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    Predefinito La vendetta di De Mita: cade la giunta provinciale ad Avellino



    Falliti gli ultimi tentativi di mediazione, ormai è guerra aperta in Irpinia tra Partito democratico e Ciriaco De Mita. Ieri mattina sono state protocollate le dimissioni degli otto consiglieri provinciali dei popolari per l´Udc insieme a quelle dei nove esponenti del Pdl, in cui è finito anche l´ex Udeur, Pasquale Giuditta, cognato di Mastella. Cioè 17 dimissionari su 30, più della maggioranza. Risultato: si scioglie il consiglio provinciale e finisce l´era dell´amministrazione di centrosinistra guidata dall´ex parlamentare Alberta De Simone del Pd, votata nel 2004 dal 64% degli irpini, un record. «Ma la De Simone sarà ricandidata», assicura Franco Vittoria, neocoordinatore provinciale del partito di Veltroni.

    La resa dei conti tra ex esponenti della Margherita si è aperta all´indomani del voto alle politiche quando De Mita, dopo il divorzio dal Pd, ha fallito la corsa al Senato con il partito di Casini, complice la candidatura nel Pd di Enzo De Luca, ex assessore regionale e fedelissimo di De Mita, approdato a Palazzo Madama. La faida ha portato in poche settimane allo "strappo" al Comune di Avellino e al defenestramento del presidente dell´Alto Calore, Donato Madaro, scelto da De Mita. I demitiani hanno replicato silurando la De Simone, che aveva proceduto al rimpasto in giunta senza riconoscere le due poltrone richieste ai demitiani. Provincia in crisi a nove mesi dalla scadenza naturale della consiliatura: arriva il commissario, ma si vota lo stesso nella primavera del 2009, quando si andrà alle urne anche al Comune di Avellino.

    E il patto Pdl-De Mita rischia di produrre un effetto domino che potrebbe determinare la crisi al Comune di Avellino, dove il sindaco del Pd Giuseppe Galasso ha escluso i demitiani dalla giunta e si mantiene in vita grazie ad un solo voto in più rispetto alla minoranza. «È l´ora della spallata anche al Comune», annuncia Francesco Pionati, deputato Udc, che per diverso tempo era stato quasi separato in casa con De Mita, perché non digeriva che i suoi compagni di partito rimanessero ancora nei governi di centrosinistra. Ma, nel Pdl, An già frena rispetto al patto con De Mita verso le amministrative 2009: «Confronto con tutti, ma nei limiti della coerenza e della correttezza». La guerra continua. E già si guarda alle amministrative del 2009.

    La nuova intesa tra De Mita ed il Pdl scompagina anche il quadro delle candidature. Il centrodestra era pronto a mettere in campo il sindaco di Ariano Domenico Gambacorta (Fi) alla Provincia e Giovanni D´Ercole (An), figlio di Francesco, leader dell´opposizione in Regione, per il Comune. De Mita pensa al nipote Giuseppe alla Provincia oppure al manager dell´Air, Costantino Preziosi, per il dopo Galasso in città. Il Pdl potrebbe affidarsi ad un parlamentare, il senatore forzista Cosimo Sibilia, regista dell´operazione alla Provincia, che per ora ha smentito.

    Fonte: http://napoli.repubblica.it/dettagli...4931?ref=rephp

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    La vendetta di Re Ciriaco e il Pd teme l'effetto domino

    "Abbiamo riconquistato la nostra autonomia ma sia chiaro - dice De Mita - che questa scelta non significa un nostro spostamento a destra. Noi siamo al centro. E non dimentico che alla ultile elezioni politiche il Pd ha fatto una campagna elettorale solo contro di me"
    di Ottavio Lucarelli

    «Il presidente Alberta De Simone non ha rispettato gli accordi. E con lei il Pd. Ora tutti sanno che siamo autonomi rispetto a destra e sinistra». Ciriaco De Mita sottoscrive lo scioglimento della Provincia di Avellino. «Alberta De Simone si è rivelata una persona inaffidabile».

    Sottoscrive così Ciriaco De Mita le dimissioni degli otto consiglieri provinciali dei "Popolari per la costituente di centro" che assieme al Pdl hanno interrotto anticipatamente la gestione dell´ormai ex presidente Pd di estrazione diessina. Diciassette firme su trenta e tutti a casa. Una via di non ritorno perché si tratta di dimissioni e non di mozione di sfiducia. Una decisione che era nell´aria da giorni ma che è stata presa domenica sera.

    Rientrato a Nusco nel primo pomeriggio dopo aver partecipato al "Premio Ischia" di giornalismo con l´amico Biagio Agnes, Ciriaco De Mita ha telefonato al nipote Giuseppe, consigliere provinciale ed ex segretario irpino del Pd che ora potrebbe correre per guidare lui la Provincia e che da Avellino conferma: «La De Simone non ha rispettato i patti. Il nuovo assessore non solo non è condiviso con il nostro gruppo ma è addirittura una persona vicina a Gerardo Bianco, la signora Dora Garofalo che la De Simone definisce sua amica personale».

    Basta nominare l´ex amico Bianco per voltare pagina. Un assessore che doveva essere condiviso, considerato che i demitani erano in maggioranza rispetto ai sei consiglieri del Pd e che dunque chiedevano un secondo e un terzo assessore rispetto a quello già in carica. E invece in Dora Garofalo, scelta dalla De Simone come "tecnico" per una giunta che ormai non c´è più, i demitiani hanno visto un nemico.

    Non solo «Nei giorni scorsi - racconta il leader di Nusco - il Pd ha fatto saltare il presidente di un ente di gestione delle acque, l´Alto calore servizi» che risponde al nome di Donato Madaro e che si è trovato in minoranza a causa del voto contrario di due consiglieri del Pd. E ancora. «Al Comune di Avellino - prosegue Ciriaco De Mita - ci hanno cacciato dalla maggioranza riuscendo poi a salvarsi per un voto raccattando ex socialisti ed ex di Forza Italia». Una maggioranza a forte rischio che si regge su ex Pdl ma anche su un Udeur sempre più minaccioso. Ce n´era, insomma, abbastanza per mostrare i muscoli e dopo tre schiaffi i demitani li hanno mostrati.


    «Ora abbiamo riconquistato la nostra autonomia ma sia chiaro - insiste De Mita - che questa scelta non significa un nostro spostamento a destra. Noi siamo al centro. Siamo contro un bipartitismo artificiale in Irpinia, in Campania e in Italia. Non potevamo non reagire ad attacchi violenti e personali ma saremo comunque pronti ad alleanze sui programmi, sulla politica. Abbiamo aspettato a lungo prima di reagire. Io non dimentico che la campagna elettorale del Partito democratico in Irpinia alle ultime politiche è stata solo contro De Mita, non contro la destra».

    Un "effetto domino". Incassati tre schiaffi i demitiani, Ciriaco da Nusco e Giuseppe dal suo ufficio elettorale di Avellino, hanno scatenato una micidiale controffensiva, colpendo al cuore il Partito democratico, affondando Alberta De Simone che in Irpinia è l´esponente di maggior prestigio del Pd di area diessina. «Abbiamo firmato insieme ai consiglieri della destra - spiega Giuseppe De Mita - per una circostanza del tutto contingente nella quale però, attenzione, abbiamo preso atto della disponibilità al dialogo e al confronto. D´altronde siamo un partito di centro che, ove registrasse le condizioni, sul fronte delle alleanze non si farebbe condizionare da tabù ideologici».

    Un "effetto domino" che può arrivare fino a dove? Al Comune capoluogo certamente e poi via via ad altre città, comunità montane ed enti di gestione. Risparmiando per ora la Regione dove i demitiani, da Nusco ad Avellino, sono convinti che Bassolino reggerà altri due anni grazie anche all´ossigeno di Berlusconi. «Un effetto domino che - avvisa Giuseppe Solimine, capogruppo demitiano in Provincia e presidente della comunità montana dell´Ufita - rischia di smontare pezzo dopo pezzo il sistema politico irpino. Un rischio che bisogna evitare».
    Regione per ora al riparo da sorprese demitiane, ma Francesco Pionati, deputato irpino e portavoce nazionale dell´Udc, non ne è affatto convinto: «La crisi irreversibile della Provincia di Avellino, ottenuta grazie al contributo determinante dei gruppi dell´Unione di Centro, segna l´inizio della fine della filiera Bassolino alla guida delle amministrazioni locali della Campania. Il centrosinistra si sgretola sotto il peso delle proprie gravissime responsabilità e Avellino è solo il primo anello di una lunga catena che si chiuderà, a breve, con l´uscita di scena del governatore che ha devastato la Campania, maglia nera in Europa per prodotto interno lordo e occupazione».

    fonte: http://napoli.repubblica.it/dettagli...mino/1484961/1

  3. #3
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    e bravo a de mita!

  4. #4
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    spero che la questione de Mita porti ad una nuova struttura dei rapporti tra Pdl ed Udc in modo da avere una colazione di moderati ed una governabilità a livello di amministrazioni.

 

 
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