comuni, regioni) e nazionale.

    Purtroppo si tende a scegliere prima un obiettivo (es. "voglio impedire le unioni civili in italia") e poi a scegliere l'opinione piu' conveniente per ottenerlo ("gli stati membri devono avere la precedenza, abbasso l'europa!"). Il che oltre che scorretto e' anche un'arma a doppio taglio.



    Visto che la lobby in questione e' animata da un desiderio di diritti civili e non di guadagno economico, non c'e' nulla di male.

    L'articolista ovviamente cerca solo di screditare la questione pensando che il lettore ignorante ha sentito dire che "le lobby sono cattive".


    Sarebbe un'ottima cosa, purche' si riesca a renderlo compatibile con tutti i popoli europei e non espressione di una maggioranza.
    quoto...

 

 
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