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  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Regione Abruzzo: come nel '92, valanga di arresti

    Inchiesta sulla sanità regionale: in carcere anche assessori e funzionari regionali

    Arrestato il governatore Del Turco

    Il presidente dell'Abruzzo (PD) in carcere per concussione: per lui presunta tangente da 5. 800.000 di euro

    http://www.corriere.it/cronache/08_l...4f02aabc.shtml

    PESCARA - È un vero e proprio scossone giudiziario quello che ha colpito la Regione Abruzzo. E che ha portato all'arresto del governatore Ottaviano Del Turco e di un'altra decina di assessori e funzionari nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica sulla sanità regionale.

    Associazione per delinquere, concussione, corruzione, riciclaggio, truffa, falso e abuso d'ufficio: questi i principali reati ipotizzati. L'inchiesta sarebbe la seconda parte di quella avviata due anni fa sulla cartolarizzazione dei crediti vantati dalle case di cura private nei confronti delle Asl abruzzesi per la quale finì in carcere Masciarelli, ex presidente della Finanziaria regionale ritenuto l'artefice di un sistema per un pagamento di tangenti. Secondo l'accusa vi sarebbero stati movimenti di denaro per circa 14 milioni di euro, di cui 12,8 già consegnati. Trentacinque in tutto le persone finite sotto indagine.

    TRENTACINQUE INDAGATI - Oltre a Del Turco, sono stati raggiunti da provvedimenti di custodia cautelare l'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzotta, il segretario generale della presidenza, Lamberto Quarta, l'assessore Antonio Boschetti, l'ex assessore alla Sanità del centrodestra Vito Domenici e l'ex presidente della finanziaria regionale Giancarlo Masciarelli. In manette anche Camillo Cesarone, Gianluca Zelli, Luigi Conga. Agli arresti domiciliari sono stati posti Mazzotta, Masciarelli ,Vito Domenici e Angelo Bucciarelli. A Francesco Di Stanislao, direttore dell'agenzia sanitaria regionale abruzzese, è stata applicata la misura del divieto di dimora a Pescara.

    Tra i reati contestati ci sono l'associazione per delinquere (Masciarelli, Donenici, Conga, Boschetti, Del Turco, Quarta, Cesarone, Boschetti, Mazzocca, Bucciarelli Di Stanislao, Masciarelli), il riciclaggio ( Zelli), la concussione (Domenici, Masciarelli, Del Turco, Cesarone, Quarta, Bucciarelli, Boschetti, Conga) in danno dell'imprenditore della sanità Vincenzo Maria Angelini anche egli indagato ma nei confronti del quale il Gip non ha ritenuto, per la importante collaborazione di disporre la misura cautelare richiesta, la corruzione (Del Turco, Cesarone), oltre alla truffa aggravata, falso, abuso d'ufficio ed altro.

    IL PROVENTO DELLA CORRUZIONE - Le somme provento della presunta corruzione e delle presunte concussioni sono 200 mila euro per Del Turco e Cesarone; 5.800.000 euro per Del Turco, Cesarone e Quarta (oltre a tentativo per altri 250 mila euro); 110 mila euro per Cesarone e Boschetti; 15 mila euro per Cesarone; 500 mila euro per Domenici e Masciarelli ( oltre al tentativo per per altri 500 mila euro); 6.250.000 (oltre a 550 mila euro promessi ma non versati) per Conga. Altre ingenti somme sarebbero state inutilmente pretese o riscosse - secondo quanto accertato dale indagini - da indagati nei confronti dei quali non sono state richieste o applicate misure cautelari.

    14 luglio 2008

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  2. #2
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Il precedente...

    Anche il NY Times gli dedicò la prima pagina

    Abruzzo: gli arresti eclatanti

    Nel 1992 finì in carcere l'intera giunta targata Dc, compreso il presidente Rocco Salini.

    http://www.corriere.it/cronache/08_l...4f02aabc.shtml

    Per risalire ad arresti così eclatanti in Abruzzo nell'ambito politico bisogna risalire alla notte tra il 29 e il 30 settembre 1992. La Procura della repubblica dell'Aquila mandò in carcere l'intera Giunta regionale guidata dal presidente Rocco Salini. Nessuno escluso. L'esecutivo, secondo l'allora Pm Fabrizio Tragnone, era accusato di aver assegnato ricorrendo ad abusi, fondi europei del programma Pop (Programma operativo plurifondo). Fu un vero e propri sconquasso politico e la notizia fece subito il giro del mondo. Anche il New York Times gli dedicò la prima pagina. Per gli indagati furono anni terribili, la fine d'una storia politica, che aveva visto al suo centro, incontrastata per quasi quarant'anni, la Dc. Secondo l'accusa la spartizione riguardava quasi 300 miliardi di vecchie lire. Ma l'accusa caddè nel 1996, quando il governo con un decreto decise di cancellare il reato d'abuso d'ufficio (cancellare il reato per salvarsi le chiappe, la storia tutta di tradizione italica si ripeterà per altri più eccellenti casi!). Tutti gli imputati furono poi assolti in via definitiva dalla Cassazione, dopo le condanne in primo e secondo grado. Solo il presidente Rocco Salini si porterà dietro una condanna definitiva per falso.

  3. #3
    Mé rèste ü bergamàsch
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    In una inchiesta dell'Espresso del 2007 il fiume di denaro alle cliniche private

    Le accuse alla giunta di centrodestra. La truffa proseguita dal centrosinistra

    Sprechi d'Italia, scandalo Abruzzo
    Cento milioni alla loro salute


    di PRIMO DI NICOLA

    http://www.repubblica.it/2008/07/sez...-espresso.html

    OLTRE il buco anche la beffa. Perché in Abruzzo il tentativo di mettere ordine alla voragine nelle spese della sanità si è trasformato in una gigantesca truffa contabile a vantaggio dei baroni delle cliniche private. Secondo gli investigatori, i soliti noti delle case di cura convenzionate sono riusciti a mettere le mani su un tesoretto da 100 milioni di euro. Soldi prelevati dalle casse della regione con una facilità tanto impressionante quanto sospetta: è bastato presentare un'autocertificazione per ottenere fiumi di denaro. Una pacchia ai danni del contribuente, benedetta dalla vecchia giunta regionale di centrodestra e proseguita con modalità diverse anche con quella di centrosinistra.

    Adesso forse la festa sta finendo. Le Fiamme gialle, la Corte dei conti e la Procura della Repubblica di Pescara si sono calate nel baratro della sanità pubblica abruzzese, che fino al 2005 aveva accumulato debiti per 682 milioni di euro, cercando di capire quanto del denaro era stato realmente speso e quanto invece si era perso nei meandri del malaffare. Il risultato è choccante: ben 100 milioni di euro, 200 miliardi delle vecchie lire, sarebbero stati indebitamente riconosciuti ai titolari delle cliniche. Oltre 100 milioni che potrebbero venire richiesti a tutti i responsabili della giunta protagonista dello scandalo.

    Al centro dell'intrigo c'è un meccanismo molto di moda nella finanza pubblica degli scorsi anni: la cartolarizzazione, ovvero la vendita di beni (crediti, immobili) pubblici. In Abruzzo si è pensato di applicarla alla sanità, con un progetto che avrebbe dovuto farescuola nell'Italia delle regioni sprecone. Invece, secondo gli inquirenti, l'operazione si sarebbe trasformata in un capolavoro del malaffare.

    La brutta storia inizia nel 2004 quando l'allora governatore Giovanni Pace (An) decide di ripianare i debiti sanitari: tutti soldi che le Asl dovevano pagare alle cliniche private. Si stabilisce di cartolarizzare i crediti: la Finanziaria regionale(Fira) li acquista dai privati e li gira a una società veicolo (Cartesio srl); questa emette obbligazioni con i cui proventi la Fira paga i privati; la Regione rimborsa i titoli previo accordo con le Asl che devono riconoscere i crediti dichiarati dai privati.

    Così parte la cartolarizzazione: una prima tranche per 336 milioni conclusa da Pace nel 2004; un'altra da 346 milioni portata invece a termine dal successore Ottaviano Del Turco. È proprio sulla cartolarizzazione di Pace che la Guardia di finanza ha scavato a fondo. Secondo le Fiamme gialle l'operazione parte male sin dall'inizio, quando si tratta di individuare i crediti dei privati. Accanto a quelli vantati per prestazioni regolarmente fatturate e contabilizzate (credito performing) vengono infatti inseriti anche i crediti presunti (non performing). Ossia i crediti che i titolari delle cliniche potrebbero vantare in futuro per il periodo 1995-2001.

    È chiaro che si tratta di crediti non esigibili. Ma l'allora assessore alla Sanità Vito Domenici (Fi) nell'aprile 2004 va anche oltre: convoca i rappresentati delle case di cura invitandoli a formulare, addirittura "sotto forma di autocertificazione", le loro pretese per quei sei anni. Una manna per i padroni delle cliniche che presentano conti salati quanto evanescenti: chiedono 39 milioni alla Asl di Chieti, 38 a quella di Pescara, 23 a quella di Avezzano-Sulmona.

    In totale fanno quasi 100 milioni di euro nella ripartizione dei quali fa la parte del leone Vincenzo Maria Angelini, finanziatoredi Forza Italia. Il primo aspetto singolare della vicenda, spiegano le Fiamme gialle, è che mentre l'assessore chiede alle case di cura l'autocertificazione dei crediti, si guarda bene dal controllare lafondatezza di quelle richieste. Sì, nessuno verifica se i pretendenti avevano diritto o meno ai rimborsi milionari: non lo fa l'assessorato, non lo fanno nemmeno le Asl. È solo la Guardia difinanza a studiare le autocertificazioni. Gli investigatori scoprono che le somme invocate dai privati riguardano cure e ricoveri "in quantità eccedente il budget annualmente fissato dalla Regione": cifre difficilmente esigibili in base ai regolamenti.

    Inoltre queste autocertificazioni sono connotate da "una manifesta carenza documentale" e in molti casi le prestazioni sanitarie relative non sono state nemmeno fatturate. Rimborsi per il nero? Non solo: per molti di questi crediti le case di cura non hanno avviato un contenzioso giudiziario, segno che non ritenevano di potere ricevere quei soldi. Insomma, un regalo.

    L'espresso ha visionato il rapporto della Guardia di finanza sulla Sanitopoli abruzzese: un'inchiesta condotta dal colonnello Patrizio Vezzoli e che è alla base delle indagini portate avanti su due fronti dalla Corte dei conti dell'Aquila, dal procuratore della Repubblica di Pescara Nicola Trifuoggi e dal suo sostituto Giuseppe Bellelli.

    I reati ipotizzati sono truffa, falso, estorsione, corruzione, associazione a delinquere. Pesa soprattutto il conto dei danni per l'erario, quei 100 milioni che potrebbero venire richiesti ai responsabili dell'operazione. Chi deve risponderne? Si tratta della giunta di centrodestra che fino all'aprile del 2005 ha amministrato l'Abruzzo: con il governatore Pace, gli assessori Mario Amicone, Alfredo Castiglione, Giorgio De Matteis, Massimo Desiati, Donato Di Fonzo, Vito Domenici, Leo Orsini, Antonio Prospero, Bruno Sabatini, Francesco Sciarretta. Ma sotto accusa sono finiti anche tre direttori generali di altrettante Asl e l'intero consiglio d'amministrazionedella Fira con in testa l'ad Giancarlo Masciarelli, già finito incarcere per associazione a delinquere e truffa per i finanziamenti erogati a società fantasma.

    La giunta e la Fira avevano basato la cartolarizzazione sul parere dello studio legale Anello & partners di Roma: i crediti autocertificati dei privati andavano pagati in previsione della "possibilità di soccombenza della Regione e delle Asl nei giudizi pendenti e in quelli potenzialmente instaurabili" dalle cliniche. Sulla base di questo parere, la Fira ha proposto ai privati di acquistare i crediti autocertificati, pagando il 65 per cento della somma richiesta.

    Nella giunta tutti si dichiarano soddisfatti del marchingegno messo in piedi da Masciarelli: l'assessore Domenici plaude "alla bontà economico-finanziaria dell'operazione". Una decisione stroncata invece dagli inquirenti: "Non si comprende", annota la Finanza, "in base a quale criterio sia stato offerto un importo pari al 65 per cento di pretese semplicemente non documentate". Le conclusioni dello studio Anello sono per le Fiamme gialle "alquanto discutibili". I finanzieri hanno rilevato anche altre anomalie, tali da sollevare "seri dubbi sulla liceità dell'operazione".

    E non basta. Con una delibera la giunta ha imposto un diktat ai vertici delle Asl: pagate ai privati la cifra stabilita entro tre giorni, pena la decadenza dell'incarico. Per la Finanza imporre il pagamento "di presunti debiti non riscontrati e non contabilizzati" rappresenta una condotta grave che, oltre a determinare un danno erariale configura anche i reati di abuso d'ufficio ed estorsione nei confronti dei direttori delle Asl. Per i quali la beffa è doppia: sono formalmente colpevoli dello sperpero perché neanche l'estorsione subita li solleva dalla responsabilità per il "regalo"alle cliniche.

    (14 luglio 2008)

  4. #4
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    Quando la Lombardia? Sappiamo tutti che l'Abruzzo è niente confronto alla ragnatela lombarda.

  5. #5
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    Hanno incominciato dall’Abruzzo perché vanno per ordine alfabetico?.
    Seguiranno l’ordine alfabetico o per estrazione?.

    Hanno incominciato con l’ Abruzzo solamente perché l’operazione è più credibile essendo il Presidente di origine socialista?..

    Cercano con l’operazione Abruzzo di svegliare nell’immaginario della popolazione che occorre il federalismo solidale per amministrare le regioni, e per importanza la sanità che è la cosa che più sta a cuore secondo il pensiero comune.’.

    Il federalismo solidale deve andare avanti, ossia il bidone va applicato mentre vi è ancora la lega forte, e di conseguenza ha l’autorevolezza di conferire il marchio di garanzia alla ennesima storiella.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da MacBraveHeart Visualizza Messaggio
    Quando la Lombardia? Sappiamo tutti che l'Abruzzo è niente confronto alla ragnatela lombarda.
    La Lombardia non si tocca.

    In caso di pasticci evidenziati si colpirebbe la lega. E se questa ne risente elettoralmente, nessuno è in grado di sostituirla nella operazione di imbabolamento del Nord.

    E’ sufficiente scegliere qualsiasi regione e vi sarebbero altre operazioni da espletare.
    Attualmente l’operazione Abruzzo serve ed avanza per dimostrare che il governo è vigile.

    Se la situazione si allarga allora parte la credibilità del sistema.
    Pertanto l’opinione pubblica si deve accontentare di questo fatto.

  7. #7
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    è no inculano quelli del pd vuoi che mettano dentro Lombardo Galan o Formigoni? sito mato?

  8. #8
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    LA CASTA IN DIFESA

    http://www.corriere.it/politica/08_l...4f02aabc.shtml


    Berlusconi: «Del Turco? Teoremi
    accusatori spesso non confermati»


    «Strano, quasi una retata di un intero governo di una regione». «Serve riforma radicale della giustizia»


    Berlusconi a Parigi (Epa) PARIGI - Berlusconi entra a piedi uniti sul caso dell'arresto di Ottaviano Del Turco. E da Parigi rilancia sulla necessità di mettere mano al capitolo giustizia, parlando di «riforma radicale» e spingendo sulle separazione delle carriere, vecchio cavallo di battaglia del centrodestra.
    ARRESTO - Quanto all'inchiesta-terremoto in Abruzzo il Cavaliere esprime più di un dubbio: «Sì, ho sentito, e mi sembra una cosa molto strana che ci sia una decapitazione completa, quasi una retata, di un intero governo di una regione; ho sentito anche il teorema accusatorio, conoscendo l'attuale sistema dell'accusa in Italia...».
    «TEOREMI ACCUSATORI» - Quindi, rispondendo a un giornalista che gli fa notare che questa volta a essere colpita è la sinistra e non la sua parte politica, Berlusconi chiarisce: «Non ha nessuna importanza per me che la giustizia colpisca questo o quell'altro, ma molto spesso i teoremi accusatori sono teoremi che non vengono confermati». Quindi cita le accuse a lui rivolte di reati ambientali in Sardegna per la sua Villa Certosa, dove il tribunale di Tempio Pausania ha giudicato che il fatto non sussisteva, così come la Corte suprema spagnola ha fatto con i dirigenti di Telecinco. In realtà, in Sardegna, a essere stato assolto dal giudice, è stato l'amministratore delegato della società proprietaria della residenza sarda.

    L'ANM: «DISCREDITO ALL'ISTITUZIONE GIUDIZIARIA» - Quanto basta per provocare la risposta delle toghe. «La generica accusa alla magistratura inquirente di procedere per teoremi non corrisponde» ad un metodo di critica «informata e fondata sulla conoscenza degli atti» e «finisce per gettare discredito all'istituzione giudiziaria nel suo complesso» è la replica al Cavaliere da parte del segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini.

    14 luglio 2008

  9. #9
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    Come mai in Lombardia, l'assessore Boni, già tanto attivo nella distruzione dei parchi e nella cementificazione, trova anche il tempo di occuparsi del riaccreditamento (di tornare a dar soldi) alla clinica degli orrori di compare Pipitone ????


    da Il Giorno


    SANITA'
    La Santa Rita verso il riaccreditamento
    "Se tutto ok, si riparte entro 24-48 ore"

    L'assessore regionale Davide Boni: ''Stiamo lavorando contro il tempo con il pensiero rivolto soprattutto ai dipendenti (ma per favore). La Regione Lombardia ha fatto quanto doveva fare. Ora c'è un confronto serrato con la proprietà.




    Milano, 4 luglio 2008 - L'assessore regionale al Territorio, Davide Boni, ha visitato stamani la clinica Santa Rita, al centro nei giorni scorsi al centro di uno scandalo sanitario. "Se le cose vanno bene, 24-48 ore e si riparte. Non a pieno regime'', ha detto Boni. ''Stiamo lavorando contro il tempo - ha detto ai giornalisti al suo arrivo - con il pensiero rivolto soprattutto ai dipendenti. La Regione Lombardia ha fatto quanto doveva fare. Ora c'è un confronto serrato con la proprietà''.

    L'assessore ha ricordato che per il riaccreditamento della casa di cura è necessario che alcuni passi vengano compiuti dalla società: ''Sono stati chiesti dei documenti. Ieri - ha aggiunto - è stato eletto il nuovo consiglio di amministrazione che ha ricevuto il gradimento dell'assessorato regionale. Quindi non appena abbiamo in mano i documenti, tutti i momenti sono buoni. Ma non sarà una ripartenza 'full', ma graduale''.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Lancelot Visualizza Messaggio
    LA CASTA IN DIFESA

    http://www.corriere.it/politica/08_l...4f02aabc.shtml


    Berlusconi: «Del Turco? Teoremi
    accusatori spesso non confermati»

    «Strano, quasi una retata di un intero governo di una regione». «Serve riforma radicale della giustizia»


    Berlusconi a Parigi (Epa) PARIGI - Berlusconi entra a piedi uniti sul caso dell'arresto di Ottaviano Del Turco. E da Parigi rilancia sulla necessità di mettere mano al capitolo giustizia, parlando di «riforma radicale» e spingendo sulle separazione delle carriere, vecchio cavallo di battaglia del centrodestra.
    ARRESTO - Quanto all'inchiesta-terremoto in Abruzzo il Cavaliere esprime più di un dubbio: «Sì, ho sentito, e mi sembra una cosa molto strana che ci sia una decapitazione completa, quasi una retata, di un intero governo di una regione; ho sentito anche il teorema accusatorio, conoscendo l'attuale sistema dell'accusa in Italia...».
    «TEOREMI ACCUSATORI» - Quindi, rispondendo a un giornalista che gli fa notare che questa volta a essere colpita è la sinistra e non la sua parte politica, Berlusconi chiarisce: «Non ha nessuna importanza per me che la giustizia colpisca questo o quell'altro, ma molto spesso i teoremi accusatori sono teoremi che non vengono confermati». Quindi cita le accuse a lui rivolte di reati ambientali in Sardegna per la sua Villa Certosa, dove il tribunale di Tempio Pausania ha giudicato che il fatto non sussisteva, così come la Corte suprema spagnola ha fatto con i dirigenti di Telecinco. In realtà, in Sardegna, a essere stato assolto dal giudice, è stato l'amministratore delegato della società proprietaria della residenza sarda.

    L'ANM: «DISCREDITO ALL'ISTITUZIONE GIUDIZIARIA» - Quanto basta per provocare la risposta delle toghe. «La generica accusa alla magistratura inquirente di procedere per teoremi non corrisponde» ad un metodo di critica «informata e fondata sulla conoscenza degli atti» e «finisce per gettare discredito all'istituzione giudiziaria nel suo complesso» è la replica al Cavaliere da parte del segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini.

    14 luglio 2008
    e secondo voi, perchè Berlusconi lo difende?

 

 
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