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  1. #1
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    L'ignoranza del pubblico è un fattore necessario per il buon funzionamento di una politica governativa inflazionistica. Ludwig von Mises
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    Predefinito La paura e la speranza in una notte di mezza estate

    Sarà il caldo romano, ma oggi abbiamo deciso di scrivere un post a quattro mani. L’atmosfera ludica di questi giorni potrebbe indurci al più totale disimpegno, e invece no, oggi vogliamo proporre qualcosa di estremamente serio.

    Lo spunto e’ una citazione da La Paura e la Speranza di Giulio Tremonti, che oltre a essere l’attuale Ministro dell’economia é ordinario di Diritto tributario a Pavia ed é stato Visiting Professor a Oxford.

    Tremonti si é immolato per noi italiani contro le forze del male che vengono dal levante, per raccontarci con parole semplici le conseguenze nefaste del mercato globale. Ci vuole molto tempo e impegno per scrivere un libro come questo e Tremonti l’ha fatto, sacrificando grandi energie proprio nel periodo precedente al suo ritorno al Ministero dell’economia; energie evidentemente inesauribili, dato che il suo attivismo non sembra conoscere pausa alcuna. In ogni modo, con grande senso di responsabilità intellettuale ha pubblicato questo libro per spiegarci che non abbiamo compreso le conseguenze reali della globalizzazione. Ascoltiamolo:
    “Quando la storia compie una delle sua grandi svolte, quasi sempre ci troviamo davanti l’imprevedibile, l’irrazionale, l’oscuro, il violento e non sempre il bene. Già altre volte il mondo è stato governato anche dai demoni.” (p.7)
    Se il mondo comprende anche il Ministero dell`Economia italiana del quinquennio 2001-2006, su questa affermazione pesa la scure della verita’.

    Ció detto, però, da queste poche righe si evince la profonda carica scientifica che grava sull’opera. Tremonti si é caricato sulle spalle questo peso. Reggendosi sulle spalle dei più grandi economisti della storia, ha scalato le montagne dell’incertezza per arrivare a intravedere, lontani, i pericoli della globalizzazione. Già questo, nell’anno di grazia 2008, è un grande contributo.

    Purtroppo, però, il destino è beffardo e le leggi dell’economia pure, anche con chi è animato dalle migliori intenzioni. L’ “imprevedibile”, l’ “oscuro” e il “violento” hanno sempre contrassegnato i periodi di forte e rapido cambiamento, il che ha dato spesso luogo all’”irrazionale”, manifestatosi sotto forma di governanti che in nome del nostro bene hanno sistematicamente combinato disastri, cercando di impedire che le cose cambiassero.

    La storia ha compiuto una grande svolta, e dopo questa “paura” noi nutriamo la “speranza” che non abbia imboccato la strada in contromano.

    Carlo Zucchi & Massimiliano Neri

    http://maxneri.wordpress.com/2008/07...-mezza-estate/

  2. #2
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    Predefinito

    Da La paura e la speranza, di Giulio Tremonti, p.6:
    È così che una massa di circa un miliardo di uomini, concentrata prevalentemente in Asia, è passata di colpo dall’autoconsumo al consumo, dal circuito chiuso dell’economia agricola al circuito aperto dell’economia di «mercato». È una massa che prima faceva vita a sé: coltivava i suoi campi e allevava i suoi animali per nutrirsi; raccoglieva la sua legna per scaldarsi; non aveva industrie. Ora è una massa che non è più isolata, che comincia a vivere, a lavorare, a consumare più o meno come noi e insieme a noi, attingendo a quella che una volta era la nostra esclusiva riserva alimentare, mineraria, energetica.
    È una massa che non ha ancora il denaro necessario per comprare un’automobile, ma ha già il denaro sufficiente per comprare una moto, un litro di benzina o di latte, un chilo di carne. I cinesi, per esempio, nel 1985 consumavano mediamente 20 chilogrammi di carne all’anno, oggi ne consumano 50.
    Se il numero dei bovini da latte o da carne che ci sono nel mondo resta fisso, ma sale la domanda di latte o di carne, allora i prezzi non restano uguali, ma salgono anche loro. E lo stesso vale per i mangimi vegetali con cui si allevano gli animali e, via via salendo nella scala della rilevanza economica, per quasi tutti i prodotti di base tipici del consumo durevole e poi per tutte le materie prime necessarie per la nascente e crescente produzione industriale: l’acciaio, il carbone, il petrolio, il gas, il cotone, le fibre, la plastica per far funzionare le industrie.
    La squadratura che si sta così determinando, tra offerta che resta fissa e domanda che cresce, ha avuto e avrà nel mondo un effetto strutturale sostanziale: la salita globale dei prezzi. E dunque del costo della vita.
    Tremonti, intransigente oppositore del “mercatismo” (cioe’ il liberismo applicato alla globalizzazione), non e’ certo d’accordo con la liberalizzazione del settore agricolo.

    Tuttavia, noi sappiamo che il settore agricolo europeo e’ regolato in maniera ferrea da politiche comunitarie che mirano alla riduzione della quantita’ prodotta. Quote latte, difesa del reddito degli agricoltori europei, limitazione della concorrenza straniera. Le grosse distorsioni introdotte nel settore dalla comunita europea e dagli stati nazionali hanno creato uno stato di concorrenza sleale nei confronti dell’agricoltura dei paesi in via di sviluppo, ed hanno indebolito la struttura di produzione del settore agricolo europeo, non piu in grado di reggersi sulle sue gambe.

    Per avere un’idea delle conseguenze che rischia l’agricoltura europea, si veda il capitolo “Il programma del New Deal agricolo”, Rothbard, La Grande Depressione, p.359.

    A chi e’ chiara la legge della domanda dell’offerta, risulta altrettanto evidente che a fronte di un aumento innarrestabile della domanda il politico liberale dovrebbe “non ostacolare” l’aumento spontaneo dell’offerta.

    ps: su questo tema si veda:

    - Francisco Capella, El mercado y la crisis alimentaria

    - Alberto Illán Oviedo, El campo europeo (sulla PAC)

    - Antonio Gimeno, Inseguridad alimentaria

    - Francisco Capella, Agricultura y política

    http://maxneri.wordpress.com/2008/07...rta-rimandato/

  3. #3
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    L'ultima trovata del più illustre economista italiano (absit iniuria verbis) promette di debellare il flagello della speculazione... attraverso l'antitrust. (Il che, per inciso, la dice lunga anche sul livello della competition policy nell'Unione.) Vi pare possibile che Tremonti non abbia ancora pensato ad attivare i Ghostbusters? Nel frattempo, c'è persino qualche pretenzioso economista amateur che s'azzarda a dargli consigli...

    (Disclaimer: post sarcastico.)

    http://liberalizzazioni.blogspot.com...tiva-alla.html

 

 

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