DONNE E IDENTITARISMO BIANCO
Diverse persone appartenenti a correnti identitarie di destra, basandosi sulla “tradizione” finiscono col considerare le donne “non al loro pari” anche se magari hanno i loro stessi ideali e gli stessi obiettivi. Molte di queste donne hanno grande capacità di ragionamento e argomentazione, tuttavia vengono ugualmente considerate “inadatte” a “fare certe cose” e “adatte” solamente ad “alcune cose”, come accudire figli, riprodursi, tenere in ordine la casa, cucinare ecc. Deve essere l’uomo con la sua virilità e il suo vigore a “portare avanti la carretta”, e la famiglia deve avere una “solida tradizione patriarcale”, così dicono. Ricapitolando la donna deve essere “subordinata”, deve solo riprodursi, accudire figli ecc, non deve “fare carriera”, anche se ne ha le capacità, a differenza dell’uomo-capofamiglia che, come vuole la “tradizione”, deve “mandare avanti il tutto”. Ma non notate forse una somiglianza fra questa concezione e altre concezioni “tradizionali” di popoli non europei che praticano religioni non europee, nella fattispecie l’islam? Non notate che, con le dovute proporzioni, la donna viene vista nello stesso modo come ruolo, al di là di veli vari? Io la noto e trovo la cosa preoccupante e assai degradante per le donne che, spinte dall’orgoglio razziale, cercano di avvicinarsi a certi gruppi di persone per poi non essere magari “considerate alla pari” solo perché donne, perché “la tradizione dice così ed è giusto così”. Ed infatti vediamo in molte correnti identitarie una proporzione uomo: donna pari a circa 15:1. Molti uomini appartenenti alle correnti identitarie di destra sono “maschilisti”, quindi poche donne entrano stabilmente “nel giro”; la mancanza di donne nel giro rende allora l’ambiente ancora “più maschilista” perché “solo gli uomini capiscono l’importanza di certe battaglie”. Questo genera talvolta rivalità fra gli "uomini cacciatori" per "accaparrarsi la preda donna" e gli stessi uomini "cacciatori" danno la colpa alla "donna preda" per questo, e la concezione della donna diventa sempre peggiore nell'ambiente. Come vedete è un cane che si morde la coda. Come far fermare questo cane? Semplice, cominciando a ripudiare i discorsi maschilisti-islamizzanti di cui sopra. In questo modo le donne già presenti “nel giro” saranno di “maggior aiuto all’obiettivo” ed inoltre la proporzione fra uomini e donne frequentanti certi giri sarà sicuramente maggiormente equilibrata. Inoltre, in un ambiente nel quale “per una donna ci sono 15 uomini” si pone un problema di “proseguimento razziale conscio” in quanto, ragionando semplicisticamente, quella donna magari sposerà uno di quei 15 uomini, e gli altri 14 o resteranno single e non propagheranno fisicamente la razza o, avvicinandosi ad una donna “non coinvolta”, magari si “allontaneranno dal movimento per essere accettati e metter su famiglia”, e non potranno cercare di far crescere i propri figli secondi i giusti insegnamenti. Purtroppo questa sembra essere la situazione al giorno d’oggi. Sarete andati a una manifestazione di un movimento identitario, a una conferenza “identitaria”, ecc.. contate gli uomini, contate le donne e vedete che quello che dico un po’ di senso ce l’ha. In questo l'identitarismo bianco deve differenziarsi da altre correnti identitarie( o meglio dagli elementi che ne fanno parte) che, in nome della “tradizione” rischiano di tarpare le ali a cervelli molto sviluppati e desiderosi di lavorare nella giusta direzione solo perché appartenenti ad un corpo femminile. Pensate, uomini, se ci fosse un qualunque gruppo di persone con le quali volete trascorrere del tempo perché condividete passioni, interessi, idee. Pensate che le donne di un qualunque gruppo considerassero gli uomini inadatti a far parte di essi e di svolgere un ruolo “all’altezza di quello svolto dalle donne”.. Voi uomini non tendereste a “tenervi lontani da quei gruppi che vi considerano in ruolo subalterno?”. La risposta per molti di voi sarebbe “sì”. Questo accade a parti invertite al giorno d’oggi, anche se sembra ci sia qualche segnale di un cambio di tendenza in qualcuno degli ambienti. Con questo non intendo dire che non vi è differenza fra uomo e donna; differenze ce ne sono sì ed esse si “completano”, però essere “diverse” non vuol dire “non poter fare certe cose”. Una donna che lavora duro per portare soldi a casa non è una “puttana in carriera” e un uomo che sa cucinare, pulire la casa e che passa tanto tempo coi figli non è una “specie di omosessuale”. L'identitarismo bianco si propone di eliminare queste concezioni islamizzanti della donna e propone criteri di scelta e preferenza indipendenti dal sesso. Una donna che ha certe caratteristiche può benissimo governare su degli uomini, senza che essi si debbano sentire “castrati” o “schiavizzati”, non vedo il problema, voi sì?
I figli… senza di loro non ci si propaga, verissimo ma… perché una donna intelligente che magari ricopre posizioni di comando non dovrebbe far figli? Le 2 cose si possono conciliare se c’è la volontà. Ci si possono anche prendere delle pause di qualche mese, forse gli uomini a volte non si prendono delle pause per altri motivi? Credo dunque che, per la sopravvivenza dignitosa, la preservazione etnica, la rinascita spirituale della nostra razza e il suo sviluppo sia NECESSARIA una decisa rivalutazione del ruolo di ogni donna: non più un “completamento ausiliario”, non più un semplice “forno che sforna figli”, ma una figura di pari dignità a quella dell’uomo, che abbia le stesse possibilità di un uomo di collaborare verso i giusti obiettivi. L’uomo bianco fiero di esserlo ed intelligente non si sentirà affatto “derubato” di un ruolo, ma, al contrario, sarà soddisfatto di tutto ciò perché a guadagnarci sarà solamente LA NOSTRA GENTE!




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