Ormai la rottura è definitiva, le posizioni di PD e IdV inconciliabili.
A Matrix Veltroni è chiarissimo:
"Con ieri sera cambia molto. E' stata un'occasione di chiarezza: lo dico nettamente, una sinistra riformista e un'opposizione alternativa di governo non va in una piazza dove si ascoltano le follie di ieri, come gli attacchi al Papa e al Quirinale"
http://www.repubblica.it/2008/07/dir...odo/index.html
A stretto giro di posta Di Pietro replica:
"Sto con la piazza, non mi dissocio. Nessuno pensi di intimidirci con aut aut"
http://www.repubblica.it/2008/07/dir...odo/index.html
L'Italia dei (dis)valori, di fronte all'ultimatum veltroniano, ha fatto la sua scelta.
Ad ogni modo, Veltroni ha poco di cui rallegrarsi: il Partito Democratico è diviso al suo interno.
Ci sono alcuni riformisti che non ne possono più di Di Pietro (e non volevano neppure l'iniziale alleanza), ma ci sono anche coloro che non si pentono di essere andati a Piazza Navona.
Il PD decide di dire basta agli insulti, al turpiloquio, ma ormai è tardi.
E per di più una buona fetta di elettorato preferisce gli attacchi dell'ex Magistrato di "Mani Pulite".
Niente lacrime di coccodrillo, comunque: per tentare di vincere il Segretario del PD si è alleato con i forcaioli, e non ha tentennato quando si trattava di accompagnare il simbolo del partito col Gabbiano dipietrista.
Ora è inutile piangere e lamentarsi: chi è causa del suo mal...




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