Il capitalismo ha fallito?
Sì, e le sue conseguenze si percepiscono ad una velocità ed intensità mai vista prima.
Si sarebbero dovute mettere tante toppe durante il suo sviluppo. Avrebbe dovuto farlo il FMI, il WTO e, probabilmente, anche i ministeri dell'economia degli 8 paesi più grandi. Ma non è stato fatto.
Le politiche economiche di queste istituzioni si sono fatte, per troppo tempo, portatrici di povertà per quei Paesi definiti "in via di sviluppo", ma non perchè il processo di globalizzazione, in sè, fosse sbagliato ma perché le sue regole sono state definite da quelle stesse organizzazioni i cui azionisti di maggioranza sono i Paesi più ricchi.
La globalizzazione, in via del tutto teorica, dovrebbe consistere nell’eliminazione di barriere al libero commercio e una maggiore integrazione tra le economie nazionali, in grado di creare ricchezza per chiunque, soprattutto i poveri. In questo non vedo nulla di sbagliato.
Perchè ciò succeda, però, è d'obbligo un ripensamento del modo di gestirla, partendo dagli accordi commerciali internazionali, fatti per eliminare le barriere, e dalle politiche imposte ai paesi in via di sviluppo durante il processo di globalizzazione.
E perchè tale ripensamento avvenga è necessario comprendere che viviamo tutti nello stesso mondo; un mondo che deve essere regolato in modo equo e giusto seguendo una linea dettata da libertà e giustizia sociale, con regole che valgano allo stesso modo per tutti.
Dunque si giunge al reale problema: la maggiorparte della popolazione mondiale è costretta a subire la globalizzazione senza poter entrare nel suo processo decisionale, senza poter quindi scrivere le leggi che dovrà rispettare.
Il mostro, quindi, non è la globalizzazione in sè, ma il modo in cui viene gestita.
Dire che la globalizzazione va' fermata è inutile quanto folle.
Inutile perchè ciò non avverrà mai; folle perchè in quel modo i cosidetti "Paesi emergenti" diventeranno ancora più poveri.
La globalizzazione ha, comunque, dei meriti fino ad ora.
Il commercio internazionale ha aiutato tanti paesi a crescere in modo rapido; l'Asia con le sue esportazioni ne è l'esempio migliore.
è stata ridotta la distanza tra gli uomini nel mondo e aperto l'accesso ad un numero infinito di conoscenze una volta inimmaginabili.
Non va dimenticato questo.
La globalizzazione andrebbe semplicemente (per modo di dire) "cambiata". Dovrebbero cambiare le regole che sorreggono l'ordine economico internazionale , si dovrebbe guardare meno alla teoria e più alle reali conseguenze, cercando di ricordare che siamo persone, non numeri.
Io (molto modestamente ) credo che una globalizzazione equa sia possibile, ma la conditio sine qua non perchè ciò avvenga è che sia data la possibilità a tutti i Paesi di esprimersi in merito alle politiche economiche internazionali.
In Economia, come nella vita, fondamentalmente ognuno pensa a se stesso prima che agli altri, forse è solo una questione di buon senso.
Persino l'FMI è arrivata ad ammettere di aver lasciato le briglie troppo sciolte al processo di liberalizzazione dei mercati. L'Argentina ancora ringrazia.
Per farla breve (.....) ci sarebbero troppe cose da dire in merito che un forum difficilmente può dar soddisfazione.
(frafromturin)