Un misterioso strangolatore si aggira per le strade di una cittadina tedesca e alcuni abitanti costringono il pauroso e minuto signor Kleinman ad aiutarli nella cattura, seguendo un oscuro e mai rivelato "piano"; l' uomo si ritrova contro la sua volontà all' aperto, solo e abbandonato dai suoi "reclutatori"; ha inizio per lui una odissea discendente, nel corso della quale verrà privato del lavoro, insultato e addirittura incolpato dei delitti. Solo l' incontro con una donna fuggita dal circo gli darà modo di ricercare una salvezza in extremis e accetterà di impersonare l' apprendista del mago del circo, sfuggendo ad una esistenza di frustrazione e di solitudine immeritata.
"il padrone ha detto che saresti più adatto ad uno sterminio di massa che ad una vita qui", dice crudelmente un collega a Kleinman; e in effetti l' ambientazione in una Germania degli anni Venti nebbiosa e tetra non può non far pensare, anche solo per un secondo, a quello che sarebbe accaduto di lì a poco al popolo dell' ebreo di origine tedesca Allen Stewart Konigsberg, in arte Woody Allen. Anni Venti che rimandano anche ad un altro ebreo celeberrimo, Franz Kafka, dall' irruzione iniziale ("Il processo") al modo in cui viene respinto il protagonista da personaggi assurdi e orripilanti ("America") al misteriso piano che rischia, paradossalmente, di allontanarlo sempre più dalla sua meta ("Il castello"). E il mostro non è più la presenza tormentata e ambivalente di "M" di Lang; Peter Lorre è lontano, sostituito da un nuovo Boris Karloff glaciale e fintamente estromesso dalla collettività, che in realtà si ritrova sotto l' apparenza nella sua violenza e nel suo potere, anticipando il consenso soffocante della svastica. E il circo, pur nei suoi conflitti, irrompe con la sua vitalità nella nebbia, togliendo l' ebreo errante e senza scampo dalla sua situazione (indimenticabile l' immagine del mago che solleva letteralmente Kleinman per farlo entrare in uno specchio "fatato") per introdurlo in un calore che non può incatenare i mostri ma può dare a ciascuno una nuova "statura" senza gerarchie e legami intollerabili. I temi cari ad Allen (la superiorità del Caso sulla Certezza, il dolore come passaggio necessario per una nuova solidarietà e una nuova Umanità, la crisi dell' essere umano stretto fra Uno e Molteplice) vengono sublimati splendidamente nei volti dei personaggi e raccontati con una amarezza mai fine a se stessa e mai, nonostante l' evidente preponderanza dell' onirico sul materiale, senza senso della realtà. Che rimane com' è, al di là dei desideri; è Kleinman, illusione cosciente di esserlo nell' Illusione che si crede vera, a sparire inevitabilmente e felicemente.![]()




Un misterioso strangolatore si aggira per le strade di una cittadina tedesca e alcuni abitanti costringono il pauroso e minuto signor Kleinman ad aiutarli nella cattura, seguendo un oscuro e mai rivelato "piano"; l' uomo si ritrova contro la sua volontà all' aperto, solo e abbandonato dai suoi "reclutatori"; ha inizio per lui una odissea discendente, nel corso della quale verrà privato del lavoro, insultato e addirittura incolpato dei delitti. Solo l' incontro con una donna fuggita dal circo gli darà modo di ricercare una salvezza in extremis e accetterà di impersonare l' apprendista del mago del circo, sfuggendo ad una esistenza di frustrazione e di solitudine immeritata.
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