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Discriminazione positiva e magistrature ideologizzate: oltre al danno la beffa!
L'AGRIF (Alliance Générale contre le Racisme et pour le respect de l'Identité Française et chrétienne), un'associazione identitaria francese, aveva citato in giudizio Jean-Paul Agon [foto sopra], il direttore generale della nota industria di cosmetici L'Oréal, per discriminazione razziale. Agon aveva infatti ammesso di applicare il concetto di discriminazione positiva, sostenendo che nel suo gruppo un candidato con un nome straniero (ovvero proveniente da un certo background etnico) ha più chances di essere assunto.
Il tribunale di Parigi ha respinto la richiesta dell'AGRIF motivando la sentenza con la "volontà [di Agon] di ristabilire un equilibrio compromesso", cioè di pareggiare il conto rispetto alle altre eventuali "discriminazioni proibite". Il tribunale dunque afferma implicitamente la legittimità solo di alcune discriminazioni: quelle contro gli autoctoni. Le altre sono "proibite"...
Ma non basta: i magistrati, non contenti, hanno condannato l'AGRIF a versare 2.500 euro di danni e interessi al direttore generale per abuso di procedimento giudiziario.
Signore, quando sugli scaffali di un supermercato o nelle vetrine di una boutique notate i prodotti L'Oréal... beh, ricordatevi di questo post.
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Troppi bianchi, troppi tedeschi, troppi maschi: altra crociata anti-autoctona delle élites globali
Peter Löscher [foto sopra] è il direttore generale del gruppo industriale Siemens, che ha la sede principale in Germania. Recentemente ha dichiarato che l'alta dirigenza dell'azienda sarebbe troppo bianca, tedesca e maschile (!!!). Questa "mono-dimensionalità" renderebbe la società Siemens poco competitiva nel mercato globale e per questo ha annunciato che la sua priorità sarà quella di "migliorare la diversità globale dei manager" (tradotto, introdurrà la discriminazione positiva come criterio di assunzione; che poi avvenga in via ufficiale o ufficiosa poco importa).
Come già abbiamo visto a proposito di Jean-Paul Agon (L'Oréal), è chiaro il cammino (dicesi anche tradimento) che le élites "occidentali" hanno da tempo deciso di intraprendere. Altrettanto chiara è la necessità di tirare la fune in direzione diametralmente opposta, a partire dal nostro quotidiano...
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