Domà Nunch
Associazione econazionalista Insubre
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Ritenendola un'iniziativa lodevole, segnaliamo l'attività dell'Associazione Vivai Pro Natura, che da anni lavora per la sopravvivenza delle nostre piante autoctone. I responsabili vivono con la preoccupazione di dover abbandonare la loro sede di Rocca Brivio, a San Giuliano Milanese: se qualcuno dei nostri lettori può aiutarli mettendo a disposizione un terreno vasto almeno un ettaro, contattino [[email protected]] o visitino il sito [www.vivaipronatura.it]



La salvezza di piante autoctone da semi raccolti in Insubria



L’Associazione per i Vivai ProNatura è ubicata presso la storica Rocca Brivio. È un’associazione di volontariato ecologista iscritta al Registro regionale del Volontariato della Lombardia. Scopo statutario è la difesa della biodiversità vegetale attraverso la gestione di un vivaio di piante autoctone propagate da semi raccolti negli ambienti naturali della Regione. Il vivaio è entrato nella ventunesima stagione produttiva consecutiva. Nel corso di questi anni sono state propagate alcune centinaia di migliaia di piante, tra il 1999 e il 2007 139.994 appartenenti a 170 specie.




Per quanto riguarda la biodiversità specifica, cioè la sopravvivenza delle specie presenti in Lombardia, l’Associazione cura nel vivaio ProNatura la propagazione di alcune specie in rarefazione, tra cui Campanula raineri, Paeonia officinalis, Leucojum aestivum. Ma questo non basta: nel vivaio si cerca di ovviare anche all’erosione del patrimonio genetico all’interno di ogni singola specie, di salvaguardare cioè la biodiversità infraspecifica o genetica. Infatti la biodiversità è minacciata anche dall'introduzione nell'ambiente di piante inadatte. Ciò accade quando per rimboschire si utilizzano piantine, magari autoctone (indigene) come specie, ma provenienti da ambienti lontani e molto diversi da quello in cui vengono inserite. Le piante estranee non sono adattate all'ambiente perciò sono più soggette alle malattie e alle avversità climatiche. Nondimeno possono mantenersi per periodi abbastanza lunghi da produrre polline o semi che alterano il profilo genetico delle popolazioni nostrane di quella data specie. Viene alterata cioè la biodiversità infraspecifica. Invece, per rimboschire in modo corretto, occorre utilizzare piante autoctone di provenienza locale.

Spiega il presidente Franco Rainini: "Il progetto aveva l’ambizione di rendere strutturato e stabile il rapporto tra la serra di San Vittore, il vivaio dell’Associazione situato a Rocca Brivio di San Giuliano Milanese e le aree protette della Regione. In prospettiva l’obiettivo era quello di fondare una cooperativa sociale di detenuti ed ex-detenuti specializzata nella propagazione di piante autoctone e nella realizzazione di interventi di rinaturazione. Redatto nel giugno del 2005, il progetto voleva realizzare interventi di reimmissione nelle aree protette di piante appartenenti a specie significative della flora regionale, propagate a San Vittore e coltivate nel vivaio. Il progetto è formalmente partito nel febbraio del 2006, ma l’attività di ricerca dei popolamenti locali da cui attingere semi per il progetto ha anticipato di molti mesi il lavoro in serra e in vivaio.

E’ infatti noto che sono abbastanza facilmente reperibili sul mercato semi di segetali generalmente di provenienza estera. La nostra intenzione era di utilizzare semi di provenienza locale, o almeno nazionale. Siamo riusciti a trovare semi di provenienza piacentina per Centaurea cyanus e per quanto riguarda Agrostemma githago abbiamo ottenuto semi da uno scambio con l’Associazione amatori di piante rare, che però non indica la provenienza del seme. Queste due specie hanno rappresentato la massa delle piante propagate e sono servite per gli interventi di reintroduzione e per realizzare aiuole in vivaio da cui sono stati raccolti semi per gli anni successivi (2007 e 2008). L’attività ha riguardato anche altre specie. Sono stati raccolti nelle Marche alcune decine di bulbi di Gladiolus segetum e Tulipa sylvestris: messi in coltivazione in vivaio le piante hanno fornito semi che serviranno come base per la produzione di propaguli in quantità sufficiente per permettere eventuali reintroduzioni. Nell’estate del 2006 è stato trovato in Brianza un popolamento piuttosto fitto di Consolida regalis, da cui sono state prelevate alcune migliaia di semi. Altri popolamenti di Centaurea cyanus e Legusia speculum-veneris sono stati individuati nella Bergamasca. Di quest’ultima specie non siamo riusciti a raccogliere i propaguli perché l’area è stata disturbata da un intervento edilizio.Nella primavera del 2006 con semine scalari sono state propagate 873 piante di Centaurea cyanus e 320 di Agrostemma githago. Circa la metà di queste piante sono state tenute in vivaio per la produzione di semi, parte in un’aiuola in piena terra e alcune centinaia in contenitore. La parte restante è stata destinata a due aziende agricole. Il 17 maggio 2006 è stato effettuato il reinserimento di circa 350 piantine di fiordaliso e gittaione su un terreno dell’azienda agricola La Forestina di Cisliano, punto-parco del Parco Agricolo Sud Milano. Le piantine sono state poste ai bordi di un campo coltivato a pisello da foraggio destinato l’anno successivo ad essere seminato a cereali. Altrettante piantine sono andate alla Fondazione Pianura Bresciana, che le ha piantate sul bordo di un campo di Triticum monococcum. Un centinaio di piantine sono state date al Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate, che ha provveduto a far piantare gli esemplari in campi nei pressi della sede del Parco. Complessivamente le iniziative intraprese nel primo anno di attività non hanno avuto un esito soddisfacente. L’impegno anche organizzativo è stato notevole ma gli enti a cui sono state date le piantine non sono stati in grado di monitorarne l’effetto nel corso dell’anno successivo.

E’ rimasto il patrimonio di semi raccolto dalle piantine coltivate in vivaio dove si è constatato il successo assai maggiore di quelle lasciate in contenitore rispetto a quelle trapiantate in piena terra. Nella primavera del 2007 la produzione di piantine è abbondante: a maggio in vivaio si trovavano 696 piante di gittaione e 1531 di fiordaliso, in parte seminate in vivaio, in parte a San Vittore. In totale 2227 piantine di archeofite segetali. Da quelle mantenute in vivaio per la produzione di seme, sono stati ottenuti 137.000 semi di fiordaliso, procedendo alla raccolta manuale due volte al giorno per due mesi, e 80.000 semi di gittaione. Per la messa a dimora di parte delle piantine, nel secondo anno di attività è stato deciso di gestire direttamente gli interventi di piantagione, considerata la difficoltà di coinvolgere efficacemente le aziende agricole nella cura e monitoraggio. È stata avviata una collaborazione con il Parco Adda Sud che ha individuato quattro siti, dove - in collaborazione con scolaresche (Zelo Buon Persico, Pizzighettone e Maleo) e un centro ricreativo estivo (Montodine) - sono state realizzate parcelle didattiche della superficie variabile tra i 100 e i 400 mq circa ognuna, dove le piantine hanno concluso il ciclo biologico con la produzione del seme e la disseminazione nella parcella. Tra l’8 e il 15 novembre le parcelle sono state sottoposte ad una leggera lavorazione e seminate con Triticum monococcum e con frumento tenero “Blasco”, una cultivar di recente introduzione utilizzata anche per la produzione biologica. La semente è stata fornita dall’Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura di Lodi. Il cereale è stato addizionato con semi di fiordaliso e gittaione ottenuti in vivaio, in modo da rafforzare la disseminazione naturale delle piantine introdotte nell’estate. Abbiamo così realizzato piccoli “campi del nonno”, secondo la locuzione usata dal Centro Regionale Flora Autoctona della Lombardia."

Maggiori info su: www.vivaipronatura.it