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  1. #1
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    Predefinito Domanda riguardo all'EPICLESI

    Ripropongo questa domanda, già fatta da me nel vecchio forum POL, e con una esaustiva risposta del caro mons. Silvano... ma che purtroppo non ricordo e non è nemmeno più recuperabile!

    Dunque:
    Ho notato che a volte alcuni sacerdoti Ortodossi si inginocchiano e fanno le grandi metanie dopo l'epiclesi (anche di domenica).
    Questo l'ho notato a Montaner di Sarmede (TV) dove il sacerdote celebrante abitualmente si inginocchia e prostra dopo l'Epiclesi... e presso i romeni dove ho notato che il sacerdote si inginocchia dopo l'Epiclesi...
    Chiedo dei chiarimenti a riguardo, e in modo particolare a mons. Silvano di espormi nuovamente quale sia la prassi da lui seguita.
    Ringrazio molto. In Cristo risorto!

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Domanda riguardo all'EPICLESI

    L'Epiclesi rappresenta certamente la parte culminante dell'Anafora Eucaristica,
    Dopo avere ringraziato il Padre per tutti i suoi doni ed in particolare per l'opera di salvezza del suo Cristo e dopo aver fatto memoria dell'Ultima Cena in cui Cristo istituisce e trasmette il più grane Mystirion del Nuovo Testamento,
    la Chiesa supplica, per mezzo del Celebrante, che questo mistero si compia ora, si renda presente ed efficace. Riporto l'Epiclesi più comune, quella del Crisostomo:

    Sommessamente. In alcuni luoghi il S. ed il Diacono si inginocchiano, eccetto la Domenica, il Sabato e nel Tempo della Pasqua. Il S. tiene le mani innalzate. Si rialzano prima di dire i Tropari o benedire i Santi Doni.

    S. Ancora ti offriamo questo culto razionale e incruento e ti invochiamo, e ti preghiamo, e ti imploriamo: manda lo Spirito tuo santo su di noi e su questi Doni imbanditi.

    Le parti in corsivo nell’uso greco - più antico - sono omesse per non interrompere l’Anafora:
    D. e S. l'uno accanto all'altro davanti alla santa Mensa così invocano (v. Ora Terza)
    Sommessamente

    S. Signore, Tu all'ora terza hai mandato sui tuoi Apostoli il tuo Spirito tuttosanto: non rimuoverlo da noi, anzi rinnovacelo ora che ti preghiamo.

    D. Cuore puro crea in me, o Dio, e spirito retto rinnova nelle mie viscere. (Ps. 50:12)

    S. e D. fanno insieme una prosternazione.

    S. Signore, Tu all'ora terza hai mandato sui tuoi Apostoli il tuo Spirito tuttosanto: non rimuoverlo da noi, anzi rinnovacelo ora che ti preghiamo.

    D. Non respingermi dal tuo volto, e lo Spirito tuo santo non rimuovere da me. (Ps. 50:13)

    S. e D. fanno un'altra prosternazione.

    S. Signore, Tu all'ora terza hai mandato sui tuoi Apostoli il tuo Spirito tuttosanto: non rimuoverlo da noi, anzi rinnovacelo ora che ti preghiamo.

    S. e D. fanno una terza prosternazione.

    D. indica con l'Orario il santo Pane dicendo:

    D. Benedici, signore, il santo Pane.

    S. lo segna dicendo:

    S. E fa' di questo Pane il Prezioso Corpo del tuo Cristo.

    D. indica con l'Orario il Santo Calice:

    D. Amen. Benedici, signore, il santo Calice.

    S. segna il santo Calice:

    S. E fa' di ciò che è in questo Calice il prezioso Sangue del tuo Cristo.

    D. Amen. Benedici, signore, entrambi i santi Doni.

    S. Cambiandoli per opera dello Spirito tuo santo.

    D. Amen. Amen. Amen. (Marànathà, Vieni Signore Gesù, vieni presto!)

    Fanno quindi una grande prostrazione nei giorni feriali, piccola la Domenica, il Sabato e nel Tempo di Pasqua.

    S. Così che attuino in chi ne partecipa sobrietà dall'anima, remissione dei peccati, comunicazione del tuo santo Spirito, plenitudine del regno dei cieli, confidenza presso di te, non sia mai giudizio o condanna.

    Le rubriche indicano l'uso corretto di non inginocchiarsi nei giorni e nei tempi in cui ciò è stato vietato dal Sacro Concilio di Nicea.

    Spero di avere risposto per quanto mi veniva chiesto.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Domanda riguardo all'EPICLESI

    Ringrazio molto Eccellenza per le spiegazioni.
    Ancora un chiarimento se possibile, riguardo alla prassi da Lei seguita:
    dunque, dice il Tropario dell'Ora Terza, poi le tre benedizioni ai S. Doni, poi la prostrazione (grande metania) nei giorni feriali e quella piccola alla domenica e poi la conclusione, dico giusto?

    Ancora una domanda mi permetta, visto che siamo nell'argomento.
    Ho notato presso i romeni l'uso del campanello al Santo e all'Epiclesi, e anche prima dell'Axion, come ritiene Lei questo uso? giusto o sbagliato?
    So che in Romania, nella zona del Banat adirittura suonano le campane del campanile dopo l'Epiclesi, ovvero poco prima dell'Axion, un pò su modello della suonata latina durante la Consacrazione...

  4. #4
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    Predefinito Rif: Domanda riguardo all'EPICLESI

    Io personalmente non dico il tropario dell'ora terza con i Versetti. Io facio tre piccole metanie (la domenica e il sabato e sempre da Pasqua a Pentecoste) oppure mi inginocchio nei giorni feriali all'inizio dell'epiclesi. se sono in ginocchio mi rialso per le tre benedizioni poi mi inginocchio per la parte finale e mi prostro fino a terra prima di rialzarmi al termine. Se non sono in ginocchio faccio una piccola metania dopo la fine dell'Epiclesi prima di continuare l'Anafora.

    Il campanello sono usi locali di provenienza (credo) latina. I romeni di v.c. non lo usano. Io lo ho dovuto mettere in uso quando ho scoperto che tutti si prostravano al Grande ingresso in ogni Liturgia come si fa (correttamente) ai Presantificati, perchè credevano che i doni fossero già consacrati Faccio fare un piccolo cenno di campanello a ciascuna delle tre benedizioni e tengo la voce leggermente più alta in modo che chi sta molto attento ode la voce anche se il coro canta (più sottovoce). Ho imparato questo modello sull'Athos e mi è sembrato ottimo _ mi riferisco a tenere la voce più alta e il coro che canta più sottovoce, non al campanello),

  5. #5
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    Predefinito Rif: Domanda riguardo all'EPICLESI

    Citazione Originariamente Scritto da vescovosilvano Visualizza Messaggio
    Il campanello sono usi locali di provenienza (credo) latina. I romeni di v.c. non lo usano. Io lo ho dovuto mettere in uso quando ho scoperto che tutti si prostravano al Grande ingresso in ogni Liturgia come si fa (correttamente) ai Presantificati, perchè credevano che i doni fossero già consacrati Faccio fare un piccolo cenno di campanello a ciascuna delle tre benedizioni e tengo la voce leggermente più alta in modo che chi sta molto attento ode la voce anche se il coro canta (più sottovoce). Ho imparato questo modello sull'Athos e mi è sembrato ottimo _ mi riferisco a tenere la voce più alta e il coro che canta più sottovoce, non al campanello),
    Grazie dei chiarimenti e spiegazioni.
    Penso anche io che il campanello sia un influsso latino, comunque come si nota può risultare utile...

    Io ho notato che in moltissimi luoghi il popolo si inginocchia al grande Ingresso e mi sono sempre chiesto come mai... cosa mi dice a riguardo? è una prassi tollerabile e sensata a parer suo?

  6. #6
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    Predefinito Rif: Domanda riguardo all'EPICLESI

    Inginocchiarsi al Grande Ingresso, durante il trasporto delle oblazioni è obbligato nella Divina Liturgia dei Presantificati, appunto perché, essendo in tale Liturgia già avvenuta la consacrazione quel che viene trasportato sono "Il Signore Gesù Cristo che misticamente riposa sui questa Santa Mensa nei terribili misteri imbanditi (per la comunione)"

    Quando ad esser trasportate sono oblazioni di pane e vino "offerte ma non ancora santificate" credo che si possa stare rispettosi ma comunque non in un atteggiamento di adoraziione. Ricordo tra l'altro, che la prostrazione al passar dei Sancta ai Presantificati è l'unica adorazione eucaristica esistente nel culto ortodosso perchè essendo l'eucaristia finalizzata alla sua consumazione nella Comunione, quando non serve a ciò il Cristo presente è in una presenza solo "potenziale".

  7. #7
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    Predefinito Rif: Domanda riguardo all'EPICLESI

    Citazione Originariamente Scritto da vescovosilvano Visualizza Messaggio
    Inginocchiarsi al Grande Ingresso, durante il trasporto delle oblazioni è obbligato nella Divina Liturgia dei Presantificati, appunto perché, essendo in tale Liturgia già avvenuta la consacrazione quel che viene trasportato sono "Il Signore Gesù Cristo che misticamente riposa sui questa Santa Mensa nei terribili misteri imbanditi (per la comunione)"

    Quando ad esser trasportate sono oblazioni di pane e vino "offerte ma non ancora santificate" credo che si possa stare rispettosi ma comunque non in un atteggiamento di adoraziione. Ricordo tra l'altro, che la prostrazione al passar dei Sancta ai Presantificati è l'unica adorazione eucaristica esistente nel culto ortodosso perchè essendo l'eucaristia finalizzata alla sua consumazione nella Comunione, quando non serve a ciò il Cristo presente è in una presenza solo "potenziale".
    Cosa intende per "presenza solo potenziale"?
    Ultima modifica di Diaconia; 06-05-10 alle 00:02

  8. #8
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    Predefinito Rif: Domanda riguardo all'EPICLESI

    La tradizione romano-cattolica ha veicolato, specie ai livelli di chi mastica poco di teologia, una dottrina assai dubbiosa sull'Eucaristia, relativa alla presenza reale. Certamente il Cristo nel suo Corpo e Sangue è realmente presente nei sacri Doni consacrati e mutati ad opera dello Spirito. Ma questa presenza non va intesa come una presenza materiale, quasi fisica, come se il Signore fosse in piedi sull'altare. Questa sensibilità contraddirebbe il dogma della Ascensione. La presenza del Signore nei Sancta è una presenza mystica ossia in mysterio, ovverosia relativa al "sacramentum".
    Ora il sacramentum ha un suo fine, come ogni sacramento. Se il fine remoto, ultimo, del sacramento eucaristico è l'incorporazione a Cristo e la deificazione per conseguire immortalità e vita, il fine prossimo, diremo strumentale a quello ultimo è la manducazione, la comunione ai Sancta.
    Ora il Signore ha detto "prendete, mangiate ", "prendete, bevete": a questo consegue che quando i Sancta sono conservati e non vengono utilizzati per il fine prossimo che va verso quello ultimo, il Corpo ed il Sangue sacramentali, mysterici, del Cristo sono sì presenti realmente, ma in modo per così dire "potenziale", ovverosia pronto a manifestarsi nella sua pienezza quando ci si comunica ad essi. Ecco perchè nella chiesa antica non è mai stato tributato ai Sancta alcun culto al di fuori di quando essi erano dati in Comunione. Il culto romano-cattolico degli elementi è posteriore al mille, quindi non tardivo, ma molto tardivo, e, a dir poco, fuorviante.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Domanda riguardo all'EPICLESI

    Citazione Originariamente Scritto da vescovosilvano Visualizza Messaggio
    La tradizione romano-cattolica ha veicolato, specie ai livelli di chi mastica poco di teologia, una dottrina assai dubbiosa sull'Eucaristia, relativa alla presenza reale. Certamente il Cristo nel suo Corpo e Sangue è realmente presente nei sacri Doni consacrati e mutati ad opera dello Spirito. Ma questa presenza non va intesa come una presenza materiale, quasi fisica, come se il Signore fosse in piedi sull'altare. Questa sensibilità contraddirebbe il dogma della Ascensione. La presenza del Signore nei Sancta è una presenza mystica ossia in mysterio, ovverosia relativa al "sacramentum".
    Ora il sacramentum ha un suo fine, come ogni sacramento. Se il fine remoto, ultimo, del sacramento eucaristico è l'incorporazione a Cristo e la deificazione per conseguire immortalità e vita, il fine prossimo, diremo strumentale a quello ultimo è la manducazione, la comunione ai Sancta.
    Ora il Signore ha detto "prendete, mangiate ", "prendete, bevete": a questo consegue che quando i Sancta sono conservati e non vengono utilizzati per il fine prossimo che va verso quello ultimo, il Corpo ed il Sangue sacramentali, mysterici, del Cristo sono sì presenti realmente, ma in modo per così dire "potenziale", ovverosia pronto a manifestarsi nella sua pienezza quando ci si comunica ad essi. Ecco perchè nella chiesa antica non è mai stato tributato ai Sancta alcun culto al di fuori di quando essi erano dati in Comunione. Il culto romano-cattolico degli elementi è posteriore al mille, quindi non tardivo, ma molto tardivo, e, a dir poco, fuorviante.
    Diciamo si che c'è una tendenzia maggiormente cosificatrice nel percepire l'eucaristia ma è vero che come in oriente il culto delle icone è accentuato causa iconoclastia così in occidente l'adorazione eucaristica nasce e si impone come reazione alle eresie eucaristiche medioevali e post medioevali. Il punto centrale è non dimenticare mai quello che proprio lei ha ricordato: scopo primo della comunione è l'essere mangiata, quindi il poter realizzare la nostra unione con il Cristo e, in lui, tra noi.
    Mi scusi, ma il discorso di "presenza solo potenziale" mi ricordava un po' qualche discorso luteraneggiante. So, ovvio, che non è questa l'intenzione.

    Possiamo dire che più che dubbia, nella dottrina eucaristica occidentale, viene accentuata la presenza reale ed il fatto che quello è il vero corpo ed il vero sangue del vero Signore, ma questa è tutta una accentuazione in reazione all'eresia.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Domanda riguardo all'EPICLESI

    Sono d'accordo. Ma mentre la Chiesa Ortodossa ed indivisa - mi sembra - con il VII Concilio ecumenico e con il successivo Sinodo di Costantinopoli dopo la seconda crisi iconoclasta - ed attraverso l'opera dei grandi Padri san Giovanni Damasceno, prima, e San Teodoro Studita, poi - riequilibrare gli ipposti atteggiamenti di una iconoclastia eretica e di una iconodulia materializzata e materializzante - in un retto culto, altrettanto non è stato fatto in occidente a proposito della adorazione eucaristica che - anzi _ è diventata uno degli aspetti centrali del culto cattolico. In questo senso io ho usato l'aggettivo fuorviante.
    Certo non intendevo "potenziale" in senso Luteraneggiante anche perchè al di fuori del culto liturgico per Lutero non c'è presenza reale, ma, sempre per Lutero, se le specie sono lasciate sulla Mensa per essere portate dopo la Liturgia in Comunione agli infermi la presenza reale permane fintanto che la Comunione non sia stata amministrata.
    Lutero era meno !"luterano" di quanto si pensi.

 

 
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